Lo dico sempre: ma che mondo sarebbe senza la pizza???? Ho avuto la fortuna di crescere con la Pizza Napoletana, quella vera. Ebbene sì nel mio sperduto paesotto d’origine, Cusano Milanino, una cosa positiva c’era e c’è tutt’ora: la Pizzeria Anacapri, gestita da almeno due generazioni dalla famiglia Del Giudice se non erro Capresi Doc. Noi non si usciva spesso a cena, poiché mia madre da un lato era, da buona genovese, tirchia come pochi, dall’altro era fissata/malata con diete e ka@@ate varie (per lei anche l’acqua del rubinetto fa ingrassare!). Ma quelle poche volte che si usciva a cena si andava sempre in questa favolosa pizzeria dove venivano a mangiare la pizza da tutto l’hinterland milanese. Il profumo di quella pizza, cotta rigorosamente nel forno a legna napoletano, ancora mi è rimasto impresso malgrado siamo passati più di 30 anni! Quella pizza dal cornicione soffice, quegli ingredienti squisiti fatti arrivare appositamente dalla Campania… Ecco io sono cresciuta “all’ombra di quella pizza”.
E quando alla veneranda età di 25 anni mi sono trasferita a Roma la delusione è stata grande, perché quella pizza napoletana con il cornicione soffice soffice cotta nel forno a legna non l’ho mai più ritrovata se non in pallide imitazioni poco convincenti… eppure Roma era molto più vicina a Napoli di Milano!
Gioco forza inoltre che il mio primo marito (il “famoso” Bipede) tra tutti i difetti che aveva c'era anche quello di essere un fan sfegatato della pizza romana… quella bassa con il bordo scrocchiarello cotta nel forno elettrico alla quale faceva aggiungere un uovo sodo tagliato a fette e abbondante prosciutto crudo "saporito" all’uscita dal forno; sì proprio quella pizza che poi ti fa passare la nottata in compagnia della madonna di fatima attaccato alla cannella del lavello a bere come un cammello o come palesava il Bipede bello soddisfatto dopo cotale sciccheria culinaria "mò me devo sgargarozzà 'na bocia d'a(c)qua che fricica con l'alcaselze"
Ho avuto comunque fidanzati peggiori… in particolare uno era solito portarmi a cena in ristoranti “blasonati” e di fronte alla mia richiesta di andare a mangiare una “semplice” pizza (di gran lunga da me preferita!) la sua risposta fu lapidaria “No! La pizza è roba da studenti”, e pertanto lapidario fu anche il mio modo di troncare definitivamente la mia storia con lui, quella stessa sera, e non mi rivide mai più nemmeno in foto… anche perché in fondo io studente lo ero veramente!!!
Ho “impattato” poi su pizze stravaganti come quelle che si trovano all’estero: nella mia permanenza in Canada circa 20 anni fa mi ricordo della famigerata catena di PizzaHut fatta con il “salami”, fucsia fosforescente, e altri ingredienti alquanto originali accoppiati in modo decisamente inconsueto tipo “ananas e zucchini”, “pepperoni e gamberetti”, “salami e pere caramellate” ecc ecc… per non parlare di quanto ci divertiamo quando l’estate torniamo a casa in Austria a guardare nei banchi frigo dei supermercati! In Austria e Germania sino all’anno scorso andava di moda la “Pizza Ciabatone Tonno e Cipolle “. Ciabatone di nome e di fatto, la consistenza era proprio quella di una alta e soffice ciabatta di spugna. Ma tutto sommato in Austria siamo fortunati poiché abbiamo scovato nel paese accanto al nostro “Pizza Spencer”, una pizzeria con tanto di pizzaiolo napoletano… detto questo detto tutto e alla faccia di Ciabatone dovete vedere come gli austriaci dello Zugspitze Arena e dintorni vengono a papparsi a quattro ganasce la vera pizza “made in italy”.
Dicevo “Il Bipede e la Pizza” … avrei dovuto capirlo dall’inizio che quel matrimonio non s’aveva da fare e se si fosse fatto non sarebbe funzionato per nulla, poiché io me ne andavo per Roma cercando la “vera pizza napoletana” cotta nel “vero forno a legna”, lui invece cercava sempre la pizza romana bassa, scrocchiosa, gommosa e grondante di tutti gli ingredienti possibili ed immaginabili.
Già perché la “vera pizza napoletana” bando alle ciance, va subito al sodo, e riesce ad esprimere il meglio di sé anche con una semplicissima margherita: un buon impasto, un buon pomodoro, una buona mozzarella, qualche foglia di profumato basilico ed un filo d’olio “bono” a crudo…
Ma da quanto ho potuto constatare, mettere insieme questi “3 buono” in un'unica pizza è cosa assai ardua. Può essere buona la pasta ma troppo acido il pomodoro e annacquata la mozzarella; può essere dolce il pomodoro ma la pasta è un frisby da lancio e la mozzarella appartiene alla famiglia dei “panetti preconfezionati per pizza dal retrogusto di sapone”; il basilico è surgelato o non è affatto basilico bensì altra erbetta verde indefinita; il condimento affoga nell’olio grasso lanciando inutili sos mentre scivola via dal piatto e così via.
Insomma dal Bipede mi sono separata e mi sono separata anche dalla sua idea contorta di "pizza alkaselze".
Conosciuto Marco una tra le prime domande che gli ho posto in chat è stata “Ti piace la Pizza?” e se sì “Quale????”… tranquilli, ci sono domande più deficienti da porre ad un futuro fidanzato conosciuto tramite chat, come ad esempio “Di che segno sei?”, domanda per altro che mi sono sentita porre quotidianamente (forse credeva che il segno zodiacale cambiasse ogni giorno allo scoccare della mezzanotte) da una ex-collega – sì perché sino a qualche annetto fa anche io scaldavo una triste scrivania di un tristo ufficio facendo le bolle di sapone – che ogni mattina apriva il “quotidiano in dotazione” per leggerne l’oroscopo tutto d’un fiato, carica di grandi aspettative per la giornata, per poi passare buona parte della mattinata a commentarlo con i restanti “BioTopi” da ufficio… ma come ho già detto sui BioTopi d’ufficio sto scrivendo un divertente libercolo sulla falsa riga de “Il Bipede”
Ma ritorniamo alla Pizza: appurato che anche Marco era fan della Pizza Napoletana Verace accettai la sua “corte” serrata e talvolta seccante (piccinino quanta santa pazienza ha avuto e ha con me il mio adorabile marito!!!) e così davanti ad una buona pizza fatta con tutti i santi crismi da Slongia iniziò la nostra storia... e che storia! Ci siamo perfino duplicati e alla fine recidivi ci siamo anche RIsposati!!!! Solo una nota stonata: finora MJ – il nostro cucciolo - sembra non gradire la pizza … che tragedia!!!! .
Divagazione amena: Slongia era il “suo locale storico”, un pub irlandese che si trova a Fiuggi, e dico storico perché Marco ai tempi "indefesso bellimbusto ciociaro" era solito far transitare da quel locale tutte la ciurma delle sue molteplici amiche/amanti/fidanzate di cui molte di loro tristemente chiedevano una "mezza porzione di pizza" perchè alla prima uscita con un uomo sembra che si debba per forza farsi vedere a dieta... fortuna che 9 anni fa sono arrivata io spezzando così il circolo vizioso della "mezza pizza".... ehehehe
E se dico che talvolta tutt’oggi partiamo da Chianciano per andare da Mauro e Barbara di Slongia (con cui ormai c’è una gran bella amicizia) a mangiare una buona pizza accompagnata da ottima birra irlandese (come l’introvabile Harp Super) dico tutto…
Nel frattempo inizio a “mettere le mani in pasta” a giocare con i lieviti e a fare corsi di panificazione… e stufa della pizza romana bassa e scrocchiosa (non dico che non sia buona ma non rispecchia i nostri gusti) mi autoregalo il mitico Fornetto Ferrari et voilà il gioco è fatto…. Almeno a casa riuscivamo a riprodurre una pizza che ci garbava, certo non era quella “vera napoletana” ma sfido chiunque a costruirsi in una cucina d'appartamento un autentico forno napoletano!!!!
A onor del vero devo dire che alla fine, cerca che ti ricerca, anche a Roma avevamo scoperto una pizzeria napoletana di molto garbina (senza dover trasmigrare da una parte all’altra della città dove mi dicevano esserci due/tre pizzerie degne di merito ma per le quali ci si doveva armare di santa pazienza e prenotazione con anticipo quasi semestrale) ma… sì c’era un ma anche qui… si girava anche un’ora abbondante, tra santi e madonne varie, per trovare non dico un posteggio degno di cotanto nome bensì un semplice buco dove sbattere la macchina per circa 30 minuti.
Il resto poi fa parte dei tempi moderni… da Roma ci siamo trasferiti a Chianciano ed è stato il Paradiso in tutti i sensi!!! Sì, anche per la Vera Pizza Napoletana, perché a Chianciano c’è Marechiaro un locale molto ma molto garbino gestito da 3 simpaticissimi ragazzi di Napoli e Pozzuoli (dico bene?????) a cui faccio ciao ciao con la manina perché sicuramente mi leggeranno!!!! All’ingresso del locale ad accogliervi, come tradizione vuole, c’è il grande forno napoletano che "in collaborazione" con Roberto il nostro "pizzaiolo preferito" sforna pizze “veraci” con il loro bel cornicione morbido e soffice e soddisfa pienamente “l’assioma dei 3 buono”: buono l’impasto, buono il pomodoro, buona la mozzarella, profumatissimo il basilico e delicatissimo il giro d'olio a crudo. Potrei poi parlarvi della Mozzarella di Bufala, delle Zeppoline, dei frittini, dei piatti a base di Pesce, dei dolci - in cucina c'è uno chef degno di merito!!! - della carta dei vini... ma ... no! Non lo farò! E vi lascerò con la curiosità di provare questo locale e se non lo farete... beh vi perderete decisamente qualcosa di garbino! Insomma ecco arrivare con Marechiaro la quadratura del cerchio l’unico posto dove, dopo quasi 30 anni, ho risentito quel profumo e quel gusto che caratterizzavano in modo così marcato le mie “pizze rassicuranti dell’infanzia” e sono più che convinta che la prima volta il buon Pietro, non conoscendomi, mi abbia presa per "alienata totale" visto le scene di grande entusiasmo a cui mi sono lasciata andare davanti a quella mitica pizza!!!!
E quando alla veneranda età di 25 anni mi sono trasferita a Roma la delusione è stata grande, perché quella pizza napoletana con il cornicione soffice soffice cotta nel forno a legna non l’ho mai più ritrovata se non in pallide imitazioni poco convincenti… eppure Roma era molto più vicina a Napoli di Milano!
Gioco forza inoltre che il mio primo marito (il “famoso” Bipede) tra tutti i difetti che aveva c'era anche quello di essere un fan sfegatato della pizza romana… quella bassa con il bordo scrocchiarello cotta nel forno elettrico alla quale faceva aggiungere un uovo sodo tagliato a fette e abbondante prosciutto crudo "saporito" all’uscita dal forno; sì proprio quella pizza che poi ti fa passare la nottata in compagnia della madonna di fatima attaccato alla cannella del lavello a bere come un cammello o come palesava il Bipede bello soddisfatto dopo cotale sciccheria culinaria "mò me devo sgargarozzà 'na bocia d'a(c)qua che fricica con l'alcaselze"
Ho avuto comunque fidanzati peggiori… in particolare uno era solito portarmi a cena in ristoranti “blasonati” e di fronte alla mia richiesta di andare a mangiare una “semplice” pizza (di gran lunga da me preferita!) la sua risposta fu lapidaria “No! La pizza è roba da studenti”, e pertanto lapidario fu anche il mio modo di troncare definitivamente la mia storia con lui, quella stessa sera, e non mi rivide mai più nemmeno in foto… anche perché in fondo io studente lo ero veramente!!!
Ho “impattato” poi su pizze stravaganti come quelle che si trovano all’estero: nella mia permanenza in Canada circa 20 anni fa mi ricordo della famigerata catena di PizzaHut fatta con il “salami”, fucsia fosforescente, e altri ingredienti alquanto originali accoppiati in modo decisamente inconsueto tipo “ananas e zucchini”, “pepperoni e gamberetti”, “salami e pere caramellate” ecc ecc… per non parlare di quanto ci divertiamo quando l’estate torniamo a casa in Austria a guardare nei banchi frigo dei supermercati! In Austria e Germania sino all’anno scorso andava di moda la “Pizza Ciabatone Tonno e Cipolle “. Ciabatone di nome e di fatto, la consistenza era proprio quella di una alta e soffice ciabatta di spugna. Ma tutto sommato in Austria siamo fortunati poiché abbiamo scovato nel paese accanto al nostro “Pizza Spencer”, una pizzeria con tanto di pizzaiolo napoletano… detto questo detto tutto e alla faccia di Ciabatone dovete vedere come gli austriaci dello Zugspitze Arena e dintorni vengono a papparsi a quattro ganasce la vera pizza “made in italy”.
Dicevo “Il Bipede e la Pizza” … avrei dovuto capirlo dall’inizio che quel matrimonio non s’aveva da fare e se si fosse fatto non sarebbe funzionato per nulla, poiché io me ne andavo per Roma cercando la “vera pizza napoletana” cotta nel “vero forno a legna”, lui invece cercava sempre la pizza romana bassa, scrocchiosa, gommosa e grondante di tutti gli ingredienti possibili ed immaginabili.
Già perché la “vera pizza napoletana” bando alle ciance, va subito al sodo, e riesce ad esprimere il meglio di sé anche con una semplicissima margherita: un buon impasto, un buon pomodoro, una buona mozzarella, qualche foglia di profumato basilico ed un filo d’olio “bono” a crudo…
Ma da quanto ho potuto constatare, mettere insieme questi “3 buono” in un'unica pizza è cosa assai ardua. Può essere buona la pasta ma troppo acido il pomodoro e annacquata la mozzarella; può essere dolce il pomodoro ma la pasta è un frisby da lancio e la mozzarella appartiene alla famiglia dei “panetti preconfezionati per pizza dal retrogusto di sapone”; il basilico è surgelato o non è affatto basilico bensì altra erbetta verde indefinita; il condimento affoga nell’olio grasso lanciando inutili sos mentre scivola via dal piatto e così via.
Insomma dal Bipede mi sono separata e mi sono separata anche dalla sua idea contorta di "pizza alkaselze".
Conosciuto Marco una tra le prime domande che gli ho posto in chat è stata “Ti piace la Pizza?” e se sì “Quale????”… tranquilli, ci sono domande più deficienti da porre ad un futuro fidanzato conosciuto tramite chat, come ad esempio “Di che segno sei?”, domanda per altro che mi sono sentita porre quotidianamente (forse credeva che il segno zodiacale cambiasse ogni giorno allo scoccare della mezzanotte) da una ex-collega – sì perché sino a qualche annetto fa anche io scaldavo una triste scrivania di un tristo ufficio facendo le bolle di sapone – che ogni mattina apriva il “quotidiano in dotazione” per leggerne l’oroscopo tutto d’un fiato, carica di grandi aspettative per la giornata, per poi passare buona parte della mattinata a commentarlo con i restanti “BioTopi” da ufficio… ma come ho già detto sui BioTopi d’ufficio sto scrivendo un divertente libercolo sulla falsa riga de “Il Bipede”
Ma ritorniamo alla Pizza: appurato che anche Marco era fan della Pizza Napoletana Verace accettai la sua “corte” serrata e talvolta seccante (piccinino quanta santa pazienza ha avuto e ha con me il mio adorabile marito!!!) e così davanti ad una buona pizza fatta con tutti i santi crismi da Slongia iniziò la nostra storia... e che storia! Ci siamo perfino duplicati e alla fine recidivi ci siamo anche RIsposati!!!! Solo una nota stonata: finora MJ – il nostro cucciolo - sembra non gradire la pizza … che tragedia!!!! .
Divagazione amena: Slongia era il “suo locale storico”, un pub irlandese che si trova a Fiuggi, e dico storico perché Marco ai tempi "indefesso bellimbusto ciociaro" era solito far transitare da quel locale tutte la ciurma delle sue molteplici amiche/amanti/fidanzate di cui molte di loro tristemente chiedevano una "mezza porzione di pizza" perchè alla prima uscita con un uomo sembra che si debba per forza farsi vedere a dieta... fortuna che 9 anni fa sono arrivata io spezzando così il circolo vizioso della "mezza pizza".... ehehehe
E se dico che talvolta tutt’oggi partiamo da Chianciano per andare da Mauro e Barbara di Slongia (con cui ormai c’è una gran bella amicizia) a mangiare una buona pizza accompagnata da ottima birra irlandese (come l’introvabile Harp Super) dico tutto…
Nel frattempo inizio a “mettere le mani in pasta” a giocare con i lieviti e a fare corsi di panificazione… e stufa della pizza romana bassa e scrocchiosa (non dico che non sia buona ma non rispecchia i nostri gusti) mi autoregalo il mitico Fornetto Ferrari et voilà il gioco è fatto…. Almeno a casa riuscivamo a riprodurre una pizza che ci garbava, certo non era quella “vera napoletana” ma sfido chiunque a costruirsi in una cucina d'appartamento un autentico forno napoletano!!!!
A onor del vero devo dire che alla fine, cerca che ti ricerca, anche a Roma avevamo scoperto una pizzeria napoletana di molto garbina (senza dover trasmigrare da una parte all’altra della città dove mi dicevano esserci due/tre pizzerie degne di merito ma per le quali ci si doveva armare di santa pazienza e prenotazione con anticipo quasi semestrale) ma… sì c’era un ma anche qui… si girava anche un’ora abbondante, tra santi e madonne varie, per trovare non dico un posteggio degno di cotanto nome bensì un semplice buco dove sbattere la macchina per circa 30 minuti.
Il resto poi fa parte dei tempi moderni… da Roma ci siamo trasferiti a Chianciano ed è stato il Paradiso in tutti i sensi!!! Sì, anche per la Vera Pizza Napoletana, perché a Chianciano c’è Marechiaro un locale molto ma molto garbino gestito da 3 simpaticissimi ragazzi di Napoli e Pozzuoli (dico bene?????) a cui faccio ciao ciao con la manina perché sicuramente mi leggeranno!!!! All’ingresso del locale ad accogliervi, come tradizione vuole, c’è il grande forno napoletano che "in collaborazione" con Roberto il nostro "pizzaiolo preferito" sforna pizze “veraci” con il loro bel cornicione morbido e soffice e soddisfa pienamente “l’assioma dei 3 buono”: buono l’impasto, buono il pomodoro, buona la mozzarella, profumatissimo il basilico e delicatissimo il giro d'olio a crudo. Potrei poi parlarvi della Mozzarella di Bufala, delle Zeppoline, dei frittini, dei piatti a base di Pesce, dei dolci - in cucina c'è uno chef degno di merito!!! - della carta dei vini... ma ... no! Non lo farò! E vi lascerò con la curiosità di provare questo locale e se non lo farete... beh vi perderete decisamente qualcosa di garbino! Insomma ecco arrivare con Marechiaro la quadratura del cerchio l’unico posto dove, dopo quasi 30 anni, ho risentito quel profumo e quel gusto che caratterizzavano in modo così marcato le mie “pizze rassicuranti dell’infanzia” e sono più che convinta che la prima volta il buon Pietro, non conoscendomi, mi abbia presa per "alienata totale" visto le scene di grande entusiasmo a cui mi sono lasciata andare davanti a quella mitica pizza!!!!
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E a casa? A casa si impasta… eccome se si impasta!!! Diciamo che non ho un impasto fisso per la pizza ma mi piace provare, sperimentare. Comunque in linea di massima se voglio andare sul sicuro due sono le ricette: una delle Sorelle Simili da cui si ottiene una pizza più simile a quella del fornaio e l’altra è quella che vi posto oggi per ottenere una pizza tonda al piatto.
La ricetta è presa dal blog Profumo di Lievito di Adriano Continisio quel “riservato signore napoletano” che io definisco di cuore “il maestro ed il mago dei lieviti” per i capolavori che riesce a produrre, date un’occhiata al suo blog e sappiatemi dire!
La ricetta è presa dal blog Profumo di Lievito di Adriano Continisio quel “riservato signore napoletano” che io definisco di cuore “il maestro ed il mago dei lieviti” per i capolavori che riesce a produrre, date un’occhiata al suo blog e sappiatemi dire!
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Ingredienti
270gr di farina tipo 0
80gr di semola rimacinata di grano duro
500gr di farina Manitoba per uso casalingo
3gr di lievito di birra
1 cucchiaino di malto (facoltativo)
25gr di sale
30 gr. di olio
500 gr. di acqua
270gr di farina tipo 0
80gr di semola rimacinata di grano duro
500gr di farina Manitoba per uso casalingo
3gr di lievito di birra
1 cucchiaino di malto (facoltativo)
25gr di sale
30 gr. di olio
500 gr. di acqua
Preparazione
Prepariamo la sera prima il poolish con 500 manitoba, 500 acqua, 3gr lievito fresco, 1 cucchiaino di malto (in inverno). Al mattino impastiamo unendo la farina rimanente, setacciata, 2 cucchiai alla volta a pioggia, il sale e l'olio alla fine. Facciamo riposare 30' poi dividiamo l'impasto in panetti da 200 - 250 gr, poniamo in contenitori ermetici in frigo (zona più fredda). Due ore prima di stendere, tiriamo fuori l'impasto. Sistemiamo una pietra refrattaria quanto più vicina al grill superiore (max 12cm) e accendiamo il forno al massimo. Una volta che questo è arrivato a temperatura, accendiamo il grill al massimo, condiamo la pizza ed inforniamo, facendo attenzione che il grill sia acceso. La cottura ideale è intorno ai 3'

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Ciao, io sono dell'isola d'Ischia e ti posso capire, sono anche io abituata alla pizza napoletana. Quando tre anni fa mi sono trasferita a viterbo (sono universitaria) ho subito sentito la mancanza della MIA PIZZA!!! Soffrivo molto, andavo in molte pizzerie ma NESSUNA pizza mi soddisfava,ed allora la prima cosa che mi facevano mangiare i miei quando tornavo a casa era la pizza. Ero così disperata che decisi di impararmi a fare la pizza, in modo da potermela fare quando ne avevo voglia. Ed ogni qual volta sento la mancanza della mia pizza napoletana...la preparo io! Mio marito ne è molto contento!
RispondiEliminaComunque dopo molti assaggi ho capito che è proprio l'impasto ad essere diverso, quelle romane sono così sottili che te ne potresti mangiare pure due, invece la nostra pizza è così buona e così gagliarda che quando la finisci ti senti scoppiare! E poi per me la pizza è con la mozzarella, e da noi la mozzarella è solo quella di bufala! Ricordo quando per la prima volta andai in un alimentari qui a Viterbo. Chiesi una mozzarrella e rimasi scioccata perchè mi diedero il fiordilatte, per me la mozzarella è sempre stata solo quella di bufala!
Adoro impastare la pizza, mi da una gioia immensa, forse in un altra vita sarò una pizzaiola!
Buon weekend!
Un bacione da Elly di Dolce Mania per la Pasticceria!
Mi fai morire dal ridere con i tuoi racconti... il bipede, la pizza romana, la pizzeria garbina...
RispondiEliminaAnch'io amo la pizza come questa, e forse sarebbe saggio giudicare gli aspiranti fidanzati dalla pizza che scelgono!!!
Anch'io uso il metodo di Adriano,ma mi manca il fornetto ferrari...ho rimediato con una piastrellona nel forno!!!
Elly ti capisco perfettamente! Sul tuo blog trovo la ricettina???? Mi piacerebbe provare anche il tuo impasto visto che sicuramente sarà ottimo!!! Un bacione e buon fine settimana anche a te!
RispondiEliminach ebel racconto guarda, mi segno tutto e mi faccio un pizza tour, intanto la faccio a casa
RispondiEliminasono della provincia di Napoli e da noi la pizza la conosciamo bene, ti posso dire che ogni pizzeria a un suo modo di fare la pizza ma ti accorgi subito se gli ingredienti sono di ottima qualità, la pizza che si fa a Napoli è diversa da quella di altre città della Campania (se vai al Trianon o da Michele ti mangi anche il piatto). Per esempio io abito a poca distanza da Sorrento,Positano ecc e li la pizza la fanno in modo diverso ma lo stesso è buonissimaun saluto e buon appetito.
RispondiEliminaLa Golosastra su un ex marito è meglio riderci su ahahahahahaha
RispondiEliminaInvece a me manca proprio quella piastrellona ... prima o poi troverò qualcuno che me la farà :-)
Carmine Volpe un pizza tour??? geniale!!!!
Carmen abiti in posti splendidi!! Cmq voi per la pizza avete proprio una gran bella tradizione che andrebbe senza dubbio tutelata di più per evitare l'uso improprio del nome pizza :-) Un bacio
Che bello questo post!!!
RispondiEliminaPoi la pizza solo a guardarla una vera delizia ciao
è vero che adesso è tardi ma se avessi qui questa pizza ci andrebbe giu benissimo , che buona !
RispondiEliminaPrima di andar via da Roma dovevi passare dal Peperoncino dispettoso, Balduina: sono stata in vacanza anni fa in Campania e quella mangiata qui da noi mi sembrava proprio la stessa pizza che dici tu... aspetto notizie sul famoso profumo di stufato con cipolla assaporato solo per naso in Germania... che poteva essere?
RispondiEliminaCiao, adoriamo la pizza anche noi (ma quella "romana" che descrivi non sò in quale zona l'hai gustata... in genere ognuno fa la sua pizza, poi và a gusto personale). Ciao
Hi,
RispondiEliminaCONGRATULATIONS for your fabulous
blog! come and take your AWARDS!
XO,Nina
Concordiamo sul fatto che la pizza migliore sia la napoletana, imbattibile ed insuperabile! E soprattutto indimenticabile, tanto che sia Napoli che le sue pizze, ci sono entrate nel cuore. Il Bipede aveva gusti piuttosto barbari, altrochè alcaselzer con quello che si ingoiava, hai descritto così bene la scena che ce la siamo vista davanti agli occhi. MJ ha tutto il tempo per imparare ad apprezzarla, magari potresti dedicargli una pizza con i suoi ingredienti preferiti!
RispondiEliminaConosciamo il blog di Adriano, fa delle cose che ti lasciano il senso della meraviglia, ha un dono quell'uomo! Proveremo anche noi a seguire la tua/sua ricetta!
Se passi da noi, c'è un premio per te!
Un abbraccio e buonanotte da Sabrina&Luca
Laura il tuo racconto troppo divertente :D
RispondiEliminaLa pizza al piatto cotta nel forno a legna tutta un altra storia!
un bacio
anch'io vado spesso alla ricerca di una pizza napoletana degna del nome che porta, ho letto tutto tutto con piacere ...
RispondiEliminae pe la ricetta di Adriano, bhe un nome, una garanzia, la guardo da un po' questa ricetta, ma non ho mai avuto modo (forse è voglia) di provarla.
Sorbyy ma grazie ;-)
RispondiEliminaMary la pizza non ha orario ... ehehehe
Criss che dirti il Bipede proponeva ogni volta "Pizzerie Improbabili" come dire tutta "forma" e niente pizza... ehehehe Mi serve il tuo indirizzo email per madarti la ricetta del goulash :-)
Nina Thanks!!!! I'll arrive!
Luca e Sabrina anche io ho Napoli e dintorni nel cuore è sempre un piacere quando Marco ha qualche concerto da quelle parti.
Il Bipede .... un uomo ... un libro! ahahahahah
Mj al momento è fan di pasta a ragù ne mangia a quintalate ahahahaha Grazie per il premio!!! arrivoooooo
Marjlet se continuo a parlare del Bipede alla fine si formerà un "bipede fan club" ahahahahaha
Blunotte eh già Adriano un nome, una garanzia!
Divertentissimo il tuo racconto :-). Tornando alla pizza credo che quella cotta nel forno a legna sia il top del top!!!! Io sinceramente sono di Roma ed amo quella bassa e sacrocchiarella, ma diciamo che è più un problema di lievito, non tanto tollero quello di birra quindi più è alta e più mi da problemi.. Però ai tempi in cui potevo mangiai una bella pizza in costiera amalfitana che non dimenticherò mai!!!!!
RispondiEliminaEh sì la pizza cotta nel forno a legna è proprio divina! Lo sai che anche io mal tollero ultimamente il lievito di birra? Mi sa che dovrò tornare a cimentarmi con il lievito madre ... Buona domenica Laura
RispondiEliminastasera tanta pizza anche al pollaio! :)
RispondiEliminaquesta pizza è favolosa!!! me ne farei una gigante!!!! bellissimo anche il tuo racconto!!!! un bacio, eli
RispondiEliminaLo stasera pizza gallina (quella con uovo lento sopra) ahahahahah
RispondiEliminaEli ma grassie :-)
Ciao Lauraaaaaaaaaa!!!
RispondiEliminaNoooooooooo, con l'uovo lento maaaaaaaiiiiii!!!!
W la pizza!
Cannelle;-)
annelle effettivamente con l'uovo lento è tremenda!!!! ahahahahah
RispondiEliminaMamma mia la pizza è davvero uno di quei piaceri irrinunciabili....decisamente il mio piatto preferito! Bella la ricetta e ho proprio una pietra ollare nuova di pacca che aspetta solo di essere spianata
RispondiEliminaUn bacio grande
fra
Sono una pizzomane, anch'io avevo provato questo metodo..... buonisssimisssima, un tantino laboriosa!!!!
RispondiEliminamamma mia laura...na'favola!!!!
RispondiEliminabuon inizio settimana ;)
Laura, se ti va passa da me a ritirare un meme!
RispondiEliminagrandiosa la tua pizza!!!!! devo provare il tuo impasto!!!
RispondiEliminae poi devo dire che è stata condita molto bene con un bellissimo tuo racconto!!!!
buona settimanaaaaa!!!
Bellissime le tue ricette, ma leggere i tuoi racconti è fantastico!!! E' un'ora che sono al pc scorrendo il tuo blog e mi sta passando il tempo così...senza accorgermene. Grazie e complimenti
RispondiEliminabellissima, sai anche io volevo comprare il fornetto della ferrari, me lo consigli??
RispondiEliminaFra è anche il nostro piatto preferito :-)
RispondiEliminaMina per me sin'ora quella più laboriosa è stata quella fatta con il lievito madre (lievito con cui la sottoscritta non va assolutamente d'accordo!)
Mirtilla ma ciaooo un bacio anche a te!
Marta attivo!
Dario provala e sappiami dire!
Aldarita ma sei gentilissima !!!! Torna a trovarmi :-)
Pamy io sì te lo consiglio senza dubbio!
Ho sempre sentito parlare del metodo poolish ma non ho mai approfondito, dopo la tua descrizione provero eccome, grazie e a presto
RispondiEliminaAnicestellato il metodo poolish a me ha sembre dato grande soddisfazione e lo adotto un po per tutto avendo un pessimo rapporto con il lievito madre ... eheheh
RispondiEliminaciao!mi sono fatta una cultura sull'argomento pizza!
RispondiEliminache dire?!? che e' una delle cose piu' buone che ci siano...purtroppo io non sono una maga della pizza!quiesta fortuana e' toccata a mia sorella...che non sa mai darmi indicazioni perche' lei va ad occhio!
provero' quindi la ricetta che proponi tu...la tua e' cosi' bella che spero esca qualcosa di buono anche a me...
Sul mio blog c'e' un meme da ritirare...
un bacio e buona giornata!
Ciao! Io ho trovato una vera pizzeria napoletana a Milano e ora ho capito che mi son persa in tutti gli anni in cui mia mamma mi faceva mangiare la pizza alta!! Devo provare a farla anche io, chissà che mi venga bene!!
RispondiEliminaChiara pesa che anche io ho dovuto "sudare" non poco per imparare a fare una pizza ben fatta. Prova questa ricetta, Adriano Continisio è una gande garanzia di riuscita!
RispondiEliminaLaura mia madre e la pizza erano due entità diverse e separate! La sua era bassa dura come il marmo e sempre ricoperta da un'orribile giardiniere agrodolce che faceva lei ... na schifezza!!! ahahah
Ciao Laura!!!sul mio blog trovi una iniziativa che può farti avere 60 euro o anche più di buono spesa. Io ho già ricevuto il pacco ed è tutto squisito!!!
RispondiEliminaPassa da me;-)
Cannelle
Cannelle grazie per la segnalazione! l'avevo visto ieri al volo! Oggi approfondisco al questione :-) Un bacio
RispondiEliminaMi hai fatto morire con il tuo racconto!!
RispondiEliminama perchè non abitiamo vicine ...credo che parlemmo di tutto, altro che dei nostri blog!!!
e la pizza poi spettacolare!!!
baci e a presto
Grazia tranquilla che se verrò dalle tue parti ci regaleremo un po di tempo per fare delle sane risate e del sano "spetteguless" ahahahah Un abbraccio
RispondiEliminaMangerei la pizza anche a colazione!
RispondiEliminaVorrei davvero provare a farla con questo sistema, mi intriga parecchio, visti poi i risultati (tuoi)...spettacolare! Bravissima!
P.S. anche per me, tra me e il lievito madre, c'e' una forte incompatibilita'!!!
Baci
Marilena anche io proprio come te mangerei pizza a qualsiasi ora del giorno e della notte! Un Bacio
RispondiEliminaChe bello conoscerti! mi hai fatto ammazzare dalle risate con la storia del bipede e la pizza! La pizza per me è esclusivamente quella napoletana, col cornicione alto con il fior di latte, col basilico fresco..altro che quelle tavolette romane..nn sia mai!
RispondiEliminaVerrò a trovarti spesso..mi metti buonumore..
a presto
sciopina
Sciopina benvenuta sul mio blog! La pizza che hai dipinto tu è proprio quella che garba anche a noi! Vieni pure quando vuoi a trovarmi! Un bacio
RispondiEliminasulla pizza tutto vero,anche io l'amo comunque se passate per Rieti non dimenticate di fare una capatina in un locale dove c'è un giovane pizzaiolo reatino verace di 80 anni (avete letto bene) che lavora in forno a legna(reatino)e la sua esperienza nel campo lavorativo non ha eguali è passata dal fornaio al pasticcere per poi arrivare alla pizza.l'arte bianca per lui non ha srgreti,la sua pizza è la classica romana,ha un sapore,una digeribilità e una croccantezza....penso sia unica il locale si chiama Rugantino è a Rieti
RispondiElimina@ Anonimo grazie mille per la segnalazione! Capito spesso a Rieti e pertanto vi farò sicuramente un salto!!! Buona giornata Laura
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