venerdì 30 aprile 2010

20

Torta alla Banana con Gocce di Cioccolato


Ci sono momenti in cui si sente il bisogno di rifugiarsi in piccoli gesti “rassicuranti” della vita quotidiana, di sentire profumi che sanno di casa e di cose semplici. Così nasce questa torta, piccoli gesti lenti e pigri pregustandosi il risultato finale e poi il profumo di cose “buone” che inizia a fare capolino dal forno e avvolge tutta casa... e poi eccola la nostra torta! Bella e imperfetta con quella cupoletta simpatica che la fa tanto assomigliare ad un vulcano, e la fa sembrare ancor di più un dolce semplice-semplice, che sa di mamma: la magia delle piccole cose, la magia di un pomeriggio “qualunque”.

Bimby Torta alla Banana con Gocce di Cioccolato 1

Giocando con il Bimby
Torta di Banane con Gocce di Cioccolato
 L'Antro dell'Alchimista

 Ingredienti
2 banane mature
30 ml di Vin Santo
230 g  farina per dolci
180 g zucchero
3 uova
70 g burro a temperatura ambiente
130 g latte
50 g di gocce di cioccolato
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci vanigliato
Zucchero a velo e cannella.

Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. Schiacciare con una forchetta le banane e metterle in una terrina con il Vin Santo. Versare nel boccale lo zucchero e polverizzare: 10 secondi, velocità 8. Unire le uova, il burro, il latte, la farina, il sale ed il lievito: 40 secondi velocità 5. Unire le banane con il loro Vin Santo e le gocce di cioccolato: 15 secondi velocità 4. Imburrare ed infarinare una teglia. Infornare a 180° per 45 minuti circa (fare la prova stecchino). Una volta fredda cospargere di zucchero a velo e cannella

Bimby Torta alla Banana con Gocce di Cioccolato 2

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martedì 27 aprile 2010

31

L’Ingrediente Segreto per Fattorie Fiandino


E’ stata più per curiosità che altro che mi sono fatta coinvolgere dall’iniziativa “l’ingrediente segreto”, iniziativa nata tra Fattorie Fiandino e Sandra del blog Un Tocco di Zenzero.
E quando a casa è arrivata ben conservata nella sua scatola termica di polistirolo una campionatura di tale ingrediente… beh è stato un sorriso a ben 52 denti come se fosse arrivato il Babbo Natale dei grandi… sapevo benissimo che era giunto qualche cosa di molto particolare ed estremamente goloso!
L’ingrediente segreto… volete sapere di cosa si tratta??? Sto parlando del Burro Salato 1889 di Fattorie Fiandino. Un burro particolare, l’evoluzione del già conosciuto 1889. Ottenuto da panne riposate  (il cui latte è 100% piemontese) e con il fior di sale delle Saline Culcasi di Nubia (TP) Presidio Slow Food. L'unico burro salato  italiano! E che burro!!!

Il suggerimento della lettera che accompagna il prezioso bottino si raccomanda di assaggiare il burro… non fatelo! Il primo panetto finisce inesorabilmente subito, gustato a crudo con gli occhi socchiusi e mugolii di piacere mentre quella morbidissima panna leggermente salata manderà in estasi le vostre papille gustative, e mentre immaginate tutti i suoi possibili usi in altrettante possibili ricette che ne possano esaltare la bontà, ricciolo dopo ricciolo, vi accorgete che il primo panetto ve lo siete spazzolato praticamente tutto… tenetevi almeno da conto il secondo per preparare la ricetta pena il non poter partecipare più all’evento con tutti gli annessi e connessi! E se proprio riuscite a salvare un pezzettino del secondo panetto potete provarlo spalmato sul pane (deve essere un buon pane all’altezza di questo burro!) tiepido e accompagnato da marmellata d’arance… sublime!!! A me il contrasto dolce/salato mi ha sempre fatto impazzire! Così come mi fa impazzire nei dolci il connubio cioccolato/sale.

Non a caso la ricetta di oggi racconta di una frolla al cacao la cui base è proprio l’ingrediente segreto, ingrediente peraltro fondamentale per ottenere una splendida frolla! Mentre il ripieno è dato da una morbida ricotta montata. La frolla la lavoro con la tecnica del burro a freddo, d'altronde non poteva essere altrimenti essendo un’allieva delle Simili!, e i risultati sono decisamente migliori (specie in friabilità) rispetto ad una frolla lavorata con il burro morbido a temperatura ambiente. La punta di lievito è suggerita proprio dalle Simili  per le crostate con crema. Non ho aggiunto altri aromi affinché si potesse percepire nettamente il piacevole contrasto tra il cacao e il burro salato nonché godere di una frolla deliziosamente burrosa

Crostata di Cioccolato con crema di ricotta 4



Crostata di Ricotta al Cioccolato
L’Antro dell’Alchimista

Ingredienti per la Frolla
200 g farina 00 per dolci
150 g  “ingrediente segreto”…
90 g zucchero a velo
2 uova
2 cucchiai di cacao amaro in polvere
una punta di cucchiaino di lievito vanigliato.

Ingredienti per la Farcia
250 g  ricotta
180/200 g  zucchero
2 uova
4/5 cucchiai di gocce di cioccolato fondente
 Crostata di Cioccolato con crema di ricotta 3

Procedimento
Pasta frolla: Tagliare il burro (freddo!!!) a piccoli pezzi e sfregarlo fra le dita con la farina in modo da formare tanti piccoli fiocchi sfarinati di farina e burro. A questo punto fate una fontana ed inserite tutti gli altri ingredienti, batterli con una forchetta dopodiché iniziate a coprirli con lo sfarinato ed impastate velocemente (meno lavorate la vostra frolla, più sarà perfetta!!!) facendo rotolare la frolla sul tagliere aiutandovi con una spatola. Quando tutta la farina sarà assorbita, fate una palla avvolgetela nella pellicola e fate riposare in frigorifero per almeno un paio d’ore.
Nel frattempo prepariamo la farcia: sbattere i tuorli con metà dello zucchero sino ad ottenere un composto spumoso. A parte setacciare la ricotta e sbatterla per bene con l’altra metà dello zucchero. Continuando a sbattere aggiungere il composto di uova e zucchero alla ricotta. Montare a neve ferma gli albumi e aggiungerli delicatamente al composto senza farli smontare. Infine aggiungere al composto le gocce di cioccolato fondente.
Preriscaldare il forno a 180°. Imburrare ed infarinare uno stampo da crostata di 24 cm di diametro. Tirar fuori la pasta frolla dal frigorifero, prima di tirarla battetela con il matterello per renderla più duttile poi stenderla nello stampo, lasciandone da parte un pezzetto che vi servirà per le strisce, versare la farcia e livellarla. Con la pasta avanzata fate delle strisce e metterle sulla crostata incrociandole tra di loro. Cuocere per circa 35/40 minuti. Servire fredda, meglio il giorno dopo, con una spolverata di zucchero a velo.

Crostata di Cioccolato con crema di ricotta 2

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domenica 25 aprile 2010

21

Rostinciana


Con questo post accontenterò sicuramente tutte quelle persone che mi chiedono di postare ricette per la Slow Cooker, che si sta, fortunatamente, diffondendo sempre più anche qui da noi.
Oggi parliamo di rostinciana. Cito da Wikipedia: “La rostinciana o rosticciana è un piatto toscano, cucinato alla griglia su un fuoco a legna. Questo piatto è costituito da costicine di maiale, insaporite con spezie varie o solo con pepe, sale distribuito sulla carne prima o dopo la cottura, ungendole un po' con un rametto di rosmarino intinto nel cazzimperio.”
Ora immagino il lettore che arrivando alla parola “cazzimperio” sgranerà gli occhi tra un misto di stupore e divertimento… Io grazie al bipede questa parola la conosco da quasi 20 anni!!!

Già il bipede, da gran burino, era solito pronunciare questa parola a gran voce, tutto tronfio come un bimbino che sa che sta pronunciando la sua prima parolaccia (peccato che il bimbino di anni ne avesse quasi 50!),  badando a gonfiare il petto come un tacchino villoso,  nelle sue solite escursioni al Ristorante… scenette epiche dove la sottoscritta avrebbe voluto tanto sprofondare sotto terra con il kit del “piccolo scavatore”  - kit che mi portavo sempre dietro quando “mi toccava” uscire con il bipede - specie quando dall’altra parte si trovavano camerieri poco inclini al tristo umorismo “infantilbipedesco” e che talvolta si incazzavano proprio tanto quando notavano che il famoso cazzimperio, chiesto e richiesto con insistenza puerile, rimaneva a far bella mostra di sé sul tavolo poiché ovviamente il bipede era generalmente poco incline a trangugiare (lui non mangiava, si vantava invero di trangugiare) le verdure che secondo lui non erano un piatto adatto “all’omo virile che ha da puzzà” (sic)...

Ma torniamo a noi… il cazzimperio altro non è che un termine prettamente romano che sta ad indicare “l'atto dell'intingere e di consumare in una miscela di  olio, sale e pepe le verdure crude”, praticamente tradotto in “italiano” significa  pinzimonio.

Io la rostinciana l’ho fatta nella mia “adorata”  Slow Cooker (ma come sarebbe stata vuota la mia vita senza questa splendida caccavella???!!!), e seppur all’inizio ero un pochino scettica del risultato che avrei potuto ottenere,  pensando che al peggio avrei tritato il tutto riciclando per polpette e polpettoni, alla fine mi sono dovuta ricredere e anche la prova “rostinciana” è stata brillantemente superata dalla mia SC. Trattasi ovviamente di rostinciana eretica (niente griglia o barbecue ma soltanto una gran bella Slow Cooker!) con infiltrazioni di salsiccia e buon vino bianco… per gli aromi ho usato gli insaporitori che Ariosto mi ha mandato in campionatura da "testare" per la SC, e li ho trovati decisamente belli saporiti, pertanto "pollice su" per questi aromi!

SC Rostinciana 1
Rostinciana
Antro dell'Alchimista

Ingredienti
circa 1 kg  di costine di maiale
(ma questa dose varia a seconda di quanto siete carnivori)
8 salsicce
olio extravergine d’oliva
Insaporitori Ariosto (o altre spezie)
Mezzo bicchiere di buon vino bianco secco
Sale e Pepe (se usate gli insaporitori non ne avrete bisogno)

Preparazione
Ungere la SC con olio extravergine d’oliva. Aggiungere la carne, il vino e gli insaporitori. Mescolare delicatamente il tutto. Chiudere. Cottura: High per 6 ore, la carne dovrà risultare bella colorata. Attenzione se utilizzate minor quantità di carne anche il tempo di cottura dovrà essere minore!

SC Rostinciana 3

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venerdì 23 aprile 2010

30

Quasi Semmel


Come avrete notato l’Antro è momentaneamente chiuso per lavori  in "corso di restauro”, però oggi fo un post veloce veloce per augurarvi un goloso fine settimana e poi lascio campo libero alla splendida Sara che sta facendo un altrettanto splendido lavoro! Non so a voi, ma a me la nuova forma che sta prendendo l’Antro mi garba assai!!! Adoro quel colore verde così rilassante, che tanto ricorda quelle splendide colline toscane della mia Val d’Orcia! 

Nel frattempo io sto portando avanti qualche progetto di cui vi parlerò a breve, e continuo a cucinare e a fotografare… oddio fotografare  una parola grossa! ma gongolo perché la tanto desiderata Reflex si avvicina sempre più, e non poteva essere altrimenti considerando che ho preso il mi marito  - ergo lo sponsor -  per sfinimento… accenna oggi, accenna domani, accenna dopodomani con motivazioni peraltro valide ed inconfutabili… insomma alla fine si è convinto… o se n’è fatto una ragione… dipende dai punti di vista.

Macchina del Pane Quasi Semmel 3

Il pane di cui vi parlo oggi altro non è che la ricetta delle Simili del Pane della Mezz’Ora che trovate qui, ricetta a cui ho fatto qualche modifica negli ingredienti. Come sempre ultimamente gioco tanto con la mia macchina del pane e anche questo pane veloce, veloce l’ho realizzato con l’aiuto del mio validissimo “sarcofago”.
Perché il nome “quasi Semmel”? Dovete sapere che il Semmel è la rosetta Austriaca, e tempo fa sono riuscita a procurarmi il prezioso stampino per farla! Ora il semmel non è come la nostra rosetta, che dentro si presenta vuota, bensì dentro è bello mollicoso e la crosta (almeno al forno dove li prendo io quando sono su a casa in Austria) si presenta decisamente morbida.
Non ho trovato una ricetta specifica per fare questo tipo di pane, poiché per loro è il pane semplice, il pane di “base” quello che si fa solamente con acqua, lievito, farina e un pizzico di sale senza altri ingredienti sofisticati, anzi se qualcuno di voi ha la ricetta giusta da “regalarmi”  gliene ne sarei grata e mi metterei subito all’opera!
Devo comunque dire che ho ottenuto un buon pane, veloce da fare e di una semplicità disarmante. Certo non è il Pane con la P maiuscola che richiede tempi e passaggi più impegnativi, ma state sicure che questi panini non vi faranno fare brutta figura, specie se  sbocconcellati ancora tiepidi appena usciti dal forno. La consistenza richiamava proprio il nostro caro Semmel austriaco che profuma di montagne tirolesi, di casa e di vacanze estive! Forse non sarà la ricetta giusta, però vi assicuro che in una serata, i miei due severi per non dire “rompiballe” giudici di cucina, si sono fatti fuori ben 6 panini lamentandosi che erano pochi.
A cosa accompagnarlo? Sicuramente a dei salumi, oppure  con qualche sughetto che ben si presti a fare “puccino”, ma è decisamente sfizioso tiepido spalmato con crema di cioccolato o con un velo di buon burro e marmellata di arance. Insomma fate voi!

Macchina del Pane Quasi Semmel 2

Pane tipo Semmel
ovvero una mia variazione del Pane della Mezz’Ora delle Sorelle Simili


Ingredienti
400 g di farina 00
150 g di latte
13 g lievito di birra 
25 g di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino raso di zucchero
7 g di sale

Preparazione
Sciogliere in una tazza il lievito, con il latte intiepidito e un cucchiaino raso di zucchero. Nel cestello della macchina del pane mettere prima gli ingredienti liquidi e poi quelli solidi. Pertanto prima il latte con il lievito sciolto, poi l’olio, poi la farina ed infine il sale Avviare il programma solo impasto (il mio in circa 1.30h  fa impasto + lievitazione). Durante i primi 10 minuti di impasto verificare se l’impasto necessita di qualche ulteriore cucchiaiata di latte (se l’impasto risulta troppo duro) o di farina (se al contrario ‘impasto risulta troppo molle) ed eventualmente servitevi di un cucchiaio di legno per staccare eventuale impasto attaccato ai bordi del cestello. Si dovrà ottenere un impasto elastico, liscio e abbastanza morbido. Una volta terminato il programma prendete l’impasto e formate 5-6 palle di circa 150 g l’una, date la forma che preferite  - io ho usato quella dei semmel. Disponete i panini su una teglia infarinata che riporrete in forno freddo. Accendete il forno per un minuto (non ha importanza la temperatura selezionata), poi spegnetelo e lasciate riposare per 30 minuti. Passato questo tempo, senza aprire il forno, accendetelo di nuovo a 200° e fate cuocere per 20-25 minuti (la durata della cottura dipende dalla pezzatura del pane). Se tende ad assumere un colore eccessivamente rossastro coprite il pane con carta stagnola o carta forno.

Macchina del Pane Quasi Semmel 4
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domenica 18 aprile 2010

37

Cheesecake Salata in Rosa


Ci voleva la carissima Imma del blog Dolci a Go Go!  con il suo Contest di Primavera “Cheesecake dal dolce al salato!” per farmi avvicinare al godurioso mondo del Cheesecake. Oddio, a me il Cheesecake mi è sempre garbato parecchio, ma mi sono sempre limitata a divorarlo socchiudendo gli occhi ed emettendo mugolii di piacere, specie quando questi era grondante di lussurioso cioccolato.

Anzi per dirla tutta, quando giocavo a fare la “donna-manager” (uhuhuhuhuh!!!!) in un “tristo ufficio” capitolino, e vivevo di cibi in scatola, precotti, pizze a domicilio, quattro salti in padella et simili, perché cucinare era considerato una perdita di tempo, i miei massimi dolci spaziavano in tutta quella varietà di dolci in scatola allineati sullo scaffale del supermercato, quelli da assemblare come il lego, tra cui una sorta di Cheesecake allo Yogurt e Limone che tutta tronfia preparai a Marco all’inizio della nostra convivenza, come se si trattasse di un elaboratissimo dolce francese. Questo fu il mio massimo approccio con qualcosa che poteva definirsi cheesecake. Dopo di che la mia cucina, fortunatamente, è di molto migliorata, riprendendosi i suoi spazi – così come tutto il resto della mia vita -  ma la Cheesecake è sempre rimasta un qualcosa di lontano dalla cucina dell’Antro più per una sorta di pigrizia mentale che altro.

Però ultimamente avevo promesso ad Imma di partecipare al suo contest, e mi sarebbe spiaciuto proprio tanto deluderla! Così questa notte, mentre il mi’ marito russava come un mantice (anche se lui dice che non russa perché la notte sta sveglio!), io pensavo a qualche ricetta garbina a base di Cheesecake salato per il pranzo domenicale, passando mentalmente in rassegna quello che avevo in frigorifero, e sempre mentalmente soppesando gli alimenti, mettendoli insieme per tentare di avere un minimo di barlume del risultato finale. Questa mattina il grande sacrificio: sveglia non oltre le 10 (praticamente l’alba!) altrimenti la mia creatura non sarebbe stata pronta per l’ora di pranzo. Beh, preparare la Cheesecake con il fedele aiuto del Bimby è stata un’impresa ancora più semplice di quanto potevo immaginare, e nel giro di una ventina di minuti il tutto stava in frigorifero a rassodare. Anche la prova “fauci affamate alla ricerca del piatto goloso” del pranzo domenicale è stata superata, e questo ha fatto nuovamente mettere in moto la mia testolina verso prossime e possibili “divagazioni sul tema”, con la probabilità di vedere presto o tardi anche qui sull’Antro una bella carrellata di Cheesecake in versione dolce e cioccolatosa.

Il colore rosa pallido o "antico" che fa più "in" - AhAhAh!!! -  è dato dalla presenza della Mortadella. Secondo me il foglio di gelatina si può anche omettere, nel mio caso ha avuto la funzione "rassicurante" di chi affronta per la prima volta un Cheesecake, affinché la farcia non si spatasciasse una volta rimosso il bordo della tortiera,  e posso dire che anche senza gelatina sarebbe rimasto comunque tutto "in piedi" a meno che non ci fossero stati ospiti a pranzo... ma quello è un altro discorso, poiché è risaputo che gli spatasci migliori accadono proprio quando si invita gente a pranzo o a cena, e più i personaggi invitati sono di riguado più si riesce a spatasciare disastrosamente anche una semplice minestrina di dado.

Bimby Cheesecake Salato in rosa 2


Con questa ricetta partecipo al Contest di Primavera del blog Dolci a GoGo!
22 Maggio 2010 Cheesecake dal dolce al salato Dolci a Gogo


Cheesecake Salata in Rosa
L’Antro dell’Alchimista

Ingredienti per la base
90 g di biscottini salati tipo Ritz
20 g di Parmigiano grattugiato
20 g di farina di mandorle
80 g burro

Preparazione della base
Rivestire una tortiera, di circa 20 cm di diametro, con carta forno. Mettere nel boccale del Bimby i biscottini salati, polverizzare: 10 secondi velocità 8. Metterne da parte un cucchiaio che servirà per la farcia. Fondere dolcemente in burro. In una terrina mescolare i biscotti polverizzati con il parmigiano e la farina di mandorle. Aggiungere il burro fuso, amalgamare bene e versare il composto nella tortiera, livellandolo bene per formare una base liscia. Mettere in frigorifero per almeno 20 minuti


Ingredienti per la farcia
200 g di formaggio cremoso tipo Philadelphia
150 g di mortadella con pistacchio
1 punta di cucchiaio di senape
1 cucchiaio di biscotti polverizzati
1 cucchiaio di Parmigiano grattugiato
1 foglio di gelatina
Circa 30 g di brodo (quanto basta per far sciogliere la gelatina)

Preparazione della Farcia
Mettere il foglio di gelatini in acqua fredda per circa 10 minuti. Scaldare il brodo. Mettere la mortadella nel boccale del bimby, tritare: 10 secondi velocità 8. Aggiungere il formaggio cremoso, la senape, i biscotti polverizzati e il Parmigiano, amalgamare: 20 secondi velocità 5. Aggiungere il foglio di gelatina nel brodo, mescolare bene per farla sciogliere e unire al composto dal coperchio del Bimby amalgamando: 20 secondi velocità 5. Versare il composto sulla base della cheesecake e riporre in frigorifero per almeno due ore.
Prima di servire decorare con biscottini salati e qualche filo d’ erba cipollina.  

Bimby Cheesecake Salato in rosa 1
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venerdì 16 aprile 2010

24

A tutta Baguette


Ultimamente sto in fissa con questo tipo di pane, sarà che mi sono fatta invogliare dall'acquisto della teglia apposita che ultimamente e fortunatamente (tra tutte le caccavelle desiderate, acquistate e abbandonate  poi in un antro polveroso della cucina o dello "stanzino")  lavora assai frequentemente, sarà che è un pane che a casa garba parecchio.

La ricetta che ho letto sul blog di Serena La Polpetta Perfetta mi ha colpita subito, vuoi  per l'utilizzo della Macchina del Pane per fare l'impasto e la prima lievitazione, vuoi per le splendide foto che completavano degnamente il post,  vuoi per il fatto che Serena in cucina sforna ricette su ricette deliziose, impeccabili e di successo sempre garantito! Andate a vedere qui e sappiatemi dire! Senza dubbio questa è stata finora la ricetta di baguette che mi ha dato maggior soddisfazione.  E’ uscita una crosta bella scrocchiosa ed il pane, confermando quanto detto da Serena,  si è mantenuto buono anche il giorno dopo. E pure i tagli trasversali sono venuti abbastanza bene, considerando il mio terrore ad utilizzare tutto ciò che abbia una lama affilata, e vi assicuro che utilizzare una lametta per me è stata un’impresa titanica! Ora io sono riuscita a far bruciare la crosta, come dire pane salvato in extremis, perché impegnata in altre faccende più o meno domestiche: mi ero dimenticata della funzione “timer” del mio forno. Ottimo come base per i nostri crostini toscani, ben si è prestato anche a raccogliere il “puccino” dell’ormai famosissimo cinghiale al cioccolato la cui ricetta potete trovare qui.


Baguette 2

Baguette


Ingredienti
300 gr acqua tiepida
25 gr lievito di birra fresco
1 cucchiaino zucchero
200 gr farina semola di grano duro
290 gr farina 00
2 cucchiaini di sale

Preparazione
Nella macchina del pane versare la dose di acqua, il lievito e lo zucchero, attendere qualche minuto così il lievito si scioglie.  Poi le farine, in ultimo il sale.  Impostare il programma "Impasto" (nella mia è impasto + lievitazione, durata 1h 30' in tutto).  Quando è trascorso il tempo, rovesciare l'impasto sul piano di lavoro infarinato e lavorare un poco impastando a mano.  Dividere l'impasto in quattro parti da circa 200 gr l'una. Stendere ciascuna parte aiutandosi con il mattarello, formando un rettangolo.  Arrotolare il rettangolo dal lato lungo e poi "rollarlo" sul piano di lavoro per allungare un po' la forma (a seconda dello stampo o della lunghezza finale voluta).  Mettere sullo stampo e fare lo stesso con le altre tre porzioni d'impasto.  Mettere a lievitare coperte da uno strofinaccio inumidito in luogo al riparo da correnti e non freddo.  Per chi non ha lo stampo, si possono disporre le forme su uno strofinaccio abbondantemente infarinato per non farle attaccare, intervallando le forme con le pieghe dello stesso strofinaccio.  Lievitazione in forma per circa 1 h.

Baguette 1

Accendere il forno e farlo preriscaldare bene per circa mezzoretta, aggiungendo poco prima di infornare una ciotolina d'acqua sul fondo per l'umidità.  Scoprire le baguette, praticare tre tagli longitudinali con una lametta (tenendola in orizzontale rispetto alla forma) e spolverare di farina.  Infornare per circa 25 minuti finché non sono dorate. Appena cotte, sfornarle subito e farle raffreddare su una gratella.

Baguette 5
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mercoledì 14 aprile 2010

27

Tagliatelle al Sugo di Cinghiale


Come anticipatovi qui, un poco di sugo con qualche pezzetto di “ciccia cinghialosa” si era risparmiato dalle fauci dei due carnivori con cui condivido i miei "centocinquantametriquadri" di casa. La domenica mattina intorno alle 10 ero già bella pimpante a girare per casa meditando su come mettere le mani in pasta e cosa “produrre”, e l’occhio mi cade sulla mia Imperia, che a causa di un rifacimento del “layout” in cucina aveva avuto un avanzamento di posto, uscendo impolverata da uno scaffale del ripostiglio per fare bella mostra di sé su un ripiano della cucina. Il tutto a discapito della vaporiera che ha preso il posto dell’Imperia sullo scaffale del ripostiglio… il declassamento della vaporiera “nello stanzino” dipende in gran parte dalla funzione “Varoma” del Bimby. Insomma, con l’Imperia a portata di mano la voglia di ricimentarmi con la pasta fatta in casa cresce ogni giorno di più! E così Domenica ho iniziato con le Tagliatelle (che fanno tanto giornata di festa e pranzo della nonna), rispolverando così anche l’altro libro delle Simili “Sfida al Matterello”.

Ora dovete spiegarmi perché la manovella dell’Imperia ha quell’effetto dirompente per cui ogni bimbo che l’intercetta decide che quello diventerà il suo compito “ufficiale” ogni qualvolta la mamy deciderà di fare la pasta fatta in casa… manovella che richiede per altro una certa “pratica”, considerando che “troppa” veemenza la stacca dalla macchinetta, e solitamente ciò accade mentre si stanno tagliando tagliatelle o tagliolini… ovvero a metà della striscia di sfoglia! Da qui iniziano i molteplici tentativi per ricacciare la manovella al suo posto: il fantolino non è capace, tu hai una mano che regge la sfoglia per non farla attaccare ai rulli e l’altra mano che regge le tagliatelle in bilico tra rullo e tavolo per non farle “appiccicare” tra loro… ci sarebbe il papà, ma questi è impegnato, nel suo studio,  in una battaglia a Doom a tutto volume e pertanto non riesce/vuole sentire che dalla cucina vengono lanciati grida di SOS. Insomma alla fine, comunque, si riuscirà nell’impresa e… appena la manovella sarà riallocata nel suo giusto posto, ecco che il pargolo, con scatto felino se ne impossessa immediatamente  e con grandissima foga inizierà a  girarla… al contrario, ma questa volta la bastarda non solo non uscirà dalla guida, ma farà il suo dovere a meraviglia, creando un autentico “potaccio” tra la striscia di pasta liscia e quella già tagliata… a questo punto fate ciao ciao  a quello che resta di quella sfoglia di pasta ormai irrimediabilmente persa,  a denti stretti enunciate il nome di una ventina di santi (ora pro nobis)… e rincominciate con una nuova sfoglia, non prima di avere messo il pargolo in “reprimenda” appollaiato su uno sgabello accanto a voi con l’infausto compito di “guardare ma  NON toccare più nulla altrimenti oggi si salta il pranzo a piè pari!”. A seguire, se il pargolo fosse “recidivo” e tentasse di allungare la manina,  vengono enunciate  tutta una serie di punizioni a cui potrebbe andare incontro tipo: un pranzo domenicale a base di minestrina di dado e pesce lesso, una cena a base di carne in scatola e insalata,  e una domenica pomeriggio passata a fare dettati in triplice copia (stampatello maiuscolo, stampatello minuscolo, corsivo) nonché a riordinare la stanza!

Come dicevo per fare le tagliatelle ho seguito la splendida ricetta delle Simili. Leggendola, parola dopo parola, riga dopo riga, potete percepire in modo molto palpabile tutto l’amore, la passione e la dedizione che le Simili mettono nella realizzazione di ogni loro ricetta.
Per quanto riguarda il sugo di cinghiale, non è una vera e propria ricetta, bensì un “riciclo” del sugo dello spezzatino di cinghiale avanzato il giorno prima la cui ricetta la trovate qui. A questo sugo abbastanza denso, saporito, speziato e con dei bei filamenti di “ciccia”, ho aggiunto ancora mezzo bicchiere di pomodoro,  una punta di zucchero e ho regolato di sale. Ho scaldato il tutto per bene e ho condito le tagliatelle.

Tagliatelle al cinghiale 2

Tagliatelle
ricetta delle Tagliatelle tratta dal libro delle Simili “Sfida al Matterello”

Ingredienti
g 220 di farina tipo 0
2 uova

Preparazione delle Tagliatelle
Setacciate la farina, serve a darle aria. Il peso della farina è solo indicativo perché a volte la farina assorbe di più e anche le uova variano molto. Per questo motivo tenete da parte un po’ della farina e quindi fate la fontana. Al centro mettete le uova, che avete rotto una alla volta in una ciotola per prudenza, e battetele con una forchetta finché non si sarà rilassata la chiara. Aggiungete una parte della farina prendendola dall’interno della fontana per addensare le uova evitando che, rotto l’anello, si spargano sul tagliere quando inizia l’impasto. Coprite le uova con la rimanente farina, inserite sotto una sottile spatola e sollevate questo amalgama sul centro premendo. Fatelo tutt’attorno finché la farina sarà stata quasi completamente assorbita, aggiungete farina se necessario, senza lavorare ma ammassando brevemente. mettete l’impasto in una fondina e coprite con un piatto. Questo non è il riposo, serve solo a riparare l’impasto che non deve mai essere abbandonato scoperto sul tavolo altrimenti farebbe la crosta. Infatti, adesso, voi dovete andare a lavarvi le mani, per liberarle da quei piccoli frammenti di pasta che, seccandosi, si sono trasformati in crosticine che potrebbero provocare, se presenti nell’impasto, dei piccoli fori nella sfoglia. Per lo stesso motivo, pulite accuratamente il tagliere. Solo adesso riprendete l’impasto e cominciate a “menarlo”. E’ molto importante non farlo con violenza ma accarezzatelo per evitare che si smagli. Non schiacciatelo mai premendolo sul tavolo ma fatelo rotolare brevemente sul tagliere, facendo una pressione non verso il basso ma verso l’esterno, fino a quando l’impasto sarà liscio al tatto. A questo punto, anche se l’impasto non vi sembrerà perfettamente amalgamato, potete fermarvi. Ricordate che se lo lavorate troppo a lungo la sfoglia potrebbe risultare troppo liscia. A noi piace ruvida. E’ molto importante che, durante la lavorazione, il centro sia sempre coperto, per cui state attente a premere sempre sulla parte piegata, altrimenti al centro si scopre e vi troverete con un buco che avrà trasformato il vostro impasto in una indesiderata ciambella. Raccogliete al centro le pieghe e formate un “bottone” che premerete sul centro. Mettete nuovamente l’impasto nella fondina con il “bottone” verso il basso. Coprite con il piatto e lasciate riposare almeno 20-30 minuti.

Tagliatelle al cinghiale 1

La sfoglia tirata a macchina: a questo punto le Simili spiegano per bene come usare il matterello e come stendere la sfoglia… noi invece usiamo la scorciatoia della “sfoglia a macchina”, ma seguendo sempre le loro preziose indicazioni! Le Simili infatti sono concordi sul fatto che si possono ottenere risultati decorosi anche tirando la sfoglia con la macchinetta purché il tutto sia fatto con attenzione e nel modo giusto! Attraverso la macchinetta la pasta deve assottigliarsi passando fra i rulli senza mai essere strizzata. Non dovete assolutamente passare e ripassare la sfoglia tra i rulli per finire di impastarla (come invece a volte è spiegato nelle istruzioni per l’uso). la povera sfoglia uscirebbe da questa esperienza totalmente distrutta! Voi invece dopo il riposo di 20-30 minuti, di cui si parlava sopra, la dividete in alcuni pezzi che assottiglierete con il matterello fino a raggiungere lo spessore pari all’apertura massima dei due rulli. Comincerete a passare la sfoglia azionando la ruota e rispettando tutti i passaggi sino al penultimo perché, generalmente, l’ultimo è troppo sottile.
Io mi sono fermata al terzultimo perché a noi le tagliatelle garbano abbastanza spesse e ruvide. Pertanto dopo il terzultimo rullo, ho passato le sfoglie nel rullo apposito per le tagliatelle. Mano a mano che le tagliatelle escono dal rullo vanno sgranate,  separate e sparpagliate sull’asse aiutandosi con un po’ di farina per evitare che si attacchino.

La cottura delle tagliatelle: quando l’acqua bolle aggiungete il sale e dopo un attimo le tagliatelle, mescolate con un forchettone di legno e ricoprite immediatamente. Dopo 7-8 secondi scoprite di nuovo e mescolate. Calcolate la cottura tenendo presente quando sono state fatte e lo spessore. Se sono appena fatte basteranno 5 secondi dalla ripresa del bollore (le mie che erano abbastanza spesse hanno richiesto circa 1 minuto) perché dovete considerare che nella ciotola calda dove le condirete con il sugo caldo loro continuano a cuocere, per cui le dovete anche lavorare in fretta. Non scolatele mai ma raccoglietele con un mandolino di vimini, mettetele in una ciotola dal fondo largo o meglio in una bella pirofila, e per prima cosa mettete circa 50g di burro a temperatura ambiente e con due forchettoni di legno muovetele e mescolatele sempre dal basso verso l’alto sgranandole. Non piantate i forchettoni nelle tagliatelle ma fateli scivolare sotto partendo dal bordo della pirofila. Quando saranno ben sgranate, cospargetele di parmigiano e versatevi sopra una parte del sugo, mescolate poi aggiungetene altro unendo un poco di acqua di cottura per tenerle morbide. Servite immediatamente. Quando si condisce la pasta lunga, soprattutto le tagliatelle, ricordatevi che il sugo tende a rimanere sul fondo per cui gli ultimi che servirete sono i più fortunati, perciò tenete sempre un po’ di sugo da aggiungere sulle porzioni meno fortunate.

Tagliatelle al cinghiale 4

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lunedì 12 aprile 2010

31

Spezzatino di Cinghiale con Cioccolato Fondente


Con il freddo di queste giornate un ghiotto spezzatino di cinghiale ha allietato il nostro fine settimana. Un ottimo cinghiale che mi ha regalato (questi sì che sono i regali che garbano a me!!!)  la mia amica Eleonora il cui marito è appunto cacciatore. Una carne già splendida in partenza (il nostro amico è molto scrupoloso ed è solito tenere questa carne per molte ore sotto il filo d’acqua corrente) che cotta nella Slow Cooker ovvero a bassa temperatura e per un tempo molto prolungato è risultata tenerissima e succulenta al tempo stesso. Pertanto la SC ha superato anche la prova cinghiale con un perfetto matrimonio d’amore che ha esaltato moltissimo la bontà di questo piatto. Questo spezzatino è una preparazione molto semplice, ma abbastanza lunga come tempi, vero è che però la SC può funzionare in tutta autonomia lasciandovi la totale libertà di dedicarvi ad altre cose, per esempio a me una parte della cottura l'ha fatta la notte mentre noi stavamo beatamente tra le braccia di Morfeo. Mio marito (come sempre prevenuto prima ancora di assaggiare) che all’inizio aveva storto il naso affermando che la carne selvatica del cinghiale più di tanto non gli garbava, alla fine ne ha preso 3 piattate litigandosi l’ultima porzione rimasta con il “cucciolo di casa”  che, piccino, reclamava il suo!
Il giorno dopo, al sugo avanzato ho aggiunto un altro mezzo bicchiere di pomodoro e ci ho condito delle splendide tagliatelle fatte in casa (ma di questo vi racconterò in un mio prossimo post). Così come vi devo raccontare dell'altrettanto splendido pane che ha accompagnato il "puccino" del nostro cinghiale.

Cinghiale al cioccolato 3

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Con questa ricetta partecipo al contest "Cioccolato che Passione".
Contest ideato da Blog di Cucina e i cioccolatieri artigiani Fratelli Gardini

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Spezzatino di Cinghiale 
con Cioccolato Fondente

Ingredienti
1 kg Spezzatino di cinghiale
1 litro di vino rosso corposo
(ho giocato in casa ed ho usato un Nobile di Montepulciano annata 2007)
Spezie varie (io ho usato 3 bacche di ginepro, 3 chiodi di garofano, 2 foglie di alloro, salvia, rosmarino, qualche grano di pepe)
2 cipolle , 1 carota, 1 gambo di sedano
Mezzo bicchiere di passata di pomodoro
4 cubetti (piccoli) di cioccolato fondente al 90%
Sale grosso
Farina
Olio d’oliva extravergine

Preparazione
Marinare il cinghiale, in luogo fresco per almeno 24 ore, nel vino rosso con 2 cucchiai di sale, le spezie e le verdure tagliate a grossi pezzi. Dopo 24 ore levare la carne, asciugarla e infarinarla leggermente. Passare la marinata al colino. Tritare finemente le cipolle, il sedano, la carota e parte delle spezie.
Nella Slow Cooker mettere un filo d’olio. Aggiungo le verdure tritate, la carne, il vino della marinata. Mescolare il tutto delicatamente.

Cinghiale al cioccolato 1

Cottura: 7 ore Low + 3 ore high + 1 (o 2) ore in modalità Warm
Nel passaggio tra la cottura Low e quella High dare una mescolatina ed aggiungete il pomodoro. Verso la fine della cottura (quando manca più o meno 1 ora) aggiungere il  cioccolato fondente e mescolare delicatamente, regolare eventualmente di sale. Prima di servire, vi consiglio di tenere lo spezzatino in modalità Warm per almeno 1 ora per far “assestare” i sapori.

Cinghiale al cioccolato 2

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venerdì 9 aprile 2010

30

Un tormentone divino: la Torta Caprese di Lydia

Torta Caprese 1

Con queste splendide giornate chi ha voglia di stare in casa? E così per andare a zonzo tra la campagna della Chiana e della Val d’Orcia, rimbalzando tra le Terme, il maneggio, un po’ di sano shopping primaverile ed il classico nonché piacevolissimo “coffee & gossip” con un’amica, le giornate scivolano piacevolmente via così… lontane dal Pc. La vita virtuale può attendere, almeno per ora! E per la cena non ci sono problemi… al mio rientro a casa la Slow Cooker mi fa trovare in caldo qualche cosa di goloso!!! Ma oggi non è della SC che vi parlo... anche se ho molte ricette "nel file Slow Cooker" di cui parlarvi!

Mi sono accorta che sul blog manca una ricetta “fondamentale” dell’Antro. Una ricetta che mi sto portando dietro da anni e anni e che ciclicamente ripropongo, sempre con grande successo: la Torta Caprese di Lydia. Sì, è sempre la “solita” Lydia che conoscete tutti - e se per caso ancora non la conoscete fate una capatina qui – dalla quale  attingo a piene mani le sue splendide ricette partenopee. La Caprese di Lydia è uno dei classici “tormentoni” della rete ormai da diversi anni, ma considerando la bontà sublime di questo dolce non poteva essere diversamente! Questa Torta la fate una volta e sarà subito “amore al primo assaggio”.  Semplicissima da fare, goduriosa ed abbondantemente cioccolatosa, non vi farà mai fare una brutta figura di fronte ai vostri ospiti e sarà sempre graditissima. A me, per esempio, viene ormai “ordinata” per le varie feste degli amichetti di Junio, per allietare i palati dei genitori presenti! A questo proposito la foto è  pessima, infatti è stata fatta al volo dal buffet di compleanno dei 7 anni di  Junio prima dell’assalto della truppa! 

"La Torta Caprese, diffusa, oltre che a Capri, soprattutto nella Penisola Sorrentina e in Costiera Amalfitana, sarebbe un'involontaria creazione della pasticceria caprese e risale agli anni Venti del secolo scorso. La scrittrice sorrentina cecilia Coppola ne racconta la storia nel suo libro"Zeppole, struffoli e chiffon rosso":  pare che il cuoco Carmine Di Fiore avesse dimenticato di mettere la farina in una torta di mandorle che stava preparando per tre malavitosi americani giunti a Capri per acquistare una partita di ghette per Al Capone. Il risultato fu così buono che i tre americani ne pretesero la ricetta e Di Fiore, battezzatala "Caprese", iniziò a produrre la torta con regolarità, ottenendo in poco tempo grande successo e molti proseliti."
Tratto dal sito Al Cioccolato.com

Torta Caprese

Ingredienti  per un ruoto di diametro. 24cm
200 gr zucchero
200 gr cioccolata fondente
200 gr mandorle con la pelle
200 gr burro
5 uova
2 fialette di essenza di mandorle
1 bustina vanillina

Procedimento
Tritare molto bene le mandorle con lo zucchero, sciogliere il cioccolato con il burro, sbattere i tuorli. Mescolare tutti gli ingredienti e aggiungere alla fine gli albumi montati a neve. Infornare in forno già caldo per 10 min a 200 gradi e per 40 min a 170 gradi.

Torta Caprese 1
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martedì 6 aprile 2010

24

Colomba d’Abruzzo per non dimenticare… Colomba Mimosa


6 Aprile 2010, un anno dopo…  è passato un anno da quel giorno che ha stravolto drammaticamente le vite di un’intera comunità e le nostre che seguivano di riflesso, impotenti, quanto stava accadendo… Questo evento mi ha toccata tanto, non solo perché anche noi siamo stati svegliati nel cuore della notte con i mobili che scricchiolavano e le lampade che oscillavano pur essendo a centinaia di km di distanza da L’Aquila, ma perché come spiegavo anche qui tanti ricordi mi legano a questa città e all’Abruzzo in generale.

In questa giornata il progetto “99 Colombe” prende il volo e anche l’Antro vuole rendere il suo piccolo contributo in questo grande abbraccio, di tutti noi food bloggers, per le Sorelle Nurzia e per questa meravigliosa terra così duramente colpita.

Una ricetta che mi lega particolarmente a questa terra e alla mia infanzia, le coperchiole o ferratelle,  già ve l’avevo presentata qui, quando spiegavo la nascita del progetto “99 Colombe per le Sorelle Nurzia” E proprio dei prodotti delle Sorelle Nurzia andremo a parlare. Prodotti che da sempre ho conosciuto ed amato, prodotti che quest’anno ho avuto non poca difficoltà a reperire ma alla fine ce l’abbiamo fatta anche grazie al lavoro di mio marito che ci porta sempre in giro per l’Italia e quello che non trovo qui, riesco a trovarlo magari proprio a Roma o in altre città e comunque vi ricordo che i proditti delle Sorelle Nurzia sono anche acquistabili on line come spiego qui.
E a proposito del lavoro di mio marito, che come ormai sapete è Professore d'Orchestra, vorrei segnalare che  la Banda Musicale dell’Aeronautica Militare dovrebbe tenere, nei prossimi mesi, un concerto proprio in quella parte d’Abruzzo così profondamente ferita. Quando sapremo qualche cosa di più preciso vi daremo maggiori informazioni, più dettagliate.

Il contributo,  che voglio dare a questa iniziativa “99 Colombe per l’Abruzzo”, è una ricetta semplice, semplice che si prepara con gli avanzi della Colomba. Io solitamente la preparo il giorno dopo Pasquetta, quando tutte le feste sono finite e restano dei golosi avanzi da smaltire! Non ho dosi precise, faccio ad occhio a seconda di quanta colomba mi è avanzata.

Colomba Mimosa
ricetta per la raccolta:

Ingredienti
Avanzi di Colomba
Crema Pasticcera
Panna Montata
Gocce di cioccolato
Caffè Zuccherato
Zucchero a velo
Cioccolato amaro in polvere

Preparazione
Unire la panna montata e le gocce di cioccolato alla crema pasticcera. Tagliare la colomba a fette e disporne una parte sul fondo di una pirofila. Bagnare con il caffè e ricoprire con la crema. Fare un altro strato di colomba, caffè e crema. Terminare sbriciolando qualche fetta di colomba per ottenere l’effetto “mimosa” . Cospargere di zucchero a velo commescolato a cioccolato amaro in polvere.

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venerdì 2 aprile 2010

19

Pastiera Tradizionale e… con il Bimby

Pastiera Napoletana

Questa mattina rispondevo ad un’email di Dida che mi domandava delle nostre tradizioni pasquali, e mi sono trovata a sorridere perché per noi, almeno in questi “primi” 10 anni che sto con Marco, la Pasqua è soprattutto Casatiello e Pastiera… più tutto il resto. Anzi, è stato proprio grazie alla sua golosità che ho imparato a preparare queste due delizie della cucina partenopea. Da un paio d’anni, grazie a Paola Lazzari, ho aggiunto anche la Pizza di Pasqua ai formaggi e quest’anno è tornata anche la Colomba “home made” grazie alla favolosa ricetta di Menta e Cioccolato.
Oggi ho sfornato le Pastiere, la Pizza ai Formaggi, ho due colombe al cioccolato in lievitazione, Ii casatiello è già pronto “daqueldì”, questa mattina l’ultima spesa di splendida carne, ottimi salumi e fantastici formaggi e  poi… non ci resta che aspettare domenica… domenica sera per l’esattezza perché quest’anno il “brunch” di Pasqua salterà essendo Marco impegnato al Quirinale e noi a seguire con lui.

Non potevo non provare a cimentarmi con la Pastiera preparata “in tandem” con il mio Bimby. Ho sentito decantare meraviglie in merito alla Pastiera fatta con il Bimby, così questa mattina presa la ricotta buona (buona, buona… ma proprio buona) al mio Caseificio preferito: Solp di Pienza, mi sono messa alacremente al lavoro. Unica accortezza: la Pastiera va fatta con tanto Amore sia che venga preparata con il metodo tradizionale, come ho fatto lo scorso anno qui, sia che usate il Bimby!
Per quanto riguarda il metodo tradizionale faccio sempre riferimento alla ricetta di Gennarino,  per me il miglior sito di cucina: poche parole e tantissimi fatti: ovvero si cucina sul serio senza perdersi in troppe  elucubrazioni mentali o sterili polemiche.
Per quanto riguarda invece la Pastiera fatta con il bimby il mio sito di riferimento è stato quello di Vorwerk sezione ricette. Per la modalità di cottura preferisco quella della ricetta tradizionale ovvero temperatura più bassa prolungata per un paio d’ore.
Le mie due pastiere sono da poco uscite dal forno ed il profumo che aleggia per tutta casa è decisamente inebriante! Ora per quanto riguarda l’assaggio… beh… toccherà aspettare il giorno di Pasqua e sarà arduo far capire ciò a marito e figlio che già si pregustano l’assaggino questa sera! Vero è che comunque a vederle così promettono proprio bene! Con la ricetta per il Bimby ho ottenute due Pastiere da circa 24 cm di diametro l’una.
Se vi interessa conoscere le origini, la storia e le leggende legate a questo sublime dolce pasquale, vi invito a leggere il Sito Ufficiale della Pastiera Napoletana e troverete tante e curiose informazioni decisamente interessanti!

Pastiera 2009 1

Auguro di Cuore a tutti voi lettori dell’Antro 
di trascorrere una Splendida e Serena Pasqua 


Con questo post partecipo alla Raccolta di Ciccia Pasticcia
Pasqua nel Piatto


Pastiera Napoletana
dal sito Gennarino

Ingredienti per la Pasta Esterna
500 g di farina
3 uova
200 g di zucchero
200 g di strutto - (io utilizzo il burro)
la buccia grattugiata di un limone

Ingredienti per il Ripieno
300 g di grano già cotto
400 ml di latte
un cucchiaio di strutto o di burro
un cucchiaio di zucchero
1 bustina di vanillina
400 g di ricotta di pecora
300 g di zucchero
5 uova
50 g di acqua di fiori d'arancio o millefiori naturale
(o in mancanza una fialetta d'aroma)
2 limoni
150 g di cedro, zucca e altri canditi misti (tagliati a tocchetti piccoli)
150 g di zucchero a velo

Preparazione
Con un discreto anticipo (meglio se il giorno prima) preparare la pasta frolla e lasciarla riposare fino al momento dell'uso. Mettere a cuocere, a fuoco lento, il grano con il latte, lo strutto ed il cucchiaio di zucchero. Fare cuocere fino a che il composto non avrà assunto un aspetto cremoso. Lasciare raffreddare completamente. Mettere quindi la ricotta in una ciotola abbastanza capiente e lavorarla con un cucchiaio di legno in modo da renderla ben cremosa. Aggiungere poi i 300 g di zucchero e lavorare ancora. Aggiungere quindi i cinque tuorli e tre albumi montati a neve ben ferma, la scorza grattugiata dei limoni, l'acqua millefiori ed i canditi tagliuzzati brevemente. Unire quindi la crea di grano e mescolare ulteriormente. Stendere quindi la pasta frolla portandola ad uno spessore di 3 millimetri e foderarvi una teglia bassa, unta e infarinata. Riempire con il ripieno e con la pasta rimanente formare delle strisce e disporle a griglia sul ripieno. Mettere in forno, in posizione piuttosto bassa, a circa 150 gradi per un paio di ore. Una volta cotta farla raffreddare in forno caldo e aperto e spolverare di zucchero a velo. Consumare dopo 3 giorni.


 Giocando con il Bimby
Pastiera napoletana

Ingredienti per 10 persone
550 g di farina
150 g di burro o di strutto
3 uova di 60 g
1 bustina di vanillina zuccherata
200 g di zucchero
Sale q.b.

Ripieno
500 g di grano precotto
200 g di latte
40 g di burro morbido
300 g di zucchero
6 uova
500 g di ricotta
1 fiala di acqua di fiori di arancio
Zucchero velo q.b.
Mia aggiunta: scorza d’arancia candita

Procedimento pasta frolla:
Nel boccale farina,burro o strutto, uova, vanillina , zucchero e un pizzico di sale: 40 sec. vel. 6
Avvolgere l’impasto in una pellicola e tenerlo in frigorifero per 30 min.

Procedimento ripieno:
Nel boccale versare il grano precotto, il latte, il burro: 10 min. (io ho fatto 15 minuti) 100° Antiorario vel. 1. tenere da parte a raffreddare.
Nel boccale (farlo raffreddare!) zucchero e uova: 2 min. 37° vel. 4.
Metà del composto versarlo in una ciotola.
Nel boccale aggiungere la ricotta, il grano messo da parte e l’acqua di fiori di arancio, (io ho aggiunto anche della scorza d’arancia candita): 20 sec. Antiorario vel. 4
Unire il resto del composto e amalgamare bene 20 sec.- Antiorario vel. 4
Imburrare e infarinare una teglia del diametro di 30cm. (Io ho utilizzato 2 teglie del diametro di 24 cm)
Con 2/3 di pasta stendere una sfoglia e deporla nella teglia tenendo i bordi alti 2 cm.circa.
Versare il contenuto del boccale, livellarlo bene e decorare la superficie con listarelle ottenute dalla pasta frolla rimasta, formando una grata.
Cuocere in forno caldo a 180° per 45 minuti circa (Ho cotto a 150° per circa 2 ore)
Servirla cosparsa di zucchero velo. 

Pastiera 2009 2

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giovedì 1 aprile 2010

24

Le Delizie di Colombella e… Ciambelline Ruzze

Ciambelline Ruzze al Vino Bianco 3

In questo post vi parlerò di un piccolo e goloso gioiello che mi ha fatto conoscere mio suocero, noto buongustaio,  nella campagna a ridosso di Pofi, ameno borgo ciociaro dove lui vive. Ultimamente le nostre escursioni in Ciociaria sono assai frequenti per andare a trovare Nonno Armando e Nonna Rosa. Io amo la Ciociaria, i suoi colori, la sua campagna, i suoi borghi e le sue tradizioni. Oddio, alcuni “personaggi” conosciuti in quel di Frosinone li sbatterei volentieri al muro, ma questo è un altro discorso.
Nonno Armando ci aveva parlato spesso di questa pasticceria, ed in occasione del compleanno di Junio, festeggiato appunto a Pofi, ho avuto modo di conoscere direttamente questa piccolo negozietto che tanto assomiglia ad una bottega dei sogni: Le Delizie di Colombella. Per raggiungere questa pasticceria bisogno deviare per una stradina di campagna, sino ad avere l’impressione di arrivare “a casa di qualcuno” (come direbbe mio marito). Ed è proprio così perché quando si crede di aver sbagliato strada, arrivando praticamente “a casa di qualcuno”, si sentirà nel contempo un soave profumo di dolci, e solo allora si potrà scorgere una piccola vetrina con una minuscola porticina. Se cercate questa pasticceria di domenica o nei giorni di festa allora è tutto molto più semplice poiché una fila di macchine (arrivano qui da tutta la provincia) vi condurrà direttamente a casa di questo fantomatico “qualcuno”, che altro non è che l’abitazione annessa a questo locale... come si dice a Roma “casa e bottega”.  Pertanto eccoci allora arrivati in loco! Quando varcate la piccola porticina vi troverete immersi ed inebriati in uno splendido profumo di pasticcini, di crostate, di prodotti da forno, di antichi dolci di una volta  che è raro sentire in quelle pasticcerie “asettiche” tutte luci e bancone che tanto vanno di moda oggi… e mentre questo profumo vi catturerà sino al più piccolo pezzettino di cuore con dolci ricordi della vostra infanzia, gli occhi si perderanno nei colori di quelle deliziose mignon che fanno bella mostra di sé… e poi i biscottini di mille colori… e poi le torte da credenza, e quelle di compleanno… e poi i prodotti della tradizione: le ciambelline al vino, le “ciammelle rintorte” e i caratteristici dolci Pasquali… e ancora le uova di cioccolato e le colombine sempre di cioccolato, tutte rigorosamente di loro produzione. La cortesia della proprietaria è proverbiale e trasmette tutta la grande passione che ha per questo lavoro… se fosse stato per lei ci avrebbe fatto assaggiare tutto quel ben di dio di cui va fiera (e può andarne fiera con ragione direi).

Ora basta parole e guardate un po’ tutte le delizie che vengono sfornate a ciclo continuo da questo gioiellino di pasticceria! Spero che le immagini possano rendere anche gli inebrianti ed intensi profumi di questi dolci e farvi venire quell’acquolina in bocca che quasi quasi vi invoglia ad allungare la manina, attraverso il monitor,  per prendere una di queste goduriose “pastarelle”

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Torte da Credenza e Dolci Tipici Ciociari 4

La produzione Pasquale di Colombella: Colombe assortite (quella ai frutti di bosco è da provare!), uova di cioccolato e gallinelle cioccolatose9 
La splendida e delicatissima torta per i 7 anni di Marco Junio9b

Le Delizie di Colombella
Via Colle Colombella
03026 Pofi (Frosinone)
Tel 0775 380676

E ovviamente non potevo non proseguire il post con una ricetta ciociara: questa è, appunto, la ricetta delle famose Ciambelline Ruzze che garbano tantissimo a mio suocero e al di lui figliolo… ovvero il mi’ marito. Pertanto a casa vengono fatte spesso, infatti la ricetta la potete trovare anche qui. Rispetto alla dose riportata ne faccio sempre la metà e ne viene una biscottiera piena che non arriva al giorno dopo. Il passaggio più sfizioso è, una volta formata la ciambellina, intingerla nel vino bianco e poi nello zucchero semolato. In caso dovessero avanzare si conservano benissimo e a lungo in una scatola di latta.

Ciambelline Ruzze al Vino Bianco 4

Ciambelline Ruzze
dal libro Cucina Povera nell'Antica Ciociaria

Ingredienti
1/2 kg di farina
250 g di zucchero
una manciata di semi di anice
un bicchiere e mezzo di vino bianco
mezzo bicchiere d'olio

Preparazione
Sulla spianatoia setacciare la farina, fare un incavo nel centro, versarvi lo zucchero, il vino, l'olio ed i semi di anice. Impastare, la pasta deve risultare non troppo morbida. Dividerla in tanti tocchetti, formare dei cilindretti e unirli alle due estremità per formare delle ciambelline del diametro di circa 5 cm. Intengerle poi , generosamente, nel vino bianco e altrettanto generosamente nello zucchero semolato. Disporle quindi in una placca da forno già infarinata, (io ho  tilizzato  una placca rivestita di carta forno) ed infornare a 180° per 15-20 minuti circa.

Ciambelline Ruzze al Vino Bianco 1
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