domenica 14 marzo 2010

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99 Colombe per l’Abruzzo, 99 Colombe per le Sorelle Nurzia e… un dolce Abruzzese della mia infanzia

colomba-nuda2

“Cari amici, Artemisia Comina ed io stiamo avviando un piccolo progetto per dimostrare con i mezzi a nostra disposizione la nostra solidarietà verso l’Abruzzo in difficoltà. Il nostro progetto-gioco coinvolge una storica azienda abruzzese, forse meno nota nel resto di Italia: l’azienda dolciaria Sorelle Nurzia, famosa per i suoi torroni a Natale, ma che produce anche biscotti, colombe, uova pasquali. E' facile comprendere come e perché oggi l'azienda abbia delle difficoltà. Per esserle in qualche modo d'aiuto avremmo pensato di indire un contest coinvolgendo 99 bloggers (99 è solo un numero simbolo, il numero simbolo dell’Aquila, noi ci auguriamo che i bloggers coinvolti possano essere molti di più) i quali dovrebbero pubblicare, il 6 aprile (giorno del primo anniversario del terremoto d’Abruzzo), una ricetta che utilizzi uno dei prodotti dell'azienda Sorelle Nurzia o che possa accompagnare un suo prodotto. Nel frattempo vi invitiamo, ringraziandovi sin d'ora, a pubblicizzare come meglio credete questa iniziativa di solidarietà e ad andare a dare uno sguardo a 99 colombe, un nuovo blog
 
Mi immagino vi chiediate come sia nato tutto questo ambaradan. Vi copio la mail arrivata ad Artemisia da Mara, della Sorelle Nurzia , troverete la risposta alla vostra domanda
“Cara Rosa Maria, cari amici ,
scrivo da L'Aquila e precisamente da dentro una casina di legno antisismica che è diventata la mia nuova dimora lavorativa dopo il terremoto.
Il mio nome è Mara Marinangeli, mi occupo di Progetti Speciali, di strategie , di nuovi modi di inventare un modo di proporre il marchio Sorelle Nurzia che è l'azienda per la quale lavoro......non saprei dire onestamente che lavoro faccio da dopo il 6 aprile 2009 se non che invento ogni giorno la mia vita e quella di chi accanto a me ha deciso di non fermarsi e di far prevalere l'ottimismo innanzitutto.
Sarebbe illogico e falso se dicessi che va tutto bene ma la giusta ottica è quella che mi spinge a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e l'entusiasmo nel vivere la mia vita e nel cogliere le opportunità che questa tragedia ci ha messo davanti .
Se si vuole vedere il nero qui ce n'è da ogni dove.
Basta attraversare la strada davanti la fabbrica e ti trovi dentro Onna, dentro un paese fantasma dove i pullman di tutto il mondo vengono facendo tappa prima di arrivare a Pompei...più o meno i viaggi della tragedia ormai li dirottano tutti qui.
Vai dentro un paese raso a suolo , ti accori, ti giri intorno e poi guardi le nuove casine della ricostruzione dove le persone sembrano statuine in un presepe finto , dove sembra che la normalità abbia ripreso il suo posto ma dove mancano all'appello due generazioni: quella dei ragazzi e quella dei bambini del paese.
Questo è quello che vedi dentro Onna ma che a specchio trovi in ogni paese che circonda L'Aquila.
La mia città senza più il suo cuore pulsante, i suoi portici pieni di vita, le sue 99 chiese, 99 piazze, 99 fontane....senza la casa dove vivevo con la mia famiglia , le mie due bambine e mio marito. Casina antisismica di legno anche per la mia vita familiare.
Molto poco in piedi di tutto ciò che ci aveva lasciato il passato ma tanta energia giovane è rimasta ad osservare ed a progettare il modo e tempo giusto e propizio per rialzarsi.
Tra queste persone ci sono io con tutti i miei colleghi di Sorelle Nurzia che dall'11 maggio, appena sono tornati a riaccendersi i forni della fabbrica non abbiamo perso tempo siamo tornati a lavorare con una grinta incredibile.
Il terremoto ci ha sorpresi in modo vigliacco, di notte, sorprendendoci nel sonno.
Ci ha tolto tanto in 20 secondi dopo i quali abbiamo dovuto riorganizzare completamente le nostre vite ma abbiamo capito da subito che il lavoro ci avrebbe ridato la dignità e l'energia per non spegnerci dentro tanto dolore da cui eravamo circondati.
La vita nelle tendopoli è stata un'esperienza di grande crescita. La condivisione degli spazi con persone sconosciute, la mensa con altre 250 persone con cui si pregava prima di mangiare, la scuola dei bambini conquistata con grande fatica pur di non permettere che vivessero come senzatetto lasciati senza una guida o un punto di riferimento di un'insegnante.
Fare la fila per poter fare una lavatrice, non avere una parrucchiera per mesi.
A ripensarci mi vengono i brividi ma sento che siamo stati eroici.
Sorelle Nurzia ha fornito dentro le tendopoli le colazioni per tanti sfollati, io andavo a contare i cartoni nelle tende-mensa per fare un minimo di inventario ed aiutare la Protezione Civile, la Croce Rossa o le Misericordie che gestivano i campi a fare i rifornimenti ed agevolarli negli scarichi dei prodotti .
Chiudono le tendopoli e arriva il Natale folgorante del 2009 con la solidarietà di tutto il mondo che ci ha cercati e sostenuti acquistando i nostri torroni e panettoni.
Ma il momento più temuto non si è fatto attendere ed è stato gennaio dove è arrivato lo stop fisiologico nel quale l'azienda ha avuto un calo di commesse.
Non esistendo più il mercato locale del centro storico si sono fermate automaticamente le vendite dei nostri favolosi biscotti che fornivamo nelle enoteche, nei bar, nei negozi specializzati, negli alimentari o nei centri commerciali.
Non ho paura ma mi rendo conto che senza L'Aquila ho bisogno di trovare un indotto commerciale fuori questo territorio dolorante dove la ripresa sarà lenta e faticosa.
Quindi internet che mi permette ogni giorno di conoscere tante persone tra le quali i foodblogger , un gruppo di originali appassionati del mondo del cibo.
Ho 41 anni ed ho sempre lavorato nel marketing, guidata da studi accademici che mi facevano camminare quasi su un territorio tracciato da altri.
Dopo il 6 aprile mi sento un'esploratrice, una pioniera che cerca, curiosa, osserva luoghi e mosse come se fossi la prima a scendere su un'isola deserta.
Ripartire , o meglio risorgere dopo un sisma catastrofico dove non hai più neanche un punto di riferimento in piedi è davvero difficile ma allo stesso modo affascinante.
Quando hai bisogno di ago e filo e sei costretto a chiederlo a qualcuno che te lo deve portare da Roma il giorno seguente capisci che devi ripartire da zero e se sei coraggioso fai finta di niente e riparti altrimenti fai le valige e decidi di tornare dopo un paio di anni quando qualcuno al posto tuo avrà provato a riattaccare i pezzi di un puzzle.
Noi abbiamo deciso di rimanere non senza vivere momenti di grande sconforto ma Sorelle Nurzia è stata la nostra ancora, un transatlantico che è uscito fuori rotta , ha imbarcato un po' d'acqua ma poi grazie a chi stava al timone ha ripreso la via, cercando di non guardarsi mai alle spalle e sostenendo chi aveva momenti di cedimento. Ora siamo migliori di prima, sicuramente persone diverse ed orgogliosi di non aver mai abbandonato la nave. Anzi....
Nuova vita...nuovi modi di lavorare e produrre.
Lavorare sulla destagionalizzazione di Sorelle Nurzia è stato il mio primo pensiero, uscire dal binomio Sorelle Nurzia uguale torroni uguale Natale ma piuttosto Sorelle Nurzia ......tentazioni tutto l'anno.
Ho letto , non so dove, che quando ci sono grandi avvenimenti catastrofici , situazioni negative che cambiano la vita, di contro ci sono nuove risorse che lo spirito di sopravvivenza ti spinge a tirare fuori.

Forse è propri dietro questa filosofia che è uscita la nuova linea di Sorelle Nurzia che propone la Pasqua con colombe, pizze di Pasqua prodotte con patate locali e lievitate 2 giorni, uova di cioccolato realizzate con il nostro cioccolato del torrone e ovetti confettati, praline di ogni tipo, amaretti, cantucci al pistacchio e tanti tanti altri prodotti da forno.
Vi invito quindi a visitare il nostro sito www.sorellenurzia.it, anzi , mi piacerebbe invitarvi in fabbrica qui da noi per conoscerci e visitare un pezzettino dell'Aquila produttivo e pieno di vita!!!
Se poi siete interessati a qualche prodotto o alla nostra linea di biscotteria potete contattarmi , sarò lieta di darvi ogni consiglio o chiarimento.
Vi abbraccio Mara”

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Personalmente molte situazioni mi legano all’Abruzzo, in primis la mia nonna paterna era di un piccolo paese in provincia di Pescara Torre de’ Passeri, dove talvolta si andava a passare parte delle vacanze estive; mio padre da bimbino proprio in quel paesino è stato a sua volta terremotato, riuscendo, per non so quale miracolo, a fuggire mentre la casa stava crollando (vero è che quell’episodio che risale ai lontani anni ‘50 non l’ha mai abbandonato rimanendo la sua paura principale e fonte di grandissima ansia).

Circa una quindicina d’anni fa ho frequentato L’Aquila per circa due anni quasi tutti i fine settimana, perché in quel periodo stavo conseguendo il brevetto di volo a vela proprio presso l’Aeroclub Aquilano. Ricordo con grande piacere quei fine settimana passati in quei posti che ho sempre amato molto per la pace e la serenità che sapevano infondere. Il sabato sera finito il corso di volo si andava a passeggiare nel centro storico de L’Aquila, si prendeva un aperitivo sotto i portici, si guardavano le vetrine, si cenava in qualche ristorante caratteristico, si dormiva in un piccolo albergo a conduzione familiare, che profumava di lenzuola pulite, nella campagna intorno a Coppito… ho sempre desiderato poterci tornare, dopo tanti anni, per un fine settimana con Marco e MJ… so che ora non sarà più possibile… 

Non ultimo i dolci delle Sorelle Nurzia, quest’anno è stato il primo Natale passato senza il loro torrone al cioccolato, non siamo proprio riusciti a trovarlo malgrado lo abbiamo cercato in diversi supermercati della zona… per Marco, da quando lo conosco,  l’unico torrone che “fa Natale” è il loro e quest’anno qui non è proprio arrivato. Però leggendo il blog 99 Colombe ho visto che è possibile ordinare direttamente a loro la merce che verrà poi spedita a casa. Qui di seguito il listino molto ben fatto e qui vi spiega come potete fare il vostro ordinativo, io quel torrone che tanto ci è mancato a Natale lo farò arrivare per Pasqua!

listino_foodblogger 

Oggi  vi racconto di una ricetta abruzzese a cui io sono proprio molto affezionata, è un sapore della mia infanzia, un profumo che mi riporta a momenti felici. Una parente di papà, io la chiamavo zia ma non ho ben capito quali erano i rapporti di parentela, oltre ad essere una splendida cuoca, era anche proprietaria del forno di  Torre de’ Passeri. Vi lascio immaginare le delizie che uscivano da quella bottega, il sapore di quei maritozzi con la panna con cui facevo merenda da bambina non mi hanno più abbandonata!, quel poco che so di cucina abruzzese lo devo certamente a lei. E c’era un dolce che non mancava mai sia nella sua bottega che a casa sua: le coperchiole o ferratelle. Spiego, almeno come me lo raccontava lei:  la coperchiola sono due ferratelle unite insieme che racchiudono un ripieno particolarissimo.

Si preparano con questo ferro.
Ferratelle 1

Il ferro che vedete in foto purtroppo mi ha abbandonata proprio lo scorso pomeriggio. Aveva oltre i 30 anni di vita “attiva” (infatti ce l’aveva procurato direttamente questa zia perché ai tempi a Milano proprio non si trovava!), aveva preparato centinaia e centinaia di coperchiole e sabato la resistenza mi ha definitivamente abbandonata, senza possibilità di poter essere riparato. Notate il tasto per accenderla… decisamente vintage! Con un triangolo blu fatto a pennarello indelebile da mio padre (anni e anni fa)  per capire quando il ferro era acceso e quando era spento! Ora spero proprio di trovarne uno uguale… perché le coperchiole senza questa forma caratteristica sono coperchiole solo a metà, almeno per me!
Sabato, una volta avuta la consapevolezza che il mio vecchio ferro mi ha abbandonata per sempre, ho pertanto dovuto ripiegare su un’altra cialdiera (chi mi conosce, conosce anche la mia passione nel collezionare cialdiere!) perché comunque l’impasto era pronto e non potevo mica buttarlo!

Ferratelle 4

Sono venute delle graziose ferratelle a forma di cuore (così era la cialdiera utilizzata in sostituzione), il profumo ed il sapore erano proprio quelli della mia infanzia… peccato per la forma.  Non le ho accoppiate a due a due con il ripieno, che era il cavallo di battaglia della zia, ma le ho semplicemente spolverate di zucchero a velo.
La ricetta non proviene da un file del Pc, bensì la conservo gelosamente su un quadernino manoscritto in bella scrittura (da lasciare ai posteri… ahahahah!) in cui ci sono le ricette delle varie zie, nonne ecc ecc, ricette tramandate per via orale o su fogli volanti (unti e macchiati dall’usura) che pian piano ho trascritto sul mio “prezioso” quadernino per evitare che andassero definitivamente perse.

Con le dosi date vengono una quantità enorme di coperchiole, io mi regolo sempre facendo la mezza dose, stessa cosa dicasi per il ripieno

Coperchiole di Zia Emma

Ingredienti
6 uova
8 cucchiai d’olio
10 cucchiai di farina
8 cucchiai di zucchero
Scora di limone grattugiata

Preparazione
Mescolate insieme tutti gli ingredienti, l’impasto deve essere né troppo morbido, né troppo duro. Se è troppo duro aggiungo qualche cucchiaiata di latte.

Ferratelle 3

Ma quello che regala a queste coperchiole quel tocco e quel sapore decisamente caratteristico è il ripieno…

Ingredienti
1 barattolo di marmellata di amarene o ciliegie
1 bicchiere scarso di rum
Una manciata di nocciole o mandorle tostate e tritate
6 biscotti tritati
3 cucchiai di cacao
3 cucchiai di caffè ristretto.

Preparazione
Amalgamare per bene il tutto. Spalmare il ripieno generosamente su una ferratella e accoppiare con un altra ferratella: avrete così le coperchiole.

Ferratelle 2


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14 alambicchi:

  1. Ciao sono Anna Rita Avezzanese...adoro l'Aquila...adoravo le sue stradine...i suoi negozietti...l'odore dell'aria...quel salire e scendere per quelle viuzze strette strette...i mercatini...la mia casa e' piena di oggetti comperati all'Aquila...Con la mia famiglia ci andavo quasi tutti i sabati...adesso non piu'...
    Ho provato a tornarci, ma l'angoscia che mi assale e' troppo grande non ci riesco. Chissa' se riusciro' mai a rivederla come era un tempo...chissa' Un abbraccio Anna Rita

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  2. è sempre bellissimo entrare nel tuo attrezzatissimo blog!!!sei mitica!!!buona domenica

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  3. Ma che buono questo dolce! L'hai ricreato in modo perfetto! E' bello fare un salto nel passato con le ricette dell'infanzia!
    baci baci

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  4. Quanti be ricordi legati alle ferratelle, la mia merenda preferita da bambina. Buonissime sia da sole che farcite ^_^ Baci cara, buona serata

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  5. Un iniziativa bellissima!

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  6. le sorelle nurzia sono una garanzia..un vanto per l'italia!
    le ferratelle anch'io le ho fatto in una mia ricetta recuperando l'attrezzo per farle da un mia zia..

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  7. @ Anna Rita posso capire tutto quello che provi. me lo chiedo spesso anche io se riuscirò ancora a vederla come era una volta...

    @ Manu grazie!

    @ Federica vorrei provare anche la versione salata, devo solo trovare la ricetta giusta

    @ Manuela e Silvia grazie!

    @ Nanny grazie!

    @ Paolo è vero le Sorelle Nurzia sono una vera garanzia di ottimi prodotti! Io spero tanto di riuscire a sostituire il mio ferro ormai irrimediabilmente guasto :(

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  8. Non sono mai stata all'Aquila e mi dispiace molto, ma c'è andata mia figlia da piccola con i nonni e ho delle foto che sono fantastiche. Poi c'è andato mio figlio, con la Protezione Civile e questa volta le foto erano impressionanti... però, dopo il suo turno in quella terra disastrata, mi ha portato a casa proprio le ciambelle al vino delle Sorelle Nurzia e una confezione di torrone al cioccolato sempre loro. Mi ha detto che ha sentito la voglia di comperarle per far ripartire la loro economia. E adesso leggendo quella lettera toccante mi è venuta veramente voglia di ordinare qualcosa per permettere a quella parte di abruzzesi che credono nel domani di arrivarci il più presto possibile. Grazie a te che mi hai portato a conoscenza di questa realtà

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  9. Riquísima la pinta que tienen, con lo que me gusta a mi los dulces...
    Un beso desde España

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  10. In effetti una delle tue cialdiere (quella usata per i gofri!) già mi aveva particolarmente interessata!!!
    Devono essere squisite anche queste coperchiole!!! baci

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  11. splendido mantenere il cordone con il passato culinario delle zie e nonne, e ricetta profumatissima,mi sembra di sentire l'odorino arrivare fin qui.grazie laura per regalarmi tanto nuon umore,un abbraccio a te e famiglia!giulia toscanaccia

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  12. Mamma mia Laura un dolce veramente golosissimo!!!!!
    Complimenti, buona serata!!!!!

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  13. @ Aldarita grazie per queste belle parole!!! :X

    @ Mar grazie! :X

    @ Maretta quello l'ho presa all'estero (tramie Ebay) perchè qui in Italia con quelle scanalature così profonde non si trovano...

    @ Giulia grazie a te che mi vieni sempre a trovare! :X

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