mercoledì 15 dicembre 2010

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Panettone Basso Genovese


Innanzitutto una “divagazione sul tema”. Ieri Marco si è brillantemente laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali!
Non posso non pubblicare la notizia anche qui sul blog facendo gli auguri al nuovo Dottore, freschissimo di nomina che oltre a mandare avanti una famiglia, altamente girovaga, composta da un cittino bizzoso, una moglie rompiballe, una gatta petulante e un gattino folle, ha deciso 3 anni fa di iscriversi all’Università e senza perdere tempo ed esami  è riuscito a studiare alacremente e a raggiungere la “corona d’alloro e fiocchetti rossi” in tempi decisamente brevi!
Ora, come scrivevo anche su FB, Junio è convinto che il papà “Dottore” si sostituisca al suo pediatra, e anche la Trotta è tutto sommato convinta che forse il suo umano che da ieri viene apostrofato “Dottore” in fondo potrebbe fornire una consulenza veterinaria in più che, considerando il suo stato precario di salute felina, non guasta certo.
Lapo Lapillo invece beatamente “se ne frega”, la sua attenzione principale è andata alla corona d’alloro una volta appoggiata sul tavolo! Altro che dottore e dottore – ha pensato Lapo Lapillo  -   io voglio giocare con i fiocchetti rossi  e mi garba assai staccare tutte quelle foglioline d’alloro e sparpagliarle per il living con buona pace dei miei umani.
Quanto a me… ho un’immagine bucolica da ieri: un grande pollo ruspante che fa bella mostra di sé dentro quella splendida corona d’alloro, su una leccarda nera smaltata, contornato da patate tagliate a pezzi grossolani, il tutto irrorato da ottimo olio extravergine d’oliva e pronto a entrare in forno per trasformarsi in un succulento pollo arrosto con patate.
Mi chiedo solo se l’alloro usato per la corona del sapere sia commestibile… no perché appena Marco è stato proclamato Dottore e appena tirata fuori la corona d’alloro verde smeraldo… per tutto il chiostro si è sparso un profumo caratteristico di “camposanto in una giornata piovosa di novembre” che poco ci azzeccava con il momento di gloria del mi marito.

Corso e ricorso della storia: il ritorno di DanteDPP_043

E ora… qualcosa di totalmente diverso!
Oggi una ricetta di famiglia da un paio di generazioni. Il Panettone Basso Genovese, conosciuto anche come Pandolce Basso Antico. Un dolce tipico natalizio di origini antichissime. All’origine era conosciuto come pane con lo zibibbo, si è andato poi arricchendo di pinoli, cedro candito, qualcuno ci mette dei semi d’anice e dell’acqua di fiori d’arancio. Come sempre accade ogni famiglia ha la sua ricetta segreta. Quella nostra è stata donata a mia nonna da un antico fornaio di Sampierdarena, da nonna è passata a mamma e da mamma alla sottoscritta.
Perché Pandolce Basso Antico? Perché ne esiste anche una versione decisamente più alta, di nascita più recente. Personalmente nella nostra famiglia si è sempre fatto quello basso. Sostanzioso, friabilissimo, dalla sua caratteristica forma rotonda e bassa con dei tagli sulla parte superiore, per me è uno dei dolci simboli del Natale, di quando da piccina con le piccole dita facevo un fine lavoro di cesello e levavo tutti i pinoli che facevano capolino sulla superficie del dolce, per me era la parte più buona del dolce perché in cottura si tostavano. Questo non è un dolce che vuole il coltello! Si spezza rigorosamente a mano, compito che toccava al capofamiglia alla fine del pranzo natalizio. Il primo pezzo solitamente andava alla nonna che assaggiandolo dava il consenso a distribuirlo a tutto il resto della famiglia. Un pezzetto invece veniva lasciato per festeggiare San Biagio, protettore della gola, il 3 febbraio, usanza questa ritrovata anche in altre regioni d’Italia.
Vi passo la ricetta così come fu data a nonna dal suo fornaio. A meno che non dobbiate preparare pandolci per una truppa o per farne degli splendidi regali natalizi, con la mezza dose escono due panettoni della grandezza di quelli che vedete in foto di circa 750 gr ciascuno.

Pandolce Basso Genovese 2 
Panettone Basso Genovese
ricetta di famiglia

Ingredienti
1 kg farina                           
4 rossi d'uovo                   
1 bicchierino rum           
Mezzo kilo uvetta           
100 g pinoli                 
100 g canditi              
400 g burro                   
3 bustine lievito           
350 g zucchero

Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. Fare sciogliere dolcemente il burro e farlo raffreddare. Impastare farina, uova, rum, burro, lievito e zucchero, Aggiungere poi l’uvetta, i pinoli e i canditi e amalgamarli per bene all’impasto. Formate una palla e schiacciatela con le mani (deve avere un’altezza di circa 3 cm). Mettete in pandolce su una teglia coperta di carta forno e praticate dei tagli a losanga sulla superficie. Infornare a 180° per circa 45/50 minuti. Se la superficie dovesse scurire troppo coprirla con un foglio d’alluminio.  meglio consumarlo un paio di giorni dopo la preparazione per esaltarne il sapore.
 Pandolce Basso Genovese 1

N.B. NON AUTORIZZO la pubblicazione  delle foto, in alcuno spazio della rete, che siano FORUM o ALTRO, senza preventiva richiesta perché sono protette dalla legge sul diritto d'autore n.633/1941 e successive modifiche.
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13 alambicchi:

  1. che delizia!!!sempre bravissima!baci!

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  2. ..ma che bella notizia, complimenti e congratulazioni al neo Dottore!
    Sai che anche io ogni anno faccio il panettone genovese? Qua ne andiamo matti...io lo faccio con la pasta madre!
    bacioni

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  3. Congratulazioni per il bel successo, ed a te un grazie per questa ricetta di cui vado ghiotta :-)

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  4. Congratulazioni al neo-Dottore, è una bellissima notizia. E complimenti alla cuoca, non ho mai fatto questo dolce ma come tutti quelli ricchi di uvetta mi attira...eccome se mi attira ^__^ Bacioni

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  5. Complimenti al neo dottore è una bella soddisfazione...il panettone genovese non lo conosco ma di certo mi segno la tua ricetta ciao Luisa

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  6. Congratulazioni al Dottore e proveremo questo dolce alla vostra salute!!!!!

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  7. Che meraviglia questo dolce, lo conosco ma non l'ho mai fatto; grazie della ricetta, baci cara!!!

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  8. dev'essere molto buona!

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  9. Auguri e complimenti al nuovo dottore :)
    e che bel dolce dai per festeggaire...tradizione fa sempre bene e non va mai dimenticata!

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  10. Congratulazioni di cuore!!!

    ad entrambi ..e la ricetta è una chicca che conserverò con cura..per quando mi sarò ristabilita

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  11. Che deformazione professionale, subito ti viene in mente qualcosa di culinario! Complimenti al tuo marito. Stimo tantissimo chi da adulto intraprende lo studio... io non ce la farei più! E che bela questa ricetta di famiglia con il suo racconto! Un abbraccio e a presto.
    PS è sempre un piacere passare da te, con questa meravigliosa musica!

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  12. @ Federica grazie!

    @ Simo con la pata madre immagino che bontà!

    @ Arabafelice allora hai iniziato la produzione?

    @ Federica lo si prepara velocemente e il successo è garantito

    @ Soleluna grazie!

    @ Mari e Fiorella grazie!

    @ Speedy grazie a te!

    @ Mary per me lo è perchè rappresenta un sapore dell'infanzia :)

    @ Terry grazie!

    @ Michela mi spiace che tu non sti abene :(

    @ Lucia nemmeno io :D :D :D ho la memoria bucata come uno scolapasta :D :-x

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  13. Laura..
    grazie cara..

    che tortiera serve?
    quante dosi?

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