giovedì 24 giugno 2010

25

Appetizer con: Crescente al Gorgonzola


Ho avuto la fortuna di assaggiare le crescenti durante il corso fatto con le Sorelle Simili, ed è stato “amore al primo assaggio”.  Queste sono quelle che ho preparato per una delle ultime puntate di Appetizer… che dire una tira l’altra e il profumo che invade casa, mentre sono in cottura, è sublime, provare per credere!

“La “crescente” è un tipico prodotto bolognese; è per antonomasia quella che si faceva un tempo a Bologna con i ranzett, i rifili già un pochino rancidi del prosciutto. A volte, per renderla ancora più saporita, la impastavano con l’acqua nella quale era stato cotto il cotechino e sopra vi spargevano dei piccoli pezzi di cotica che quando uscivano dal forno si erano tutti arricciati diventando croccanti e saporitissimi. Noi ve ne proponiamo una versione riveduta e corretta messa a punto, a suo tempo, per ottenere un maggior consenso dalla clientela: la versione al gorgonzola e, nonostante la presenza di questo formaggio dal profumo deciso, risulta estremamente delicata e profumata. Per i formati potete sbizzarrirvi come volete. Tutte risultano estremamente gradite ai ragazzi per merende, gite in campagna e anche deliziose se fatte a grissino o in piccoli formati per buffet, aperitivi o semplicemente, come accompagnamento a un buon bicchiere di vino” tratto da Pane e Roba Dolce delle Sorelle Simili.

La crescente è decisamente più bassa rispetto ad una focaccia e la sua caratteristica è data dalla crosta abbastanza croccante e dall’interno morbido ma friabile, ecco perchè nell’impasto è necessario usare lo strutto senza sostituirlo con altri ingredienti.

Appetizer Crescente al Gorgonzola 1

Crescente al Gorgonzola
L’Antro dell’Alchimista per Appetizer
ricetta tratta dal libro “Pane e Roba Dolce” di Valeria e Margherita Simili

Ingredienti
500 g di farina 00
200 g di gorgonzola dolce
30 g lievito di birra
150 g circa di acqua
50 g strutto
50 g di burro
8 g sale

Preparazioni
Fare la fontana, amalgamare al centro tutti gli ingredienti (non è necessario tagliare il formaggio che si amalgamerà durante la lavorazione dell’impasto). Impastare senza battere, formare una palla, coprire a cupola e lievitare per 50-60 minuti. Senza lavorarla stenderla con il matterello, formando un rettangolo alto circa cm 1,5. Tagliare dei quadrati di cm 5 (io ho fatto dei rombi), pennellarli con un uovo sbattuto, disporli su una teglia un poco distanziati e lasciarli lievitare per circa 30-40 minuti. Non arrivano al raddoppio, ma assumono un aspetto più arrotondato e al tatto risultano più morbidi perché pieni d’aria. Cuocere in forno a 180° per 20-30 minuti. Attenzione a non farli colorire troppo altrimenti il formaggio prende l’amaro.

Appetizer Crescente al Gorgonzola 3

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martedì 22 giugno 2010

30

Appetizer con… Baci di Dama Salati


Presentati in una delle ultime puntate di Appetizer, sono garbati veramente tanto ed hanno incuriosito parecchio gli ospiti presenti in quella puntata. I Baci di Dama originali sono dei deliziosi biscottini di origine piemontese, nello specifico della ridente cittadina di Tortona. Si chiamano così perché la loro forma può essere paragonata ad un bacio tra due biscottini, bacio suggellato da una farcitura di ottimo cioccolato fondente.

Questo prodotto rientra nei PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte) ed è valorizzato  anche dalla Strada del Vino e dei Sapori Tortonesi.

La leggenda racconta che i Baci di Dama nacquero dalla fantasia di un cuoco di Casa Savoia per compiacere il re Vittorio Emanuele II che in una fredda sera d’ottobre aveva voglia di un dolce particolare e diverso dai soliti.
Nella realtà i Baci di Dama sono nati a Tortona, nel 1893, nella storica pasticceria Zanotti. E da più di un secolo, questi favolosi pasticcini hanno mantenuto inalterata la propria forma e la composizione degli ingredienti. Inoltre c’è una continua ricerca, da parte dei pasticceri tortonesi, degli ingredienti qualitativamente migliori, che fanno la differenza tra questi Baci di Dama e quelli prodotti in altre zone d’Italia.

Una curiosità dal secolo scorso: la giornalista Miriam Paola Agili sottolinea il valore simbolico dei Baci di Dama che facevano parte di quei dolci che rientravano nel “dovere dell’ospitalità”, un’usanza, del secolo scorso, per cui si era soliti donare qualche pasticcino ai propri ospiti per prolungare il gradito incontro anche quando questi sarebbero stati nelle loro case, ricordando così i bei momenti trascorsi insieme.

L’impasto originale dei Baci di Dama richiede pochi ingredienti ma di altissima qualità: Burro, mandorle (o nocciole nella versione “meno nobile”) e cioccolato fondente, oltre che zucchero e farina. Sono facili a prepararsi, buonissimi e romantici – mi ricordo che fu uno dei primi dolci che preparai a Marco! – anche nella versione salata!
La ricetta dei Baci di Dama dolci alle Mandorle la trovate qui mentre, quella dei Baci di Dama alle Nocciole  la potete leggere qui.

Per la ricetta della versione salata dei Baci di Dama ho, invece, preso spunto da qui modificando la ricetta secondo il mio gusto. Per prima cosa ho utilizzato il “pluriblasonato”  Burro Salato 1889 di Fattorie Fiandino. Un burro particolare, l’evoluzione del già conosciuto 1889. Ottenuto da panne riposate  (il cui latte è 100% piemontese) e con il fior di sale delle Saline Culcasi di Nubia (TP) Presidio Slow Food. L'unico burro salato  italiano. Al posto del vino bianco secco ho “giocato in casa” utilizzando un buon Vin Santo (quello vero!!! Non quello con aggiunta di alcool che si trova nei supermercati!) che regala all’impasto quell’aroma in più. Inoltre ho usato al 50% farina di mandorle e nocciole macinate grossolanamente per creare al palato quell’effetto rustico che non guasta trattandosi di impasto salato.
La farcia, ne ho usato una estremamente delicata fatta di pesto e formaggio cremoso. Ma potete sbizzarrirvi come più vi garba. L’importante è che la farcia sia cremosa ma non liquida altrimenti vi colerebbe tutta fuori dal Bacio.

Appetizer Baci di Dama Salati 1

Baci di Dama Salati
L’Antro dell’Alchimista per Appetizer

Ingredienti
150 g farina 00
150 g farina di mandorle e nocciole
150 g parmigiano grattugiato
40 g di Vin Santo

Farcia:
Formaggio cremoso
Pesto

Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. Impastare insieme tutti gli ingredienti sino ad ottenere un composto omogeneo. Rivestire una placca di carta forno e formare con l’impasto delle palline grandi quando una nocciola. Appoggiarle sulla placca un po’ distanziate tra loro (in cottura tendono ad allargarsi) e infornare a 180° per 20 minuti circa.  Mentre i Baci si raffreddano preparare la farcia mescolando insieme un formaggio cremoso e qualche cucchiaiata di pesto. Spalmare la farcia sui biscottini e accoppiarli a due a due. Si conservano in frigorifero per qualche giorno. Buoni serviti sia freddi che a temperatura ambiente.

Appetizer Baci di Dama Salati 2
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sabato 19 giugno 2010

21

Appetizer con… Sbrisolona Salata


E siamo arrivati all’ultima puntata della stagione 2009/2010 di Appetizer ma torneremo tra Settembre/Ottobre con tantissime novità e ospiti molto interessanti! Vi voglio far vedere qualche “fuori onda”  (d'altronde fotografare i "dietro le quinte" e i "fuori onda" sono la passione mia) della bellissima puntata conclusiva che abbiamo fatto ieri. Ora sicuramente sarò più libera e potrò aggiornare l’Antro considerando che ho parecchie ricette da postarvi… oddio libera è una parola “grossa” considerando che da cosa nasce cosa e altre novità stanno bollendo in pentola…

Tutto pronto per l’ultima puntata della stagione 2009/2010
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L’Angolo dell’Antro e lo sponsor della puntata di ieri: Il Re Cioccolato che ha gentilmente offerto i bicchierini di cioccolato fondente per il mio Liquore al Cioccolato Bianco profumato al Limone… praticamente una puntata molto cioccolatosa!
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 Chiara Lanari e l'Antro qualcuno ci ha già soprannominate “il gatto e la volpe”…
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In Sala Regia Chiara Lanari, Marco Junio,  Moriano Micheli il nostro “preziosissimo” Regista” e Cinzia Basettoni la nostra bravissima Cameraman
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Chiara Lanari e la sottoscritta con una parte degli ospiti della puntata di ieri: il famoso Cartoonist Giovanni Beduschi e Giordano Cioli Scrittore e Giornalista del Corriere di Siena
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 Chiara “multitasking” con Giovanni Beduschi, Giordano Cioli e Marco De Vincentis
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 Finalmente l'Antro dietro le Telecamere!!!
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L’Appetizer dell’Antro per festeggiare l’ultima puntata della stagione: Caprese al Limone e Liquore al Cioccolato Bianco profumato al Limone servito in bicchierini di cioccolato fondente offerti da Il Re Cioccolato di Chianciano Terme
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 Lo studio già pronto per ospitare la prossima stagione di Appetizer
Ciao Ciao ci vediamo a Settembre!!!!!!!!!!
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Nella puntata di qualche giorno fa ho presentato delle splendide Sbrisolone Salate formato "mini"  che hanno riscossoun grande successo. Avevo già provato, tempo fa, a preparare la Sbrisolona Salata la cui ricetta la trovate qui; questa volta invece ho cambiato ricetta facendo una preparazione più simile all’originale ma  nel contempo più ricca ed ovviamente in versione salata.

La Torta Sbrisolona classica (detta anche sbrisolina o sbrisolada) è un dolce tipico della Lombardia e per l’esattezza della città di Mantova. Nasce come dolce “povero” di origini contadine a base di mais, strutto e nocciole e si “nobilita” nel 1600 quando giunge alla Corte dei Gonzaga e nella ricca Mantova. Ecco allora che il burro sostituisce lo strutto, si arricchisce di spezie e zucchero e le mandorle sostituiscono le nocciole. Le Mandorle hanno un significato ben preciso perché rappresentano la Rinascita.

Il nome Sbrisolona deriva dal dialetto “brise” ovvero briciole, proprio quelle briciole che si formano quando la sbrisolona viene spezzata rigorosamente con le mani, vietatissimo l’uso del coltello per porzionarla. Anzi la tradizione vuole che questa Torta venga rotta con un pugno al centro proprio per formare le famose “brise”.

E’ una torta molto semplice e veloce da preparare che ha la stessa proporzione di ingredienti, non a caso in passato era anche conosciuta come “torta delle tre tazze”. Si conserva per molti giorni in una scatola di latta ed è consigliabile consumarla fredda magari il giorno dopo averla preparata o comunque dopo un 4/5 ore.

E’ una torta estremamente burrosa, di una burrosità che avvolge il palato e lo appaga, lo soddisfa. Ecco l’importanza di prepararla utilizzando un burro ottimo. Io per l’occasione ho utilizzato il Burro Salato 1889 di Fattorie Fiandino. Un burro particolare, l’evoluzione del già conosciuto 1889. Ottenuto da panne riposate  (il cui latte è 100% piemontese) e con il fior di sale delle Saline Culcasi di Nubia (TP) Presidio Slow Food. L'unico burro salato  italiano! E che burro!!! 

Come ho già detto per Appetizer ho preparato una versione salata arricchita da pistacchi, pancetta e semini vari e l’ho cotta in versione “monoporzione” proprio per poterla assaporare come Aperitivo.

Appetizer Sbrisolona Salata 3

Sbrisolona Salata
L’Antro dell’Alchimista per Appetizer

Ingredienti
150 g farina 00
3 cucchiai di farina di mais finissima
150 g mandorle e nocciole tritate insieme
150 g Parmigiano grattugiato
2 Tuorli

Inoltre…
25 g pistacchi tostati e tritati a coltello grossolanamente
50 g pancetta dolce a dadini
Semi di sesamo e papavero

Preparazione
Preriscaldare il forno a 170°
Mescolare la farina bianca, la farina di mais, la farina di mandorle e nocciole e il parmigiano. Aggiungere i due tuorli. Aggiungere il burro a tocchetti. Aggrumare il tutto sulla punta delle dita. Il composto non deve risultare omogeneo bensì sbriciolato.
Aggiungere infine i pistacchi e la pancetta. Imburrare ed infarinare dei piccoli stampini tondi e sistemarvi l’impasto, sbriciolandolo, ad un’altezza che non superi 1 cm. Decorare con semi di sesamo e semi di papavero. Infornare a 170° per 30 minuti o sino a leggera doratura. Servire freddie e fare comunque riposare qualche ora prima di servire.

Appetizer Sbrisolona Salata 1
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martedì 15 giugno 2010

21

Appetizer con… Muffins Salati


Per questa puntata di Appetizer ho chiesto aiuto alla mia carissima amica Anna Moroni che prontamente è venuta in mio soccorso con le sue ottime ricette di Muffins Salati. Grazie dolce Annina!!!!

Gli American Muffins sono dei soffici pani, quick bread, a lievitazione veloce cotti in stampini monoporzione e si possono trovare sia nella variante dolce che in quella salata. Il nome muffins sembra derivare dal francese “mouflet” che sta appunto ad indicare un pane morbido e molto soffice. Sono preparati con frutta secca e fresca, ortaggi, salumi, spezie. La qualità degli ingredienti risulta fondamentale per il buon risultato di questa preparazione. Sono golosi, morbidi, estremamente semplici e veloci da preparare e… riescono sempre!
In America iniziano ad apparire verso il 1800, anche se il boom vero e proprio c’è stato intorno agli anni ‘50, addirittura alcuni stati hanno il loro muffin ufficiale: per esempio il Minnesota con il Muffin ai Mirtilli, lo stato di New York con quello alle mele, il Massachusetts con il Corn Muffin e così via.
Da noi sono arrivati da una decina d’anni (mi ricordo che i primi muffins apparvero negli Autogrill, poi iniziarono a trovarsi nei supermercati sotto forma di “kit fai da te”, poi iniziarono a circolare le prime ricette alla portata di tutti) ed è stato subito un grande successo vuoi per la facilità e velocità di esecuzione, vuoi per la versatilità, vuoi per quella forma accattivante e quel sapore che “profuma” d’America e ti porta immediatamente oltreoceano nei favolosi anni ‘50… mordi un muffin ed è come mordere l’America…
Un vantaggio del muffin è che si può preparare in anticipo e congelare, all’occorrenza basta farlo scongelare a temperatura ambiente, o al microonde (se si va di fretta) oppure in forno ventilato a 200° x 10 minuti godendone il profumo – magari in una pigra domenica mattina -  prima ancora che il sapore che vi stupirà per la sua fragranza. Oppure una volta cotti e ben raffreddati possono essere conservati per oltre una settimana in una scatola di metallo ben chiusa.
Per quanto riguarda i muffins salati di cui vi posto la ricetta oggi, sono partita da un impasto base e mi sono sbizzarrita a variarne le farciture… tutto il resto lo lascio alla vostra fantasia!

Muffins Salati
L’Antro dell'Alchimista per Appetizer
ricetta di Anna Moroni

Ingredienti
250 g farina 00
1 bustina di lievito per pizze e torte salate
un pizzico di sale
1 uovo  a temperatura ambiente leggermente sbattuto
250 g latte a temperatura ambiente
50 g di burro morbido

Preparazione
Mescolare in una ciotola gli ingredienti secchi ed in un’altra ciotola gli ingredienti liquidi. Versare gli ingredienti liquidi sopra quelli secchi e mescolare velocemente.
Aggiungere le farce (salumi, formaggi, ortaggi, ecc…) e gli aromi che più gradite, mescolare brevemente riempire i pirottini da muffins per 3/4  ed infornare a forno già caldo a 180° per circa 25 minuti.

Al Pesto
aggiungere all’impasto qualche cucchiaiata di pesto, mettere nei pirottini e sopra mettere un mezzo cucchiaino di pesto.
Appetizer Muffins Salati al Pesto 1

Alle Erbe Fini e Gruyère
Le erbe fini sono tutte quelle splendide e profumate erbe che si trovano nell’orto: prezzemolo, cerfoglio, erba cipollina, dragoncello ecc…ecc… tritate finemente e miscelate insieme con un paio di cucchiai di Gruyère grattugiato grossolanamente
Appetizer Muffins Salati Erbe Fini e Parmigiano 2

Zucchine Grigliate e Pancetta Dolce
Appetizer Muffins Salati Zucchine Grigliate e Pancetta Dolce 1

Super classici Wurstel e Parmigiano, la passione dei bimbi
Appetizer Muffins Salati ai Wurstel 2

Prosciutto Cotto e Provola dolce
Appetizer Muffins Salati Prosciutto Cotto e Provola Dolce 2

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domenica 13 giugno 2010

23

Appetizer con… Grissini Stirati al Cioccolato Fondente con Sale Rosa dell’Himalaya


Vi ricordate di queste Capresine di cui vi parlavo qui? Bene eccole a far bella mostra di sé nel carrello dei dolci del Ristorante Marechiaro nella splendida serata dedicata ad una degustazione di pesce abbinata ad una selezione dei vini della Cantina del Taburno. Quella cena è stata un grande successo tanto è vero che a breve ne verranno organizzate altre e sarà mia cura aggiornarvi per tempo!
Capresine al Limone x Marechiaro 1

Nella puntata di Appetizer di giovedì scorso, di cui parlo qui, ho presentato dei Grissini Stirati al Cioccolato con Sale Rosa dell’Himalaya. Non ho dato la ricetta dei grissini, bensì ho parlato del Sale Rosa dell’Himalaya che, con grande gioia, inizio a trovare anche dalle mie parti pertanto come promesso in puntata ecco il post che so stavate aspettando avidamente con la ricetta di questi deliziosi grissini.

Innanzitutto due parole sul Sale Rosa dell’Himalaya per chi non ha potuto seguire la trasmissione. Il Sale Rosa dell’Himalaya è un sale marino fossile formatosi più di 250milioni di anni fa quando mari e laghi si ritirarono per permettere l’ascesa della catena montuosa dell’Himalaya. Questo sale fu scoperto nel 350 A.C. ma furono solamente gli inglesi intorno al 1800 a regolarne l’estrazione che ad oggi avviene ancora come un tempo. L’estrazione, infatti, viene fatta a mano nelle miniere e in loco il sale viene lavato ed asciugato; sui treni a vapore viene poi portato a valle dove viene macinato con la pietra in cristalli grossi e irregolari; non subisce alcuna raffinazione.
Il Sale Rosa dell’Himalaya viene considerato il sale più puro della terra poiché non sono presenti in esso agenti contaminati o inquinamenti vari. Viene anche considerato il sale più ricco di oligoelementi fondamentali per il corpo umano, non a caso in oriente viene indicato come il sale della vita.
Il suo colore rosa cristallino deriva dai fluidi magmatici provenienti dagli strati più profondi della terra, inoltre sono presenti in massima purezza ben 84 sali minerali: oltre il cloruro di sodio troviamo infatti anche il calcio, il fosforo, il potassio, il sodio, il magnesio, il ferro, il rame, lo iodio, lo zinco e molti altri ancora.
E’ un sale largamente usato in omeopatia e in cosmetica. In cucina si presenta come un sale delicatissimo e fragrante, di morbida salinità meno concentrata rispetto agli altri sali esalta il gusto dei cibi senza coprirli. Ottimo a crudo su grigliate di carne e pesce, insalate e zuppe e come dimostra questa ricetta anche abbinato al cioccolato fondente è un matrimonio decisamente perfetto.

Già una volta avevo realizzato i grissini con gocce di cioccolato fondente che potete trovare qui. Questa volta però ho cambiato ricetta provando, infatti,  a rendere “cioccolatosa” la ricetta “pluriblasonata” dei Grissini Stirati delle mie Maestre per eccellenza: le Sorelle Simili con cui ho fatto tempo fa un corso di panificazione e di cui conservo gelosamente i loro libri di ricette debitamente autografati. 

Come insegnano le Sorelle Simili “questi grissini vengono tirati a mano, lunghi quanto ve lo consentono le dimensioni del forno (i fornai, che non hanno problemi di forno, li fanno lunghi quanto l’apertura delle braccia!). Il risultato è che saranno abbastanza irregolari, con parti sottili che diventano croccanti e tratti più grossi che mantengono ancora una certa morbidezza; cosa questa che rappresenta la loro peculiare caratteristica, e - aggiungo io - la differenza rispetto alla ricetta precedentemente provata. Volendo potete aggiungere all’impasto semi di sesamo tostati, semi di papavero tostati, peperoncini ecc..."  Io come vi ho anticipato ho aggiunto all’impasto delle piccole gocce di cioccolato fondente e del Sale Rosa dell’Himalaya grossolanamente pestato".

Grissini Stirati al cioccolato e sale dell Himalaya 1

Grissini Stirati con Cioccolato Fondente 
e Sale Rosa dell'Himalaya
L’Antro dell’Alchimista per Appetizer
ricetta tratta dal libro “Pane e Roba Dolce” delle Sorelle Simili

Ingredienti
500 g farina 00
250-280 acqua
15 g lievito di birra
8 g sale
50 g olio oliva
1 cucchiaino raso di malto d’orzo
farina di semola di grano duro
altro olio per pennellare

Mia aggiunta:
250 g di gocce di cioccolato fondente (il formato più piccolo)
Sale Rosa dell’Himalaya pestato grossolanamente

Preparazione
Fare la fontana, amalgamare al centro tutti gli ingredienti (tranne le gocce di cioccolato fondente e il Sale Rosa) e impastare battendo per 8-10 minuti. L’impasto deve essere non troppo morbido. Aggiungere infine le gocce di cioccolato e amalgamarle bene nell’impasto (attenzione a NON scaldare l’impasto, specie se usate un’impastatrice, perché altrimenti farete fondere il cioccolato!).
Fare un filoncino e stenderlo in un rettangolo di circa 30 x 10, mantenendo la forma più regolare possibile, appoggiarlo su uno strato di farina di semola di grano duro, pennellare abbondantemente con olio d’oliva la superfice ed anche i lati e cospargere il tutto con altra semola. Coprire a campana e lievitare 50-60 minuti. Con un coltello a lama alta o con una grande spatola tagliare dal lato corto dei bastoncini larghi circa un dito, senza smuovere troppo la pasta afferrarli al centro con le dita e assottigliarli tirandoli delicatamente e spostando contemporaneamente le dita verso l’esterno mano a mano che la pasta si assottiglia, cospargerli con Sale Rosa dell’Himalaya pestato grossolanamente. Disporli su una teglia un poco istanziati, e regolarli con le dita per uniformarne lo spessore. Mettere subito in forno preriscaldato a 200° per 18-20 minuti circa. Controllateli spesso per non farli bruciacchiare, a me sono bastati 15 minuti di cottura a 200°

Grissini Stirati al cioccolato e sale dell Himalaya 3

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venerdì 11 giugno 2010

20

Appetizer con… Crostata di Ricotta e Pesto


Dietro le quinte di Appetizer… puntata del 10 Giugno “Aperitivo con… Il Volo e la Musica” in studio con Chiara e la sottoscritta, ovviamente, anche mio marito considerando l'argomento della puntata.
 




Nella puntata di ieri di Appetizer abbiamo parlato di Pasta Brisè, ovvero di quella tipica preparazione della pasticceria francese utilizzata soprattutto per la preparazione di torte salate, di tarlette, di salatini e di piccola pasticceria mignon salata. E’ una preparazione decisamente semplice e fa parte di quelle “preparazioni” base che ogni appassionato di cucina dovrebbe conoscere. Per prepararla al meglio ci sono però alcune accortezze che è meglio conoscere: la farina usata deve essere povera in glutine per rendere l’impasto meno elastico; il burro deve essere freddo di frigorifero; massima rapidità nell’impastare la Brisè per non scaldare l’impasto; in ultimo è necessario un riposo dell’impasto di almeno un’ora in frigorifero per far risolidificare i grassi e permettere alla farina di perdere elasticità acquisita durante l’impasto.

La ricetta della farcia con ricotta e pesto, per anni un golosissimo tormentone dei forum di cucina,  è della mia carissima amica Erminia . Una torta decisamente estiva, accattivante, di sicuro successo. Ottima come antipasto o servita a quadrotti come aperitivo. Una sfiziosa torta salata che ben si presta ad essere  servita in un picnic (si capisce che ho voglia di iniziare a fare quegli splendidi picnic d’estate nella faggeta dietro casa???!!!) perché non deve essere mangiata calda bensì fredda o al massimo appena appena tiepida.

Crostata Ricotta e Pesto con pomodorini ciliegini 3

Crostata di Ricotta e Pesto

Ingredienti per la Pasta Brisè
250 g farina
150 g burro freddo di frigorifero
80 g di acqua fredda
un pizzico di sale

Ingredienti per la Farcia
250 g di ricotta
250 g di pesto
80 g di Parmigiano grattugiato
2 uova
Pomodorini Ciliegini

Preparazione della Pasta Brisè
Sfregare i pezzettini di burro (uno alla volta!) con la farina sino ad ottenere uno sfarinato composto di tanti fiocchetti. Aggiungere poi il sale e  l’acqua fredda poca alla volta ed impastare velocemente sino ad ottenere una palla omogenea, avvolgerla nella pellicola e riporla in frigorifero per un’ora. Passato il riposo prendetela e stendetela in uno stampo per crostata imburrato e infarinato.

Preparazione della Farcia
In una terrina lavorare la ricotta sino a renderla cremosa, unire tutti gli altri ingredienti e mescolare per bene sino ad ottenere un bel composto cremoso. Versare il composto nel guscio di pasta brisè, decorate con i pomodorini ciliegini tagliati a metà e infornare a forno già caldo 180° per circa 25/30 minuti.

Crostata Ricotta e Pesto con pomodorini ciliegini 1
 
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mercoledì 9 giugno 2010

24

Appetizer con… Pomodorini al Riso con Mentuccia e Pistacchio


Una ricetta veloce e sfiziosa che ho presentato nella prima puntata di Appetizer. Piccoli pomodori di riso estremamente sfiziosi e buoni buoni… ci vuole solo un po’ di pazienza a riempirli “chirurgicamente” tutti ma suvvia non ne dovete certo preparare in quantità tale da sfamare un esercito!
Ottimi serviti in un buffet, per l’aperitivo o per i vostri picnic se il tempo “clemente” ci permetterà finalmente di godere di belle giornate estive piene di sole estive! Questi deliziosi pomodorini, che profumano d'estate,  saranno sicuramente una “coccola” golosa per i vostri ospiti che certamente gradiranno assai questo piccolo delizioso finger food che si mangia in un solo boccone, tra mugolii di piacere, e uno tira l’altro.
Non vi scrivo le dosi esatte, regolatev voi a seconda di quanti pomodorini dovrete preparare.
 Pomodorini di riso e mentuccia 3

Pomodorini al Riso
con Mentuccia e Pistacchi
L’Antro dell’Alchimista per Appetizer

Ingredienti
Pomodorini ciliegini
Riso Superfino (1 cucchiaino raso per ogni pomodorino)
Qualche cucchiaiata di passata di pomodoro
qualche foglia di basilico tritata
qualche foglia di mentuccia
1 spicchio d’aglio
pistacchi tritati
Olio extravergine d’oliva
Sale e pepe

Preparazione.
Lavate i pomodorini, tagliate la calottina e tenetela da parte, svuotateli delicatamente dalla polpa e raccoglierla in una terrina,  mettete poi i pomodorini capovolti a testa in giù a sgocciolare.
Nella terrina mescolare per bene la polpa dei pomodorini con:  il riso, qualche cucchiaiata di passata di pomodoro, lo spicchio d’aglio, un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, il basilico e la mentuccia tritati, sale e un pizzico di pepe. Far riposare il tutto, coperto, per qualche ora  dopodiché rimuovere lo spicchio d’aglio.
Preriscaldare il forno a 180°. Ungere una pirofila, prendere i pomodorini e salarli leggermente, riempirli con il riso, mettere qualche pistacchio tritato e chiudere con la calottina.
Infornare a 180° per circa 30/40 minuti. Servire freddi o tiepidi cosparsi di pistacchio tritato.
 Pomodorini di riso e mentuccia 1

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sabato 5 giugno 2010

22

Appetizer con… Lingue di Suocera


Rientrata da Roma, rientrata da 3 puntate di Appetizer, rientrata dalla serata finale di Piazza di Siena, rientrata dalla Parata e da tutti i concerti che hanno accompagnato i festeggiamenti del 2 Giugno, rientrata o meglio sopravvissuta alla cena di classe dove 15 bimbini scatenati scorrazzavano per tutto il ristorante fortunatamente a noi dedicato per l’occasione, sopravvissuta a una quantità indefinita di meravigliose Capresine al Limone fatte appositamente per l’evento di Marechiaro di ieri sera, sommersa da panni da lavare, casa da pulire, “bassomanovalanza” casalinga da svolgere e anche alla svelta prima di soccombere definitivamente nel caos domestico più totale, caos che solitamente richiede poi l’intervento dell’impresa di pulizie. Insomma questa è stata la mia settimana… me ne attende un’altra bella densa ma fino a lunedì stacchiamo la spina!

Oggi vi racconto della ricetta presentata ieri nella puntata di Appetizer. Ci spostiamo in Piemonte, per l’esattezza nell’Alessandrino in quelle splendide cittadine che sono Acqui Terme e Rocchetta Tanaro. Ora io sono di parte dato che ho avuto i nonni materni originari di Ovada e Tagliolo, e avendo trascorso dei bellissimi momenti della mia infanzia tra quelle dolci colline, dove tornare è sempre un grande piacere nonché fonte di grande serenità. Proprio di Aqui Terme e Rocchetta è il pane di cui vi voglio raccontare oggi: le Lingue di Suocera, un pane secco, stirato e molto sottile. Un pane che dal 1993 si avvale del Marchio registrato all’Ufficio Brevetti e Marchi e le cui origini già sono rintracciabili in alcuni testi del ‘700.
Lingue di suocera perché? Perché la lunghezza originale di questo pane arrivava sino al mezzo metro  di altezza per 15 cm di larghezza! Un pane che assomiglia ad una lunga lingua  e proverbialmente la lingua lunga appartiene a molte suocere decisamente peperine ed impiccione, che tra moglie e marito mettono non solo il dito ma anche una buona dose di “lingua lunga” con tutti gli annessi e "sconnessi" che si vengono inevitabilmente a creare nella coppia.
Questo pane viene stirato rigorosamente a mano (sono bandite le macchinette!) e viene preparato con il lievito madre. Ecco, mi cospargo il capo di cenere e lo ammetto: io  ho preso una scorciatoia utilizzando al posto del lievito madre una biga. Purtroppo tra la sottoscritta e il lievito madre non c’è assolutamente feeling e considerando il mio essere “girovaga” dovrei “assoldare” una baby sitter full time che se ne prenda cura giornalmente ed amorevolmante con bagnetti e rinfreschi vari, perché mio marito si rifiuta categoricamente - e piccino come dargli torto?  - di andare in giro portandosi appresso in una piccola borsa “refrigerata”  il famigerato “bimbo”... ha già dato in una vacanza di qualche anno fa e ha deciso che “non è assolutamente cosa da rifare!”

Per la ricetta ho preso spunto da qui e qui e l’ho rielaborata secondo il mio gusto. Io vi consiglio assolutamente di provarle, perché è una ricetta che merita! Le Lingue di Suocera sono decisamente ottime per l’aperitivo servite da sole (una tira l'altra) o per antipasto accompagnando i nostri splendidi salumi.
Il matrimonio perfetto? E’ quello tra le Lingue di Suocera ed un bel Prosecco dalle eleganti note fruttate, servito intorno ai 6°-8°.

 Lingue di Suocera al Parmigiano
Lingue di Suocera 2

Lingue di Suocera
L’Antro dell’Alchimista per Appetizer

Ingredienti per la Biga
La Biga è un lievito a impasto molle caratterizzato da un periodo di maturazione che va dalle 18 alle 24 ore
100 g farina
150 g acqua a circa 25°
3 g di lievito di birra
Una punta di zucchero
Impastare tutti gli ingredienti in una ciotola e far lievitare coperto in luogo tiepido per circa 18/24ore.

Perché utilizziamo un impasto indiretto che prevede l’utilizzo di una biga preparata il giorno prima  anziché impastare subito tutti gli ingredienti?  Perché la piccola quantità di lievito di birra che viene utilizzata, farà in modo che, durante il riposo, tutto l’impasto si trasformi a sua volta in lievito permettendo di utilizzare appunto una minore quantità di lievito compresso e questo ci regalerà un prodotto finale più leggero, più digeribile, più profumato e fragrante.

Ingredienti per l’Impasto
Biga preparata il giorno prima
250 g farina
100 g di acqua tiepida in cui avrete sciolto 3 g di lievito di birra
20 g di olio extravergine d’oliva di ottima qualità
1 cucchiaino di sale
Salamoia (ovvero acqua e olio extravergine d’oliva in pari dosi commescolati insieme)
Sale grosso
Aromi vari (rosmarino, salvia, origano, peperoncino, sesamo, semi di papavero, parmigiano ecc. ecc. secondo il vostro gusto)

Preparazione
Impastare per bene tutti gli ingredienti avendo cura di mettere il sale per ultimo e mai a contatto con il lievito. L’impasto dovrà essere morbido ed elastico, se lo vedete troppo molle aggiungete altra farina (poca alla volta), se lo vedete troppo dure aggiungete qualche goccia d’acqua. Coprire e far lievitare sempre in luogo tiepido per circa 2 ore.
Formare dei cilindretti di 25/28 g l’uno e tirarli con il matterello allo spessore di 2 mm. Disporre tutte le lingue su una placca rivestita di carta forno e spennellarle molto leggermente con la salamoia, non eccedete altrimenti rischiate che vi vengano umide e untuose tipo focaccia! Cospargere di sale grosso e di aromi a piacere (io ne ho fatte con la salvia, con il rosmarino, con l’origano, con il parmigiano, con il peperoncino).
Far riposare per ulteriori 30 minuti, nel frattempo accendere il forno a 220° e farlo scaldare per bene. Infornare le lingue per circa 6/10 minuti sino a doratura.

Lingue di Suocera 1

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