Giovedì gnocchi, ma anche lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica, non c'è un giorno fisso considerando che è uno dei piatti preferiti (forse il preferito per eccellenza!!!) di Marco e pertanto ho dovuto "rimboccarmi le maniche" ed imparare a farli per benino proprio come garbano a lui che ogni volta che si trova davanti ad una "cofana" di gnocchi (perché questa arcaica parola è la sua unità di misura quando si parla di questo piatto!!!) sempre esprime la seguente frase "Se quella montagna fosse di gnocchi io farei un traforo!"... espressione a cui annuisco per cieca fede al dogma, ma mi sono sempre domandata: solo un traforo??? ma allora il resto della montagna lo lasci??? e chi se lo mangia??????? Ma si sa che certe domande sono inammissibili ed irrilevanti quanto meno al fine processuale... La prima cosa che ho fatto quando l'ho conosciuto ormai quasi 9 anni fa è stato fare l'abbonamento alla rivista "Cucina Italiana" per migliorare in cucina e preparargli tanti deliziosi manicaretti come una brava "massaia d'altri tempi"... ad oggi continuo a comprare questa rivista ed immancabilmente dopo averla sfogliata mi chiedo "ma perché mi ostino ogni mese a buttare via quei 4 eurini????"... forse perché ormai mi ci sono affezionata anche se nell'ultimo anno ho proprio cavato pochissime "ricettine" dal buco!!! La sola cosa che mi garba leggere ormai è l'editoriale.
Mi chiedo sta forse cambiando il modo di cucinare ed io sono rimasta "impantanata" a nove anni fa???? o forse le ricette presentate sono o troppo scontate, o troppo sifonate, o troppo elaborate o con ingredienti che per reperirli devi fare come nel romanzo di Giulio Verne ovvero "il giro del mondo in 80 giorni" ????
Inoltre ultimamente noto che in ogni numero c'è sempre un ingrediente "di moda" che la fa da padrone per buona parte delle ricette, in un "leitmotiv" talvolta davvero petulante... e se puta caso a me non garba il sedano rapa, l'arzilla, lo scorfano, la melagrana, il broccolo romano, la guancetta di cavallo o il latticino podolico di vacca podalica, che faccio???
A mio rischio e pericolo potrei riportare la rivista all' edicolante, dicendole "eh no questo mese 'un mi garba nulla, tenterò il mese prossimo magari sarò più fortunata". Forse l'edicolante non mi inviterà ad allontanarmi dall'edicola, o magari non userà parole troppo forti...
Oppure come suggerito proprio ieri sera da Marco potrei rivendermela su eBay... quanto meno per liberare spazio sulla libreria...
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Io vi passo la ricetta degli gnocchi che seguo da parecchio tempo, grazie alle nozioni "base" di cucina del sito Gennarino. Ah questo sito! Se non ci fosse dovremmo inventarlo! Non vi dico quante cose ho imparato a fare spulciando il sito Gennarino e sempre con molto successo!!!!
I gnocchi per me sono sempre stati una grande sfida ed una grande "disfatta" sino a prima di applicare per filo e per segno il "metodo Gennarino, ora invece si "gnoccheggia" almeno una volta a settimana :-) mettendo al bando dalla nostra dispensa i tristi pacchettini di "gnoccogomma" già preparati, talvolta precotti, talvolta surgelati, talvolta da far bollire e condire a piacere.
I gnocchi per me sono sempre stati una grande sfida ed una grande "disfatta" sino a prima di applicare per filo e per segno il "metodo Gennarino, ora invece si "gnoccheggia" almeno una volta a settimana :-) mettendo al bando dalla nostra dispensa i tristi pacchettini di "gnoccogomma" già preparati, talvolta precotti, talvolta surgelati, talvolta da far bollire e condire a piacere.
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Ingredienti e Preparazione
Si inizia con il mettere a bollire le patate: per quattro persone, ne sono sufficienti 600 grammi circa. Io le scelgo di misura uniforme, in modo che abbiano lo stesso tempo di cottura, le metto a bollire (a fuoco bassissimo) senza sbucciarle e le lascio sul fuoco fino a quando, infilando una forchetta, sento che la polpa non oppone più alcuna resistenza. A questo punto le levo dall'acqua e le pelo ancora bollenti. Poi le schiaccio e le lascio raffreddare sul tavolo, in modo che perdano il più possibile l'umidità. Poi, aggiungo la farina: circa 150 grammi (scegliendola di tipo *per sfoglia*, povera di glutine). La proporzione di farina e' quella minima indispensabile. alcune qualità di patate potrebbero assorbirne di più, quindi quando impastate terrete vicino due cucchiai rasi di farina per una eventuale aggiunta Ovviamente, ne tengo a portata di mano un altro po', per infarinare bene il piano di lavoro.
1.Per prima cosa, passo le patate allo schiacciapatate e le raccolgo " a fontana" sul piano di lavoro.
2.Faccio raffreddare e aggiungo poi la farina , impastando per pochi minuti.
3.Quando la pasta ha raggiunto un aspetto abbastanza compatto, infarino bene il piano di lavoro e inizio a stendere dei "salsicciotti" spessi più o meno un centimetro e li taglio in pezzetti il più possibile della stessa lunghezza. E' importantissimo, durante questa operazione, tenere il più le mani e il piano di lavoro ben infarinati: la pasta altrimenti si attacca e diventa di difficile lavorazione.
4.Preparati tutti gli gnocchi, procedo alla loro "rigatura": con la mano sinistra tengo ferma una forchetta e - appoggiando uno gnocco per volta sui rebbi (ben puliti e infarinati) lo schiaccio al centro con l'indice, in modo da ricavare una fossetta, e lo striscio esercitando una leggera pressione. Ecco, lo gnocco è pronto.
E' importantissima, anche in questa fase, l'estrema pulizia e l'utilizzo di farina. Se i rebbi della forchetta sono sporchi, infatti, o non bene infarinati lo gnocco non scivola e la rigatura non viene bene come deve: non dimentichiamo, infatti, che è lei che assorbe il sugo e rende lo gnocco saporito!
Gli gnocchi vanno poi cotti in acqua bollente e scolati, appena vengono a galla, con una schiumarola (come nella foto). La cottura degli gnocchi è in realtà un brevissimo passaggio in abbondante acqua bollente. Versate gli gnocchi tenendo la fiamma al massimo, e noterete che appena riprende il bollore i primi gnocchi prendono a galleggiare. dopo non più di 30" dal galleggiamento essi sono pronti. In totale, da quando li buttate, ben difficilmente passano più di 2' di tempo
Nota: la lessatura delle patate può avvenire in pentola, in pentola la pressione, e anche nel forno a micro-onde per chi lo possiede. In quest'ultimo caso metterete le patate in un contenitore coperto con pochissima acqua sul fondo. I tempi dipendono dalla potenza dell'apparecchio e dalla quantità di patate che usate: riferitevi al libretto d'uso dell'apparecchio per avere la misura precisa. In ogni caso vale sempre lo stesso principio per "saggiare" il giusto punto di cottura dei tuberi.
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Ingredienti
1 cipolla
1 costola di sedano
1 carota
500 g di macinato misto (manzo, vitello, suino)
2 salsicce sgranate
400 g di passata di pomodoro + 1 bicchiere d’ acqua calda
Qualche lamella di porcino secco ammollato in acqua calda
Un bicchiere abbondante di Vin Santo
Olio extravergine di oliva circa 3 cucchiai
Basilico
Sale q.b.
Utensili
Pentola in coccio
Frangifiamma da utilizzare sempre sotto la pentola di coccio
Preparazione
Pulisco la cipolla, la carota ed il sedano e le trito. Nella pentola di coccio metto 3 cucchiai d’olio e aggiungo il di verdure. Faccio andare qualche minuto a fuoco medio. Attenzione le verdure non dovranno scurirsi! Aggiungo il macinato, le salsicce sgranate e i funghi ammollati tritati al coltello. Far rosolare il tutto a fuoco medio mescolando ben bene con un cucchiaio di legno. Quando la carne non sarà più rosata e tenderà ad asciugarsi sfumare con il Vin Santo. Far sfumare quasi completamente a fuoco medio/vivo continuando a rimestare. Aggiungere poi la passata di pomodoro allungata con un bicchiere d’acqua calda. Regolare di sale e dare un’ultima mescolata. A questo punto spostare la pentola sul fornello più piccino usando sempre un frangifiamma. Coprire con un coperchio lasciando aperto un piccolo spiraglio e far sobbollire a fiamma bassissima per circa 2 ore/ 2 ore e mezza. Ogni tanto dare una mescolatina. Quando il ragù sarà bello denso spegnere la fiamma e aggiungere un paio di foglie di basilico.
Ragù di Laura
1 cipolla
1 costola di sedano
1 carota
2 salsicce sgranate
Qualche lamella di porcino secco ammollato in acqua calda
Un bicchiere abbondante di Vin Santo
Olio extravergine di oliva circa 3 cucchiai
Basilico
Sale q.b.
Preparazione
Completare il piatto con una generosa spolverata di Parmigiano
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