sabato 31 ottobre 2009

29

Cucinando con la Slow Cooker: Spezzatino al Latte con Patate e Piselli

Ecco che anche nell'Antro ha fatto il suo ingresso "trionfale" la Slow Cooker CSC650E di Cuisinart comprata online sul sito di Pixmania (con un gran bel risparmio di soldi rispetto allo stesso prodotto venduto in Italia!). Tanto era la voglia di avere quest'ultima caccavella, che ho fatto anticipare i tempi a Babbo Natale! La Slow Cooker è una pentola elettrica con la pentola interna in ceramica che viene usata molto negli Stati Uniti e nei paesi nordici. Cuoce il cibo a basse temperature per tempi prolungati senza peraltro la necessità di dover stare per forza a casa a "presidiare" la pentola, poichè la cottura avviene in totale autonomia. Inoltre i cibi cotti con questa tecnica conservano tutta la loro succulenza intrinseca, restano facilmente digeribili e mantengono inalteratle proprietà organolettiche, pertanto dire Slow Cooker significa dire mangiare sano come ben spiega questo articolo. Io ho messo alla prova la mia SL preparando un buon spezzatino. Sì devo dire che il risultato ottenuto ci è garbato molto! L'unica accortezza che ho avuto, trovandomi a casa, è stata quella di dare ogni ora una rimescolatina delicata al tutto. Non ho fatto precedentemente rosolare in padella la carne (come ho visto fanno molte persone), bensì l'ho solo infarinata molto bene e messo tutti gli ingredienti insieme a freddo nella SL. Dopo 5 ore avevo ottenuto un ottimo spezzattino, cotto al punto giusto e contornato da un gran bel sughetto.

Tutti gli ingredienti messi a freddo nella SL

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Spezzatino al Latte con Patate e Piselli
con la Slow Cooker

di Laura De Vincentis

Ingredienti
600 g Spezzatino (pezzi medi)
2 scalogni
1 spicchio d'aglio
4/5 patate grandi
due pugni di piselli surgelati
mezzo bicchiere di Vin Santo
600 g di latte
Olio extravergine d'oliva
Farina
Sale e Pepe
Rosmarino
Un pizzico di Noce Moscata

Preparazione
Infarinare abbondantemente lo spezzatino. Affettare la cipolla. Tagliare le patate a tocchi. Mettere nella Slow Cooker due giro d'olio extravergine di oliva. Aggiungere lo spicchio d'aglio, gli scalogni, la carne infarinata, le patate a tocchi, i piselli. Bagnare con il latte ed il Vin Santo. Condire con Sale, Pepe, Rosmarino e un pizzico di Noce Moscata. Mescolare per bene il tutto. Impostare temperatura High, Timer 5 ore. Se siete in casa dare una mescolatina ogni ora.


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giovedì 29 ottobre 2009

33

Peparurielli al Pomodoro con Polpette


Vi ricordate di Chicca e del post dedicato al suo Flan Chicca Parisien? Proprio grazie a quel post Chicca ha finalmente deciso di condividere le sue delizie con tutti noi e domenica ha aperto il suo primo blog

Che ne dite, andiamo a trovarla nella sua nuova casetta per dare un Augurio a questo "neonato" blog e per condividere con lei questa sua nuova golosa avventura?

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Ma lo sapete con chi stavo sabato scorso???? Con Dida del blog Gliamorididida! La settimana scorsa mi arriva un'email di Dida che mi dice che il fine settimana sarebbe venuta in Toscana per passare un paio di giorni in "total relax" con suo marito e il suo bimbo, e mi chiede qualche info sul famoso Mulino Bianco a cui dedicai un post qualche tempo fa. Mi consulto con il mi marito per sapere in quale parte dello Stivale saremmo stati in quel fine settimana e - a parte un concerto dalle parti di Orvieto la domenica - siamo liberi. Allora come si dice a Roma "cotta e magnata" organizziamo la giornata del sabato con Dida davanti ad una bella tavola imbandita e a tante chiacchiere come solo noi bloggers sappiamo fare! Quando ci siamo incontrate, la mia prima impressione è stata quella di conoscerla da sempre! Si è instaurato subito uno splendido feeling... Junio ed Emanuele poi sono stati impressionanti ,era come se anche loro si conoscessero da sempre, come se fossero compagni di scuola che si vedono ogni giorno! La magia dei bambini! La stessa cosa anche per Marco e Peppe che si sono trovati subito in sintonia. Insomma sembrava proprio di stare con amici di vecchia data! Dida ha una splendida famiglia, sono persone veramente deliziose che spero di poter reincontrare quanto prima per quanto siamo stati bene insieme! D'altronde abbiamo ancora tanto da dirci e da raccontarci... Scambio di doni tra bloggers... non poteva non avere uno sfondo "mangereccio": io le ho donato due libri di cucina toscana... pertanto non stupiamoci se sul suo blog prima o poi apparirà qualche ricetta di queste parti! Lei mi ha portato profumi e sapori della sua terra, terra che io amo proprio tanto! Dei Mini Babà al Lemonoro di Sorrento paradisiaci, non a caso ieri sera ho dovuto trattenermi a forza per non finire tutto il barattolo di questi favolosi Babà immersi in un liquore che parla di sole e di mare! Della giardiniera fatta da lei che ancora dobbiamo aprire e lo faremo quanto prima perchè ogni volta che ci passo davanti mi mette un'acquolina in bocca che aprirei il vaso e la finirei tutta! Delle splendide caramelle agli agrumi della costiera amalfitana che Marchino porta ad assaggiare, decantando la provenienza di queste caramelle, alle sue "plurifidanzate" (mica si accontenta di una!) e alla Maestra Teresa che è appunto di Napoli. E poi... loro: i Peparurielli... chi sa cosa sono i Peparurielli???? La passione mia.... tutto ciò che fa parte della famiglia dei "peperoni, peperoncini e affini" è per me una tra le cose più golose che esistano. Io li conoscevo come Friggitelli ma il nome che mi ha detto Dida mi garba di più, è "più verace"! Sono d'una bontà unica, scrocchiarelli, carnosi saporitissimi, e quando mai li troverò più così? E' vero che arrivano anche qui, ma c'è una grande differenza sia di dimensioni che di sapore (qui trovo quelli enormi che praticamente hanno un gusto decisamente "anonimo" da bancone di supermercato). Li ho preparati la scorsa sera a cena! E per evitare, una volta cotti, di portare in tavola la pentola vuota visti i miei ripetuti assaggi, ho dovuto per forza anticipare la cena alle 18.45! Quando la golosità la fa da padrona senza dignità alcuna!

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L'idea su come cucinare i Peparurielli me l'ha data ovviamente Dida, io su questa idea ho "costruito" una cena completa a tutto tondo unendo ai Peparurielli delle polpette di macinato di suino che esaltano il gusto finale della preparazione. Tengo sempre delle polpette pronte all'uso nel pozzetto congelatore e quando servono... il gioco è fatto! Una ricetta decisamente "mediterranea" semplice ma estremamente deliziosa! Per la cottura ho usato il Wok che mi ha data un risultato eccellente, la prossima volta proverò con la Slow Cooker di Cuisinart che mi è arrivata ieri anticipando sui tempi Babbo Natale.

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Peparurielli al Pomodoro con Polpette
ricetta di Laura de Vincentis
da una splendida idea di Dida del Blog Gliamorididida


Ingredienti
Olio extravergine d'oliva
Aglio
Peparurielli
Pomodori Pelati
Polpette di Carne (meglio se di macinato di suino)
Sale e Pepe
Basilico

Preparazione
Nel Wok ho messo l'olio, l'aglio e i Peparurielli puliti dai semi e tagliati a metà. Ho fatto insaporire per circa una decina di minuti. Ho aggiunti i pomodori pelati spezzettati, il loro succo, ho incoperchiato e fatto andare per circa 15 minuti a fiamma media. Ho aggiunto poi delle polpette, dell'acqua calda, sale e pepe. Ho fatto cuocere il tutto per circa 15/20 minuti mescolando di tanto in tanto. A fine cottura ho aggiunto qualche foglia di basilico.

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lunedì 26 ottobre 2009

48

Krapfen al Forno con Crema di Cioccolato

Adoro i krapfen ma detesto friggere! Detesto quel aroma denso di fritto che si deposita in ogni angolo della casa e lì aleggia per giorni e giorni... e dire che in questa nuova casa mi ero fatta fare una cappa bella grande per poter aspirare tutto ma proprio tutto.... eppure non è così! Lui, il fritto, riesce a sfuggire alla cappa e ad andarsene bello baldanzoso in giro per casa depositandosi per ogni dove! Pertanto quando sul blog di Laura I Dolci di Laura ho trovato questa ricetta mi sono riproposta che l'avrei provata il primo pomeriggio libero e quando mi sentivo particolarmente ispirata! Sì perchè se in cucina manca motivazione ed ispirazione la ciofeca è assicurata.... specie con i lievitati! Se vi garbano i dolci il blog I Dolci di Laura dovrebbe essere il vostro regno, e che splendido regno! Devo dire che ho approcciato questa ricetta con molta diffidenza verso l'esito finale, perché volete mettere il gusto di un krapfen fritto rispetto a quello al forno? Sì certo in bocca non sentirete mai l'untuosità e la grassezza della frittura, ma un delicatissimo gusto che però è realmente quello di krapfen! Ieri sera per cena avevo preparato la zuppa d'orzo... quando ho sfornato i krapfen il mi marito ha palesato a gran voce che quella sarebbe stata la sua cena.... altro che zuppa e zuppa.... e nel giro di 10 minuti se ne è fatto fuori 5... per poi continuare nel corso della serata a farne saprire altrettanti. Io invece sono stata "parca" ne ho assaggiato solo uno per rendermi conto se avessi preparato un mallopposo panino al cioccolato o invece avessi sfornato realmente dei krapfen al forno... sì! Ho sfornato dei veri krapfen al forno! Ovviamente io li ho abbondantemente farciti di un'ottima crema al cioccolato che mi procuro, in grande scorta, quando vado in Austria. La ricetta di Laura prevede la farcitura con marmellata di fragole, ma voi vi vedete il mi marito che mangia i krapfen riempiti di marmellata di fragole???!!! Ecco brave la risposta è NO! Per lui i dolci sono tali solo se presentano abbondante cioccolato! Gustati caldi e grondanti di quella crema (simile alla nostra Nutella) beh uno tira l'altro!!! Poi se passate una nottata in compagnia della madonna di fatima.... beh quello invece è un problema vostro e del vostro fegato!


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Krapfen al Forno con Crema di Cioccolato
dal blog I Dolci di Laura

Ingredienti per circa 15 Krapfen
190 g di farina 00
70 g di farina di riso
(non l'avevo l'ho omessa)
250 g di farina di Manitoba
1 bustina di lievito secco
80 g di zucchero
(ne ho messi 100)
5 g di sale
50 ml di olio di semi
2 uova
(ne ho messo 1 grande)
200 ml di latte tiepido
(me ne sono bastati 130 ml)
1 bustina di vanillina
Crema di cioccolato

Preparazione
Lavorare tutti gli ingredienti (io ho usato l'impastatrice) e lasciar lievitare per 2 ore. Accendere il forno a 180° per 5 minuti e spegnerlo. Quindi rovesciare l'impasto su un piano infarinato e dividere l'impasto in pezzetti da 50 g circa. Per riempirli bisogna appiattire ogni pezzetto di impasto, mettere al centro un cucchiaino di crema, marmellata, nutella e richiuderlo bene formando una pallina. Disporre le palline, ben distanziate tra loro, su una o più teglie ricoperte di carta forno. Mettere in forno a lievitare per circa un'oretta o siano a che raddoppieranno di volume. Quindi toglierle dal forno. Preriscaldare bene il forno a 180° e cuocere nella parte alta per 15 minuti circa e/o sino a che la superficie non risulti dorata. Spolverare con zucchero a velo.


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giovedì 22 ottobre 2009

31

Le vostre ricette per l'Antro: Flan Chicca Parisien

Oggi iniziamo l'angolo dei lettori con le vostre ricette!
La prima ricetta di questo appuntamento me la manda, corredata da una bella foto invitante, Chicca una lettrice, appunto, dell'Antro. In questo post vi ho parlato del Flan Parisien, Chicca ha voluto mandarmi la sua versione di questo dolce che riscuote sempre un grandissimo successo. Mi garba molto la versione di Chicca, l'utilizzo della frolla al posto della sfoglia è sicuramente da provare, Chicca dice che rende più fine e delicata la preparazione stessa. A differenza del flan da me postato in questo non è prevista crosticina scura, ma rimane di un tenue dorato che già alla vista ci riporta in bocca un delizioso e vellutato gusto di latte e panna.
Grazie Chicca!

Ormai questo blog raggiunge la media di 800/900 pagine visitate al giorno, è veramente un grande traguardo, destinato comunque a crescere, se penso che l'Antro all'inizio non andava oltre i 15 lettori! Mi piacerebbe poter interagire meglio con voi e darvi la possibilità, specie a chi non ha un blog, di far conoscere a me e soprattutto agli altri lettori la vostra cucina, le ricette alle quali siete maggiormente affezionati, i vostri "cavalli di battaglia", le vostre tradizioni ai fornelli. Pertanto se volete vedere la vostra ricetta pubblicata sull'Antro, potete inviarla al mio indirizzo e-mail meglio se corredata di foto.... perché ricordatevi che prima di tutto si "mangia con gli occhi" Le ricette più garbine, intriganti, golose, interessanti verranno pubblicate sull'Antro in un appuntamento che potrebbe diventare settimanale. Per me sarà un grandissimo piacere creare un angolo dedicato esclusivamente a voi lettori!

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Flan Chicca Parisien
ricetta di Chicca

Ingredienti per la Pasta Frolla
250 g di farina per dolci friabili o farina 00
80 g di zucchero
100 g di burro
50 ml di late
2 o 3 tuorli
buccia grattugiata di limone
vaniglia naturale in polvere
Chicca usa la marca Rapunzel, vaniglia in polvere già pronta che si trova nei negozi di alimenti biologici


Ingredienti per la Crema
750 g di latte Intero
250 g di panna liquida (o pari dose di latte intero)
Dice Chicca si può sostituire la panna con pari dose di latte intero, anche se con la panna il risultato è decisamente migliore e la consistenza vellutata.
100/120 g di maizena
25/30 g di burro
200 g di zucchero a velo
5 tuorli + 2 uova intere
1 baccello di Vaniglia

Preparazione della Frolla
Accendere il forno a 190°. Provvedere a confezionare la frolla, impastare il burro, lo zucchero, i tuorli e gli aromi. Aggiungere la farina ed il latte. Porla a riposare per almeno 30 minuti in luogo fresco (no frigo). Foderare una teglia per crostata di 23cm di diametro circa con la pasta frolla. Porla in frigo per mezz'ora circa e punzecchiarla sul fondo con i rebbi di una forchetta. Cuocere la frolla a 190° per 10 minuti al piano inferiore del forno e riempirla con un sacchetto fatto di carta forno bagnata, strizzata e legata con spago da cucina contenente riso e fagioli oppure usiamo nocciole per cottura. Estraiamo il guscio dal forno, liberiamolo dai pesi. Dice Chicca: se si ha fretta la precottura è facoltativa

Preparazione della Crema
Mettere la maizena e lo zucchero in una casseruola capace e stemperiamoli con i 750g di latte freddo. Porre sul fornello a fuoco dolce facendo addensare la crema. Toglierla dal fuoco e aggiungere la panna, la vaniglia, il burro e con garbo le uova senza strapazzarle! Versiamo la crema sulla pasta frolla e poniamo in forno a 180° (non oltre!) per circa 30/35 minuti (ciò varia a seconda dei forni). Controllare che la superficie non colori troppo. Far raffreddare il flan e metterlo in frigo a rassodare


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martedì 20 ottobre 2009

20

I Bibanesi di Paoletta

Qualche giorno fa si parlava con Marco della difficoltà di reperire i Bibanesi dalle nostre parti. Il giorno dopo, come per magia, mi ritrovo sul blogroll una ricetta di Paoletta di Anice e Cannella che guarda a casa è proprio dei Bibanesi! Abbiamo conosciuti i Bibanesi qualche anno a Roma fa durante una promozione fatta all'Ipercoop e ci sono garbati da subito. Io poi ci ho convissuto durante tutto il mio lungo corso da sommelier poiché ce li davano, come razione K, da sgranocchiare tra una degustazione e l'altra onde evitare di "strotarci" troppo... dopodiché l'oblio! Qui non riuscivo più a trovarli! Pertanto questa ricetta di Paoletta è arrivata proprio come un bellissimo regalo! Ora non ditemi che non conoscete il blog Anice & Cannella perché vi mando in punizione dietro il forno! Questo blog è come una validissima una scuola di cucina specie per quanto riguarda i prodotti lievitati ma non solo quelli, e Paoletta è una splendida maestra che vi saprà guidare passo a passo con grandissima precisione alla scoperta dell'affascinante mondo della levitazione! Il tutto corredato da splendide foto, come solo Paoletta sa fare, che sembrano dire in modo molto accattivante "provami! provami!"
Vi passo pertanto la ricetta così come la trovate sul suo blog ma per saperne di più vi invito caldamente a leggere per bene e con attenzione il suo post in merito. Non ho utilizzato i semi di sesamo perché al mi marito non garbano... peccato perché io li adoro ma per Amore (da notare la A maiuscola!) questo e altro... Il gusto... beh che dire??? Dalla regia - leggasi Marco - mi hanno detto "Sìììì!!! Sono loro!" e questa mattina una bella saccocciata di Bibanesi ha preso il treno per Roma come consueto fermino di metà mattina del mi marito. Confermo quello che dice Paoletta, la preparazione è velocissima ma, per gustarli al meglio in tutta la loro bontà "scrocchiarella" dovete assolutamente aspettare che siano ben freddi!
Suggerimento d'utilizzo: i Bibanesi sono un sublime accompagnamento per un aperitivo a base di Strolghino, di Parmigiano di media stagionatura nonché di un buon calice di bollicine italiane di Franciacorta...


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Bibanesi
dal blog Anice & Cannella

Ingredienti
400 g di farina 0
150/180 circa di acqua
l'impasto dovrà essere morbido come il lobo dell'orecchio, ma staccarsi dalla spianatoia
1 cucchiaino di malto
50 g olio evo
30 g di strutto
12 g lievito di birra
8 grammi di sale
Semi di sesamo

Procedimento
Impastare tutti gli ingredienti per circa 10 minuti, mano sulla spianatoia. Lasciar riposare l'impasto 30'. Formare dei grissini grossi circa un dito e lunghi, ripassateli nei semi di sesamo, poi tagliate pezzi da 5 cm lasciandoli abbastanza irregolari, insomma non perdete tempo a farli belli. Sistemarli in una teglia coperta di carta forno e lasciateli lievitare ancora 1 ora circa, ma non di più. Infornateli a 180°/190° per 25 minuti, o fino a che sono dorati. Abbassare il forno a circa 150° e lasciarli tostare ancora una decina di minuti, controllateli, devono rimanere dorati, ma diventare croccanti anche dentro. Fateli raffreddare in forno spento e semiaperto, quest'ultima cosa è importante, siate pazienti e aspettate che siano completamente freddi per assaggiarli. Si conservano benissmo anche una settimana in una scatola di latta.

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lunedì 19 ottobre 2009

41

9 anni insieme e... Truffes au Chocolat

Ma lo sapete che giorno è oggi???? Io si!!!!!! Ben 9 anni fa io e Marco ci si metteva insieme! Come dice Marco per ricordare la data odierna "Il 18 Ottobre del 2000, dopo assidua frequentazione, ci si dava il primo bacio". Oddio, a me sinceramente non sembrano passati 9 anni... potrei dire 2 o al massimo 3! Ma se mi volto indietro e vedo tutto quello che abbiamo passato e che abbiamo costruito insieme mi viene da pensare che effettivamente non solo sono passati solo 9 anni, ma sono stati 9 anni stracolmi di vita vissuta! Ed è anche vero che a noi nessuno ci ha mai regalato niente, anzi...! Sin dall'inizio ci sono stati subito problemi con le rispettive madri - si sa quanto nell'ipocrita mentalità piccolo borghese una separazione dai precedenti coniugi, chiunque essi siano, sia sempre disdicevole e motivo di vergogna - problemi arginati frapponendo tra noi e loro un validissimo avvocato. Rapporti con i vari ex da entrambe le parti - del bipede già ve ne ho parlato - che quando hanno visto che in fondo "l'ex-amato bene" se la passava meglio di loro hanno tentato di ritornare sui propri passi e di rimettere in piedi un matrimonio (se così si poteva chiamare...) ormai definitavamente finito anzi no... miseramente fallito. E poi pettegolezzi di vario genere che scaturiscono da queste situazioni che comunque vanno ad infrangere le regole del "perbenismo sociale imperante". Ma noi ce ne siamo bellamente fregati e siamo andati avanti caparbi come mai! Perché noi ci abbiamo creduto sin dall'inizio! Circa sette anni fa è nato Marco Junio, tre anni fa ci siamo sposati, e due anni fa abbiamo realizzato il nostro sogno più grande... quello di trasferirci a vivere qui in Toscana. Due anni fa ho lasciato da un giorno con l'altro la mia "brillante" carriera in un tristissimo ufficio denso "biotopi" da ufficio e mi sono dedicata solo ed esclusivamente alla mia famiglia. I tempi si dilatano, si gode delle piccole gioie quotidiane, si sta tutti e tre insieme, lo spirito e la mente ne hanno grande beneficio e la qualità della vita ha fatto un'enorme balzo avanti. Qualcuno chiama questa inversione di marcia downshifting, termine a cui è stato regalato un' ampia spiegazione anche nella famosissima Wikipedia. Insomma in 9 anni ci siamo stravolti non poco la vita, costruendocela come più ci stava comoda (proprio come un bel vestito), alcune cose le abbiamo aggiunte, molte persone le abbiamo eliminate, e ad oggi, guardandomi indietro dopo 9 anni, posso finalmente dire "Ora sì che siamo FELICI e decisamente SERENI!" E in questi tempi la Felicità e la Serenità non sono assolutamente due valori scontati e di poco conto!

Una storia d'amore goloso
E tutto iniziò in una calda domenica di fine Agosto di 9 anni fa dove in chat conobbi un certo Marcus che viveva da solo con una gatta (la Trottola)... quella domenica parlammo per 8 ore di fila, ci fu giusto un mio break per recarmi in pasticceria a prendere qualche pasticcino ad accompagnare quella domenica casalinga... Seguì una quindicina di giorni di frequentazione su ICQ. Conserviamo ancora tutti i files di quelle conversazioni (circa 800 pagine!!!!) ... li lasceremo in eredità ai nostri pronipoti! Il 10 Settembre dello stesso anno ci incontrammo per la prima volta davanti ad una bella tavola imbandita di una Trattoria tipica reatina e da lì scoprii che lui era un grande goloso di gnocchi ma se la cavava malissimo a sfilare gli spiedini dal legnetto (operazione che tutt'oggi gli devo fare io!!!!) non ultimo scoprii il suo strano modo di fare il "potaccio" con il tartufo bianco affogato al caffè... questa strana usanza oggi è passata da padre in figlio! Qualche settimana più tardi davanti ad una Tazza di Cioccolata in un bar di Fiuggi, Marco, mettendo gli occhi a baita, mi chiese se ero sentimentalmente libera... risposi di sì... oddio proprio libera non ero ma stavo chiudendo un paio di vecchie storie incancrenite.... un po' come lui insomma... ma l'importante era aver preso la decisione di chiudere con il passato! Quella volta scoprii che lui era sì goloso di cioccolata ma NON con la panna montata (mi calò un po'... come poteva non garbargli la panna montata????) anche se ad oggi anche io ho imparato a bere la cioccolata in purezza. Quella stessa sera mi portò a cena in quello che sarebbe diventato il nostro locale che segnerà d'ora in avanti ogni tappa importante della nostra storia: Slongia. Un delizioso pub irlandese che si trova a Fiuggi, ancora ad oggi ci si parte appositamente da Chianciano per farci una pizza ed un boccale di birra tra le più buone mai bevute fin'ora! Notai da subito che lui aveva il vizio millimetrico di tagliare la pizza in due metà esatte!, ricomponendo per bene la farcia per riempire eventuali spazi vuoti Io invece ero solita tagliarla come capitava.... a furia di osservarlo ho iniziato anche io con questa "maniacale abitudine". Quando invece mi veniva a trovare in ufficio, onde evitare di andare a pranzo al ristorante mensa per evitare alle colleghe di regalare un pomeriggio all'insegna del fancazzismo e di grandi pettegolezzi (ma pensare agli amanti loro no eh????), si andava dal McDonald's e l'inzio della nostra storia era connotato da quel profumo tipico del Crispy Mc Bacon... da come gestiva il suo vassoio capii che era una persona estremamente disordinata, da come gestivo il mio invece lui capì che ero una sorta di Defrag a tutto tondo. Insomma il 18 Ottobre era un mercoledì e tornavamo da una cena a base di ottima bruschetta con peperoni e amenità varie... la golosità estrema ha segnato sempre la nostra storia! Il giorno dopo lui doveva partire per un concerto a Taranto (quella fu l'ultima volta che partì da solo... da 9 anni a questa parte io l'ho sempre seguito) e quella sera, finalmente!, al momento di salutarci ecco il fantomatico bacio che sancì l'inizio della nostra storia... un bacio lunghissimo! Sabato 20 presi tutte le mie carabattole e mi trasferii a casa sua a Frosinone (in realtà dovevo rimanerci solo una notte!!!!) e da lì è iniziata la nostra convivenza.... all'inizio la mia valigia stava poggiata in terra "provvisoria" del tipo sto qui qualche giorno ma poi torno a casa a Roma... un bel giorno, Marco, stufo di vedere questa valigia a terra, che gli dava un'aria di precarietà della nostra relazione, divise equamente gli spazi del suo armadio, della sua scarpiera, del mobiletto in bagno metà per lui e metà per me e così quelle valigie scomparirono in cima all'armadio. Domenica 21 il nostro primo pranzo a casa e fu a base di Piadina, Prosciutto di Parma e Birra Bud (3 cose che da 9 anni a questa parte a casa nostra sono sempre presenti!)... lui si stupiva che bevevo la birra calda... a me non garbava fredda.... ora invece la voglio SOLO fredda... come si cambia! Quel primo "pasto" lo preparò lui ma ben presto (per non dire da subito!) presi possesso della sua cucina che diventò presto la mia... il mio primo Antro dell'Alchimista! Mi abbonai alla rivista La Cucina Italiana, iniziai a sperimentare piatti più o meno golosi e da lì iniziammo a cercare e creare i "nostri profumi di casa". All'inizio fu a suon di dolci di cui lui è sempre stato golosissimo.... mi ricordo che il primo dolce che gli preparai furono i baci di Dama, a seguire ci fu una crostata al cioccolato... conoscendo poco il suo forno quella crostata fu cotta più del dovuto, ne uscì dura come il marmo... ma lui senza colpo ferire la mangiò ugualmente lodandola... se non è amore questo! Quello che più ci mancava e abbiamo cercato di costruire da subito nel nostro stare insieme era quella voglia di creare un nucleo famigliare forte e di vivere insieme quelle piccole/grandi gioie che la vita quotidiana sa regalare a chi le sa afferrare (fare la spesa insieme, andare insieme al lavoro, concedersi un caffè sul divano, cucinare insieme, passare un fine settimana tranquillo godendosi la casa, ecc ecc... tante volte non è che occorra fare chissà cosa per essere felici!); situazioni che in fondo non avevamo mai avuto/vissuto né nelle nostre famiglie d'origine né con i nostri precedenti matrimoni. Beh devo dire che, girandomi indietro ed osservando questi "primi" 9 anni, sì, abbiamo pienamente raggiunto l'obiettivo che ci eravamo prefissati e ancora siamo in costante crescita.... perché di crescere insieme non si finirà mai!


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Questa è sicuramente una coccola "bomba" che deve sapere di burro e cioccolato! Una pralina di questa e ritornate in pace con il mondo! L'importante è partire da ingredienti eccellenti! Ottimo burro, ottimo cioccolato, frollini base burro (ottime le Macine), un buon Rum per dare quel retrogusto "importante". Quando si mordono si sentirà tutta la consistenza del burro impregnato di cioccolato sciogliersi man mano nella vostra bocca... goduria e voluttuosità allo stato puro! Non a caso proprio con questa ricetta di grandissimo "peccato di gola" partecipo alla raccolta della mia specialissima Dida del blog Gli Amori di Dida.

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Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Un Tocco di Zenzero
Il Contest più Morbido del Web
in collaborazione con

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Truffes au Chocolat
di Laura De Vincentis

Ingredienti
200 g di ottimo burro a temperatura ambiente
150 g biscotti secchi tritati finemente (polverizzati)
100 g cacao amaro in polvere
150 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di caffè in polvere finissima
150 g di cioccolato fondente
50 g di panna fresca per dolci
Qualche goccia di rum
Cocco rapè

Preparazione
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con la panna e far intiepidire. Lavorare il burro con lo zucchero a velo sino ad ottenere un bel composto spumoso. Aggiungere i biscotti polverizzati, il cacao amaro ed il caffè in polvere. Unire il cioccolato sciolto con la panna. Infine aggiungere qualche goccia di Rum. Formare un composto liscio ed omogeneo che dovrà risultare abbastanza sodo. Mettere in frigorifero per almeno un'ora sino a farlo rassodare completamente. Formare delle palline - avendo cura di inumidirvi le mani ogni tanto - e rotolarle nel cocco rapè. Disporle su un vassoio e poi riponetele in frigorifero a rassodare ulteriormente per almeno due ore.

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giovedì 15 ottobre 2009

40

Panini tipo McDonald's

Durante le pulizie di autunno in uno dei miei Pc, tra i vari files di ricette (centinaia!!!) da sistemare ne ho trovato uno "impolveratissimo" che meritava di essere rispolverato e passato direttamente alla parte esecutiva dell'Antro. Trattasi dei Panini da Hamburger tipo McDonald's di Marble del sito Cookaround. Dovete sapere che il mi marito è un fan sfegatato di McDonald's, la nostra storia iniziò nove anni fa a colpi di Crispy McBacon Menu che colavano salsine per ogni dove. Però - come si cambia, deh! - da un anno a questa parte entrare nei McDonald's inizia a farmi abbastanza (molto) schifo... vuoi per un fatto di igiene, vuoi perché mi porta a pensare al trash food, vuoi perché il cibo mi è sembrato notevolmente peggiorato.... insomma tutto ciò ha causato estrema delusione del mi marito che vive questo mio repentino cambiamento come il più grosso tradimento che potessi fargli!
Così ritrovando la ricetta di questi panini ho capito che era giunto il momento di fare un regalo al mi marito e "provare" a ricreare a casa una cena tipo McDonald's, considerando anche il fatto che dovevo dare degna fine a 3 hamburger "anonimi" che giacevano nel freezer da ormai una decina di giorni. Farli semplicemente ai ferri accompagnati da un'altrettanto "anonima" insalata verde poco condita avrebbe voluto dire far storcere il naso a marito e citto con conseguente appunto "l'hamburger ai ferri con l'insalata verde è una cena triste e da ospedale". A questo proposito, mi ricordo che avevo un'ex-collega che la sera a cena propinava al marito sempre questo "succulento" menù, questo perché lei uscita dal lavoro aveva i suoi "improrogabili" impegni mondani ai quali non poteva certo rinunciare e non poteva pertanto perdersi dietro alla preparazione di una cenetta golosa per il suo maritino.... lei si vantava di essere una moglie modello.... io osservandola bene ho tratto le mie conclusioni: ecco perché i mariti si fanno le amanti!
Anche il Bipede ebbe un episodio alquanto folkloristico legato ai primi hamburger surgelati ed aromatizzati che si trovavano sul mercato. In età non più tanto tenera infatti, per fare una gogliardata, si ingozzò - tipo Poldo - di hamburger alla cipolla... inutile dire che il tutto finì con una corsa al Pronto Soccorso e con conseguente lavanda gastrica liberatoria... lui, con la sua ormai nota boria, tentò una causa risarcitoria alla nota marca di surgelati... causa archiviata praticamente quasi subito nel momento in cui si scoprì l'esatto numero di hamburger da lui ingurgitati!!!
Mi ricordo da bambina quando l'hamburger si chiamava più semplicemente "la Svizzera".... non ho mai capito cosa c'entrasse quella nazione con quella polpetta di carne tritata ed appiattita... qualcuno sa spiegarmelo? L'altro giorno, al supermercato, ho sentito una signora di mezza età chiedere al macellaio "vorrei due Svizzere"... tutto ciò ha scatenato in me una tenerezza infinita e dolcissimi ricordi d'infanzia quando la mattina andavo con zia a fare la spesa e lei appunto comprava la famosa Svizzera da prepararmi per pranzo. "Zia oggi cosa mangio?" e lei dolcissima mi rispondeva "C'è la Svizzera!" ed eccola che prendeva un padellino, vi scioglieva dentro una generosa noce di burro e poi faceva rosolare per bene la Svizzera da entrambi i lati. Quella era per me la pietanza più buona del mondo e ambitissimo era il pezzettino di michetta, ancora tiepida di fornaio, che serviva a pulire per bene il padellino e raccogliere quelle succulente gocce di burro rosolato... quei sapori, ben impressi della mia mente e mai più ritrovati, fanno parte della mia infanzia ...


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Con questi panini partecipo al World Bread Day


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Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Betty
Basta un poco di Lievito
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Panini tipo McDonald's
ricetta di Marble dal sito Cookaround

Ingredienti
300 g farina 00
300 g farina di Manitoba
180 g di latte
(ne ho messi 200)
130-140 g di acqua (a seconda di quanto ne chiede la farina)
1 uovo per l'impasto
30 g di burro
(ne ho messi 50)
25g di zucchero
(ne ho messi 50)
10 g di sale
1 cubetto di lievito di birra
1 tuorlo per spennellare o del latte
semi di sesamo
(io ho usato semi di papavero)

Preparazione
Sciogliere il lievito di birra in poco latte tiepido e metterlo insieme a tutti gli altri ingredienti nell'impastatrice. Lavorare aggiungendo man mano l'acqua a seconda di quanta ne assorbe l'impasto che dovrà risultare bello liscio, omogeneo ed elastico. Farlo lievitare sino al raddoppio Rovesciarlo sulla spianatoia e sgonfiarlo. Formare dei panetti e dare una forma tonda. (io li ho fatti da circa 110 g l'uno). Disporli su una teglia foderata di carta forno. Spennellare con un tuorlo d'uovo leggermente sbattuto o con del latte. Cospargere di semi di sesamo. Fare lievitare sino al raddoppio. Cuocere a forno ben preriscaldato a 200 gradi per circa 20-23 minuti (devono risultare belli dorati). Appena sfornati far raffreddare su una gratella. Si possono anche surgelare ed usarli all'occorrenza.

Per il ripieno.... beh fate vobis secondo il vostro gusto! Nei nostri abbiamo messo ketchup, fetta di pomodoro, qualche foglia di insalata, hamburger cotto alla griglia e una sottiletta. Abbiamo fatto scaldare il tutto nel microonde un paio di minuti a potenza medio/bassa per far sciogliere il formaggio.... qualche patatina fritta rigorosamente in forno, bicchierozzo di Coca Cola Light et voilà la cena "McDonald's" è servita!

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martedì 13 ottobre 2009

37

Veneziane al Cioccolato

Facciamo colazione??? Cosa ne dite di iniziare la giornata così? La ricetta l'ho presa dal favoloso blog della mia "amica virtuale" Imma di Dolci a go go!!! Un gran bel blog, da cui prendo spesso ispirazione per le mie ricette sia dolci che salate. Il Blog di Imma lo vado a visitare quotidianamente perché decisamente in sintonia con il mio modo di intendere la cucina e soprattutto perché ricco di "sfizi" dolci e salati di ogni genere!
Questo fine settimana avremmo dovuto partire ma.... all'ultimo momento (ovvero con le valige pronte e pressochè caricate) una telefonata ha annullato tutto.... che si fa???? si parte? si resta? si va ugualmente? oppure si torna a casa? Alla fine complice un tempo inclemente decidiamo di ripuntare su Chianciano... passando velocemente a fare la spesa (dovendo partire non avevo fatto la "scorta" settimanale) ed accaparrandoci quel poco rimasto sugli gli scaffali, ormai saccheggiati del super, presi d'assalto dalla pazza folla del sabato. Riesco comunque ad appropriami della "dotazione" basic che ci permette di "sopravvivere" per il weekend nonché di sfornare qualche dolcino. Rientriamo a Chianciano sotto un diluvio torrenziale, e non contenta, già che ci sono decido che è giunto il momento di fare un salto in farmacia a prendere l'ammoniaca per dolci! Il mi marito mi segue solo per "vedere la faccia del farmacista" di fronte alla mia ennesima richiesta bislacca. La scena è la seguente: io che entro in farmacia praticamente zuppa fradicia di pioggia stringendo in mano una baguette (bottino di guerra del supermercato) altrettanto zuppa, sgocciolante e decisamente "ammosciata".... di fronte alla mia richiesta " Ma l'ammoniaca per dolci la vendete voi?" il farmacista mi risponde "E cosa ci deve fare con l'ammoniaca per dolci???" io tronfia rispondo "I biscotti da Famiglia dell'Artusi!" E' così che il farmacista scompare nel retro per tornare qualche minuto più tardi con ben 20 grammi della fatidica e tanto ambita "polverina" facendomi una bella lezione sulla differenza lievitante che c'è tra l'ammoniaca per dolci ed il cremor tartaro... devo comunque dire che anche io ero preparata ed ho fatto la mia bella figura in merito ai lieviti.
"Quanto le devo???"
"Nulla, ma vorrei tanto assaggiare i suoi biscotti!".
Salita a casa, "aridisfa" le valigie, prepara una pizza veloce (sì sì quella con la "basetta" che si srotola facente sempre parte del "bottino di guerra" dell'ultima ora del super... eheheheh) e via che si sperimentano i biscotti con l'ammoniaca. Che dire è veramente tutta un'altra musica rispetto al lievito chimico! La friabilità di questi biscotti è unica come non mi era mai venuta prima!!!! Fantastico!!!!! Certo in cottura si sprigiona odore di ammoniaca, ma il "gioco vale bene la candela" considerato l'esito avuto! Questo sapete cosa significa? Che d'ora in avanti l'ammonica per dolci viene scritta negli ingredienti fondamentali che non devono mai mancare nella cucina dell'Antro!!!

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Ma la ricetta di cui vi parlo oggi è un'altra... questa mattina si fa "colazione virtuale" con le sofficissime e cioccolatose Veneziane al Cioccolato di Imma! Considerando i "ciocco-dipendenti" che vivono qui non potevo non abbondare di crema al cioccolato. Anzi per alcune Veneziane ho proprio "sperimentato" immergendole tutte nella crema! Che vi devo dire? Un tripudio di goduria!!! Altre (ovvero le mie) le ho lasciate nature per assaporarmele in "purezza" e le ultime non solo le ho abbondantemente farcite di cioccolato, ma ho fatto loro anche un bel "pennacchio" di golosissima crema. Le Veneziane le ho sfornate domenica in tarda serata e Marco si è fatto ben 3 "briosche di mezzanotte"... io mi sono limitata solamente a due... sapete... la dieta.... ehmmm ehmmm


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Veneziane al cacao
dal blog Dolci a go go!!!

Ingredienti
250 g farina00
250 g di farina Manitoba
½ mezzo bustina di lievito secco "Mastro Fornaio"
50g zucchero
(ho aumentato ad 80g)
5g sale
50 ml di olio (o 75 di burro liquefatto)
2 uova
225-250ml latte tiepido
vaniglia.

Preparazione
Mischiare tutti gli ingredienti e impastare con il latte gradualmente, lasciar lievitare per 2 ore. Nel frattempo preparate la crema pasticcera e lasciatela raffreddare. Dividere l'impasto ben lievitato in 13 pezzi e formare delle palline (io le ho fatte da circa 60-65 g l'una) e metterle, non troppo vicine, in 2 teglie con carta da forno e lasciar lievitare fino al raddoppio in luogo tiepido, perfetto il forno spento con la lucina accesa. Accendere il forno a 180°. Distribuire un po' di crema sopra le veneziane e infornate per 15 minuti (o comunque sino a doratura). Una volta fredde o tiepide farcirle con una siringa e decorarle con scaglie di cioccolato bianco. (io ho utilizzato la granella di zucchero)

Crema pasticcera al cioccolato
2 tuorli
60 g di zucchero
(ne ho messi 80)
30 g di farina o maizena
(io ho usato la Fecola)
220 ml di latte
(io ne ho messi 260)
2 cucchiaia di cacao
(io ne ho messi 3 ed ho usato quello amaro)
Sbattere i tuorli con lo zucchero, poi unire la farina e il latte. Porre la casseruola sul fuoco e addensare la crema mescolando. Quando al crema è pronta unire il cacao e mescolare velocemente con una frusta.
Per chi ha il bimby: mettere tutti gli ingredienti nel boccale 7 minuti, velocità 4, 90°



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sabato 10 ottobre 2009

25

Biscotti della Salute

Un'altra ricetta blasonata del buon Artusi, ebbene sì con i biscotti fatti in casa ci abbiamo preso proprio gusto! Autunno il tempo dei biscotti fatti in casa come facevano le nostre care nonnine! Deliziosi, uno tira l'altro, il gusto mi ricorda lontanamente quello dei Biscotti al Lagaccio che trovavo sempre a casa della mi' nonna. Ottimi per essere inzuppati ma decisamente buoni anche gustati così "nature", malgrado la tostatura, infatti, non diventano secchi o duri ma rimangono decisamente friabili e gradevoli al palato. Lo zucchero rosso altro non è che lo zucchero di canna, quello grezzo, non raffinato per intenderci che però si può sostituire con lo zucchero normale. Il Cremor Tartaro lo si trova in farmacia, ed insieme al Bicarbonato fa le "veci" del lievito in polvere, è possibile sostituire Cremor Tartaro e Bicarbonato con mezza bustina di lievito chimico per dolci. Io ho cotto a forno preriscaldato a 180° per circa 25 minuti o comunque sino a doratura dei filoni. Il giorno appresso ho tagliato a fette oblique i filoncini (taglio tipo cantucci per intenderci) e ho tostato sotto il grill qualche minuto per entrambe i lati, la prossima volta proverò a tostarli a calore medio del forno senza l'utilizzo del grill.

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Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Micaela

Con questa ricetta partecipo alla raccolta "In forma con Gusto" di Pensieri e Dolcezze

Biscotti della Salute
dal libro "La scienza in cucina e
l'arte di mangiar bene"
di Pellegrino Artusi


"State allegri, dunque, chè con questi biscotti non morirete mai o camperete gli nni di Mathusalem. Infatti,m io, che ne mangio spesso, se qualche indiscreto, vedendomi arzillo più che non comporterebbe la mia grave età, mi dimanda quanti anni ho, rispondo che ho gli anni di Mathusalem, figliuolo di Enoch"

Ingredienti
Farina, grammi 350
Zucchero rosso, grammi 100
Burro, grammi 50
Cremor Tartaro, grammi 10
Bicarbonato di Soda, grammi 5
Uova, N.2
Odore di zucchero vanigliato
Latte, quanto basta

Preparazione
Mescolate lo zucchero alla farina, fate a questa una buca per porvi il resto e intridetela con l'aggiunta di un poco di latte per ottenere una pasta alquanto morbida a cui darete la forma cilindrica un po' stiacciata e lunga mezzo metro. Per cuocerla al forno o al forno da campagna ungete una teglia col burro, e questo bastone perché possa entrarvi, dividetelo in due pezzi, tenendoli discosti poiché gonfiano molto. (ho cotto a forno preriscaldato 180° per circa 25 minuti o comunque sino a doratura). Il giorno appresso tagliateli in forma di biscotti, di cui ne otterrete una trentina, e tostateli


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venerdì 9 ottobre 2009

22

Insalata Magica


L'Insalata Magica è uno tra i miei piatti preferiti quando andiamo a trovare il nostro amico Vlado nel suo Ristorante Zauberstub'n di Oberammergau. Un ristorante "Magico" - non a caso Vlado è uno dei maghi più famosi della Germania - dove si mangia decisamente molto ma molto bene! Se capitate in quella parte di Baviera non mancate di farci un salto. Perchè Vlado oltre ad essere un mago famoso è anche un rinomato gorumet che saprà deliziarvi con ottimi piatti ben strutturati partendo da materie prime decisamente eccellenti!
L'Insalata Magica.... ma quanto buona è la feta fritta che sta alla base di questo piatto???? All'inizio ero scettica... ma una volta assaggiata.... bhè ne mangerei volentieri a vagonate! Pertanto ho dovuto armarmi di "voglia di friggere saltami addosso" così da potermela preparare anche a casa.... altrimenti questo è un piatto che mangerei solo un mese all'anno perchè Oberammergau non si trova proprio dietro l'angolo!

Con questa ricetta partecipo a due raccolte:


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Insalata Magica
ricetta del Mago Vlado
ristorante Zauberstub'n -  Oberammergau

Ingredienti
Insalata Mista
Radicchio
Carote
Mais
Pomodori
Cetrioli
Salsa allo Yogurt
Feta
Uova
Farina
Sale e Pepe
Olio extravergine d'oliva
Anguria (quando è stagione)

Preparazione
Tagliate la feta a fette spesse e passarla nell'uovo precedentemente sbattuto con un pizzico di sale e pepe. Passatela poi nella farina e friggetela su tutti i lati, in olio extravergine d'oliva, sino a che non si formerà una bella crosticina dorata. Scolarla su carta assorbente. Lavate con cura le verdure e asciugatele per bene. In un piatto da portata sistemate l'insalata, il radicchio, le carote grattugiate, il mais, i pomodori tagliati a fette ed il cetriolo fatto a rondelle Coprire le verdure con dell'ottima Salsa allo Yogurt. Disporre a lato del piatto la Feta Fritta alternata a spicchietti di Anguria. Servire subito.



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giovedì 8 ottobre 2009

26

Biscotti da Famiglia

Me lo sentirete ripetere sino alla nausea: io adoro l'Autunno! E' la stagione che mi garba di più perché sa di casa, di famiglia, di tepore domestico. Il momento più bello della giornata è verso il tramonto quando ci si ritrova tutti a casa e si percepisce nettamente quella serenità di stare tutti e quattro (noi tre + la gatta!) insieme, quella voglia di vivere la propria famiglia a tutto tondo, di crogiolarsi dentro le mura domestiche facendo scorrere il tempo molto lentamente. E' proprio in questi momenti che mi garba assai accendere il forno e sottolineare questi attimi con qualche cosa che emani "profumo di casa" tipo pane, biscotti, dolci da forno. Preparazioni semplicissime che raccontano le storie delle nostre nonne e delle nostre bisnonne e che creano quel dolce "tepore e magia delle case di una volta".
Ultimamente il mi marito mi stravizia e torna spesse volte a casa con qualche regalino... ecco il regalo più bello che potesse farmi ultimamente è stato proprio il Manuale dell'Artusi scovato qualche settimana fa su uno scaffale impolverato e nascosto di una libreria.... solo lui sa quanto desideravo questo preziosissimo libricino che parla della "cucina semplice di una volta", una cucina semplice ma certo NON scontata, una cucina che parla di tradizioni... tradizioni che andrebbero riscoperte più frequentemente, a cui si dovrebbe fare riferimento decisamente più spesso.

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Questi biscotti sono di una semplicità disarmante, pochi ingredienti ma buoni, dal sapore gentile e dal profumo assai delicato. Ottimi inzuppati nel caffè latte o anche sgranocchiati così... e poi volete mettere la grandissima soddisfazione di fare colazione con i biscotti fatti in casa? Beh per me è il massimo! E mi fa molto piacere notare come Marco Junio faccia la sua colazione tutto bello tronfio con i "buonissimi biscotti del Sig.Artusi che fa la mia mamma nell'Antro", questo mi fa ben sperare che forse inizia a capire la differenza tra i vari dolciumi confezionati e quelli prodotti in casa proprio come si faceva una volta. Ho tagliato i biscotti a losanghe con la rotella dentata (io mica ce l'ho il mattarello rigato, non l'ho ancora scovato in nessun mercatino!!!) e poi mi sono divertita ad ornarli (per dirla con parole dell'Artusi) semplicemente premendoli su una grattugia ottenendo così un grazioso effetto puntinato. Per quanto riguarda la cottura ho preriscaldato il forno a 180° e cotto i biscotti per 13 minuti circa (devono venire leggermente dorati in superficie)


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Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Micaela

Con questa ricetta partecipo alla raccolta "In forma con Gusto" di Pensieri e Dolcezze

Biscotti da Famiglia
dal libro "La Scienza in Cucina
e l'Arte di mangiare bene"
di Pellegrino Artusi

"Sono biscotti di poca spesa, facili a farsi e non privi di qualche merito perché possono servire sia pel the sia per qualunque altro liquido, inzuppandosi a meraviglia"

Ingredienti
Farina, grammi 250
Burro, grammi 50
Zucchero a velo, grammi 50
Ammoniaca in polvere, grammi 5
Una presa di sale
Odore di vaniglia con zucchero vanigliato
Latte tiepido un decilitro circa.

Preparazione
Fate una buca nel monte della farina, poneteci gl'ingredienti suddetti meno il latte, del quale vi servirete per intridere questa pasta, che deve riuscire morbida e deve essere dimenata molto onde si affini; poi tiratene una sfoglia grossa uno scudo, spolverizzandola di farina, se occorre, e per ultimo passateci sopra il mattarello rigato, oppure servitevi di una grattugia o di una forchetta per farle qualche ornamento. Dopo tagliate i biscotti nella forma che più vi piace, se non volete farne delle strisce lunghe poco più di un dito e larghe due centimetri come fo io. Collocateli senz'altro in una teglia di rame e cuoceteli al forno o al forno da campagna. (Io ho infornato a 180° per circa 13 minuti)



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