domenica 24 ottobre 2010

11

Il Ciambellone di Ady: versione eretica al doppio cioccolato


Le sere d’autunno, voglia di casa, di cose semplici, di candeline che si accendono, di odore di incenso alla cannella mischiato a qualche torta buona, buona che cuoce nel forno. La cena della domenica sera è chiamata nel nostro lessico familiare “la zuppotta”. Nulla di più semplice una tazzona di latte e caffè o cacao in cui inzuppare un buon ciambellone.

Il ciambellone soffice di Ady, da quanto tempo non lo preparavo? Semplice ma buono, buono; alto, alto ma così alto da lasciare Junio a bocca aperta. L'idea di usare lo stampo per il Kugelhupf è stata vincente! 

Questa sera una versione eretica di questa splendida ricetta: al doppio cioccolato per assecondare i gusti di casa. Giudizio? Avete presente una sofficissima nuvoletta di cioccolato? Ecco, proprio così! Deliziosamente soffice, il ciambellone più soffice del mondo!

Per chi ancora non la conoscesse - ma non ci credo che ci sia ancora qualcuno che non l’abbia provata!!! – metto la ricetta integrale di Ady e in corsivo le mie aggiunte.

Ciambellone più soffice del mondo doppio cioccolato 3

Il Ciambellone più soffice del mondo
versione Doppio Cioccolato

Ingredienti
250 g di zucchero
250 g di farina
3 uova
130 g di olio di semi o di oliva
130 g di acqua
una bustina di lievito
un pugnetto di uvetta (facoltativo) - ho sostituito con circa 80 g di gocce di cioccolato
un po’ di rum - ho sostituito con del Vin Santo
2 cucchiai di cacao amaro - ne ho messi circa 80 g
Un pizzico di sale 

Preparazione
Mettere nel robot le uova, montarle con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungere l’olio, l’acqua, il rum (Vin Santo), la farina, un pizzico di sale, il cacao, ed infine il lievito, se si vuole anche l’uvetta infarinata (io gocce di cioccolato).
Imburrare uno stampo a ciambella, come quello del budino, versarvi i 3/4 del composto. Nel rimanente composto mettere due cucchiai di cacao amaro, mescolare bene e far cadere nello stampo sul composto bianco. Fare dei cerchi concentrici con un coltello per far venire l’effetto marmorizzato. Ovviamente il mio non è marmorizzato ma gusto unico pericolosamente cioccolatoso!!!
Cuocere in forno caldo (ho impostato 180°) per circa 40 minuti, farà fede la prova stuzzicadenti. Una volta freddo ho cosparso di zucchero a velo e cacao.

Note di Ady: il composto alla fine risulterà piuttosto liquido, non aggiungere altra farina, è proprio così che deve venire, ed è questo il segreto della sua morbidezza.

Ciambellone più soffice del mondo doppio cioccolato 2

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venerdì 22 ottobre 2010

26

Ciao Lapino... ora starai fuseggiando in cielo


Ieri sera stavamo tutti felici sul divano a giocare e a farci le foto...  l'avevamo poi rivisto alle 5 di mattina, a quest'ora era solito svegliarsi e miagolare per avere qualche tenerezza, l'abbiamo coccolato e messo sul suo cuscino preferito... lì l'abbiamo trovato questa mattina intorno alle 9... sembrava che stesse ancora dormendo, in realtà ci aveva lasciati... così in silenzio, con una dignità e una discrezione che solo i gatti sanno avere.

Oggi abbiamo saputo che purtroppo il suo cuoricino era malato, una malformazione congenita dalla nascita che non l'avrebbe fatto vivere a lungo, troppo piccino e troppo debole... quel cuoricino affaticato non ce l'ha più fatta...

Ciao Dolce Lapino....




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martedì 19 ottobre 2010

17

Amaretti Sardi Accabadora

 
Tutto nasce da una scaletta… sì la solita scaletta che mi manda la mia splendida Chiara in cui c’è spiegata per filo e per segno come si svolge  la puntata di Appetizer, ospiti, quanti minuti per ogni intervento, quali domande, tracce varie, ecc ecc… e quasi per caso noto che nella mia rubrica è segnata un’improbabile ricetta di Amaretti in Accabadora. In quella puntata infatti si parlerà di Aperitivo con Autore, una splendida iniziativa che si tiene al Caffè Poliziano di Montepulciano. E l’Autore è nientepopodimeno che Michela Murgia. Ebbene sì Michela Murgia (Premio Campiello 2010), a Montepulciano!

Sorrido a quella strana ricetta presente  sulla scaletta e passo oltre poiché per quella puntata stavo preparando tutt’altro. Ma la notte porta consiglio e quasi per sfida mi metto a cercare notizie sugli Amaretti scoprendo che nel libro Accabadora vengono ampiamente citati durante i preparativi di un matrimonio… inutile dire che il giorno dopo mi fiondo in libreria ad acquistare il libro che leggo tutto d’un fiato per quanto mi garba e... sono sempre più convinta che tutto sommato gli “Amaretti in Accabadora” arriveranno ancora caldi di forno in puntata.
Mai fatti gli amaretti sardi, nutro una particolarissima dedizione verso i dolci sardi, mi limito ad ammirare questi capolavori, tutt’al più a gustarli, ma mai avrei pensato di provare io stessa ad affondare le mie mani in una preziosa ricetta che profuma di Sardegna e racconta le tradizioni di questa splendida gente.
In puntata gli amaretti riscuotono molto successo tant’è che il Direttore Artistico dell’evento, Olivia La Pegna, mi propone di portarli sabato all’incontro per farne omaggio alla scrittrice.

Wow!!!! E ora che fo???? Sì perché gli amaretti che ho portato in trasmissione sono deliziosi ma saranno realmente gli amaretti sardi???? L’orso che c’è in me mi suggerisce “digli che sabato non ci sei”, la ragione interviene martellandomi con la frase “non ti farai scappare anche questa occasione vero????!!!!” Vince la ragione, anche perché mio marito, temendo la mia fuga, aveva già deciso, in mia vece, il da farsi.
Mettiamoci subito al lavoro, urgono consigli direttamente dalla Sardegna e così baratto con Gian Paolo, il musicista collega di Marco che vive in quella splendida isola, la ricetta di famiglia di questi amaretti in cambio di un autografo della scrittrice, che scopro essere il suo mito. La ricetta arriva corredata di tutti i consigli e i segreti “di famiglia” (soprattutto per quanto riguarda la cottura) e gli amaretti non senza qualche “imprevisto” tipico in queste situazioni giungono con grande meraviglia nelle preziosissime mani di Michela Murgia. Lei una persona splendida, solare, positiva, disponibile, un bellissimo sorriso, un grandissimo piacere ascoltarla e poterci conversare insieme.
E gli amaretti? il profumo di mandorle era inebriante, la consistenza perfetta ora non mi resta che sapere se possono chiamarsi a tutti gli effetti “Amaretti Sardi Accabadora”...



Amaretti Sardi Accabadora

Ingredienti
300 g di mandorle dolci pelate
60 g di mandorle amare pelate
Scorza grattugiata di 2 limoni
250 g di zucchero semolato
3 albumi montati a neve ferma (4 se le uova sono piccine)
Zucchero semolato
Mandorle intere pelate
Ciliegine candite

Preparazione
Tritare finemente le mandorle con lo zucchero e la scorza di limone. Aggiungere delicatamente gli albumi montati a neve ben ferma. Far riposare il composto qualche ora in frigorifero, se il composto dovesse risultare troppo morbido aggiungere 1 o 2 cucchiai di farina. Formare delle palline grandi come una noce. Rotolarle nello zucchero semolato e disporle in una teglia ricoperta di carta forno. Guarnire le palline con mezza ciliegina candita o con una mandorla intera. Infornare a forno caldo 180° per circa 20 minuti. Gli amaretti devono dorare leggermente ma mantenersi estremamente morbidi all'interno.

Amaretti 1

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venerdì 15 ottobre 2010

9

Lo stavate aspettando???!!!


Bene! Eccolo qui! E' uscito poco fa! Fresco, fresco di stampa pomeridiana! E' il primo libro di una nuova collana: Le Ricette del Buongustaio. Edito ovviamente da Thesan & Turan, è ordinabile direttamente dal nostro sito, qui. Per info contattatemi direttamente a questo indirizzo email: devincentis@thesaneturan.it 





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mercoledì 13 ottobre 2010

21

Pacchettini di Wurstel


Innanzitutto vi segnalo che Appetizer - la cui nuova stagione 2010-2011 - è iniziata proprio ieri, da quest’anno ha anche un blog che verrà aggiornato quotidianamente con tutte le news e le ricette delle puntate! Seguitemi anche in questa nuova avventura di questo “neonato” blog “Appetizer, aperitivo con…”
 
Lapino – grazie per tutti i vostri splendidi messaggi!!! - cresce, ad oggi pensa ben 280g, e… se ne va a zonzo per casa nel taschino della camicia di flanella di Marco. Il soggiorno è stato trasformato in una vera e propria “nursery” perché Lapo è piccino e ha bisogno di tantissime cure, ieri sera ci ha fatto fare una corsa dalla veterinaria, ma tutto fortunatamente si è risolto per il meglio, Lapo sta bene, è solamente ancora molto scombussolato per quello che gli è successo ma sicuramente poco a poco si riprenderà! Ha un carattere testardo e volitivo, si fa curare senza problemi, ha una forza  "di vivere" strepitosa considerando che è uno scricciolino e soprattutto ha voglia di crescere e diventare un bel gattone a pelo lungo “roscio” tigrato.

DPP_00014

Affamatissimo e golosissimo di omogenizzati di pollo… ma questo non solo lui, pure marito, figlio e Trotta pretendono di avere la loro dose di omogeneizzato, così proprio ieri pomeriggio, accantonando momentaneamente tutti i potenti mezzi dell'Antro,  sono stata a fare scorta di preziosi barattolini per far fronte alle esigenze di tutti senza farli litigare… per fortuna che inizio Appetizer almeno ho qualcuno per cui cucinare  cibi “di sostanza” e che permettano alla fantasia di esprimersi al meglio.

Però quando si creano stupidate sfiziose come quella di  oggi, eccoli allora che li vedo piombare tutti in cucina con il naso all’insù cercando di indovinare cosa “bolle nel forno”… la pasta sfoglia e il wurstel qui vanno sempre per la maggiore! Occhio che qui ci si trova davanti ad una ricetta complicatissima, specie nell’arrotolare i pacchettini e dai lunghissimi tempi di esecuzione soprattutto nello srotolare la sfoglia senza romperla. Volete proprio che ve la illustri?

Pacchettini di Wurstel

Ingredienti e Preparazione
Preriscaldare il forno  190°. Tagliare la sfoglia in piccoli triangoli. Spennellarla con un velo di senape. Mettere al centro un wurstel piccino (quelli da cocktail, per intenderci) e arrotolare il pacchettino. Disporre su una teglia, ricoperta di carta forno, spennellare con tuorlo d’uovo leggermente sbattuto. Infornare per circa 15/20 minuti sino a completa doratura.

Pacchettini con Wurstel 1


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sabato 9 ottobre 2010

26

Una ricetta d’Amore


Cinque minuti prima non l’avremmo trovato, cinque minuti dopo l’avremmo trovato morto. In realtà eravamo solamente usciti di casa per andare a prendere la macchina all’Avis e per fare un poco di spesa dovendo partire l’indomani per Roma. Ma sulla via del rientro, qualcosa si muove a bordo strada, è buio si vede male e solo quando la macchina si avvicina ci accorgiamo che è un micino urlante, terrorizzato sul ciglio di una strada trafficata che collega Chiusi a Chianciano. Non ci abbiamo pensato due volte, abbiamo subito fermato la macchina, ci siamo buttati fuori e mentre io fermavo le macchine, tra cui un paio d’autobus e un tir che stavano risalendo la strada, Marco recuperava il micino terrorizzato, salvandolo da morte certa magari proprio sotto quell’autobus o quel tir che sicuramente, a causa del buio e delle sue dimensioni, non l’avrebbero visto. Quanta tenerezza, un micino bellissimo, pulito si vedeva che era stato in appartamento sino a qualche istante prima che le bestie umane decidessero di sbarazzarsene su una strada trafficata, vicino ad un cassonetto.
Dovendo partire abbiamo dovuto lasciarlo nel rifugio di un’amica, per fortuna che ci sono persone come lei, che ha un gattile in campagna dove accoglie micetti bisognosi (e in questo periodo tanti sono gli abbandoni!!!)… ma in quei giorni di permanenza a Roma il nostro pensiero era sempre rivolto a quel micetto dagli occhi blu, alla voglia di rivederlo e a come chiamarlo… lo abbiamo pensato così intensamente che abbiamo deciso di rientrare prima del previsto per andarcelo a prendere e tenere sempre con noi. D'altronde c'erano troppe coincidenze  che ci hanno fatto capire che quel micino aspettava noi e noi dovevamo prenderci cura di lui.

Venerdì grande spesa di trasportino, lettierina, scatolette insomma tutto ciò che serve ad accogliere un gatto neonato, l’abbiamo preso dal gattile e portato dalla veterinaria per una visita completa e la prima profilassi dei micetti neonati. Ci ha confermato che è un maschietto di circa 1 mese, è lungo poco più di una spanna e pesa poco meno di tre etti, è rosso a pelo lungo e ha tanto bisogno di coccole e affetto.
E così venerdì nel tardo pomeriggio il nostro Lapino (pronunciato alla Toscana, tutto rigorosamente aspirato!) faceva il suo trionfale ingresso a casa nostra arricchendola di ulteriore felicità, di serenità e di tutta quella gioia di vita che solo un cucciolo può donare.

L’importante comunque è che ora Lapino stia con noi! E’ impressionante come la Trotta lo abbia adottato come un suo cucciolo, come gli stia insegnando giorno per giorno le piccole importanti abitudini dei mici, come lavarsi, bere dalla ciotolina, arrampicarsi, grattarsi… ed è meraviglioso vedere i suoi piccoli, grandi progressi quotidiani, sentire le sue fusa, vederlo sempre più felice nella sua nuova casa.
Grandi lezioni di vita, di umiltà, di cuore e di coraggio, di dignità ci regalano i nostri amici pelosi! 
Dice Mark Twain: se fosse possibile incrociare l'uomo con un gatto, la cosa migliorerebbe certamente l'uomo, ma di certo peggiorerebbe il gatto… meditate gente…

Un augurio "speciale" va anche a chi ha deciso di sbarazzarsene in condizioni che non gli avrebbero sicuramente permesso di sopravvivere: auguro di cuore tutto il male possibile a questa persona,  e questo vale anche per tutti coloro che come lui pensano che gli animali siano oggetti che si possono gettare come un paio di scarpe vecchie!

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martedì 5 ottobre 2010

9

Pane ai Mirtilli


Ogni tanto anche le cene in “kit di assemblaggio” hanno un che di affascinante. E quando si va da Ikea è d’obbligo una tappa all’angolo food per acquistare qualche troiata dagli ingredienti incerti ma dal gusto decisamente accattivante. Questa volta la scelta è caduta sulle farine, tra cui quella ai mirtilli con tanto di “libretto” di istruzioni multilingua per il “montaggio” della pagnotta. Tutto sommato il gusto non è assolutamente malvagio! Vero è che c’è sempre quel caratteristico retrogusto di “Ikea” che profuma di scaffalature e compensato. Ora non aspettatevi da questo pane chissà quale gusto mirtilloso, se avete le papille ben allenate potete percepirne un vago, vaghissimo sentore acidulo. Ovviamente questo pane l’abbiamo fatto morire con le famose polpettine surgelate, cotte al forno e annegate nella loro abbondante salsina cremosa. Una tira l’altra e ci sta pure la scarpetta con il pane "montato" apposta per l’occasione… attenzione però a non esagerare altrimenti passate la nottata in compagnia della madonna di fatima con il vostro fegato che sventola bandiera bianca e vi supplica pietà!

Gli ingredienti delle polpettine e della salsa ve li risparmio perché vi voglio bene! Invece andiamo a vedere cosa contiene il famoso “kit” del pane ai mirtilli:
Un pacco di farina così composto: farina di frumento, farina di segale integrale, fibre di segale, malto d’orzo, glutine, sale, zucchero, pasa fermentata di segale, destrosio, lecitina di colza  (???!!!) e mirtilli rossi liofilizzati nella quantità dello 0,3% (crepi l’avarizia!!!).
Due bustine di lievito secco.
Istruzioni per il montaggio.

Consiglio mio: fatene mezza dose altrimenti vi vengono due pagnottoni enormi che il giorno dopo diventano gnucchi come muli o se siete più fortunati gommosi come una pallina antistress. Oppure se in preda all’entusiasmo, volete dar fondo subito a tutta la farina, potete surgelare il pane che vi avanza magari già tagliato a fette.

Pane ai Mirtilli 1

Pane ai Mirtilli
Ikea

Preparazione… assemblaggio… montaggio…
Mescolare la farina (conservarne circa 30 g per la lavorazione delle pagnotte) con le due buste di lievito.
Aggiungere 6 dl d’acqua a 40°
Impastare per 10 minuti
(io ho buttato tutto nella Mdp, ciclo impasto e lievitazione)
Far lievitare l’impasto per circa 30 minuti coperto da un canovaccio.
Lavorare nuovamente l’impasto
Formare 2 pagnotte
Stenderle su una teglia da forno (ricoperta di carta forno)
Fatele lievitare circa 30 minuti coperte da un canovaccio
Spennellare le pagnotte con dell’acqua.
Fare dei tagli diagonali nelle pagnotte con un coltello affilato
Cuocere nella parte inferiore del forno a 200° per 35-40 minuti
(ovviamente se fate la mezza dose basteranno una ventina di minuti a 190°)

Pane ai Mirtilli 2
 
 
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domenica 3 ottobre 2010

11

Zorama



Perché me la canto e me la suono da sola… per scrivere il libro, di prossima uscita, sui dolci della tradizione toscana ho dovuto studiarmi per bene tutto questo splendido mondo fatto di dolci e dolcetti che affondano le radici nella storia più remota. Ovviamente ho studiato molto sui libri di Giovanni Righi Parenti scovando dei dolci tanto semplici quanto affascinanti che andrebbero recuperati se non altro per le bellissime storie che ancora oggi sanno raccontare, storie che profumano di casolari di campagna, di forni a legna, di ingredienti umili ma genuini.

Uno di questi dolci è la Zorama… un nome decisamente insolito che sta ad indicare in Toscana una ciambellone attorcigliato, variegato o più volgarmente conosciuto come marmorizzato. Zorare è infatti un termine d’altri tempi che significa attorcigliare, variegare. Non a caso anche l’Artusi racconta di un dolce il cui nome è Zorama che viene da lui definito come  “un gelo, marmorizzato di bianco e nero” ovvero di panna e cacao.

Zorama 3
Zorama
ricetta tratta dal libro “Dolcezze di Toscana”
di Giovanni Righi Parenti

Ingredienti
250 g farina
250 g fecola
250 g zucchero
3 uova medie
150 g latte
100 g burro
la buccia grattugiata di un limone
un pizzico di aroma alla vaniglia
1 bustina di lievito per dolci
50 g di cacao in polvere
50 g di schegge di cioccolato fondente
Zucchero a velo

Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. Impastare tutti gli ingredienti e dividere la pasta in due parti. In una si aggiungerà il cacao in polvere e nell’altra le schegge di cioccolato. Si imburra uno stampo da ciambellone e, con una tasca da pasticceria a bocchetta larga, fare un primo fondo di uno dei due impasti cui seguirà il secondo che andrò a riempire i vuoti lasciati dal primo. Si può utilizzare anche un cucchiaio versando l’impasto a cucchiaiate alternate nello stampo. Si completa con una spolverata di zucchero vanigliato e si inforna per circa 45 minuti (fate la prova stecchino). Fare raffreddare prima di sformare il dolce. Servire cosparso di zucchero a velo.

Zorama 2

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sabato 2 ottobre 2010

17

Cake al Limone


Bello l’autunno! Amo l’autunno! Amo la nebbia in cui eravamo avvolti questa mattina quando ci siamo svegliati… la nebbia fa tanto casa, crea quel non so che di tepore domestico. In fretta e furia abbiamo fatto il cambio degli armadi, via tutto l’estivo e avanti con l’autunnale. A breve anche gli ultimi turisti se ne andranno e finalmente potremo riappropriarci del paesello, dei lenti ritmi di vita, dei soliti quattro gatti che si aggirano sparuti per le strade, delle splendide sagre autunnali, dei paesaggi e dei colori caldi che questa stagione porta con sé. La casa che si scalda con il profumo di spezie scure dell’incenso,  con le candeline agrumate piazzate in ogni angolo, con tazzone di tè fumanti aromatizzati alla  cannella. Voglia di casa… sarà che ultimamente ci sto così poco… e da domani si rincomincia a girare, ma oggi me la godo sino all’ultimo angolino. Voglia di mettere le mani in pasta, voglia di profumo di pane e di torte semplici di una volta.

Una torta veloce, banalissima ma dall’inebriante profumo di limone che si spande e avvolge ogni locale. Non ho mai capito perché il profumo esce dal forno e raggiunge la stanza  più lontana della casa… poi piano piano scende e torna in cucina e… insieme a lui ecco zampettare figlio e marito il cui profumo crea un effetto di flauto magico e li trascina in stato ipnotico in cucina… con i colli lunghi a vedere cosa lievita dentro il forno dell’Antro. Cake al limone, una ricetta semplice, profumata, veloce. Ottima servita a merenda con una tazza di tè fumante. Oppure cotta in stampini monoporzione e spiluccata a colazione. Anche senza Bimby il risultato è più che garantito!

Bimby PlumCake al Limone 2

Cake al Limone
dalla rivista “Voi… Noi… Bimby”

Ingredienti
2 uova
150 g zucchero
210 g farina tipo 00
1 bustina di lievito per dolci
160 g burro morbido
1 pizzico di sale
80 g succo limone
20 g acqua

Preparazione
Mettere nel boccale uova e zucchero: 30 secondi velocità 4
Unire la farina, il lievito e il burro: 30 secondi velocità 5
Aggiungere il sale, il succo di limone e l’acqua: 20 secondi velocità 5
Versare il composto in uno stampo da cake rettangolare imburrato e cuocere in forno caldo a 180° per circa 40 minuti.

Bimby PlumCake al Limone 1

 
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