lunedì 29 marzo 2010

31

Casatiello

Casatiello

Ho abbandonato per qualche giorno il mio "piccolo” Antro! In questi giorni si è festeggiato compleanni, si è viaggiato abbastanza – per la gioia del cucciolo di casa siamo rientrati poco fa dal 31° Stormo di Ciampino con annessa visita all’Ikea che era di strada, non si poteva certo passarle davanti facendo finta di nulla – e si è vissuto di rendita con il buffet di compleanno di Junio.
E proprio per il buffet di compleanno del pargolo di casa ho preparato ben due casatielli! Il primo l’ho bellamente spatasciato mercoledì notte causa stampo nuovo, da cui non ne ha voluto sapere di staccarsi, malgrado uno strato abbondante di sugna lo separava da quella teglia nuova, che tanto mi garbava e che adesso invece mi sta potentemente sulle balle! Ovvio che, con dentro tutto quel ben di dio,  non l’ho buttato, ma l’ho recuperato minuziosamente e per il momento si trova congelato… vero è che per come è ridotto (non c’è una fetta sana) potrei escogitare un budino salato di casatiello… eventualmente vi terrò erudite/i su questo improbabile esperimento.

Il secondo casatiello l’ho messo in cantiere all’alba (e per alba intendo le 6.30 del mattino!!!!) di giovedì considerando che per le 16.30 avrebbe dovuto far bella mostra di sé sul tavolo del buffet di compleanno di Junio, e ho cambiato anche la ricetta utilizzando non la mia solita ricetta che trovate qui, bensì  quella della mia carissima Imma del Blog Dolci a Go Go!!!, praticamente un nome, una garanzia. A Imma come a Lydia devo molte delle ricette partenopee presenti nell’Antro. Questo casatiello mi ha pienamente soddisfatto, ed anche agli invitati è garbato tanto, così tanto da dimenticare che questa volta non erano presenti i “soliti” Panini Semidolci ai Wurstel delle Simili. Considerando poi che tra gli invitati c’erano anche delle nostra amicizie “partenopee” doc, devo dire che l’esame del Casatiello di Imma è stato superato a pieni voti (ma non ne avevo alcun dubbio).
Ho preparato la mezza dose, e ho ridotto il pepe trattandosi di una festa di bimbi, ma come succede sempre in questi casi… i bimbi sono impegnati con l’animazione ed i genitori si beano del buffet. Per il ripieno ho usato del pecorino e dei formaggi misti non eccessivamente piccanti, per quanto riguarda il salame napoletano… beh qui non si trova così facilmente, sicché ho ripiegato sul nostro toscano. Le uova non le ho messe su insistenza di mio marito (è presidente del comitato anti uovo sodo) mentre a me non sarebbero dispiaciute, ma anche lui almeno una volta l’anno va accontentato altrimenti si picca. Per quanto riguarda la cottura ho infornato a 180° per circa 40 minuti

Casatiello

Ingredienti per la pasta
farina, 1kg.
lievito di birra 2 cubetti
strutto (sugna): gr.200
poco sale, molto pepe
Acqua tiepida o latte una tazza

Ingredienti per il ripieno
400 gr. di pecorino (oppure formaggi misti: provolone piccante, grana, emmenthal, fontina, ecc.)
400 gr. di salame tipo napoli
sale, pepe.

Per la guarnizione
5 uova

Preparazione
Stemperate il lievito in acqua -  o latte -  tiepida (che non sia troppo calda). Disponete la farina a fontana, ponetevi al centro lo strutto, il sale, il pepe, il lievito sciolto nell'acqua, e aiutandovi con altra acqua tiepida, o latte mescolate tutto fino a ottenere una pasta morbida che lavorerete con forza per una diecina di minuti battendola sul tavolo. Fatela poi crescere in una terrina coperta, in luogo tiepido, per un paio d'ore o fin quando la pasta avrà raddoppiato di volume.
Tagliate tutti i formaggi e il salame a dadini.
Quando la pasta sarà cresciuta, staccatene una pagnottella e tenetela da parte. Battete tutto l'impasto rimanente con le mani e stendetela allo spessore di un centimetro. Disponete su tutta la superficie, uniformemente, il ripieno, e arrotolate con delicatezza la pasta, il più strettamente possibile. Ungete di strutto un ruoto (uno stampo largo col buco centrale) e disponetevi il rotolo di pasta a ciambella, unendone bene le estremità e rimettetelo a crescere in luogo tiepido coprendolo con un panno.
Quando il casatiello avrà lievitato (accorreranno almeno due ore), disponete le 5 uova su di esso a intervalli regolari, e fermatele con delle striscioline incrociate fatte con la pasta che avete tenuto da parte.
Infine infornatelo a forno già riscaldato a 160° per i primi 10 minuti poi a 170°-180° per un'ora di cottura complessiva. Sformatelo quando sarà tiepido.


Casatiello

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mercoledì 24 marzo 2010

29

Colomba Soffice

Colomba 2010 2

La mia unica e sola esperienza di Colomba risale all’anno 2005. A quei tempi “scaldavo una triste scrivania in un tristo ufficio” e mi ricordo che dovetti "litigare" per avere una giornata di ferie necessaria per far combaciare tutti i tempi della lievitazione! Quest’anno invece mi sono decisa all’ultimo momento (tipico per me!) a preparare la Colomba da portare da mio suocero per la festa di compleanno di Junio, pertanto per la lievitazione il tempo massimo a mia disposizione era sì e no di una decina di ore… non un’ora di più, non una di meno. Così cerca che ti cerca, alla fine è saltata fuori la ricetta che faceva per me: la Colomba Soffice di Morena del Blog Menta e Cioccolato… d’altronde con la foto così accattivante di quelle colombine l’amore a prima vista per questa ricetta è stato immediato! Anche perché quelle colombine così belle e così delicate mi ricordavano tanto quelle che mi prendeva zia in pasticceria… quella sì che era una merenda con i fiocchi! Ed effettivamente questa ricetta arriva dritta dritta da Papum, un pasticcere di professione che scrive su Cookaround, condividendo con gli altri utenti del forum la sua esperienza e le sue splendide ricette. Sul blog  Menta e Cioccolato potete trovare la ricetta delle Colombine e la ricetta della Colomba preparata utilizzando lo stesso impasto e soprattutto le foto dei diversi passaggi dei "famosi" rotolini. Sì! devo dire che sono talmente tanto soddisfatta del successo avuto da questa Colomba che ne sto preparando un’altra per il buffet della terza (e grazie a Dio ultima!!!!) festa di compleanno di Junio.

Come si vede dalle foto, per questa Colomba ho utilizzato una dose “elefantiaca” di glassa e zucchero  a velo, tanto da far caramellare in alcuni punti lo zucchero stesso… questo perché a me la parte che garba di più della colomba è proprio quella patina scrocchiosa ed estremamente dolce di glassa zuccherata, che fa tanto "sapore" di festa e di primavera. Non a caso quando mi trovo davanti ad una bella colomba opero come segue: una fetta canonica di dolce pasquale tanto per dire “anche quest’anno ho rispettato la tradizione”  e poi via, la parte che mi garba di più, ovvero lo “sglassare”, con un fine lavoro di unghietta, tutta la copertura di zucchero (se ci sono le mandorle tostate poi ancora meglio!!!) sino a lasciare la Colomba completamente nuda ed ormai impresentabile… finita la “sglassatura” inizio a “capare” i vari canditi che si intravedono nella colomba tagliata, creando via via dei tunnel sempre più grandi e profondi per levare anche i canditi più nascosti,  insomma alla fine lo scempio della povera Colomba è compiuto… io ho ingurgitato una quantità immane di splendida glassa "che-sa-di-primavera", una buona dose di mandorle tostate e tutti i canditi presenti nell’impasto. E quando Marco si accorge, sempre troppo tardi, dello scempio avvenuto afferma sconsolato “ma ti pare il modo??? e ora io che mi mangio????” e io gli rispondo “Guarda che ho levato solamente la glassa, le mandorle ed i canditi, che peraltro a te neanche garbano! L’impasto anche se ormai un “pochino malmesso” sta tutto lì, ci puoi sempre fare un’ottima zuppotta nella tazza di latte questa sera per cena"... e con la zuppotta per cena il mi marito capitola definitivamente essendo a tutti gli effetti uno dei sui “comfort-food” per eccellenza, anzi no prima di dedicarsi anima e corpo alla sua zuppotta pronuncia il suo  recondito  grande desiderio "la prossima volta non è che proveresti a farla con le gocce di cioccolato al posto dei canditi????"

Colomba 5

Colomba Soffice

Ingredienti
500 gr di Farina Manitoba del supermercato o una farina di Forza
100 gr di Zucchero
100 gr di Burro morbido
130-170 gr di acqua
20 gr di Lievito di Birra
5 gr di sale (2 pizzichi)
2 uova+1 tuorlo
aromi
Raspatura di un'arancia

Per la Glassa
50 gr di farina
100 gr di zucchero
acqua Q.B.

Precisazioni
dovete regolarvi con l'acqua in base a quanta ne richiede la vostra Farina, io sinceramente ne metto 130 gr, l'impasto sarà liscio, ma molliccio, niente paura, si assesta con il primo riposo.
Come aromi mettere Vaniglia, arancia, limone, io ho usato anche la "Spuma d'Oro" una boccetta di aroma che si usa per le focacce..io la trovo tranquillamente in tutti i supermercati.
Come farina io uso quella che trovo al mulino e che è una miscela che contiene anche della Manitoba la uso per tutti gli Impasti Lievitati.

Colomba 2010 1

Preparazione
Fare un impasto con tutti gli ingredienti, ma con metà acqua, quando si saranno amalgamati bene gli ingredienti versare un po' alla volta il resto dell'acqua non esagerate, altrimenti rischierete di trovarvi con una massa non lavorabile e sarete costretti ad aggiungere farina. Lavorare l'impasto a lungo finche sarà liscio e ben incordato con un impastatore circa mezz'ora o più. Questo è l'impasto, ora metterlo a riposare coperto girandolo sottosopra un paio di volte prenderà forza e consistenza. Fate riposare per circa 1 ora.
Passato il tempo preparare le colombe (con questa ricetta ne vengono 2 stampi da 500 g l’uno). Dopo aver fatto riposare un'oretta l'impasto dividerlo in 2 pezzi uguali. Arrotolare i due pezzi prima in un senso e poi nell'altro, avrete così i 2 rotolini. Ognuno di questi rotolini dovrete poi tagliarlo a metà ed arrotolarlo una volta sola. Ora allungate i pezzi corrispondenti al corpo ed alle ali e disporli negli stampi. Mettere a lievitare fino al raddoppio almeno. (Per le foto dei rotolini guardare qui).
Passato il tempo preparare la glassa mescolando la farina con lo zucchero ed aggiungendo poca acqua per volta fino ad ottenere una crema che non deve colare. Spennellare molto delicatamente di glassa le Colombine cospargere di zucchero semolato e ricoprire con una dose generosa di zucchero a velo. Infornare a 200° per 25/30 minuti circa. Non devono colorare troppo, anche perché si rischia che secchino all'interno.

Colomba 2010 4

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martedì 23 marzo 2010

33

Meravigliosamente Angelica

Angelica 3

Eccolo! Uno tra i miei dolci da forno preferiti: L’Angelica delle Simili, come sempre un nome, una garanzia! Decorata in modo chiassoso e/o festoso – fate voi - glassa bianca, glassa azzurra e tanti confettini e letterine colorate. L’ultima volta che ho fatto l’Angelica risale a 2 anni fa e ne parlo qui, in uno dei miei primi post dell’Antro. Senza dubbio è un dolce da ripetere decisamente più spesso e non con cadenza biennale! E’ una preparazione tutto sommato semplice che però regala moltissima soddisfazione e incontra un po’ i gusti di tutti. Gira per la rete anche una versione salata, prima o poi proverò anche quella! Non ho utilizzato l’uvetta sultanina ma solamente scorza d’arancia candita e gocce di cioccolato. Per la glassa azzurra ho aggiunto qualche goccia di colorante blu alla glassa coprente bianca.

Angelica 4

Angelica
dal libro “Pane e Roba dolce” delle Sorelle Simili

Ingredienti
Pasta per la brioche
Lievitino
135 g farina di forza
13 g lievito di birra
75 g di acqua

Amalgamare tutti gli ingredienti e lasciare lievitare per 30 minuti.

Impasto
400 g di farina di forza
75 g di zucchero
120 g latte tiepido
3 tuorli d’uovo
1 cucchiaino di sale
120 g di burro
75 g di uvetta sultanina ammollata e asciugata
(io l’ho sostituita con 75 g di gocce di cioccolato)
75 g di scorza d’arancio candita
50 g di burro fuso

Per la glassa velante
150 g di zucchero a velo
1 chiara d’uovo

Per la glassa coprente
150 g zucchero a velo
1 chiara d’uovo

Angelica in lievitazione

Procedimento
In una ciotola mettere la farina, fare la fontana, mettere al centro il latte tiepido i tuorli lo zucchero e il sale e amalgamare con un poco di farina. Unire il burro e finire l’impasto battendo sino a quando si staccherà dalle pareti della ciotola.  Rovesciare sul tavolo unire il lievitino e battere finché i due impasti saranno ben lievitati. Rimettere nella ciotola unta e far lievitare 1 ora circa, finché sarà raddoppiato. 
Rovesciarla sul tavolo infarinato e stenderla formando un rettangolo di 2-3 mm di spessore. Pennellare abbondantemente con burro fuso, cospargere di uva sultanina e di scorza di arancia candita e tritata. Arrotolare i lato più lungo. Tagliare questo rotolo a metà per il lungo con un coltello affilato e sottile, infarinandolo ogni tanto. Separare delicatamente i due pezzi, girarli tenendo il lato tagliato verso di voi e formare una treccia facendo in modo che la parte tagliata rimanga il più possibile verso l’esterno. Mettere su una teglia da forno (foderata di carta forno) e chiuderla a ciambella. Pennellare con burro fuso e far lievitare 30-40 minuti coperta a campana (deve quasi raddoppiare). 
Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 20-25 minuti. Nel frattempo diluire i 4 cucchiai di zucchero a velo con una chiara d’uovo fino ad avere una glassa semi densa. Appena l’Angelica esce dal forno pennellarla con la glassa e lasciarla asciugare. Volendo si può mettere ad asciugare in forno per 30 secondi.

Angelica 2

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venerdì 19 marzo 2010

38

Pizza di Pasqua al Formaggio

Pizza di Pasqua ai formaggi 2

Iniziamo con le prove generali di Pasqua, anche se non so bene quest’anno a Pasqua dove saremo considerando gli impegni  lavorativi ovvero musicali di Marco. Ed anche questo post sarà di molto stringato perché devo: infornare la colomba non appena il crapino farà capolino fuori dallo stampo, preparare la lista di cosa mettere in valigia, preparare poi le valige, farmi uno splendido bagno rigenerativo/rilassante, rintanarmi sotto le coperte con un bel libro (ieri il mi marito mi ha regalato 4 splendidi titoli tutti da “divorare”).

Questa Pizza di Pasqua salata ormai è entrata a tutti gli effetti nella nostra tradizione pasquale, infatti ne avevo parlato anche qui! Grazie Paola, per avermi fatto conoscere questa bontà! Io seguo paro paro la ricetta di Paola senza apportare modifica alcuna, la trovo perfetta così! Oggi ne ho fatto mezza dose avendo lo stampo piccino. Il profumo è splendido, non vedo l’ora di tagliarla! Inutile dire che è speciale se abbinata alla Corallina di Norcia, un’autentica ghiottoneria della colazione di Pasqua... quello che mi sto chiedendo questa sera è:  ma noi quest'anno dove faremo la colazione di Pasqua?????? E con questo vi auguro un buon fine settimana e mi sa che ci leggeremo non prima di martedì!

Pizza di Pasqua ai formaggi 3

Pizza di Pasqua al Formaggio
di Paola Lazzari

Dice Paola: la ricetta ha più di un secolo ma viene sempre bene (è della bisnonna di Perugia) 

Ingredienti
5 uova
300 g di farina 0 + 200 g di manitoba
100ml di acqua
25-30gr di lievito di birra
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale (assaggiare)
1 cucchiaino di pepe
5 cucchiai di olio evo (umbro)
50gr di strutto (No sostituti)
250gr di formaggio grattugiato misto
SOLAMENTE Parmigiano Reggiano e Pecorino Romano in proporzione variabile secondo i propri gusti. Metà e metà forse è il giusto mezzo. Se piace più saporita aumentare la quantità di pecorino. Per questo il sale va dosato in base al tipo di formaggi

Preparazione
Sciogliere il lievito con lo zucchero nell'acqua tiepida e lasciare fermentare nel bicchiere, meglio se di plastica, per 5-6 min. Unire il lievito sciolto a poca farina formare un piccolo pastello e lasciare fermentare, coperto di farina, 40-50 min. Nel frattempo sbattere le uova, unire il sale, il pepe, i formaggi grattugiati ed infine l'olio: lasciar amalgamare i sapori. Quando il pastello sarà tutto screpolato unire mano a mano l'impasto di uova e formaggio ed impastare con la farina. Impastare bene e alla fine unire lo strutto morbido. Impastare bene e a lungo. L'impasto è morbido non superare i 600g di farina. Lasciar riposare l'impasto a temperatura ambiente per 45 min. coperto, quindi metterlo nella teglia alta, stretta e svasata, ben unta, e far lievitare in luogo caldo fino al bordo della teglia.

Pizza di Pasqua ai formaggi 1

Cuocere a 200°C con vapore nei primi 20 min. Introdurre la teglia nel forno appena acceso in questo modo la torta non fa subito la crosta e sviluppa di più. Cottura un'ora circa Dopo 45 min. controllare con lo stecco. Deve essere comunque ben asciutta. Va mangiata dopo 3 o 4 giorni dalla cottura altrimenti non acquista il suo sapore.

Pizza di Pasqua ai formaggi 4

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giovedì 18 marzo 2010

35

Una merenda salata: Muffins ai Wurstel

Muffins ai Wurstel 1

Vi ricordate le foto della “grande nevicata” di settimana scorsa che vi avevo fatto vedere qui?  Domenica pomeriggio di neve ce n’era ancora tanta (e molta ancora ad oggi non si è sciolta), così abbiamo preso il nostro fuoristrada e abbiamo fatto un meraviglioso giro  - “nei dintorni di casa” -  attraverso la Val d’Orcia innevata! Adoro vivere in questo angolo di Paradiso!
Itinerario: siamo partiti da Sarteano e saliti a Castiglioncello del Trinoro, dal Trinoro siamo scesi per Chiarentana, proseguendo poi per Monticchiello, da Monticchiello siamo andati a far merenda dalla nostra amica Ornella de “La Bottega di Cacio” a  Bagno Vignoni, proseguendo per il Monte Cetona, salendo per San Casciano dei Bagni e riscendendo per Sarteano.


e scendendo verso Chiarentana – La Foceesporta35
esporta36

proseguendo per Monticchielloesporta37

laggiù tra le “virgole” di neve c’è Pienzaesporta38

una sosta a Bagno Vignoni esporta41

per una merenda golosa a “La Bottega di Cacio” esporta42

salendo poi per il Monte Cetonaesporta43


 riscendendo, infine, verso Sarteano accompagnati dai colori del tramontoesporta45


“Mé (nomignolo vezzoso con cui ci chiamiamo io e Marco) che ti preparo da portarti a Roma? I “soliti” muffins con le gocce di cioccolato? Oppure i biscottini semplici semplici dell’Artusi?”  Lo vedo indeciso sulla scelta, e poi mi risponde laconico “nulla… mi porterò dei crakers…”
Strano ma vero Mè è stufo di portarsi qualche cosa di dolce per spezzare la lunga mattinata di prove, ma l’idea di saperlo in compagnia di un misero pacchettino di crakers per di più nella caotica Roma... beh, mi pare un’idea alquanto “tristana”... ci vuole qualche cosa di goloso, ci vuole uno "sfizio" che sappia di casa.
Inoltre i "crakers per merenda" mi rimandano ai miei ricordi scolastici in cui mia madre, che certamente non poteva sprecare il suo “prezioso” tempo di donna manager per prepararmi qualche merenda da portare all’intervallo, era solita infilarmi nello zaino un pacchettino semi schiacciato di crakers semi sbriciolati e rigorosamente senza sale! Una merenda scontata, anonima il cui gusto rimandava al truciolato con cui erano fatti i banchi della classe! Invidiavo tremendamente quelle compagne che all’intervallo tiravano fuori dallo zaino una bella ciaccina tonda, soffice, ben unta e ancora tiepida, piuttosto che un panino generosamente imbottito o una fetta di dolce fatto in casa... inutile dire che all'intervallo c'era sempre il tentativo di "barattare" la mia triste merenda con qualche cosa di più gustoso!
Ecco che, per evitare a mio marito questo benedetto pacchettino "tristo" di crakers,  sono nati  dal nulla questi deliziosi muffins salati che sanno di goloso e profumano di casa. Ovviamente sia lui che Junio hanno dovuto assaggiarli sia appena sfornati, che tiepidi, che raffreddati... perché come si è giustificato Marco “se vedo che non mi garbano posso sempre ripiegare sul “fantomatico” pacchettino di crackers”. Inutile dire che questa mattina è partito con due muffins ben incartati nella sua valigetta, vero?

Muffins ai Wurstel 3

Muffins ai Wurstel


Ingredienti
200 g di farina per pizza
30 g parmigiano
Mezzo cucchiaino raso di sale (circa 3 g)
Mezza bustina di lievito in polvere per torte salate
Pepe a piacere
2 uova a temperatura ambiente
50 g di burro sciolto
100 g di latte a temperatura ambiente
50 g di Emmental a piccoli tocchetti (o altro formaggio saporito)
120 g di wurstel tagliato a rondelle

Preparazione
Preriscaldare il forno a 190°. In una terrina commescolare la farina, il lievito, il parmigiano, il sale ed il pepe. In un'altra terrina sbattere leggermente le uova, unire poi mescolando il burro fuso e il latte. Unire i due composti e mescolare velocemente. Aggiungere il wurstel e l'Emmental e amalgamare per bene il composto. Mettere a cucchiaiate negli appositi pirottini per muffins (a me ne sono venuti 8) ed infornare per circa 25 minuti (sino a leggera doratura)

Muffins ai Wurstel 2

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martedì 16 marzo 2010

27

Cartucce dalla forma eretica

Cartucce 3

Vi informo che è partita la votazione per il Blog dell’Anno. Pertanto se vi garba l’Antro e volete votarlo andate qui, iscrivetevi (vi porterà via una manciata di secondi), andate nella sezione cucina e date la vostra preferenza. le Votazioni termineranno il 4 Aprile!!!

blog_anno

Grazie a tutti coloro che voteranno per l’Antro !!!!

La ricetta che vi posto oggi è da anni che la tengo d’occhio. Ovviamente, trattandosi di ricetta napoletana, non potevo che affidarmi a lei: Lydia, la mia maestra per eccellenza in fatto di cucina partenopea!!! Effettivamente nei vari raduni di CI le cartucce mi sono passate davanti agli occhi molte volte, ma ci credete che non sono mai riuscita ad assaggiarle?
Poi qualche settimana fa anche Jajo si è messo all’opera con le Cartucce e proprio la settimana scorsa me ne parlava con grande entusiasmo. Ovviamente qui cartine e cilindri sono introvabili (dovrei essere dalle parti di Napoli per metà Aprile, farò sicuramente acquisti!), ma invogliata da Jajo che ha provato a farne sia in forma canonica che in forma di mini muffins mi sono cimentata anche io nell'impresa.
Sapevo che erano buone, mi fidavo del giudizio entusiasta di Jajo ma… al primo morso mi si è aperto un Paradiso di bontà! Non buone! Di più!!! Un delicatissimo paradiso soffice che sa di burro e mandorle. Le rifarò certamente, la settimana prossima,  anche per il buffet di compleanno di Junio… sempre nella mia forma “eretica” in attesa di scendere a Napoli a fare “grandi acquisti”.
Per vedere la vera forma delle Cartucce vi rimando al post di Lydia qui 
La ricetta è semplice da realizzare, io ne ho fatta mezza dose, credo che – almeno per me – la difficoltà stia tutta nel maneggiare la sac à poche per riempire i cilindretti, questa volta non avendo gli stampini corretti ho ovviato con il cucchiaino, ma prima o poi il “mostro” -  ovvero la tasca da pasticcere che l’ultima volta, con dei pasticcini di mandorle,  mi è miseramente “esplosa” tra le mani  – dovrò affrontarlo e sconfiggerlo definitivamente.
Grazie Lydiuccia mia per la ricetta delle Cartucce! E a furia di attingere a piene mani dal tuo blog ho anche imparato a scrivere per bene il nome Tzatziki senza doverlo correggere almeno 5/6 volte per post!!! Grazie anche a  Jajo che mi ha dato la spintarella per buttarmi e provare a cimentarmi con questa deliziosa ricetta!!!

Cartucce 2


Cartucce di Lydia

Ingredienti
500 gr burro
250 gr farina di mandorle
450 gr zucchero
8 uova
600 gr farina
estratto di vaniglia
qualche goccia di essenza di mandorle (assolutamente facoltativa)

Occorrente:
tasca da pasticceria
stampini cilindrici
cartine apposite per le cartucce o carta da forno


Preparazione
Cominciare a lavorare il burro ammorbidito con la farina di mandorle, aggiungere le uova una alla volta e poi gli altri ingredienti. Foderare gli stampini con la carta forno e riempirli per 2/3.Infornare a 180 gradi per 15-20 minuti. Tenete presente che con questa dose ne vengono circa 80, quindi regolatevi

Cartucce 1

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domenica 14 marzo 2010

14

99 Colombe per l’Abruzzo, 99 Colombe per le Sorelle Nurzia e… un dolce Abruzzese della mia infanzia

colomba-nuda2

“Cari amici, Artemisia Comina ed io stiamo avviando un piccolo progetto per dimostrare con i mezzi a nostra disposizione la nostra solidarietà verso l’Abruzzo in difficoltà. Il nostro progetto-gioco coinvolge una storica azienda abruzzese, forse meno nota nel resto di Italia: l’azienda dolciaria Sorelle Nurzia, famosa per i suoi torroni a Natale, ma che produce anche biscotti, colombe, uova pasquali. E' facile comprendere come e perché oggi l'azienda abbia delle difficoltà. Per esserle in qualche modo d'aiuto avremmo pensato di indire un contest coinvolgendo 99 bloggers (99 è solo un numero simbolo, il numero simbolo dell’Aquila, noi ci auguriamo che i bloggers coinvolti possano essere molti di più) i quali dovrebbero pubblicare, il 6 aprile (giorno del primo anniversario del terremoto d’Abruzzo), una ricetta che utilizzi uno dei prodotti dell'azienda Sorelle Nurzia o che possa accompagnare un suo prodotto. Nel frattempo vi invitiamo, ringraziandovi sin d'ora, a pubblicizzare come meglio credete questa iniziativa di solidarietà e ad andare a dare uno sguardo a 99 colombe, un nuovo blog
 
Mi immagino vi chiediate come sia nato tutto questo ambaradan. Vi copio la mail arrivata ad Artemisia da Mara, della Sorelle Nurzia , troverete la risposta alla vostra domanda
“Cara Rosa Maria, cari amici ,
scrivo da L'Aquila e precisamente da dentro una casina di legno antisismica che è diventata la mia nuova dimora lavorativa dopo il terremoto.
Il mio nome è Mara Marinangeli, mi occupo di Progetti Speciali, di strategie , di nuovi modi di inventare un modo di proporre il marchio Sorelle Nurzia che è l'azienda per la quale lavoro......non saprei dire onestamente che lavoro faccio da dopo il 6 aprile 2009 se non che invento ogni giorno la mia vita e quella di chi accanto a me ha deciso di non fermarsi e di far prevalere l'ottimismo innanzitutto.
Sarebbe illogico e falso se dicessi che va tutto bene ma la giusta ottica è quella che mi spinge a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e l'entusiasmo nel vivere la mia vita e nel cogliere le opportunità che questa tragedia ci ha messo davanti .
Se si vuole vedere il nero qui ce n'è da ogni dove.
Basta attraversare la strada davanti la fabbrica e ti trovi dentro Onna, dentro un paese fantasma dove i pullman di tutto il mondo vengono facendo tappa prima di arrivare a Pompei...più o meno i viaggi della tragedia ormai li dirottano tutti qui.
Vai dentro un paese raso a suolo , ti accori, ti giri intorno e poi guardi le nuove casine della ricostruzione dove le persone sembrano statuine in un presepe finto , dove sembra che la normalità abbia ripreso il suo posto ma dove mancano all'appello due generazioni: quella dei ragazzi e quella dei bambini del paese.
Questo è quello che vedi dentro Onna ma che a specchio trovi in ogni paese che circonda L'Aquila.
La mia città senza più il suo cuore pulsante, i suoi portici pieni di vita, le sue 99 chiese, 99 piazze, 99 fontane....senza la casa dove vivevo con la mia famiglia , le mie due bambine e mio marito. Casina antisismica di legno anche per la mia vita familiare.
Molto poco in piedi di tutto ciò che ci aveva lasciato il passato ma tanta energia giovane è rimasta ad osservare ed a progettare il modo e tempo giusto e propizio per rialzarsi.
Tra queste persone ci sono io con tutti i miei colleghi di Sorelle Nurzia che dall'11 maggio, appena sono tornati a riaccendersi i forni della fabbrica non abbiamo perso tempo siamo tornati a lavorare con una grinta incredibile.
Il terremoto ci ha sorpresi in modo vigliacco, di notte, sorprendendoci nel sonno.
Ci ha tolto tanto in 20 secondi dopo i quali abbiamo dovuto riorganizzare completamente le nostre vite ma abbiamo capito da subito che il lavoro ci avrebbe ridato la dignità e l'energia per non spegnerci dentro tanto dolore da cui eravamo circondati.
La vita nelle tendopoli è stata un'esperienza di grande crescita. La condivisione degli spazi con persone sconosciute, la mensa con altre 250 persone con cui si pregava prima di mangiare, la scuola dei bambini conquistata con grande fatica pur di non permettere che vivessero come senzatetto lasciati senza una guida o un punto di riferimento di un'insegnante.
Fare la fila per poter fare una lavatrice, non avere una parrucchiera per mesi.
A ripensarci mi vengono i brividi ma sento che siamo stati eroici.
Sorelle Nurzia ha fornito dentro le tendopoli le colazioni per tanti sfollati, io andavo a contare i cartoni nelle tende-mensa per fare un minimo di inventario ed aiutare la Protezione Civile, la Croce Rossa o le Misericordie che gestivano i campi a fare i rifornimenti ed agevolarli negli scarichi dei prodotti .
Chiudono le tendopoli e arriva il Natale folgorante del 2009 con la solidarietà di tutto il mondo che ci ha cercati e sostenuti acquistando i nostri torroni e panettoni.
Ma il momento più temuto non si è fatto attendere ed è stato gennaio dove è arrivato lo stop fisiologico nel quale l'azienda ha avuto un calo di commesse.
Non esistendo più il mercato locale del centro storico si sono fermate automaticamente le vendite dei nostri favolosi biscotti che fornivamo nelle enoteche, nei bar, nei negozi specializzati, negli alimentari o nei centri commerciali.
Non ho paura ma mi rendo conto che senza L'Aquila ho bisogno di trovare un indotto commerciale fuori questo territorio dolorante dove la ripresa sarà lenta e faticosa.
Quindi internet che mi permette ogni giorno di conoscere tante persone tra le quali i foodblogger , un gruppo di originali appassionati del mondo del cibo.
Ho 41 anni ed ho sempre lavorato nel marketing, guidata da studi accademici che mi facevano camminare quasi su un territorio tracciato da altri.
Dopo il 6 aprile mi sento un'esploratrice, una pioniera che cerca, curiosa, osserva luoghi e mosse come se fossi la prima a scendere su un'isola deserta.
Ripartire , o meglio risorgere dopo un sisma catastrofico dove non hai più neanche un punto di riferimento in piedi è davvero difficile ma allo stesso modo affascinante.
Quando hai bisogno di ago e filo e sei costretto a chiederlo a qualcuno che te lo deve portare da Roma il giorno seguente capisci che devi ripartire da zero e se sei coraggioso fai finta di niente e riparti altrimenti fai le valige e decidi di tornare dopo un paio di anni quando qualcuno al posto tuo avrà provato a riattaccare i pezzi di un puzzle.
Noi abbiamo deciso di rimanere non senza vivere momenti di grande sconforto ma Sorelle Nurzia è stata la nostra ancora, un transatlantico che è uscito fuori rotta , ha imbarcato un po' d'acqua ma poi grazie a chi stava al timone ha ripreso la via, cercando di non guardarsi mai alle spalle e sostenendo chi aveva momenti di cedimento. Ora siamo migliori di prima, sicuramente persone diverse ed orgogliosi di non aver mai abbandonato la nave. Anzi....
Nuova vita...nuovi modi di lavorare e produrre.
Lavorare sulla destagionalizzazione di Sorelle Nurzia è stato il mio primo pensiero, uscire dal binomio Sorelle Nurzia uguale torroni uguale Natale ma piuttosto Sorelle Nurzia ......tentazioni tutto l'anno.
Ho letto , non so dove, che quando ci sono grandi avvenimenti catastrofici , situazioni negative che cambiano la vita, di contro ci sono nuove risorse che lo spirito di sopravvivenza ti spinge a tirare fuori.

Forse è propri dietro questa filosofia che è uscita la nuova linea di Sorelle Nurzia che propone la Pasqua con colombe, pizze di Pasqua prodotte con patate locali e lievitate 2 giorni, uova di cioccolato realizzate con il nostro cioccolato del torrone e ovetti confettati, praline di ogni tipo, amaretti, cantucci al pistacchio e tanti tanti altri prodotti da forno.
Vi invito quindi a visitare il nostro sito www.sorellenurzia.it, anzi , mi piacerebbe invitarvi in fabbrica qui da noi per conoscerci e visitare un pezzettino dell'Aquila produttivo e pieno di vita!!!
Se poi siete interessati a qualche prodotto o alla nostra linea di biscotteria potete contattarmi , sarò lieta di darvi ogni consiglio o chiarimento.
Vi abbraccio Mara”

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Personalmente molte situazioni mi legano all’Abruzzo, in primis la mia nonna paterna era di un piccolo paese in provincia di Pescara Torre de’ Passeri, dove talvolta si andava a passare parte delle vacanze estive; mio padre da bimbino proprio in quel paesino è stato a sua volta terremotato, riuscendo, per non so quale miracolo, a fuggire mentre la casa stava crollando (vero è che quell’episodio che risale ai lontani anni ‘50 non l’ha mai abbandonato rimanendo la sua paura principale e fonte di grandissima ansia).

Circa una quindicina d’anni fa ho frequentato L’Aquila per circa due anni quasi tutti i fine settimana, perché in quel periodo stavo conseguendo il brevetto di volo a vela proprio presso l’Aeroclub Aquilano. Ricordo con grande piacere quei fine settimana passati in quei posti che ho sempre amato molto per la pace e la serenità che sapevano infondere. Il sabato sera finito il corso di volo si andava a passeggiare nel centro storico de L’Aquila, si prendeva un aperitivo sotto i portici, si guardavano le vetrine, si cenava in qualche ristorante caratteristico, si dormiva in un piccolo albergo a conduzione familiare, che profumava di lenzuola pulite, nella campagna intorno a Coppito… ho sempre desiderato poterci tornare, dopo tanti anni, per un fine settimana con Marco e MJ… so che ora non sarà più possibile… 

Non ultimo i dolci delle Sorelle Nurzia, quest’anno è stato il primo Natale passato senza il loro torrone al cioccolato, non siamo proprio riusciti a trovarlo malgrado lo abbiamo cercato in diversi supermercati della zona… per Marco, da quando lo conosco,  l’unico torrone che “fa Natale” è il loro e quest’anno qui non è proprio arrivato. Però leggendo il blog 99 Colombe ho visto che è possibile ordinare direttamente a loro la merce che verrà poi spedita a casa. Qui di seguito il listino molto ben fatto e qui vi spiega come potete fare il vostro ordinativo, io quel torrone che tanto ci è mancato a Natale lo farò arrivare per Pasqua!

listino_foodblogger 

Oggi  vi racconto di una ricetta abruzzese a cui io sono proprio molto affezionata, è un sapore della mia infanzia, un profumo che mi riporta a momenti felici. Una parente di papà, io la chiamavo zia ma non ho ben capito quali erano i rapporti di parentela, oltre ad essere una splendida cuoca, era anche proprietaria del forno di  Torre de’ Passeri. Vi lascio immaginare le delizie che uscivano da quella bottega, il sapore di quei maritozzi con la panna con cui facevo merenda da bambina non mi hanno più abbandonata!, quel poco che so di cucina abruzzese lo devo certamente a lei. E c’era un dolce che non mancava mai sia nella sua bottega che a casa sua: le coperchiole o ferratelle. Spiego, almeno come me lo raccontava lei:  la coperchiola sono due ferratelle unite insieme che racchiudono un ripieno particolarissimo.

Si preparano con questo ferro.
Ferratelle 1

Il ferro che vedete in foto purtroppo mi ha abbandonata proprio lo scorso pomeriggio. Aveva oltre i 30 anni di vita “attiva” (infatti ce l’aveva procurato direttamente questa zia perché ai tempi a Milano proprio non si trovava!), aveva preparato centinaia e centinaia di coperchiole e sabato la resistenza mi ha definitivamente abbandonata, senza possibilità di poter essere riparato. Notate il tasto per accenderla… decisamente vintage! Con un triangolo blu fatto a pennarello indelebile da mio padre (anni e anni fa)  per capire quando il ferro era acceso e quando era spento! Ora spero proprio di trovarne uno uguale… perché le coperchiole senza questa forma caratteristica sono coperchiole solo a metà, almeno per me!
Sabato, una volta avuta la consapevolezza che il mio vecchio ferro mi ha abbandonata per sempre, ho pertanto dovuto ripiegare su un’altra cialdiera (chi mi conosce, conosce anche la mia passione nel collezionare cialdiere!) perché comunque l’impasto era pronto e non potevo mica buttarlo!

Ferratelle 4

Sono venute delle graziose ferratelle a forma di cuore (così era la cialdiera utilizzata in sostituzione), il profumo ed il sapore erano proprio quelli della mia infanzia… peccato per la forma.  Non le ho accoppiate a due a due con il ripieno, che era il cavallo di battaglia della zia, ma le ho semplicemente spolverate di zucchero a velo.
La ricetta non proviene da un file del Pc, bensì la conservo gelosamente su un quadernino manoscritto in bella scrittura (da lasciare ai posteri… ahahahah!) in cui ci sono le ricette delle varie zie, nonne ecc ecc, ricette tramandate per via orale o su fogli volanti (unti e macchiati dall’usura) che pian piano ho trascritto sul mio “prezioso” quadernino per evitare che andassero definitivamente perse.

Con le dosi date vengono una quantità enorme di coperchiole, io mi regolo sempre facendo la mezza dose, stessa cosa dicasi per il ripieno

Coperchiole di Zia Emma

Ingredienti
6 uova
8 cucchiai d’olio
10 cucchiai di farina
8 cucchiai di zucchero
Scora di limone grattugiata

Preparazione
Mescolate insieme tutti gli ingredienti, l’impasto deve essere né troppo morbido, né troppo duro. Se è troppo duro aggiungo qualche cucchiaiata di latte.

Ferratelle 3

Ma quello che regala a queste coperchiole quel tocco e quel sapore decisamente caratteristico è il ripieno…

Ingredienti
1 barattolo di marmellata di amarene o ciliegie
1 bicchiere scarso di rum
Una manciata di nocciole o mandorle tostate e tritate
6 biscotti tritati
3 cucchiai di cacao
3 cucchiai di caffè ristretto.

Preparazione
Amalgamare per bene il tutto. Spalmare il ripieno generosamente su una ferratella e accoppiare con un altra ferratella: avrete così le coperchiole.

Ferratelle 2


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venerdì 12 marzo 2010

29

Pane della mezz'ora con la Macchina del Pane

Mdp Pane delle Mezz'ora 2

Questo pane delle Simili risolve sempre le situazioni “in extremis” in cui vi ritrovate senza pane e avete magari organizzato una cena con intingoli vari tutti da “pucciare”,  non potete uscire (vedi post precedente sulla neve) e ormai non avete più molto tempo da dedicare alla lievitazione. Sinceramente in queste giornate di tempo ne ho da vendere, essendo bloccati in casa da martedì, e proprio per questo mi diverto ad impastare, a sperimentare, a giocare con le mie molteplici caccavelle da cucina. La ricetta del Pane della Mezz’Ora la trovate già qui (essendo un pane che preparo spesso), questa volta l’ho modificata sostituendo l’acqua con il latte, diminuendo la dose di lievito, aggiungendo un cucchiaino di strutto e adattandola per il programma “solo impasto” della mia macchina del pane che comprende anche la lievitazione (il tutto dura, almeno sulla mia  macchina 1.30h). Ho fatto la mezza dose rispetto a quella data dalle Simili che trovate sempre qui. Ho ottenuto un pane favoloso, quasi un peccato averne fatto sola la mezza dose!, ottimo anche il giorno dopo, dalla mollica morbidissima, profumata di latte e burro e dalla crosta leggermente croccante. Lo trovo un pane decisamente adatto per i nostri crostini toscani, ma ben si presta anche per colazione ben imburrato e spalmato con un velo della vostra marmellata preferita o... per i più golosi con la Nutella, o solametne con burro e zucchero come le merende di una volta, oppure fatto leggermente abbruscare con olio e sale... insomma fate voi

Mdp Pane delle Mezz'ora 3

Pane della Mezz’Ora 
con mie modifiche nella MdP
Dal libro “Pane & Roba Dolce” delle Sorelle Simili

Ingredienti
400 g di farina 00 di forza
200 g di latte
14 g lievito di birra
15 g di burro morbido
1 cucchiaino strutto 
1 cucchiaino di zucchero
8 g di sale

Preparazione
Sciogliete in una tazza il lievito,  lo zucchero con il latte intiepidito. Nel cestello della macchina del pane mettere la farina e in una nicchia creata nella farina il sale. Aggiungere poi il burro, lo strutto ed il latte in cui avete sciolto il lievito e lo zucchero. Avviare il programma solo impasto (il mio in circa 1.30h  fa impasto + lievitazione)
Una volta terminato il programma procedete come da ricetta delle Simili: dividete il panetto a metà e formate due palle, poi schiacciatele con le mani sino ad ottenere due ovali, raddoppiateli e arrotolateli con il pollice sino ad ottenere due corti filoni. Disponeteli a falda sotto su una teglia infarinata che riporrete in forno freddo. Accendete il forno per un minuto (non ha importanza la temperatura selezionata), poi spegnetelo e lasciate riposare per 30 minuti. Passato questo lasso di tempo, senza aprire il forno, accendetelo di nuovo a 200° e fate cuocere per 45-50 minuti. Se tende ad assumere un colore eccessivamente rossastro coprite il pane con carta stagnola o carta forno.

Mdp Pane delle Mezz'ora 1

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mercoledì 10 marzo 2010

27

Danubio Dolce sotto la neve…

Danubi Dolci 1

Qui abbiamo avuto una bufera di neve durata oltre 24 ore! E ancora mi sa che non ha finito… almeno così dicono le previsioni. Il paese sembra sotto assedio, le scuole saranno chiuse sino a lunedì considerando che le strade sono impraticabili per la neve alta, il ghiaccio e tantissimi alberi e rami caduti sotto il peso di questa fortissima nevicata. E’ strano vedere sui marciapiedi delle piccole trincee per permettere il passaggio di quei pochi pedoni temerari, tra cui tanti bimbi per cui questa “emergenza neve” è una vera e propria festa. Le macchine sono praticamente bloccate nel posteggio in attesa del disgelo e pure gli spazzaneve ci hanno abbandonati, considerando che effettivamente a parte creare un piccolo varco nelle due o tre strade principali il resto è una battaglia persa… anche perché dove sarebbero potuti passare se per le strade ci sono rami ed alberi caduti? E allora si lavora di pala, o di bobcat (i più fortunati!),  per creare piccoli varchi sulle strade, davanti ai portoni o ai negozi, sgombrare balconi, davanzali, tetti, grondaie e quant’altro… chi abita in campagna è rimasto senza luce da ieri sino a questa mattina… qui da noi i continui sbalzi di tensione hanno solo guastato l’ascensore ma questo è il minore dei mali… un poco di moto su e giù per le scale non guasta mai! Tutto sommato da dietro i vetri delle nostre finestre,  con il frigorifero e il pozzetto pieni, ci siamo imbambolati ad osservare questo spettacolo “surreale”, inaspettato,  che nel giro di una manciata di ore ha letteralmente stravolto la cittadina.

Questo è quello che abbiamo trovato questa mattina
Neve 2

Neve 1

Neve 4

Neve 3

Neve 5  

E dopo avervi parlato qui del Danubio Salato di Elisabetta, a grande richiesta vi parlo del Danubio Dolce che preparo partendo dalla ricetta dei panini semidolci delle Simili con alcune modifiche: ho sostituito l’acqua con il latte, diminuito la dose di lievito ed aumentato quella dello zucchero. Le foto del Danubio Dolce sono di parecchio tempo fa, le ho “ristrutturate e rese presentabili” grazie a Picasa. Le ricette sono due, una si riferisce al Danubio ai due cioccolati e l’altra al Danubio Marmorizzato, due ricette che qui a casa sono sempre ben gradite come alternativa al Danubio Salato.


Danubio ai Due Cioccolati
di Laura De Vincentis

Ingredienti:
500g farina di forza
200 g latte a temperatura ambiente
25 g lievito di birra
80 g burro pomata
25 g strutto
7 g sale
80 g zucchero

1 uovo sbattuto per spennellare

100 g di cioccolato fondente
100 di cioccolato bianco a quadretti

Procedimento
Impastare il tutto (tranne il cioccolato) energicamente per 12-15 minuti, deve risultare un impasto tenero ma, non appiccicoso. Coprire a campana e far lievitare per 60 minuti circa. Passato questo tempo amalgamare il cioccolato fondente tritato grossolanamente. Formate un rotolo che taglierete poi a tocchetti di circa 20/25 gr cad. con i quali formerete delle palline al cui interno andrete a mettere un quadratino di cioccolato bianco. Foderare di carta forno una teglia tonda a cerniera e mettere le palline leggermente distanziate tra loro. Spennellare la superficie con un uovo sbattuto (o in alternativa anche latte). Far lievitare per 60 minuti; devono arrivare ad un volume più che doppio di quello iniziale. Infornare a forno preriscaldato a 210° per 15 minuti circa. La parte superiore deve risultare ben dorata. Una volta raffreddato ho decorato con  quadratini di cioccolato bianco e fondente.

Danubi Dolci 3


Danubio Marmorizzato al Cappuccino
di Laura De Vincentis

Ingredienti:
500g farina di forza
200 g latte a temperatura ambiente
25 g lievito di birra
80 g burro pomata
25 g strutto
8 g sale
80 g zucchero
1 cucchiaio di caffè solubile sciolto in 1 cucchiaio di latte.

1 uovo sbattuto per spennellare

50 g di cioccolato fondente tritato grossolanamente
50 g di cioccolato bianco tritato grossolanamente
100 g di cioccolato bianco/caffè (io lo trovo da Lidl) a quadretti

Procedimento
Impastare il tutto, compreso il caffè (tranne il cioccolato) energicamente per 12-15 minuti, deve risultare un impasto tenero ma, non appiccicoso. Coprire a campana e far lievitare per 60 minuti circa. Passato questo tempo amalgamare il cioccolato bianco e fondente tritati a scagliette (ma non sciolto!!!) e il caffè. Formate un rotolo che taglierete poi a tocchetti di circa 20/25 gr cad. con i quali formerete delle palline al cui interno andrete a mettere un quadratino di cioccolato bianco al caffè. Foderare di carta forno una teglia tonda a cerniera e mettere le palline leggermente distanziate tra loro. Spennellare la superficie con un uovo sbattuto (o in alternativa anche latte). Far lievitare per 60 minuti; devono arrivare ad un volume più che doppio di quello iniziale. Infornare a forno preriscaldato a 210° per 15 minuti circa. La parte superiore deve risultare ben dorata. Una volta raffreddato ho decorato con  quadratini di cioccolato bianco e fondente.

Danubio Dolci 2


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lunedì 8 marzo 2010

37

Torta Passion ChocoCoffee

Bimby Torta Cioccolato e Caffè 2

Ormai chi mi conosce, conosce anche la mia passione per il fuoristrada, passione abbandonata durante la mia permanenza a Roma (ma tante cose ho abbandonato durante quel “tristo periodo”), ma ritrovata completamente appena trasferiti qui in Toscana. Ora del nostro nuovo fuoristrada, compagno di tante avventure, non mi posso certo lamentare! Vero è che sono sempre in attesa che “qualcuno” capisca la mia “necessità” di avere la tanto desiderata Hummer… chissà magari quest’anno Babbo Natale, o chi per lui,  risolverà il problema… vedremo…

da La Foce al Trinoro, scendendo per la Val D’Orcia e risalendo da MontepulcianoToscana 1

Ieri avevano dato una giornata bigia e piovosa, invece ci siamo trovati davanti ad una splendida giornata con un cielo azzurro e terso, faceva freddissimo (temperature polari!) e con tantissimo vento è vero, ma quel cielo così pulito e quei colori così nitidi ci hanno invogliato a prendere il nostro fuoristrada e ad andare in giro per i boschi e per la Val D’Orcia… praticamente nei dintorni di casa. La bellezza di questa natura non finirà mai di stupirmi e quando mi trovo davanti a scenari mozzafiato come quelli che vedete in foto (e mal rendono!) sono sempre più convinta che la scelta di trasferirci a vivere in questo Paradiso sia stata, dopo Junio, dopo il nostro matrimonio e dopo aver mandato a spigolare qualche “personcina” di troppo, la scelta migliore per la nostra qualità di vita!

Toscana 9f
Toscana 3
Toscana 4
Toscana 2
Toscana 5
Toscana 6
Toscana 8
Toscana 7
Toscana 9
Toscana 9a Toscana 9b Toscana 9c Toscana 9d Toscana 9e
Vi capita mai di avere voglia di un buon dolce, ma di non avere assolutamente voglia di perderci troppo tempo per prepararlo nonché di sporcare la cucina con pentole e terrine varie? A me certo che sì! Ed in questo casi mi viene in aiuto il mio fedele “Bimby” ! Butto tutto dentro il boccale e delego a lui la preparazione del dolce. Ecco, domenica è stata una giornata “pigra” specie in cucina, ma al dolce della domenica non si poteva certo rinunciare, non fosse per altro che per lo splendido profumo di torta che si spande per tutta casa! Domenica ero talmente tanto pigra che nemmeno ho sfogliato un ricettario ma ho buttato nel boccale gli ingredienti così a casaccio secondo quello che avevo in casa e secondo il nostro gusto. Un accoppiata sempre vincente, almeno qui da noi, è cioccolato fondente più caffè. E siccome qui a casa il cioccolato da smaltire non manca mai, ecco che mi sono messa all’opera, io per prima curiosa di vedere cosa ne sarebbe venuto fuori! Beh dal forno è uscita una “torta della domenica” non propriamente dietetica ma decisamente garbina! Unica accortezza, in mezzo a questo guazzabuglio di ingredienti così messi alla rinfusa, è stata la cottura! Per evitare l’inestetico effetto cratere sulla sommità della della torta ho fatto riferimento a quanto spiegava Paoletta di Anice e Cannella proprio qui e che trovate spiegato anche nella mia ricetta qui sotto.
 
Bimby Torta Cioccolato e Caffè 3

Con questa ricetta partecipo al concorso per beneficienza "Chefs sans frontieres" di  NeroNero

Torta Passion ChocoCoffee
di Laura De Vincentis

Ingredienti
200 g di cioccolato fondente
200 g di burro
2 cucchiaini di caffè solubile
100 g latte
3 uova
200 g di zucchero
200  g di farina
100 g di cacao fondente
1 bustina di lievito
un bustina di vanillina
un pizzico di sale
una manciata di gocce di cioccolato

Per decorare: zucchero a velo e cannella 

Preparazione 
Imburrare ed infarinare uno stampo tondo. Mettere nel boccale il cioccolato a pezzi, il burro a pezzi, il caffè solubile ed il latte: cuocere 10 min, 50°, vel 3. Far raffreddare e aggiungere le uova 1 alla volta:  40 secondi, vel 4 per ogni uovo. Aggiungere lo zucchero, la farina, il cacao, il lievito, la vanillina ed il pizzico di sale, amalgamare 1 minuto vel 4/5. In ultimo unire le gocce di cioccolato, amalgamare 40 secondi vel. 4. Trasferire nello stampo.
Per la cottura della torta: impostare il forno a 180°, quando avrà raggiunto la temperatura di 50°/60° infornare la torta e farla cuocere per circa 45 minuti (fate la prova stecchino). Una volta fredda cospargere con zucchero a velo commescolato con la cannella.

Bimby Torta Cioccolato e Caffè 1

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