Taralli, tarallini, tarallucci… sempre qualcosa di buono è! Di cosa si tratta lo sapete tutti: un anellino di pasta non lievitata - un piccolo anellino d’amore, considerando la santa pazienza che ci vuole a farli uno per uno con amorevole cura, tondi tondi con una piccola o di Giotto al centro - che viene prima bollito e poi cotto al forno.
L’origine del termine tarallo è alquanto incerto e ha diverse ipotesi: chi lo vuole fare derivare dal latino “torrère” (abbrustolire), chi lo fa derivare dal francese “toral” (essiccatoio), chi lo fa derivare dall’italico “tar” (avvolgere), o dal francese antico “danal”, (pane rotondo), chi infine, e questa parrebbe l’ipotesi più accreditata, lo fa derivare dal greco “daratos” (sorta di pane).
Grande diversità troviamo tra il tarallino pugliese e quello napoletano. Il pugliese è più piccolo, liscio nell’aspetto e utilizza l’olio extravergine d’oliva al posto della sugna utilizzata nel tarallo napoletano; in quest’ultimo c’è poi la presenza di mandorle e pepe mentre in quello pugliese si utilizzano semi di finocchietto o peperoncino.
Ovviamente per entrambe le forme di taralli le divagazioni sul tema sono decisamente molte! Chi utilizza spezie, erbe aromatiche o addirittura formaggio. Questa mia versione si rifà ai classici tarallini pugliesi, ai quali però è stata aggiunta una generosa manciata di mandorle e un buon pizzico di pepe nero che regalano un gusto a tutto tondo decisamente accattivante.
Tarallini
L’Antro dell’Alchimista
Ingredienti
500 g farina 00
180 g olio extravergine d’oliva
10 g sale
Mezzo bicchiere di vino bianco
Un generoso pizzico di pepe
Una manciata di mandorle spellate a lamelle
Qualche cucchiaiata d’acqua
Preparazione
Impastare insieme tutti gli ingredienti diluendo con qualche cucchiaiata d’acqua se l’impasto dovesse risultare troppo duro. Si dovrà ottenere un impasto omogeneo, liscio, morbido ed elastico che non si attacca alla spianatoia. Formare una palla, coprire con un canovaccio e lasciare riposare per circa 30 minuti. Prendere dei pezzettini di pasta e formare dei bastoncini lunghi circa 5 cm. che chiuderete a cerchio facendo una leggera pressione sulle estremità. Mettere a bollire 3 litri d’acqua con un cucchiaio di sale grosso. Al bollore immergere 5/6 tarallini alla volta, quando vengono a galla levarli servendovi di un mestolo forato e disporli su una teglia da forno foderata di carta forno e leggermente spennellata con dell’olio d’oliva. Mentre procedete al bollore dei tarallini accendete il forno a 180°. Mano a mano che le teglie sono pronte infornarle, a forno preriscaldato, e lasciate cuocere per 35/40 minuti. Devono apparire di un bel marroncino chiaro e soprattutto devono risultare croccanti e friabili sia all’esterno che all’interno.
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