martedì 31 marzo 2009

26

Profumi e Colori in Insalata

Arrivando sempre con l'ultimo treno ecco che partecipo alla raccolta "Salads" di Susina del blog Pasticci e Deliri di una Strega in Cucina.

Partecipo con la mia insalata preferita in questo periodo, la salad che mi preparo quando sono a casa da sola senza il mi marito che richiede invece piattini golosi e non solo "la medicina" (modo tutto suo di chiamare la verdura e le mie insalatone) e mi gusto boccone dopo boccone in beata compagnia di me stessa. L'insalata che mi farò anche oggi a pranzo e già mi viene l'acquolina in bocca al solo pensiero, perché adoro il connubio pomodori, porri, mais. Ovviamente è di una semplicità disarmante, forse addirittura scontata ma che a me garba proprio tanto, vuoi per i colori, vuoi per il profumo "mediterraneo", vuoi per il sapore d'estate...

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Insalata di Pomodori, Porri e Mais
di Laura De Vincentis

Ingredienti e Preparazione
In una ciotola giallo oro affetto qualche bel pomodoro rosso ben tornito e il porro verde smagliante a rondelline sottili. Aggiungo poi il mais giallo (che il mi marito allegramente chiama "il becchime) e un trito di profumatissimo basilico verde smeraldo. Talvolta qualche piccola oliva taggiasca che profuma di riviera ligure non guasta. A seconda della fame posso aggiungere o del roseo e tenero tonno leggermente scottato, o dei crostini leggermente dorati, o un uovo sodo sbriciolato "a mimosa". A seconda della voglia condisco o con della bianchissima salsa allo yogurt o con un fragrante olio extravergine d'oliva toscano con un delizioso sentore d'origano, un pizzico di sale e un pizzico di pepe nero macinato al momento. In versione "basic" è ottimo e goloso condimento per le bruschette fatte rigorosamente con Pane Toscano strofinato d'aglio.


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lunedì 30 marzo 2009

33

Tagliatelle Pomodoro, Piselli e Ricotta Salata

Questo fine settimana (uno dei pochi in cui siamo riusciti a goderci casa senza gironzolare su e giù per lo stivale) ho cucinato tanto e in prevalenza dolci... ebbene sì ora ci ritroviamo con un ciambellone, la torta di mandorle, delle ciambeline ruzze e dei muffins all'arancia. E quando un'anima pia sta in cucina a preparare tutti questi dolci sinceramente non pensa a cosa preparare per i "pasti canonici" e così si ritrova all'ultimo minuto con la ciurma affamata e zero idee... Fortuna che noi siamo di molto "pastari", pertanto una buona pasta ed un buon sughetto mettono d'accordo gli animi e placano la fame. Questa è una ricettina d'una semplicità disarmante ma, la divagazione sul tema è stata quella di usare, al posto della ricotta salata, la mia formaggella ormai bene indurita che però ha conservato un delicato ma altrettanto saporito gusto di "cremosa latteria", rendo l'idea???? Il resto della formaggella avanzata l'ho utilizzato la sera per condirci la pizza... che ve lo dico a fare???? Buonissima!!!!! E ora non mi resta che tornare dal mio "spacciatore di fiducia" a prendere altro latte crudo per rincominciare la produzione casearia. Come sapete la scorsa settimana abbiamo riaccompagnato a Pofi (Pofi è uno dei tanti deliziosi paesini che circondano la caotica Frosinone) nonno Armando e nonna Rosa e siamo ripartiti con il baule colmo di prodotti "genuini" della campagna di Rosa: bottiglione da 5 litri di ottimo olio extravergine d'oliva, bottiglione da 5 litri di vino montepulciamo d'abruzzo, e tanta pasta. Il tutto rigorosamente riposto in cartoni o sacchetti ben legati con giri e giri di spago in uno struggente scenario che tanto sa tanto di bei tempi andati. Nonna Rosa come dicevo ci ha regalato una quantità enorme di ottima pasta all'Uovo della De Cecco che teneramente chiama "la pasta della domenica". Dovete infatti sapere che "Nonna Rosa"- come la chiama dolcemente MJ - fornisce il suo grano (ha diversi campi in Abruzzo che danno dell'ottima materia prima) direttamente alla De Cecco. Che fortuna vero? Insomma all'ultimo minuto e con pochi, semplici ma buoni ingredienti ci siamo preparati (plurale maiestatis poiché la sottoscritta preparava e la ciurma si aggirava affamata per la cucina) un pranzettino di molto garbino.

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Tagliatelle Pomodori, Piselli e Ricotta Salata
di Laura De Vincentis

Ingredienti
Tagliatelle all'Uovo
Polpa di pomodoro
Qualche rondellina di porro
Una manciata di piselli fini (io per comodità ho usato quelli in scatola)
Un ciuffo di basilico
Formaggella (o ricotta salata stagionata)
Olio Extravergine d'oliva
Sale
Un pizzico di Zucchero

Preparazione
In una pentola di coccio mettete qualche cucchiaiata di olio, il porro affettato sottilmente e farlo imbiondire. Aggiungete il pomodoro e i piselli. Regolate di sale ed unite un pizzico di zucchero. Fate consumare portando a cottura. Nel frattempo cuocere la pasta e condire con il sugo. Prima di servire cospargere di basilico tritato e formaggella grattugiata (o ricotta salata)


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sabato 28 marzo 2009

55

Torta di Mandorle della Nonna

Oggi è stata un giornata pigra, talmente pigra che ho trascorso buona parte del sabato ciondolando tra il Pc e spalmandomi sul divano a fare l'enigmistica guardando "TV Trash" di pettegolezzi vip e mangiando salatini (rimasugli della festa di compleanno di MJ). Poi ad un certo punto mi è venuta voglia di dolce... di un dolce casereccio... di un dolce di mele... quanti anni saranno che non preparo un dolce di mele??? Ma le mie buone intenzioni qui sono state "frustrate sul nascere". Eh già! Perché il mi marito e la sottoscritta siamo cresciuti secondo i dettami di orribili torte di mele preparate dalle rispettive madri. Torte di mele dove le suddette in cottura assumevano consistenza di polistirolo e l'unico gusto che si sentiva era l'odioso aspartame dell'impasto... io mi sono liberata di queste ciofeche all'età di 25 anni quando finalmente mi sono trasferita a 700km da mia madre. Sono stata qualche anno free dalle torte di mele dal gusto orripilante ma, quando nel 2000 ho conosciuto Marco ecco che l'orribile incubo tornò a far capolino!!! Yessss un giorno sì e l'altro pure la madre di Marco ci faceva trovare questa torta ovunque... persino attaccato alla maniglia del portone di casa nostra... e anche i gatti del cortile la schifavano e non la toccavano nemmeno con una zampina! E così un bel giorno di quasi 9 anni fa tremendamente esasperati dall'ennesima Torta di Mele e Aspartame che ci veniva recapitata (malgrado il nostro palesare a gran voce di giorno in giorno che non ci garbava assolutamente!!!) ci fu il lancio repentino e soprattutto liberatorio del suddetto dolce dalla finestra del 4 piano!!! Da quella volta mi liberai definitivamente dalla terribile torta e da un'altrettanto terribile suocera!!! Ganzo vero?????

Ma torniamo a noi. Dicevo bocciata la torta di mele mi sono trovato a consultare il mio prezioso libro di cucina altoatesina e sono stata attratta dalla ricetta della torta di mandorle. Per i dolci a base di mandorla mio marito ha una vera e propria passione! Sinceramente leggendo gli ingredienti sono rimasta un poco perplessa sulla riuscita... ma al peggio avrei partecipato alla Ciofeca Disaster Award. Insomma seguo, seppur con perplessità, passo a passo la ricetta e al momento di infornarla l'assaggio (ma cosa c'è di più buono di un impasto crudo?????) e orrore!!!! sono decisamente decisa a buttare il tutto nel pattume; ma mi dico il forno è caldo, ormai l'impasto è pronto andiamo sino in fondo e cuociamo il dolce, mal che vada lo butterò da cotto. Ad un certo punto un profumino che nulla aveva a vedere con il gusto dell'impasto inizia ad invadere casa creando quel tanto ambito "profumo di mamma". La sforno che è una meraviglia con quella sua crosticina dorata... la faccio raffreddare e non resisto... me ne taglio un angolino e..... è talmente buona che credo proprio che il mi marito mi chiederà per la seconda volta di sposarlo! Tutti gli ingredienti in cottura si sono perfettamente amalgamati dando una Torta di Mandorle che è una vera e propria delizia.

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Torta di Mandorle della Nonna
dal libro La Cucina nelle Dolomiti di Anneliese Kompatscher

Ingredienti
8 uova + 2 tuorli
280g di zucchero
280g di mandorle macinate
70 g di pangrattato
mezzo bicchiere di vino bianco
una punta di coltello di polvere di chiodo di garofano
(io ho sostituito con qualche goccia di essenza di mandorle amare)
alcune gocce di rum
100 g di mandorle tagliuzzate

Nota del Sommelier: come vino ho scelto un Bianco di Custoza. Ci troviamo in Veneto, in provincia di Verona nella Doc Custoza (doc peraltro interregionale con la Lombardia). Il Bianco di Custoza è una combinazione dei vitigni garganega, trebbiano toscano, trebbianello, bianca fernanda e ancora riesling, pinot bianco, malvasia, chardonnay. E' un vino fruttato, profumato, leggermente aromatico. Decisamente gradevole al palato risulta sapido, fragrante, delicato, morbido, di media corposità con finale piacevolmente ammandorlato.

Preparazione
Montare i 10 tuorli con 200g di zucchero molto accuratamente, quindi aggiungere le mandorle macinate, il pangrattato messo precedentemente a mollo nel vino bianco (non dovrà essere troppo bagnato) e gli aromi. Montare a neve le chiare, incorporare lo zucchero, facendolo cadere a pioggia, e continuare a sbattere sino ad ottenere una neve molto fissa. Aggiungere con molta cautela alla pasta. Riempire uno stampo dal bordo apribile, imburrato ed infarinato, cospargere con le mandorle tagliuzzate e cuocere a calore moderato in forno per un'ora circa. (Quando uno stecchino di legno infilato nella pasta ne uscirà senza tracce significa che la torta è pronta). Una volta raffreddata io ho cosparso di zucchero a velo


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venerdì 27 marzo 2009

24

Formaggella Fresca

Vi ricordate del latte crudo di cui parlavo nel mio post di qualche giorno fa "a tutto latte"? Bene come ho detto era mia intenzione provare a fare del formaggio e così ho fatto con buona soddisfazione. Una formaggella fresca decisamente non impegnativa ma per iniziare poteva andare più che bene, o no? Non avendo le fuscelle ho utilizzato come "mezzo di fortuna" un piccolo colapasta che ha fatto degnamente la sua funzione. Ne ho ottenuto una formaggella fresca di buona consistenza dal gusto delicato che ho condito con della profumatissima erbetta cipollina che mi sono portata dall'Alto Adige e dell'ottimo olio extravergine d'oliva toscano proveniente direttamente dagli ulivi di un nostro caro amico la cui moglie Enza, ottima cuoca e appassionata di cucina (dovete vedere che torte decorate sa fare!!!!) viene spesso a trovarmi sul blog. Per quanto riguarda il caglio invece grande fortuna sfacciatissima perché l'ho trovato al primo colpo direttamente nella farmacia che ho qui nella palazzina . Insomma come inizio mi reputo decisamente soddisfatta grazie anche ai preziosi consigli del sito Faromagio che vi consiglio di leggere attentamente se intendete lanciarvi anche voi in questa esperienza casearia

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Formaggella Fresca
dal sito Faromagio: il Formaggio fatto in Casa

Ingredienti e Preparazione
Portare 3 litri di latte a 37 gradi. Aggiungere mezzo cubetto di lattoinnesto oppure 1 cucchiaino di yogurt stemperato ne latte tiepido, quindi rimestare bene. Incoperchiare, incopertare la pentola ed attendere 20 minuti, quindi controllare la temperatura e se necessario riportare a 37 gradi. Aggiungere 0,3 ml di caglio (se ne mettete un po' di più non fa niente) disciolto in un poco d'acqua (possibilmente non clorata). Aggiungete un poco di sale fino (all'incirca un cucchiaino scarso) e rimestare bene. Reincoperchiare, reincopertare e attendere la cagliata (circa un'ora). Rompere la cagliata con un cucchiaio di legno riducendo i grani alla dimensione di una nocciola, quindi lasciate spurgare per una mezz'oretta. Con un mestolo trasferite la cagliata nelle fuscelle. Mettere le fuscelle a sgocciolare sul lavandino per un'oretta, quindi potete trasferirle su un piatto. Coprirle con una pellicola trasparente e metterle in frigo. Potete farle "maturare" sino ad un paio di giorni ma, liberate il piatto dal siero man mano che si forma. Ora del formaggio ne fate quello che volete. NON buttare il siero che andrà a formare il sieroinnesto per la vostra prossima produzione casearia.


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mercoledì 25 marzo 2009

37

Gironzolando alla Zingara e... Manzo Brasato al Vino Santa Maddalena

 
Perché allo zingaro quando gira gira... e così con la scusa di riaccompagnare i nonni in quel di Pofi ci siamo regalati un paio di giorni girovagando senza meta tra Fiuggi e Campo Staffi godendoci appieno l'ultima neve di quest'anno e continuando i festeggiamenti del compleanno del nostro cucciolo. Lasciando quel piccolo gioiellino di Trevi nel Lazio percorriamo "strade incantate" dove pian piano appare un meraviglioso paesaggio innevato. E' il 23 Marzo, una giornata di sole splendida e tantissima neve!!!

Ci sarebbe piaciuto scavallare i monti per raggiungere la piana d'Avezzano e da lì raggiungere Rieti ma.... la strada era "chiusa per neve" e noi non eravamo "slittino muniti"....
Così ci dirigiamo verso Campo Staffi unica strada praticabile
Praticamente siamo a Frittole... o al Polo Nord???????


Scenetta bucolica della signora che sul tetto spala la neve mentre il marito da sotto dirige il lavoro... però in questo bar ho gustato una fetta di Panpepato casereccio veramente indimenticabile!!!!
Ci raccontano che il primo giorno di primavera aveva fatto giusto "due miseri fiocchetti di neve"
Pochissima gente sulle piste... eh già è lunedì!!!
Gastronomicamente parlando, a parte il nostro locale "storico" Slongia, una piacevolissima scoperta di Fiuggi (per la serie non si finisce mai di imparare) è stato il Ristorante La Casareccia su segnalazione di un collega di Marco nonchè mio collega sommelier, pertanto una garanzia! Qui abbiamo trovato una splendida cucina "d'una volta" con un rapporto qualità prezzo veramente ottimo. Degna di merito è la chitarrina fatta a mano con un ragù saporitissimo. I secondi di carne con l'imbarazzo della scelta, i formaggi (il gusto della ricotta fatta dal contadino ancora mi torna alla mente!), le patatine fritte, quelle "vere", caserecce, fatte a mano che tanto mi ricordano quelle che mi faceva zia da bimbina e poi un tripudio di dolci rigorosamente fatti in casa come tutto quello che viene offerto nel loro menu. Ottime materie prime, lavorate con semplicità ma di grande gusto e sapore, quel "sapore di una volta" quel sapore genuino della tradizione ciociara che dobbiamo tenerci ben stretto! La Casereccia oltre essere ristorante è anche un grazioso albergo con un panorama mozzafiato. Noi sicuramente ci torneremo!!! E voi non dimenticate, se capitate dalle parti di Fiuggi all'ora di pranzo o cena, di fermarvi in questo posticino per una pausa di tutta golosità!

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Continua la kermesse delle splendide ricette invernali Altoatesine con cui sono andata in fissa quest'inverno, riscoperte grazie al bravissimo chef del Kindertraum Flotscherof Hotel dove siamo stati ospiti più volte questo inverno. Questa ricetta partecipa al Contest Cattura questa stagione: Inverno! sponsorizzato da La Compagnia del Cavatappi



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Manzo Brasato al Vino S.Maddalena
dal libro La Cucina nelle Dolomiti di Anneliese Kompatscher

Ingredienti
1 kg di manzo
100 g di lardo
50 g di olio
una carota
una cipolla
un pomodoro
un gambo di sedano
sale e pepe
un bicchiere di brodo di carne
un mazzetto di odori (prezzemolo, sedano montano, salvia ecc...)
una foglia di alloro
uno spicchio d'aglio
2 bicchieri di vino rosso S.Maddalena

Nota del Sommelier:
il Vino Santa Maddalena è un vino Altoatesino ottenuto dal vitigno Schiava. Dal colore rosso rubino è un vino ricco di personalità e di struttura. Al naso si presenta con sentori di frutti di bosco, ciliegia e viola mentre in bocca è avvolgente, persistente con finale piacevolmente ammandorlato.

Preparazione
Lardellare con l'aiuto dell'apposito attrezzo la carne con il lardo tagliato a striscioline, farla rosolare nell'olio da tutte le parti, aggiungere le verdure tagliate e fate rosolare anche loro. Insaporire con pepe e sale, annaffiare con il vino rosso, aggiungere il mazzetto degli odori, la foglia d'alloro e l'aglio; lasciate stufare nel forno - tenendo coperto il recipiente - per un'ora, un'ora e mezza circa. Annaffiare di tanto in tanto con il brodo. Quando la carne sarà cotta, toglierla dal recipiente di cottura e tenerla al caldo. Fare restringere il sugo, passarlo ed aggiustarlo di sale e pepe e metterlo in tavola separatamente.


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martedì 24 marzo 2009

50

Compleanno di MJ e... Torta Marmorizzata


Piccoli cuccioli crescono... e così Sabato 21 Marzo il nostro Papero Piero ha compiuto i 6 anni! 6 anni un traguardo importante! L'anno prossimo il "nostro omino" andrà a scuola! 6 anni.... il tempo vola... sembra ieri che strillava appena nato nella sua culletta del reparto maternità. 6 anni andavano sottolineati con una "festa importante" insieme a tutti i suoi amici organizzata al Multisala Clev Village di Chiusi. Eravamo alla fine più di 40 persone! E' stata proprio una "grande festa" e complici nonno Armando e nonna Rosa, abbiamo avuto anche la presenza di un bravissimo mago! Eh già è stato un compleanno magico! Anche perché MJ è molto affascinato dai maghi e pertanto abbiamo voluto fargli una sorpresa nella sorpresa e regalargli uno spettacolo di magia. Ad animare la festa di Marco Junio c'era Jonny della Staff di Festamagica. Ho conosciuto FestaMagica durante le festività natalizie a Montepulciano dove appunto facevano uno spettacolo di animazione natalizia per bimbi per le vie del centro storico. Festamagica è una spettacolare Compagnia di Animazione unica nel Centro Italia per la varietà dei servizi offerti, la professionalità e la preparazione dello staff e per gli spettacoli proposti! Oltre fare compleanni per bimbi, organizzano moltissimi altri eventi che spaziano dalle piazze, ai centri commerciali, ai matrimoni, all'allestimento di giochi gonfiabili, feste a tema e così via con uno staff che varia dai giocolieri, ai mangiafuoco, ai DJ, ai trampolieri, agli acrobati, ai maghi, ai clown, ai pittori, agli scultori di palloncini ecc...ecc... insomma ce n'è per tutti i gusti per rendere in dimenticabile una festa o qualsiasi altro evento. I prezzi oserei dire irrisori per l'altissima qualità dell'animazione, degli spettacoli offerti e della strumentazione utilizzata da Festamagica. Noi abbiamo scelto l'opzione Compleanno Magico che prevede una durata di 3 ore così suddivisa: Truccabimbi, Balli Guidati, Spettacolo di Magia con coinvolgimento di tutti i bimbi della durata di 1h e finale con scultura di palloncini. Man mano che i citti arrivavano venivano splendidamente truccati dal bravissimo Jonny

Pronti per lo spettacolo di magia????? Ma la magia più bella che ha fatto Jonny  è stata quella di far tornare bambini anche gli adultiIl bravissimo Jonny nella vesta di Mago
Ma guardate come si divertono mamme e papà !!!!!
La Torta dei Gormiti su specifica richiesta del festeggiato! Ebbene non ho assolutamente fatto foto del buffet pertanto posso solo elencare quello che c'era: Tramezzini Vari, Panini Semidolci da Buffet, Panini delle Simili ai Wursetl, Girandoline di Sfoglia, Bocconcini Salati al Pesto e poi tanta Pizza, Patatine, Salatini, ecc ecc...

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Un ciambellone fa subito "sapore di mamma" e "sapore di casa", talvolta ci riporta ai più dolci ricordi della nostra infanzia dove c'era sempre una nonna o una zia solita a preparare un bel ciambellone per i propri nipotini. Il suo profumo che invade dolcemente tutta casa crea quel dolce tepore domestico dove è bello crogiolarsi magari sorseggiando un tè caldo in compagni di un buon libro. Dovevo provare il nuovo Fornetto Versilia (o Petronilla) che mi ha regalato Marco qualche mese fa, il vecchio ormai ha fatto il suo tempo e si e molto rovinato per quanto è stato usato! Ho voluto "inaugurarlo" con una ricetta che allietava le nostre colazioni nel nostro amato Alto Adige: il Ciambellone Marmorizzato

Questa ricetta partecipa alla raccolta "Colazione Da..." di Imma
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Torta Marmorizzata
dal libro I Dolci di Anneliese Kompatscher

Ingredienti
250 g di burro
250 g zucchero
4 uova
1 bustina di zucchero vanigliato
scorza di limone
1/8 l di latte freddo
400 farina
1 bustina lievito in polvere
2 cucchiai cacao in polvere
1/2 tavoletta di cioccolato grattugiato
1 cucchiaio di rum

Preparazione
Lavorate il burro ammorbidito a temperatura ambiente, con 200 g di zucchero e con lo zucchero vanigliato e quando sarà ben montato unite i tuorli uno alla volta. Aggiungete quindi due cucchiai di farina, il latte e la scorza di limone. Montate le chiare a neve, unite il resto dello zucchero e continuate a sbattere il tutto a neve molto soda. Setacciate insieme la farina ed il lievito. Incorporate con delicatezza le chiare montate e la farina nel composto di burro. Dividete l'impasto in due parti, aggiungendo a una di esse il cacao, il cioccolato e il rum. Versate nello stampo imburrato ed infarinato metà dell'impasto chiaro, sopra a questo mettere quello scuro e terminate con il rimanente impasto chiaro. Per ottenere l'effetto marmorizzato formate con la forchetta una spirale nella pasta. Cuocete in forno a 180° per circa 50-60 minuti. Dopo la cottura ed il solito controllo con lo stecchino lasciate raffreddare un poco la torta, poi sformatela e spolverizzatela di zucchero a velo.

Nota di Laura: io ho cotto nella Petronilla o Fornetto Versilia 10 minuti a fiamma media e 60 minuti a fiamma bassa. Vale sempre la prova stecchino.


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venerdì 20 marzo 2009

29

Crema di Zucca e Zenzero


Durante il mio soggiorno in Alto Adige ho avuto modo di gustare una crema per la quale ho avuto un amore a prima vista tanto da tentare di riprodurla immediatamente una volta giunta a casa. Trattasi della Crema di Zucca e Zenzero e... dal momento che il colore dominate di questa zuppa è un bel giallo caldo che scalda il cuore e colora la cena perché non partecipare - ovviamente in extremis come sempre - alla raccolta di Gialla tra i Fornelli "Qualcosa di Giallo"


Con questa ricetta partecipo alla raccolta "Minestre, zuppe e vellutate" di Timo e Maggiorana

Crema di Zucca e Zenzero


Ingredienti
Mezzo litro di buon brodo vegetale (no dado!!!)
500 g di zucca ridotta in dadolata
1 scalogno
2 bicchieri di panna liquida
Radice di zenzero
Olio extravergine d'oliva
Noce Moscata
Sale

Preparazione
In una pentola far rosolare in un filo di olio extravergine d'oliva lo scalogno affettato molto sottilmente. Aggiungere i tocchetti di zucca ed una grattatina di zenzero. Far insaporire il tutto a fiamma media per circa 10 minuti. Aggiungere il brodo caldo e cuocere a fiamma bassa per circa 30 minuti (la zucca deve risultare tenerissima). Regolare di sale secondo il vostro gusto ed aggiungere una spolverata di noce moscata. Frullare il tutto. Unire la panna liquida. Si dovrà ottenere una crema vellutata, regolatevi sulla consistenza che più vi garba. (a noi che garba più liquida, pertanto aumento leggermente la dose di brodo). Servire calda o tiepida in terrine monoporzione (meglio se di coccio) con un'ulteriore grattatina di zenzero a guarnire.

Crema di Zucca e Zenzero preparata dallo Chef del Ristorante
Kindertraum Flotscherof Hotel

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martedì 17 marzo 2009

42

La Parigina

 
La "parigina" è un rustico tipico di Napoli, si trova nelle rosticcerie e nei bar, solitamente la si gusta la mattina o per merenda ma viene comunque sfornata a tutte le oredel giorno. Come noterete dalla ricetta e dalla foto trattasi di una sorta pizza racchiusa però in un voluttuoso guscio di pasta sfoglia, praticamente diventa un tripudio di golosità, una tra le cose più buone che esista al mondo. Credetemi! C’è chi la chiama parigina, chi francesina, chi mattonella, nella zona di Afragola, dove sembra sia stata inventata nel 1969 nella rosticceria Sant’Antonio, si chiama tramezzino. L’origine del nome rimane comunque misterioso.

La ricetta è tratta dal blog di Imma Dolci a Go gò!!!  Una carissima amica foodblogger di Napoli. Il suo è un blog a cui faccio riferimento spesso perché in sintonia con la mia cucina, pieno di ricettine dolci e salate veramente tanto sfiziose che nella cucina dell'Antro hanno sempre avuto molto successo!

La Parigina
dal blog Dolci a Gogò!!!


Ingredienti per 4/5 tranci
500 g di pasta per pizza
1 rotolo rettangolare di pasta sfoglia fresca
350 g passata a pezzettoni condita con 3 cucchiaio di  olio extravergine d’oliva, 1 pizzico di sale, una puntina di zucchero e basilico
150 g di prosciutto cotto a fette
250 g di fiordilatte (o provola fresca)
Una manciata di parmigiano grattugiato
Pepe nero
1 uovo x spennellare

Preparazione
Stendere in una teglia rettangolare precedentemente coperta di carta forno l'impasto della pizza, ricoprire con il sugo di pomodoro, una spolverata di pepe nero, il prosciutto cotto, il fiordilatte (o provola) a fettine e una spolverata di grana.  Ricoprire con la pasta sfoglia, sigillare bene i bordi e bucherellarla. Spennellare con l'uovo battuto.  Infornare a 190° per circa 25 minuti.

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domenica 15 marzo 2009

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A tutto Latte e... Panini Semidolci da Buffet

Premetto che questo post è dedicato a Paoletta di Anice e Cannella perché sua è stata la dritta su dove andare a trovare il latte crudo, ovvero appena munto, e sua è la ricetta che segue. Qualche mese fa avevo letto sul Blog di Paoletta questo post che mi aveva incuriosito assai; scoprendo poi che il distributore si trovava si e no a 20 minuti da casa, come potevo non andare a sbirciare di persona e portarmi a casa qualche bottiglia di questo latte???? Per latte crudo come dice perfettamente Paoletta si intende:"il latte appena munto che non ha subito trattamenti termici: crudo, intero e genuino, saporito, cremoso, vivo e con tante vitamine... "  Se volete trovare il distributore di Latte Crudo più vicino a casa vostra cliccate qui: "Latte Crudo: Elenco e Mappa dei distributori automatici in Italia". Pertanto, ieri pomeriggio, bellissima giornata primaverile eccoci curiosissimi come gatti metterci in marcia alla volta di Valiano per andare a prendere il nostro latte crudo. Ad accogliere l'avventore una mega muccona a dire siete arrivati all'Azienda Agricola Tufo Via Lauretana Nord 74 Valiano di Montepulciano
Il posto risulta decisamente ameno ed invoglia non solo a tornare ma a trattenersi un poco a godere di quel paesaggio, della sua pace in tutta tranquillità. In una piccola casetta di legno pultissima c'è sia il dispenser delle bottiglie (a scelta vetro/plastica) e il distributore di latte appena munto. Se non avete con voi le bottiglie potete acquistarle direttamente dal dispenser; costo di bottiglie 30 centesimi quelle in plastica - 80 centesimi quelle in vetro. Un costo praticamente irrisorio visto che la malefica macchinetta del caffè che avevo in ufficio per il solo bicchierino di plastica chiedeva ben 50 centesimi!!! (eh sì un tempo scaldavo anche io una triste scrivania in un tristo ufficio... poi ho capito che nella vita c'era ben altro da fare e di gran lunga migliore tipo trascorrere le mattinate alle Terme Sensoriali)
Nota Amena: presi dalla foga di trovarci di fronte a cotanto nettare abbiamo preso 3 bottiglie dal dispenser. Il cartello ben si raccomanda di estrarre dal dispenser una bottiglia alla volta per non incastrarle.... ovviamente noi non si è letto per cui le nostre tre bottiglie ammonticchiate non permettevano più di aprire la porticina, che si apriva verso l'interno... ... ... ... i santi e le madonne si sono sprecati.... e prima il Tom Tom che ci manda in tutt'altra direzione facendoci rimbalzare tra la Lauretana Est, Ovest, Sud e finalmente la Nord, e poi la strada interrotta ed ora che finalmente siamo giunti al fatidico distributore... ci troviamo con 3 bottiglie incastrate!!!!
Gentilissimo arriva il titolare che ci apre il distributore e recupera le bottiglie.... abbiamo fatto una figura tapina... ma non troppo perché subito dopo di noi due baldi signorotti, forse presi anche loro dalla foga del latte crudo, incastrano nuovamente il dispenser prima che riusciamo ad avvertirli di recuperare una bottiglia alla volta...  Arriva sempre il titolare gentilissimo con una pazienza veramente notevole oserei dire da santone asceta e sempre sorridente riapre nuovamente il dispenser e scastra le bottiglie!!! Insomma rientrati in possesso delle nostre bottiglie ecco che ci accingiamo a riempirle del prezioso latte crudo munto solo ora prima!!!

1E al litro!!!
praticamente un prezzo irrisorio per un latte
di altissima qualità come questo
Un cartello raccomanda di bollire il latte prima dell'utilizzo. Sinceramente appena riempita la prima bottiglia ne ho bevuta una gran sorsata ad occhi chiusi ritrovando quel gusto unico di quando zia mi dava da bere il latte appena munto ancora tiepido... avevo sì e no 5 anni. E non ho potuto non farlo assaggiare anche ad MJ affinché sentisse la differenza del latte "che fa il supermercato" e quello "vero" che fanno le mucche... ... ...
Intorno alla casetta dei distributori vi è uno scivolo per i bimbi ed un bel tavolo per chi volesse trattenersi un poco ed immergersi in total relax a gustarsi il meraviglioso panorama toscano...
Il tutto sotto l'occhietto vigile ed impiccione di un simpaticissimo struzzo!
Insomma che ne è stato del prezioso latte preso ieri?? una parte la sto trasformando in yogurt, una parte servirà per le colazioni di Junio e con il rimanente proverò a fare una formaggetta (domattina mi fionderò in farmacia a prendere il caglio sotto lo sguardo incuriosito/perplesso del farmacista) e della buona ricotta. Ve lo segnalo anche qui: se volete trovare il distributore di Latte Crudo più vicino a casa vostra cliccate qui "Latte Crudo: Elenco e Mappa dei distributori automatici in Italia"

Prove generali per la festa di compleanno di Junio. Quali piccoli panini scegliere da imbottire con una golosa fetta di salame toscano? Penso che a questo giro farò riferimento alla ricetta di Paoletta di Anice & Cannella ovvero un nome che è una garanzia di altissimo livello!!!

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Panini Semidolci da Buffet

dal blog Anice & Cannella

Ingredienti
250 g di farina 00
250 g di farina Manitoba
8 g lievito di birra
3 tuorli
60 g di struttolio
(oppure 50 g di strutto e 10 g di olio evo)
30 g di zucchero
10 g di sale
1 cucchiaino di malto
(in mancanza 1 cucchiaino di miele)
270 g di latte

Preparazione
Intiepidire il latte e sciogliervi dentro il lievito ed il malto (in mancanza di questo il miele). Lasciar riposare 10 minuti e, nel frattempo setacciare insieme le due farine. Mettere la farina in una ciotola, versarvi il latte gradatamente e far assorbire. Aggiungere lo zucchero, il sale, i tuorli uno alla volta e infine lo strutto e l'olio.
Impastare bene a mano o nella macchina di pane (io ho usato il mio fedele Ken). Far lievitare 40/50 minuti l'impasto (nella macchina del pane bastano 40 minuti). Trasferire tutto il una ciotola, coprire bene con pellicola e mettere in frigo per 4 ore. Togliere dal frigo, far riposare a temperatura ambiente 1 ora. A questo punto sgonfiate un poco l'impasto, ma senza maneggiarlo troppo, fare pezzature da 35 g l'una, formare i panini e poggiarli su una teglia ricoperta di carta forno. Pennellare di uovo battuto, lasciar lievitare per un'ora. Poi pennellare di nuovo prima di infornare a 180°/190° per circa 25 minuti


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