domenica 28 febbraio 2010

39

Pizza Alta in Teglia delle Simili


Ieri sembrava proprio una bellissima giornata di primavera (oggi un po' meno!), accompagnato Junio al maneggio abbiamo fatto quattro passi per le stradine di campagna intorno ad esso... splendidi colori, la natura si sta lentamente svegliando dal suo torpore invernale... era da tanto che non facevo più qualche scatto nella campagna intorno a casa!

 




Per tener fede alla promessa che da noi il sabato sera è pizza (talvolta anche la domenica sera, ma non disdegnamo nemmeno gli altri giorni della settimana), ecco che vi parlo della ricetta della Pizza Alta delle Simili. Da cuocere in teglia e rigorosamente nel forno di casa, viene una pizza alta,  estremamente soffice, profumatissima di pane e di bottega del fornaio. Io da piccola ho avuto la fortuna di abitare accanto alla bottega del fornaio (che dalle mie parti si chiamava "prestinaio"), quei profumi  di pane la mattina e di biscotti al pomeriggio che entravano sin dentro casa non li ho mai più dimenticati... sono teneri profumi della mia infanzia!


Impasto per Pizza Alta delle Sorelle Simili
dal Libro Pane e Roba Dolce delle Sorelle Simili

Dicono le Sorelle Simili : “Questa è la pizza del fornaio, non è la classica napoletana perché per cuocere la vera napoletana ci vuole il forno a legna. Questa è cotta in una normale teglia nel forno di casa. Può essere sottile e croccante oppure più alta e più morbida. E’ necessario che il forno sia molto alto: 240° - 250° ed è vitale cuocerla in due tempi. Prima cuoce la sola pasta con il pomodoro (14-16 minuti avendo cura di girare la teglia a metà cottura mettendo dietro la parte vicina allo sportello del forno) – che chiameremo “ciabatta” – poi si guarnisce con mozzarella, origano, olio e si rimette in forno sino a quando la mozzarella sarà completamente fusa e leggermente rosata 7 minuti circa. In questo modo avrete la pasta cotta e la mozzarella piacevolmente morbida, altrimenti rischiate di avere la mozzarella morbida e la pasta cruda oppure la pasta cotta e la mozzarella trasformata in vero cuoio. La ciabatta si conserva bene in freezer. Sarà così più veloce prepararla: toglietela dal freezer e quando sarà a temperatura ambiente guarnitela con mozzarella, origano e olio e portate a cottura”

Ingredienti
500 g farina 00
250 g acqua
50 g olio
25 g lievito di birra
10 g sale

Preparazione
Fate la fontana e mettete al centro il lievito sbriciolato e fondetelo on l’acqua, raccogliete un poco della farina, unte il sale, l’olio, e impastare tutto, lavorando e battendo ogni tanto. Fare un filone, copritelo a campana e lasciatelo riposare per circa un’ora e mezza (fermentazione). Trascorsa l’ora e mezza di riposo riprendete la pasta e lavoratela qualche minuto per eliminare tutti i gas, formate nuovamente il filone, copritelo e lasciatelo lievitare ancora per circa 1 ora e mezza. Trascorso questo tempo appiattite la pasta con il matterello (non lavoratela! altrimenti risvegliate il glutine e la pasta tornerà elastica e di difficile stesura) e trasferitela nella teglia, va lasciata lievitare ulteriormente  per altri 30 minuti circa. Preriscaldare il forno a 240° - 250° ed è vitale cuocerla in due tempi. Quando il forno avrà raggiunto al temperatura cuocete la sola pasta con il pomodoro per 14-16 minuti,  avendo cura di girare la teglia a metà cottura mettendo dietro la parte vicina allo sportello del forno. Poi estraetela dal forno, guarnitela con mozzarella, origano, olio,  e rimettetela in forno sino a quando la mozzarella sarà completamente fusa e leggermente rosata 7 minuti circa.


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giovedì 25 febbraio 2010

28

Cucinando con la Slow Cooker: il Pollo Arrosto


Quello che è stato acquistato come un semplice sfizio, alla fine si è rivelato con un utilissimo attrezzo di cui in cucina non ne posso più fare a meno! Ebbene sì! Sto parlando di lei: della mia amatissima Slow Cooker. Per chi ancora non ha ben presente cosa sia questa fantastica pentola elettrica lo invito a leggere qui un'esauriente descrizione fatta da Laura del Blog Profumo di Libri e Cannella.
E dopo aver provato sughi, spezzatini, arrosti, polpettoni, verdure varie e chi più ne ha più ne metta (e tante ne ho di ricette da postarvi sul blog relativamente alla Slow Cooker!), l'altra sera ho messo alla prova la mia SL con il pollo arrosto. Inutile dire che un pollo così buono non l'avevamo mai mangiato! Tenerissimo, con la sua crosticina al posto giusto e profumatissimo di limone e vino bianco. Questa volta il pollo l'ho fatto a pezzi prima di metterlo nella pentola, ma la prossima volta proverò a metterlo intero.


Pollo Arrosto nella Slow Cooker
di Laura De Vincentis

Ingredienti
1 pollo fatto a pezzi
2/3 cucchiai d'olio etravergine d'oliva
Mezzo bicchiere di vino bianco
1 limone spremuto
salvia, rosmarino
sale

Preparazione
Mettere l'olio nella pentola. Aggiungere il pollo tagliato a pezzi. Irrorare con il vino bianco ed il succo di limone. Aggiungere salvia, rosmarino e sale. Mescolare il tutto delicatamente. Modalità di cottura: Low per 4 ore poi passare su High per 1 ora.


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martedì 23 febbraio 2010

32

Pane Casereccio delle Simili

 

Oggi farò "parlare" esclusivamente le Simili, che vi racconteranno di questo meraviglioso pane che ho fatto qualche giorno fa. La bontà la conoscevo dai tempi in cui feci con loro il corso di panificazione, ma non avevo mai provato a rifare questo pane a casa. La scorsa sera l'Antro è stato omaggiato da alcune splendide conserve (melanzane, carciofini, olive) fatte dalle sapienti mani della mamma di un caro collega di Marco, nonché da alcune bottiglie di Olio extravergine d'oliva di Sonnino (un'olio veramente unico, da assaporarsi rigorosamente a crudo) sempre proveniente dalle loro piantagioni di ulivi. Due parole sull'olio extravergine d'oliva di Sonnino, vincitore di diversi premi nelle ultime annate: è un olio particolarissimo, pregiato,   spremitura a freddo, le piantagioni godono di una privilegiata  ed ottimale posizione di altura accarezzate  anche della brezza che arriva dal mare. Tutto ciò gli conferisce un gusto intenso (ne bastano poche gocce!), fruttato, dai netti sentori mediterranei. Un olio da consumarsi rigorosamente a crudo, ottimo nella preparazione delle conserve, che rende uniche grazie al suo gusto spiccato e caratteristico.
Ho pertanto ideato questa cena "rustica e deliziosa" a base di olio "bòno" di Sonnino,  di conserve fatte in casa, con l'accompagno del nostro Pecorino di Pienza preferito (ovvero quello semi stagionato del caseificio Solp), di un ottimo strolghino di Culatello e di un Parma tagliato rigorosamente "a velo",  il tutto a sua volta accompagnato con un pane "casereccio" dalla crosta dura ma bella sbriciolosa, dalla mollica sofficissima capace di assorbire anche la più piccola goccia di quel fantastico olio, un pane "bolognese" che ottimamente si sposa con i salumi che provengono proprio dalla sua stessa regione.
Questo è un tipo di pane a cui potete dare la forma che preferite, sbizzarrendovi con la vostra fantasia e creatività, l'importante è che l'impasto sia però ben duro, altrimenti la forma in cottura non vi reggerà.

Le splendide melanzane sott'olio della Mamma di Elia
Seguirà un post dedicato con la ricetta di questa delizia. Nel frattempo voi procuratevi l'olio extravergine d'oliva di Sonnino

Pane Casereccio
ricetta di Valeria e Margherita Simili 
tratta dal libro Pane e Roba Dolce

" Il casereccio è il tipico pane bolognese ad impasto duro. Nelle campagne dove si faceva il pane una volta a settimana per le famiglie, sempre molto numerose, era faticoso lavorare una pasta così dura e perciò esisteva a questo scopo uno strumento chiamato "grama". Era costituito da una base di legno sulla quale era applicato un bastone che serviva per battere la pasta, mentre una donna la piegava e la faceva ruotare.  Noi cerchiamo di riprodurre questi gesti usando il matterello, il tutto risulta molto divetente e serve anche a scaricre la tensione. Una nostra simpatica allieva diceva "Ogni battuta ha un nome!". 
Bene, una volta preparato l'impasto, via con i formati. Nostro padre diceva che il forno perdona molte cose, il che significa che qualunque cosa facciate il forno ve la renderà trasformata in una piccola scultura che potrete presentare come una riproduzione personalizzata dei formati più tradizionali.
Ricordatevi di tenere l'impasto molto duro altrimenti rischierete di perdere il formato durante la cottura e dopo tanta fatica ed estro artistico, sarebbe un vero peccato."

Ingredienti
Il fondo
50 g farina 0
25 g acqua
2 g lievito di birra

Preparazione del Fondo
Mettere la farina in una tazza, fate una piccola fontana al centro della quale sbriciolerete il lievito, scioglietelo con l'acqua e raccogliendo la farina tutt'attorno, formate un piccolo impasto; coprite con un piatto e lasciate lievitare a temperatura ambiente per tutta la notte (8-10 ore)

Impasto
300 g farina
130 g acqua
10 g lievito di birra
15 g di strutto
15 g di olio
5 g di sale 

Preparazione
Fate la fontana, mettete al centro il lievito di birra sbriciolato ed il fondo a pezzetti, versatevi sopra l'acqua e, lavorando con la punta delle dita, riducete il tutto ad una poltiglia; poi unite il resto degli ingredienti, amalgamate bene, fino ad ottenere un impasto duro. Battete con il matterello per alcune volte, fino ad ottenere una superficie liscia e ben amalgamata. 

Per fare i formati
Per tutti i formati i primi movimenti sono gli stessi
  1. Spezzare l'impasto a seconda del peso desiderato.
  2. Formare delle palline
  3. Spianarle con il matterello formado delle pizzette
  4. Arrotolarle e formare dei filoncini non troppo grossi (circa 2/3 cm di diametro)
  5. Adagiarli verticalmente davanti a voi e assottigliarli con il matterello a circa mezzo cm di spessore.
Avrete così ottenuto le "Pastelle". Quando tutte le pastelle saranno pronte, passate a forgiare i vari formati. Disponete i formati su una teglia, coprite con carta da cucina bagnata e leggermente strizzata e far livitare per circa 50 minuti. Mettete la teglia in forno a 220°, abbassate subito a 200° e cuocete per 10 minuti, abbassate ancora a 180° e cuocete per 30 minuti circa. Per pezzature più piccole ridurre i tempi di cottura.

Qualche formato suggerito dalle Simili (ma potete lavorare anche di fantasia!)
Casereccio
Appoggiate verticalmente davanti a  voi la pastella, tenendone la punta più vicina con la mano sinistra. Con la mano destra fare una piega all'estremità opposta e, usando il palmo della mano e lavorando solamente su un pezzetto di pasta, incominciare ad arrotolare e srotolare, fino ad ottenere un rotolo abbastanza sottile. Procedere così su metà della pastella poi arrotolare e srotolare semplicemente senza premere fino alla fine della restante pastella. Avrete così ottenuto una pezzatura con il centro più grosso e morbido. Mettetelo sulla teglia con la falda verso il basso, schiacciate con il palmo della mano, coprite e fate lievitare sino al raddoppio. A lievitazione avvenuta incidete il pezzo al centro con una lametta (o un coltello affilatissimo) fino ad una profondità di circa metà dello spessore del pezzo.

Montasù
Disporre la pastella orizzontalmente, fare due pieghe all'estremità e, con il pollice arrotolare e schiacciare leggermente tirando verso l'esterno ogni estremità facendo due rotolini. Quando i rotoli avranno raggiunto il centro, separateli leggermente, sollevate la pasta che si trova tra di essi e disponetela sul rotolino di sinistra, su questa appoggiate perpendicolarmente il rotolino di destra e premere fissandoli.


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domenica 21 febbraio 2010

23

La Torta Paradiso di Anneliese Kompatscher


Ieri mi ha preso una malinconia incredibile, a causa di una forte nostalgia delle mie montagne e del mio Tirolo. Calendario alla mano mi sono accorta che quest'anno la settimana di Marzo molto probabilmente, causa esami universitari di Marco, scuola di Junio e concerti vari, salterà e così ci tocca aspettare sino al mese di Agosto... vero è che se siamo fortunati e va in porto un concerto a Vienna i primi di Giugno riusciamo ad anticipare di un paio di mesi.
Mi sarebbe venuta anche voglia di partire per Lermoos appena Junio finisce la scuola e tornare per settembre - tanto la casa lì sta!  e a Junio servirebbe sicuramente per migliorare il suo tedesco - ... ma povero Papi!!! Non mi garba assolutamente l'idea di lasciarlo a casa da solo tutti quei mesi... no, non si può fare! E così aspetteremo i 30 giorni canonici di Agosto per "spostarci tutti insieme".
Ieri la voglia di sentire i profumi del Tirolo in giro per casa era proprio forte e così, come sempre accade, mi sono venuti in aiuto i preziosi ricettari di Anneliese Kompatscher... la scelta è ricaduta su una torta delicatissima, ottima per la prima colazione magari accompagnata da una tazza di cioccolata o da un mug di coffee; altrettanto speciale a merenda servita con della delicata crema  inglese e accompagnata da un bicchierino di delicatissimo liquore di fieno o di erbe o di lamponi prodotti nello splendido scenario  dell'Abbazia di Ettal. 
Una torta che profuma di prati, di montagne, di baite, di konditorei, di una calda e coccolosa colazione servita  nell'incantevole Stube di qualche Gasthof che si affaccia sui boschi...
Non aspettatevi una torta paradiso "canonica" come siamo abituati a conoscerla noi. Questa rimane un pochino più compatta pur risultando al suo interno sofficissima. Le mie variazioni apportate a questa ricetta: innanzitutto ho fatto la mezza dose ed ho aggiunto un cucchiaino di lievito in polvere vanigliato. Ho cotto, poi, a 170° per 45 minuti e lasciato nel forno spento per altri 10. Non c'è stato bisogno di aprire il forno dopo mezz'ora per incidere la torta (come suggerisce la Kompatscher) poichè si è magnificamente gonfiata da sola.

Sullo sfondo i liquori dell'Abbazia di Ettal

Torta Paradiso
tratta dal libro "I Dolci" di Annaliese Kompatscher

Ingredienti
250 g zucchero
250 g burro (morbido)
125 g farina
125 g fecola
4 uova
2 tuorli
1 cucchiaio di rum
scorza grattuggiata  di mezzo limone
zucchero vanigliato
(io ho usato 1 bustina di vanillina)
1 presa di sale

Preparazione
Lavorate il burro con lo zucchero sino a ottenere una massa spumosa. Aggiungere, uno alla volta, i due tuorli, le uova intere e  - a piacere - il rum, la scorza di limone e  lo zucchero vanigliato continuando a lavorare. Setacciate insieme la farina e la fecola e incorporatele nel composto. Versatelo in uno stampo a ciambella o in uno a cassetta, precedentemente imburrato e infarinato. Cuocete in forno a 180° per 70-80 minuti  (fate la prova dello stecchino!). Dopo mezz'ora circa incidete il dolce per il lungo affinchè si gonfi meglio. Una volta raffreddato sformate il dolce e ricopritelo di zucchero a velo.


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venerdì 19 febbraio 2010

23

Sua Maestà il Puré di Patate


Oggi vi propongo una ricetta tipo "scoperta dell'acqua calda",  il fatto è che da Mercoledì ho a casa il cucciolo che si è nuovamente beccato l'ennesimo virus intestinale che sta "decimando" la sua scuola e questo comporta succulenti menù a base di pasta in bianco e puré... oltre che sparire completamente dal blog avendo a che fare con un piccolo Koala che vuole sempre stare avvinghiato alla sua mamma.
Però diciamocela tutta un buon puré di patate soffice, soffice e cremoso non fa parte di quel  delizioso cibo  "coccola" che ci conforta  e ci riscalda  quando ci sentiamo malatischi????
Sinceramente noi adoriamo le patate indipendentemente da come sono preparate e così anche quando arriva in tavola un coccio fumante di puré profumato di noce moscata è una festa che riporta automaticamente i bioritmi a livelli più accettabili!
Devo dire che a casa fare il puré è un compito che viene svolto dal Bimby (Santo Subito), considerando che lo fa buonissimo, soffice, cremoso e patatoso proprio come garba a noi. Dopo aver provato varie ricette,  quella che mi  ha soddisfatta maggiormente è stata quella di Brii che ho trovato sul sito di Cookaround sezione Bimby. Provate e sappiatemi dire! Unica divagazione rispetto alla ricetta di Brigida è che io prima di servire metto una spolverata di noce moscata.

Giocando con il Bimby
Puré di Brigida

Ingredienti 
500 g di patate pelate
175 g di latte (tolto dal frogirifero un po' prima)
Burro
Parmigiano
750/800 ml d'acqua
Sale

Preparazione
Mettere l'acqua nel boccale e fare andare a temperatura Varoma, 12 minuti, velocità 3.
Nel frattempo pelare le patate, tagliatele a tocchi (o con la mandolina), pesatele e mettetele nel cestello.
Trascorsi  12 minuti inserite il cestello nel boccale e fate andare a temperatura Varoma, 20 minuti, velocità 3. Il tempo comunque dipende dalle vostre patate, la cosa importante è che si sfaldino facilmente se schiacciate con una forchetta. Quindi vi consiglio di impostare 20 minuti, poi di controllare ed eventualmente di aumentare il tempo. Trascorsi 20/25 minuti togliete il cestello e buttate l'acqua del boccale.
Inserire, nel boccale vuoto, la farfalla e a seguire le patate, il latte, il burro (una noce), il parmigiano (2 cucchiai). Impostare 30/40 secondi velocità 3/4 (ma controllare dal foro la situazione ed eventualmente protraete il tempo o aumentate la velocità)
Una volta pronto ho cosparso di noce moscata


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mercoledì 17 febbraio 2010

51

Facciamo colazione con le Ciambelle Fritte?


Poco tempo fa mi sono fatta regalare da mio marito una "mini friggitrice" promettendogli che per questo carnevale avrei fritto molto, e devo dire che ho tenuto ampiamente fede alla mia promessa, con fritture e fritturine degne di merito, ma devo dire che ieri, per salutare la fine del carnevale, mi sono superata! Mio marito adora le ciambelle fritte, per lui il massimo è farci colazione la mattina al bar: una  bella ciambella fritta e un caffè al Ginseng in tazza grande, ed eccolo che fa pace con il mondo!  E quando andiamo a fare la spesa non manca mai di andare al bancone pasticceria e portarsi a casa 4 ciambelle belle soffici e alte, che fa sparire praticamente subito! 
 

Io non mi ero mai cimentata a sfornare cimabelle, provai una vota a fare i krapfen ma, vuoi la cucina loculo della casa romana, vuoi la precedente friggitrice a sarcofago di cui vi ho parlato qui, l'esito fu devastante... tant'è che per riprovarci ho dovuto far passare 6 anni abbondanti!
Ebbene questa mattina mi sono svegliata con tutte le migliori intenzioni  nel cimentarmi in questa "sfida" e mentre prendevo il mio the al limone nel mug rigorosamente Ikea, sfogliavo le pagine di Internet alla ricerca di una ricetta semplice e di sicura riuscita. E mi sono imbattuta in diversi forum e blog dove presentavano con grande soddisfazione la ricetta delle  Ciambelle Fritte di Antonella del Blog Croce e Delizia. Mi studio per bene la ricetta direttamente dalla fonte e decido che quella oggi sarà la mia ricetta! 
Un attimo di scoramento l'ho avuto quando la lievitazione dopo un'ora abbondante non era ancora partita. Allora ho preso il tutto,  l'ho messo nel forno a 25°, e a quel punto i lieviti coccolati dal tepore si sono svegliati e hanno iniziato a fare il loro bravo lavoro.


Siccome a noi le ciambelle garbano belle alte, esageratamente alte, ho unito due dischetti (è un procedimento che ho visto fare per i krapfen farciti) e fatto il foro centrale. Ho utilizzato la mezza dose della ricetta sotto riportata e seguendo il procedimento di cui sopra ho ottenuto 10  splendide ciambelle altissime e sofficissime per la grandissima gioia di mio marito! A dirla tutta ogni tanto vo in cucina a rimirarmele per bene perché ancora non ci credo che le ho fatte proprio io ed in un modo così semplice, e poi volete mettere la soddisfazione di essersele fatte in casa??? Le cose fatte in casa, inutile dirlo, hanno sempre quella marcia in più perchè sanno di mamma e di tepore domestico...


Ciambelle Fritte

Ingredienti
500 g farina (metà Manitoba, metà 00)
75 g fiocchi di patate
85 g burro morbido
85 g zucchero
3 uova da 60 g
200 g latte
12 g lievito di birra
5 g sale
scorzadi limone
vaniglia

Preparazione
Versare nella ciotola impastatrice i fiocchi di patate con il latte tiepido in cui avrete fatto sciogliere il lievito, mescolare accuratamente. Poi aggiungere le uova, una alla volta, il sale, lo zucchero, il burro morbido, la scorza di limone, i semini di vaniglia e le farine mescolate. Lavorare l'impasto per circa 10 minuti (anche a mano) poi trasferirlo in una ciotola, cprirla con una busta di plastica, e mettere a lievitare finché il volume non sarà triplicato (circa 3 ore). Senza maneggiare troppo l'impasto, stenderlo dello spessore di 1 cm e, con l'aiuto di un bicchiere o di una tazza formare delle ciambelline. Lasciar lievitare ancora per circa 30-40 minuti e friggere in olio caldo. Scolarle su carta assorbente e passarle nello zucchero semolato.


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lunedì 15 febbraio 2010

38

Les Gaufres


Sfogliando vecchi numeri di Cucina Italiana alla ricerca di qualche fritto stravagante da preparare domani, mi sono soffermata su questa ricetta di gaufres la cui foto risultava molto accattivante. Effettivamente comprai l'attrezzo per prepararle circa 2 anni fa e... ci credete se vi dico che sino a ieri pomeriggio non l'avevo mai usato? Sarà che io ho la fissa delle cialdiere sicché tante ne girano per casa, da quelle più tradizionali a quelle più stravaganti, ma questa ancora non l'avevo mai messa all'opera. Da questa cialdiera si ottengono quelle belle gaufres alte e soffici che gustiamo sempre quando andiamo nel Nord Europa e proprio da lì,  grazie ad eBay, arriva appunto questo attrezzo che qui da noi risulta introvabile (almeno con le scanalature così profonde!)


So che, in merito alle gaufres, ci sono parecchie ricette più o meno tradizionali che variano da luogo a luogo, se ho ben capito ogni paese ha la sua "specialità", e che specialità!!! Dovrei avere, sul mio Pc, anche un file con una piccola raccolta di alcune di queste ricette. Pertanto prossimamente mi metterò all'opera testando  qualche nuova gaufre anche nella versione salata. La ricetta che vi presento oggi è molto semplice, non prevede l'uso di lievito, e la gaufre che si ottiene è alta, morbida ma al tempo stesso abbastanza  friabile.  Inutile dirvi che la morte sua almeno qui da noi è stata con la Nutella, ma io le trovo deliziose anche semplicemente cosparse di zucchero a velo.


Gaufres
dalla Rivista Cucina Italiana  - Febbraio 2002

Ingredienti (circa 8 gaufres quadrate)
Farina g 200
Burro g 175
Zucchero g 175
Latte g 60
3 uova
vanillina
sale

Preparazione
Dopo aver fuso il burro con lo zucchero, raccoglietelo in una ciotola e amalgamatelo con la farina, una bustina di vanillina, il latte e i tuorli delle uova, lavorando bene l'impasto. Montate gli albumi in neve ben soda con un pizzichino di sale poi incorporateli all'impasto: dovrete ottenere una pastella consistente che lascerete riposare coperta per almeno 30 minuti circa. Scaldate molto bene la gaufriere, mettete un mestolino di impasto al centro di ciascuna forma (la mia ne fa due alla volta) e cuocere per circa 5 minuti. Staccare la gaufre quando sarà ben dorata e continuate la preparazione sino ad esaurimento dell'impasto.


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sabato 13 febbraio 2010

31

Il Sanguinaccio del Martedì Grasso


Ecco un'altra ricetta della tradizione carnevalizia partenopea: il sanguinaccio. Inutile dire che questa ricetta proviene da Lei, per me un punto di riferimento fondamentale quando si tratta di ricette della tradizione napoletana, le sue poi sono tutte così intriganti ed accattivanti che proprio non si riesce a leggerle e passare oltre, bisogna copiarle sul proprio "archivio file ricette che prima o poi si faranno" e provarle quanto prima. La storia del sanguinaccio, dolce tipico del martedì grasso partenopeo, la trovate ben spiegata sul post di Lydia. Una volta era una crema a base di cioccolato e sangue di maiale, ad oggi il sangue di maiale è stato sostituito in tutto e per tutto dal cioccolato. Avrei voluto postare questa ricetta il Martedì Grasso, però la posto qualche giorno prima così se volete provarla (e ve lo consiglio!!!) vi organizzate con tutti gli ingredienti. Solitamente in questa crema si "pucciano" frittelle e chiacchiere.


Sanguinaccio

Ingredienti
1200 cl di latte intero
350 gr di zucchero
100 gr di cacao amaro
100 gr di cioccolato fondente
70 gr amido
2 cucchiai di farina
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di cannella
1 noce di burro
½ bicchierino di rum
Gocce di cioccolato fondente

Preparazione
Riempire 2 tazzine di latte, in una stemperare a freddo l'amido, nell'altra la farina. Mettere i composti in un tegame, aggiungere il rimanente latte, il cacao setacciato, il cioccolato fondente, lo zucchero, il burro. Portare ad ebollizione girando continuamente e cuocere per 5 min. Fuori dal fuoco aggiungere i profumi e quando si è raffreddata le gocce di cioccolato.


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giovedì 11 febbraio 2010

44

Giovedì Grasso: Il Migliaccio


Quando devo preparare qualcosa della cucina napoletana sono strafelice perchè è una cucina che adoro in tuti i sensi, per i sapori, i colori, la succulenza dei piatti che sa proporre. Per eseguire il migliaccio ho rotto gli "incantesimi" alle mie amiche di Napoli (grazie Lydia!!!) per avere la "vera" ricetta napoletana... alla fine però mi sono accorta che non esiste questa "fantomatica" vera ricetta poichè ogni famiglia ha la sua propria ricetta che  conserva gelosamente  come un prezioso "tesoro" da tramandare alle generazioni future. E così ascoltando storie, leggendo ricette, osservando foto ho messo insieme il migliaccio  seguendo il mio "istinto". I profumi, gli aromi, gli ingredienti andavano via via a completare la ricetta prima ad "occhio", poi trasformandosi  in pesi e misure una volta che gusto, profumo e consistenze prendevano forma. E' una preparazione tutto sommato veloce che racconta di storie e profumi di casa che scaldano il cuore, che in cottura sprigiona un'aroma di fiori d'arancio che fa pensare alla Primavera, alla Pasqua che si avvicina,  e ad un altro dolce della tradizione napoletana, con cui forse il migliaccio è imparentato: la pastiera.  Ora Napoletane e non solo a me! Sono curiosissima perché sicuramente lo riproporrò, mi raccontate com'è il vostro migliaccio, i trucchi ed i segreti delle  vostre nonne per fare il "migliaccio più buono del mondo"?


Con questa ricetta partecipo alla raccolta "La Cucina a Colori" di Gnam Gnam
Migliaccio

Ingredienti
150 g di semolino
270 g di zucchero
250 g di ricotta fresca
5 uova
Mezzo cucchiaino di sugna (o burro, o strutto)
300 ml di latte fresco intero
Mezza fialetta di acqua di fiori d'arancio
Un pizzico di sale
Codette colorate (o zucchero a velo)

Preparazione
In un pentolino di coccio far cuocere il semolino insieme al latte, al pizzico di sale e al mezzo cucchiaino di sugna (o burro, o strutto) per circa 15 minuti rimestando frequentemente con un cucchiaio di legno. Quando risulterà ben sodo levare dalla fiamma, mettere da parte e far intiepidire. Sbattere le uova con lo zucchero sino ad ottenere un bel composto spumoso. Aggiungere poi  a cucchiaiate la ricotta setacciata ed infine  il semolino. Frullare il tutto per ottenere un composto omogeneo senza grumi. Mettere in uno stampo imburrato e infarinato. Cuocere a 170° per circa 60 minuti (la superfice dovrà risultare di un bel colore ambrato scuro). Servire cosparso di codette colorate o più semplicemente di zucchero a velo. 


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martedì 9 febbraio 2010

35

Pizza Tonda ovvero quando la MdP incontra il Fornetto Ferrari


Il sabato sera in casa nostra è rigorosamente pizza! Possibilmente tonda e dal cornicione alto e soffice. Qualche tempo fa avevo visto la sua pizza e mi era rimasta impressa, ero sicura che prima o poi l'avrei  assolutamente provata perché Imma è per me una garanzia, sia nei dolci che nei salati. I tre blog di Imma sono tra quelli che mi garbano di più, perché maggiormente in sintonia con il mio modo di cucinare.
L'impasto di questa pizza è stato fatto con la Macchina del Pane, e poi l'ho cotto nel Fornetto Ferrari, e  qui  sarò ripetitiva,  affermando che le pizze che sforna il Ferrari hanno molto poco da invidiare alla pizza che troviamo in pizzeria! Anzi in alcuni casi ho decisamente mangiato pizze migliori a casa mia che non nella pluriblasonata pizzeria dell'ultimo grido... 


Pizza Tonda

Ingredienti
300 g di farina 00 oppure per pizza
1 cucchiaio di olio
2 cucchiaini di lievito mastrofornaio
Un cucchiaino di sale
Un cucchiaino di zucchero raso
170 di acqua

Preparazione
Unire tutti gli ingredienti nel cestello e avviare il programma solo impasto per pizza (a me dura 45 minuti). Usando il palmo della mano stendere l’impasto (con questa dose vengono 2 pizze)  e lasciar lievitare al caldo 15 minuti. Preriscaldare per circa 10 minuti il Fornetto Ferrari alla massima temperatura. Farcire la pizza secondo il vostro gusto, la mia è stata farcita con pomodoro condito con olio, sale, un pizzico di zucchero e origano e mozzarella di bufala a fette. Cuocere nel fornetto Ferrari per circa 6/7 minuti.

 
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domenica 7 febbraio 2010

35

La Torta buona di Zia Gabriella


La domenica è passata tranquilla, lenta, pigra. La voglia di preparare un dolce che non fosse prepotentemente dolce ma una torta delicata, impalpabile, profumata... allora mi viene in mente lei che riesce a mettere una grandissima delicatezza in ogni sua preparazione, mi viene in mente questa torta che avevo visto qualche tempo fa e di cui avevamo anche parlato, anzi io Zia Gabriella ho proprio avuto la fortuna di conoscerla in una calda sera di luglio e  quella sera ho capito perché questa torta doveva per forza essere qualcosa di estremamente buono.
In questa domenica pomeriggio lenti e languidi movimenti hanno accompagnato la preparazione di questo dolce, in una sorta di rito, di lento scorrere dei minuti, prendendomi tutto il tempo necessario per assaporarmi ogni singolo gesto, ogni singolo ingrediente,  ogni singolo aroma, sentendo il delicato profumo della torta che man mano permeava la cucina per poi invadere il resto della casa. Il dolce profumo di una tranquilla e serena domenica passata nel proprio nido, che ancora aleggia per le stanze malgrado la torta sia già stata sfornata da qualche ora, e assaggiata tra mugolii di piacere... è così delicata, profumata, impalpabile, soffice proprio come lo è stata questa domenica pomeriggio.


Vi metto la ricetta così come scritta da Paoletta. Unica divagazione sul tema è che io ho sostituito il limone con la vaniglia (oggi avevo voglia che il dolce profumasse di vaniglia, che la casa profumasse di vaniglia...). Non copiate questa ricetta così come la trovate  sul mio blog, ma andate a leggervi il post di Paoletta perché ci sono tanti preziosi consigli, perché c'è la storia di Paoletta che racconta come ha scoperto questo dolce, storia  che sicuramente ve la renderà ancora più buona, perché scoprirete che è una torta che profuma di casa, di ricordi e di dolce tepore domestico.


La Torta Buona di Zia Gabriella

Ingredienti
100 gr di burro
100 gr di zucchero
1 pizzico di sale
3 uova ruspanti, o altrimenti belle grosse, grosse (marjlet dice meglio medie, 65 gr l'una)
160 ml di latte fresco
250 gr di farina 00
1 bustina di lievito
1 grattatina di buccia di limone

Preparazione
Setacciare bene la farina col lievito e il pizzico di sale. Montare bene con le fruste il burro predentemente lasciato a temperatura ambiente una mezz'oretta prima, con lo zucchero e la buccia di limone fino a farli diventare soffici e spumosi.Aggiungere i tuorli uno alla volta, mettere il secondo quando il precedente sarà già amalgamato.Continuare con la farina alternando al latte fino alla fine degli ingredienti.Aggiungere in ultimo, molto delicatamente, gli albumi montati a neve fermissima. Nel frattempo accendere il forno impostando la temperatura a 170°.Imburrare e infarinare uno stampo da 22/24 cm. e infornare quando la temperatura avrà raggiunto circa 50°/60°.Cuocere per circa 45 minuti, ma fare la solita prova stecchino.

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venerdì 5 febbraio 2010

30

Pollo alle Mandorle


Tutto è iniziato poco prima di Natale, ci trovavamo a Ferrara per il concerto natalizio di Marco, e una violenta nevicata con a seguire una grande ghiacciata ci bloccarono in albergo la sera all'ora di cena, e il posto più vicino dove poter "masticare qualcosa" senza il rischio di cappottarsi sul ghiaccio e rompersi una gamba, proprio all'iniziod elle vacanze, era il ristorante cinese che si trovava  proprio accanto al nostro Hotel. 
Io sinceramente avevo proprio voglia di "sfiziarmi" con il cinese dopo qualche anno di astinenza, ma la vera rivelazione della serata è stato Junio che con grande golosità ha impugnato le sue bacchette e ha spazzolato tutto. A seguire la tanto temuta domanda: "mamma mi prepari la cena cinese anche a casa?" Piccinino di mamma sua come fai a dirgli di no??? E così la settimana scorsa da Pam ho fatto la spesa cinese (madonnina quanto costano quei prodotti!!!) e ho cercato di mettere insieme qualcosa che potesse assomigliare seppur lontanamente ad una cena cinese. Oltre ai "pici trasparenti" come li chiama Junio, ho preparato anche una ricetta basic della cucina cinese ovvero l'arcinoto pollo con le mandorle. Il piccino ha gradito molto!
Ora complice anche l'acquisto delle friggitrice, nonché i miei primi rudimenti di cucina cinese  il mi marito si aspetta che prima o poi si manifesti in tavola, una sua grande passione golosa: il gelato (rigorosamente al cioccolato fondente!)  fritto


Pollo alle Mandorle

Ingredienti
1 petto di pollo
1 manciata di mandorle spellate (io le avevo solo con la buccia)
Farina
Mezzo scalogno affettato fine
Un mestolino di brodo ben saporitoOlio di semi
Salsa di soia

Preparazione
Tagliare il pollo a tocchetti ed infarinarlo.Far tostare le mandorle in un padellino e metterle da parte. Nel Wok far scaldare l'olio,  aggiungere lo scalogno ed il pollo e far insaporire per qualche minuto. Bagnare con un mestolino di brodo bollente e far cuocere per 15 minuti. Aggiungere infine le mandorle, la salsa di soia e far insaporire insieme il tutto per altri 5 minuti


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mercoledì 3 febbraio 2010

39

Chocolate Chip Muffins by Nigella


Ieri avevo voglia di preparare un dolce "estremamente tanto" in ogni senso e soprattutto "estremamente cioccolatoso" ... non tanto per una voglia mia (io non sono assolutamente di dolci mentre farei fuori seduta stante un buffet salato!), quanto piuttosto per  "paciugare"  (rendo l'idea???!!!) con qualcosa di estremamente goloso, una crema grondante di cacao, che appagasse la mia voglia di creare un dolce, esageratamente dolce e voluttosamente ricco di cioccolato.
Pertanto in questo caso mi serviva per forza qualche ricetta sua, già proprio una delle sue ricette esageratamente ricca di cioccolato come solo Nigella ci sa regalare. L'occhio mi è caduto su questi muffins che, oltre ad essere il tripudio esagerato del cioccolato, sono anche perfetti per Marco da portarsi come "fermino" di mezza mattina tra una prova e l'altra del suo prossimo concerto. Grazie Nigella!


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Con questa ricetta partecipo alla Raccolta di In Cucina con... Masterchef

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Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Pan di Panna
MuffinsMania
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Chocolate Chip Muffins

Ingredienti per 12 muffins
250 g di farina
2 cucchiaini di lievito in polvere
mezzo cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiai di cacao di ottima qualità
175 g di zucchero semolato
150g di goccie di cioccolato (più qualcuna per il topping)
250 ml di latte
90 ml di olio vegetale
1 uovo grande
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Preparazione
Preriscaldare il forno a 200° e preparare  12 stampini per muffins. In una ciotola commescolare gli ingredienti secchi. In un'altra commescolare gli ingredienti liquidi. Unire gli elementi secchi con quelli liquidi e mescolare brevemente (dovra risultare una pastella morbida). Riempire per 3/4 gli stampini dei muffins. Cospargere la sommità di ulteriori gocce di cioccolato. Infornare per 20 minuti sino a che i muffins risulteranno belli gonfi.


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lunedì 1 febbraio 2010

52

Frittelle di Ricotta


All'inizio fu un'enorme friggitrice! Come sapete la storia mia e di Marco è nata sotto la stella della golosità e del buon cibo,  non a caso il primo "acquisto di famiglia" che facemmo dopo sì e no 15 gg che stavamo insieme (inutile ricordare che io e Marco, nella nostra storia, abbiamo saltato un po' di passaggi  andando direttamente a convivere dopo circa due giorni che ci eravamo "messi insieme")  fu una mega friggitrice "formato famiglia/esercito" da piazzare in quella che fino a
qualche giorno prima era la cucina di un imperituro "single" che viveva di patatine fritte e cibi surgelati pur sapendo cucinare molto bene, ma la pigrizia o forse la poca voglia di cucinare "solo per uno" la facevano da padrone. Io che, detesto friggere nella pentola, avevo sempre sognato una friggitrice ma non avevo mai avuto degni sponsor entusiasti come me all'acquisto, Marco dal canto suo adora le fritture pertanto uno più uno faceva due e così, attratti compulsivamente da una delle solite occasioni che fanno gli ipermercati, tornammo a casa con quel sarcofago di friggitrice simile per peso ed ingombro ad una Macchina del Pane! 
Presto però quell'acquisto si rivelò troppo ingombrante per una famiglia formata da "due persone + il gatto"... pesante all'inverosimile, richiedeva una caterva d'olio, si doveva friggere per un esercito considerando le dimensioni dell'aggeggio, e quando friggeva il puzzo di fritto era allucinante malgado il filtro.
Insomma questa friggitrice formato maxi fu  congedata quasi subito, riposta sopra il frigorifero e dimenticata. Nell'ultimo trasloco poi (da Roma alla Toscana) fu poi proprio "abbandonata" al suo destino nella casa venduta... non so chi l'abbia adottata: se il nuovo inquilino, il bipede, o la portiera... Presto il fritto "in olio profondo" fu sostituito dal fritto da forno, e così è stato per tutti questi anni.
Però ultimamente, vuoi il carnevale, vuoi un post galeotto di Paoletta di Anice & Cannella, vuoi ancora 20cm di spazio da rimepire accanto alla Slow Cooker... insomma negli ultimi giorni sono andata in fissa con quelle friggitrici piccine  picciò, e Mon Amour non ha perso tempo, tant'è che Sabato intorno alle 14 gli "accennavo" (ai mariti non si chiede mai, si accenna sempre ...) che avrei voluto riacquistare una friggitrice ma di quelle piccoline per fare ad esempio le frittelle di carnevale, alle 15.30 già mi aveva portato a sceglierla e alle 16 uscivo trionfante da Unieuro con la mia scatola sottobraccio, contenente una piccolissima Moulinex Minuto dal design decisamente accattivante che accanto alla Slow Cooker e al Bimby fa proprio la sua "porca figura"! 
Ieri l'ho inaugurata e molto probabilmente questa friggitrice avrà vita più lunga della precedente. E' piccina, frigge porzioni "lillipuziane" (al max 5 frittelle alla volta per davi l'idea delle dimensioni), ma  per noi va bene così, inoltre è facilissima da gestire, non pesa nulla e soprattuto non impregna di puzzo d'olio la casa.
Continuando il nostro "shopping" del Sabato, siamo poi andati a prendere il pecorino più buono del mondo al nostro caseificio di fiducia: Solp di Pienza e lì ho trovato anche della splendida ricotta fresca  che ho sentito subito mia! Buonissima! Inutile dire che una parte l'ho usata proprio per fare queste frittelle... e vi assicuro che la bontà, la cremosità e la delicatezza, di questa ricotta si sente tutta anche dopo essere stata fritta!

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Con questa ricetta partecipo alla Raccolta di Dolci Pasticci
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Frittelle di Ricotta
di Laura De Vincentis

Ingredienti
250 gr ricotta
150 gr farina
100 gr zucchero
2 uova
buccia grattuggiata di 1 limone
un pizzico di sale
2 cucchiaini di lievito vanigliato
100 g di gocce di cioccolato

Preparazione
Lavorare  insieme la ricotta, la farina, lo zucchero, le uova, la buccia di limone grattuggiata, il lievito sino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio. Aggiungere le gocce di cioccolato. Portare la friggitrice a 180°. Aiutandovi con un cucchiaino far cadere piccole porzioni di impasto nella friggitrice. Quando sono gonfie e  ben dorate scolarle su carta assorbente. Servire calde corsparse di zucchero a velo.


N.B. NON AUTORIZZO la pubblicazione dei testi in tutto o in parte e delle foto, in alcuno spazio della rete, che siano FORUM o ALTRO, senza preventiva richiesta perchè sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche.
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