lunedì 28 marzo 2011

14

Muffins ai Mirtilli


Sì sono loro, i “muffins” per eccellenza, forse perché la prima volta che ho impattato su questo dolcetto era proprio ai mirtilli! Ma voi lo sapete che il muffin ai mirtilli è il muffin ufficiale dello Stato del Minnesota??? E lo sapete che molti stati americani hanno il loro “muffin ufficiale”? Tutto sommato il muffin è anche il dolce  maggiormente consumato nel ramo toscano della famiglia De Vincentis, comodo nei pirottini monoporzione, sfizioso perchè si presta a varianti sia dolci che salate, velocissimo da fare, inoltre ho scoperto di avere una vera passione per i variopinti pirottini che li contengono, pertanto cerco di "muffinizzare" il maggiore numero di ricette possibili di cake dolci e salate.

E poi vogliamo parlare di quegli splendidi mirtilli “chubby” che ultimamente stanno spopolando da Lidl??? Già solo la confezione blu, rossa e bianca ti mette di buon umore e ti riporta in quell’America dei favolosi anni ‘50, anni in cui il muffin era tra i dolci più consumati, un dolcetto rassicurante che profumava di casa, di mamma,  di cose buone e semplici, di happy days.

Allora facciamo colazione da me questa mattina, ma anche merenda per chi dovesse arrivare nel pomeriggio, con un buon muffin stracolmo di mirtilli "cicciosi"?????

Muffins ai Mirtilli 1

Muffins ai Mirtilli
L’Antro dell’Alchimista

Ingredienti
230 g farina per dolci
1 bustina di lievito vanigliato
150 g zucchero
1 pizzico di sale
2 uova
130 g latte
70 g olio di semi
150 g mirtilli

Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. In una terrina miscelare gli ingredienti solidi, in un’altra quelli liquidi. Unire gli ingredienti liquidi ai solidi e mescolare velocemente. Aggiungere i mirtilli leggermente infarinati e mescolare. Riempire per 3/4 dei pirottini da muffins e infornare a 180° per circa 25 minuti. Farli raffreddare su una gratella.

Muffins ai Mirtilli 3
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domenica 27 marzo 2011

8

Bottoncini di Sfoglia con Pesto, Pomodorini e Scaglie di Mandorle


Vi ricordate che tempo fa avevo sistemato il vasto archivio delle “ricette da provare” riportando alla luce ricette garbine, salvate e dimenticate? Bene quella di oggi è una di queste. E’ una “ricetta-non-ricetta” vista da lei molto tempo fa… correva l’anno 2008! Detto questo detto tutto! Veloce da preparare, accattivante al palato del tipo ne assaggi uno e non troverai più pace sino a che la vassoiata non è finita. La ricetta originale la trovate qui, io ho modificato con l’aggiunta di scagliette di mandorle che ultimamente sono il tormentone fisso nella cucina dell’Antro. Ricetta complicatissima… nel mentre che ripetete ad alta voce il titolo del post  l’avete già preparata!

Sfogliette al Pesto con scaglie di Mandorle 2

Bottoncini di Sfoglia con Pesto, Pomodorini
e Scaglie di Mandorle
idea presa dal blog La Polpetta Perfetta

Ingredienti e Preparazione
Preriscaldare il forno a 190°. Stendere la pasta sfoglia e con un coppa pasta ricavarne dei piccoli cerchi. Spennellare ogni cerchio con del pesto, aggiungere una fettina di pomodoro pachino, delle mandorle a lamelle e finire con una spolverata di parmigiano. Disporre i bottoncini su una placca rivestita di carta forno e infornare per circa 15 minuti. Ottimi sia serviti tiepidi sia a temperatura ambiente.

Sfogliette al Pesto con scaglie di Mandorle 3

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sabato 26 marzo 2011

3

Shortbreads con Tartufo Marzuolo e Zafferano


E’ da parecchio tempo che giro intorno a questi burrosissimi e friabilissimi biscottini. E l’altro giorno mi sono decisa a provarli in versione salata. Splendidi e delicatissimi biscottini salati che possono entrare trionfanti a tutti gli effetti in una bella vassoiata di mignon salati. Gli shortbreads sono biscotti di origine scozzese, a base di burro (infatti non servono uova a legare l’impasto) friabilissimi, da cui il nome “short”, che nella lingua antica stava proprio ad indicare “friabile”.  Io li ho “importati” nel territorio toscano e arricchiti con due dei nostri prodotti d’eccellenza qui in Val d’Orcia: il Tartufo Marzuolo di San Giovanni D’Asso e lo Zafferano della Val d’Orcia.

Shortbreads al tartufo marzuolo e zafferano 2
Shortbreads con Tartufo Marzuolo e Zafferano
L’Antro dell’Alchimista

Ingredienti
200 gr di farina 00
150 gr di burro
1 cucchiaio scarso di Parmigiano grattugiato
1 cucchiaino raso di sale
1 pizzico di zafferano
Qualche lamella di tartufo marzuolo
Scagliette di mandorle
1 tuorlo d’uovo per spennellare

Preparazione
Formate un composto sabbioso con il burro a tocchetti freddo di frigorifero, la farina, il sale, il parmigiano, lo zafferano e il tartufo (aiutatevi con il mixer). Per chi ha il Bimby: 20 secondi vel.7 e 40 secondi spiga.
Formare due cilindri del diametro di circa 3cm, avvolgerli nella pellicola e mettere in frigorifero per circa un’ora. Trascorso il tempo spennellarli con il tuorlo, d’uovo leggermente sbattuto, e cospargerli con le lamelle di mandorla. Riavvolgere e fare nuovamente riposare in frigorifero per un’altra ora. Preriscaldare il forno a 170°. Tagliare i cilindri a fette spesse di circa 1 cm e adagiarle su una leccarda rivestita di carta forno. Infornare per circa 15 minuti, o sino a leggerissima doratura. Servire solamente quando si saranno completamente raffreddati, caldi o tiepidi perdono molto della loro bontà. Si conservano per qualche giorno in una scatola di latta.

Shortbreads al tartufo marzuolo e zafferano 3
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venerdì 25 marzo 2011

10

Parmesan Scones del Cavoletto


Vi ricordate il mio precedente post? Raccontavo della ricerca di una ricetta per regalare una fine dignitosa a  due banane dimenticate in frigorifero... cerca, cerca, cerca ecco che arrivo qui e trovo la ricetta che fa per me. Non solo, già che sono arrivata da lei, già che "dispongo" di un quarto d’ora libero, ne approfitto per fare un giretto su quello che per me rimane IL BLOG per eccellenza, quello che diede origine a centinaia e centinaia di altri foodblogs. Leggiucchia di qui, leggiucchia di là arrivo a questa ricetta che, solito colpo di fulmine, mi vuole subito;  pertanto appello veloce degli ingredienti, wow!!! ho tutto, e via con le mani in pasta e l’acquolina in bocca.

Volete sapere come sono questi parmesan scones? Fateli perché ne vale la pena!!! Non vi dico altro! eheheheh… riporto la sua ricetta originale perché questa volta non ho cambiato nemmeno una virgola. Sfiziosi per un aperitivo o un buffet, serviti nei simpatici e pratici vassoietti finger food di Atmosfera Italiana, potete accompagnarli a paté, spume, mousse, salumi o formaggi. Volete sapere il nostro abbinamento? Con burro di malga e scaglie di tartufo marzuolo… paradisiaci!

Scones al Parmigiano 1
Parmesan Scones

Ingredienti
200g farina
130g Parmigiano grattugiato
120g burro
130g Farina di mais
100ml latte
3 uova
1 cucchiaio lievito per torte salate
1 cucchiaio zucchero
Mezzo cucchiaino sale
1 presa di peperoncino in polvere

Preparazione
Setacciare la farina e mescolarla con la farina di mais, il lievito, lo zucchero, il sale e il peperoncino. Aggiungere il burro, a fiocchetti, e incorporarlo sbriciolandolo nella farina con la punta delle dita. Aggiungere il formaggio. In un altro recipiente, sbattere 2 uova insieme al latte. Versare il latte sulla farina e mescolare con una forchetta, poi lavorare rapidamente con le mani (aggiungendo abbastanza farina per ottenere un impasto che non sia colloso). Sul piano di lavoro infarinato, stendere l’impasto a 2 cm di spessore e, con un tagliapasta di 6 cm, ritagliare gli scones. Disporli su una teglia da forno rivestita con carta da forno a 2 mm di distanza l’uno dall’altro, spennellare con il terzo uovo, sbattuto, e infornare a 200° per 20 minuti o finché siano leggermente dorati. Staccare delicatamente gli scones e farli intiepidire su una griglia. Servire tiepidi. 

Scones al Parmigiano 2 
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mercoledì 23 marzo 2011

7

Muffins Speziati alla Banana


Non imparerò mai,  come sempre Junio mi fa comprare banane in abbondanza ma passato l’impeto bananoso dei primi giorni, queste vengono abbandonate nel  frigorifero al loro destino. E quando la buccia è bella annerita urge trovare soluzione immediata. Da lei, ho trovato questa splendida ricetta "vintage", l’ho trovata fantastica con quelle foto così accattivanti e con una storia che vi raccomando caldamente di leggere. Pertanto l’ho “adattata” al gusto di casa e via, anche quelle tristi banane hanno trovato la loro degna e ottima fine. La ricetta originale la trovate direttamente qui, a seguire invece c’è la mia variazione.

Muffins speziati alla Banana 3

Muffins Speziati alla Banana


Ingredienti x circa 16 muffins
230 g farina per dolci
1 bustina di lievito vanigliato
150 g zucchero di canna
1 uovo grande
2 banane molto mature
60 g burro pomata
60 g latte
80 g olio di semi
1 cucchiaino abbondante di cannella in polvere
1 presa di sale
Miele di castagno

Preparazione
Schiacciare le banane con una forchetta e tenere da parte. In una terrina mescolate gli ingredienti solidi, in un'altra gli ingredienti liquidi. Versate poi i solidi sui liquidi mescolando velocemente. Aggiungere infine le banane schiacciate. Versare l'impasto in pirottini da muffins e infornare a 180° per circa 30 minuti. Fare raffreddare su una griglia e cospargere di miele di castagno.

Muffins speziati alla Banana 2

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sabato 19 marzo 2011

17

Torta di Riso dell’Artusi


Per chi mi segue su FB già lo sa che il 17 Marzo è uscito nello speciale Unità d’Italia del Corriere di Siena e di tutto il  gruppo Corriere un mio articolo sull’Artusi, colui che segnò il Risorgimento gastronomico italiano.

L’articolo lo potete leggere qui, scaricando l’allegato a fondo pagina200393_1850606754162_1510548489_1939534_6134099_n 
E il resto dei festeggiamenti? Ovviamente Roma con la grande emozione e privilegio di aver assistito, la notte dell’Unità d’Italia, allo splendido Concerto della Banda Interforze direttamente dalla gradinata del Vittoriano insieme alle cariche più alte delle nostre Forze Armate.

Non solo, a ricordare questa data ecco che nella puntata di Appetizer del 17 Marzo compare ancora una volta una splendida ricetta dell’Artusi, che profuma di un passato importante e di cose buone e semplici come si sapevano fare una volta. Servita in formato monoporzione negli sfiziosi vassoietti di Atmosfera Italiana vi farà sicuramente fare una deliziosa figura con i vostri ospiti. Una torta tanto semplice quanto “importante” considerando il gande numero di uova che richiede e l’utilizzo di mandorle e canditi. Per la cottura mi sono regolata a 170° per circa 60 minuti, deve diventare di un bel colore ambrato. Fondamentale, una volta cotta, farla riposare almeno una nottata per fare in modo che la torta si assesti e i sapori possano amalgamarsi per bene tra di loro.
Torta di Riso 3

Torta di Riso
ricetta tratta da “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”
di P.Artusi

Ingredienti
Latte, un litro
Riso, grammi 200
Zucchero, grammi 150
Mandorle dolci con 4 amare, grammi 100
Cedro candito, grammi 30
Uova intere, n.3
Rossi d’uovo, n.5
Odore di scorza di limone
Una presa di sale

Torta di Riso 2

Preparazione
Le mandorle sbucciatele e passatele nel mortaio con due cucchiai del suddetto zucchero. Il candito tagliatelo a piccolissimi dadi. Cuocere il riso ben sodo nel latte, versateci dopo il condimento e, quando sarà diaccio, le uova. Mettete il composto in una teglia unta col burro e spolverizzata di pangrattato, assodatelo al forno o tra due fuochi, il giorno appresso tagliate la torta a mandorle e solo quando la mandate in tavola spolverizzatela di zucchero a velo.

Torta di Riso 4

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martedì 15 marzo 2011

15

Danubio, Danubiana o Brioche al Pizzico


Insomma scegliete voi il nome che più vi garba. Qui rimarrà sempre e solo “Danubio”, nome con cui ho conosciuto questo rustico napoletano, nome con cui me ne sono follemente innamorata. Vero è che a Napoli, dove ha origine, è maggiormente conosciuto come danubiana o brioche al pizzico.

Mi piace, come ho letto in un sito,  l’idea di considerare il Danubio come un “cibo democratico”. Democratico per tre motivi: 1 il ripieno è solitamente fatto con gli avanzi (anche se la tradizione partenopea lo vorrebbe con provola e salame, piuttosto che con ricotta e salsiccia), 2 ogni pallina può nascondere un ripieno diverso, 3 è un cibo che stimola la convivialità, si mette al centro della tavola e ognuno ne “spizzica” liberamente.

Diverse sono le teorie sulle origini del Danubio e sul suo curioso nome, la più accreditata lo fa risalire al 1768 anno in cui Ferdinando I sposò Maria Carolina d’Asburgo, che essendo di origine austriaca portò con sé a Napoli le tradizioni gastronomiche della sua terra. Ecco che dall’incontro tra i cuochi viennesi, i cuochi napoletani e i saporiti prodotti tipici del territorio partenopeo nasce il Danubio che tanto assomiglia al “Buchteln” il dolce austrico che presenta la stessa struttura del rustico napoletano.

Il Danubio solitamente viene consumato la sera dopo la veglia pasquale, è il cibo per eccellenza che spezza il digiuno. Ma lo si trova anche, insieme a tutti i rustici napoletani, sulla tavola delle giornate di festa “importanti”.
La ricetta del Danubio di oggi pertanto non può che essere la sua, donna solare come la sua terra, splendidamente raccontata attraverso le delizie dolci e salate che ci propone ogni giorno.

Danubio di Imma 1

Danubio di Imma
dal blog Dolci a GoGò
Ingredienti
400 gr farina manitoba
180 gr di latte
35 gr di olio
22 gr di zucchero
1 cucchiaino sale
1 cubetto di lievito di birra
1 uovo intero + 1 tuorlo per spennellare

Ripieno
salame e provola a cubetti
mortadella e caciocavallo a cubetti
salsiccia e ricotta

Preparazione
Fare l'impasto con la farina, olio zucchero, l'uovo intero, il latte tiepido in cui avete sciolto precedentemente il lievito e lo zucchero, alla fine unite il sale. Formate una palla e lasciatela lievitare un ora e mezza circa. Questa operazione ovviamente può essere fatta anche con la mdp. Quando è lievitata, tirare l’impasto in un filoncino e dividetelo in 16 pezzi (io li ho fatti più piccini circa 30 g a pallina), schiacciare col palmo della mano ciascun pezzo, farcitelo con il ripieno e poi chiudetelo con un pizzicotto, mettete la parte pizzicata a contatto con la base dello stampo. Una volta create le palline disponetele vicine ma non attaccate in una teglia a piacere, io ho usato una tonda da 26 cm di diametro, lasciatele lievitare di nuovo per 1/2 ora. Passata la mezz’ora le palline, crescendo, si saranno attaccate fra di loro. Spennellate con il tuorlo ed inforna a 180° per circa 30 minuti.

Danubio di Imma 3
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domenica 13 marzo 2011

13

Cake alle Nocciole con Pancetta Dolce e Olive Nere


Perché un cake salato è sempre un cake salato, e fa sempre la sua porca e golosa figura. Semplici e veloci da fare, si trasportano con grande semplicità e sono sempre sfiziosi per accompagnare una merenda, un aperitivo, un pic-nic, una cena a buffet e se proprio non volete il cake rettangolare, monoporzione sia! Inoltre i cake sono ottimi stimolanti per la fantasia: sbizzarritevi a provare gli abbinamenti più strani, a me per esempio quelli che intrigano di più sono: mirtilli e blue cheese, piuttosto che bacon e prugne secche, ma anche mortadella e pistacchi non deve essere male. Oggi invece stiamo su abbinamento “abbastanza classico” pancetta dolce e olive nere,  il tutto però arricchito dalle nocciole.

Cake alle Nocciole con 
Pancetta Dolce e Olive Nere
L’Antro dell’Alchimista

Ingredienti
200 gr di farina
2 uova
50 g di olio extravergine d'oliva
150 g di latte
1 bustina di lievito per torte salate
un pizzico di sale
100 gr di pancetta dolce 
100 gr di olive nere snocciolate
50 gr di parmigiano
50 gr di nocciole


Preparazione
Accendete il forno a 180°. Tostare le nocciole e tritarle molto grossolanamente. Mescolare farina, uova, olio, latte, lievito, parmigiano e il pizzico di sale sino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere infine la pancetta a dadini, le olive sminuzzate e le nocciole tritate. Versare il composto in uno stampo da plum-cake imburrato e infarinato. Cuocere a 180° per circa 35 minuti (fare la prova stecchino). Servire tiepido o a temperatura ambiente.

Cake salato alle nocciole, olive nere e pancetta dolce 2

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sabato 12 marzo 2011

8

Heinz Ketchup Cakes


Quando li ho visti qui da lei è stato amore a prima vista, avevo finalmente trovato la ricetta per la puntata di Appetizer, diciamocela tutta la ricetta avrebbe dovuto essere un’altra ma appena ho visto la foto di quanto preparato da Federica ho repentinamente cambiato la ricetta per la puntata.

Ma voi la storia del Ketchup la sapete?
Innanzitutto sfatiamo il mito che sia un prodotto americano perché l’origine di questa salsa è orientale. Il termine “ketchup” è malese e faceva riferimento ad una salsa a base di pesce fermentato. Nel 1600 la salsa arrivò in Europa e si arricchì di altri ingredienti quali ostriche, funghi, noci e limone. 
Per avere la ketchup come la intendiamo noi oggi, bisogna attendere sino al 1872, anno in cui Henry J. Heinz mise a punto la ricetta utilizzata ancora oggi a base di aceto, pomodoro, zucchero, cipolla ed un mix di spezie. Questa combinazione divenne ben presto famosissima nel mondo e la ketchup per eccellenza rimane sempre e solo la Heinz con il suo gusto caratteristico e ben equilibrato, ancora oggi la migliore tra tutte le marche. In Italia la parola ketchup è stata introdotta solo ultimamente con l’avvento dei fast food. Prima si parlava di “salsa rubra” che poco si discostava dalla ketchup originale.

Quando acquistate la ketchup dovete fare massima attenzione all’etichetta. Esistono delle salse ottime così come dei surrogati scadenti venduti a costi bassissimi. Eliminate quei prodotti che contengono additivi pericolosi, esaltatori di sapidità (che celano l’utilizzo di materie prime scadenti) e aromi naturali (che nella maggior parte dei casi sono aromi sintetici che di naturale non hanno proprio nulla).

La ricetta originale la trovate qui. Io ho apportato alcune minime modifiche alla ricetta di Federica. Vero è che girando per la rete ho trovato anche dei muffins dolci contenenti ketchup… che dite dopo l’esperimento dei muffins alla Coca Cola proviamo anche i cupcakes al ketchup?

Cake con Ketchup 2

Heinz Ketchup Cakes
L’Antro dell’Alchimista
da un’idea presa dal blog Federica in Cucina

Ingredienti:
200 g farina per pizza
Mezza bustina di lievito per torte salate
60 g parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di origano
70 g ketchup
1 uovo medio
100 g di latte
100 g olio extravergine d’oliva
50 g di olive nere sminuzzate

Preparazione
Accendere il forno a 180 gradi. In una ciotola mescolare farina, lievito, origano e parmigiano. In un'altra ciotola sbattere uova, olio, ketchup e latte. Versare gli ingredienti liquidi sopra gli ingredienti solidi, aggiungere le olive nere e mescolare velocemente. versare nei pirottini da muffins e infornare per circa 20 minuti. 

Cake con Ketchup 3

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mercoledì 9 marzo 2011

13

Sanguinaccio


Sì lo so, oggi è Mercoledì, il Carnevale per la maggior parte di voi è terminato però io vi fo ugualmente vedere quello che ho preparato ieri: il sanguinaccio, quella squisitezza che si usa gustare, gongolando, il Martedì Grasso a Napoli. Non fatevi impressionare dal nome, di sangue in questa preparazione non ce n’è più traccia! E’ vero che una volta si usava preparare questa crema con il sangue di maiale ma dal 1992 è vietato venderlo pertanto il sangue è stato sostituito da una doppia dose di cioccolato. La tradizione vuole che il Martedì Grasso le chiacchiere siano intinte in questa crema, ma vi assicuro che anche gustata “in purezza”  è ugualmente paradisiaca.

La ricetta che ho seguito, come per il migliaccio, è la sua, ma questa volta ho “sbimbato” come direbbe una coppia di carissimi amici. Mentre qui trovate il procedimento originale per fare il sanguinaccio, la ricetta di oggi è dedicata ai fortunati possessori del Bimby. Unica divagazione rispetto alla ricetta di Lydia, l’aggiunta di scorza d’arancia candita.

Guardate quanto sono bellini i vassoietti monoporzione dove ho servito il sanguinaccio. Sono di Atmosfera Italiana ed è possibile ordinarli tramite il loro sito di E-Commerce insieme a tante altre idee sfiziosissime per la vostra casa.

Sanguinaccio Bimby 3

Sanguinaccio
ricetta adattata per Bimby
Ingredienti
1200 cl di latte intero
350 gr di zucchero
100 gr di cacao amaro
100 gr di cioccolato fondente
70 gr amido
2 cucchiai di farina
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di cannella
1 noce di burro
½ bicchierino di rum
Gocce di cioccolato fondente
Arancia candita

Preparazione
Tritare la cioccolata fondente e le scorze d’arancia candita a 15 sec vel 8. Unire tutti gli altri ingredienti e cuocere 25 min. 90° vel 3. Versare in una ciotola, servire fredda. A piacere, dopo raffreddata aggiungere gocce di cioccolato. 

Sanguinaccio Bimby 2

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lunedì 7 marzo 2011

11

Zuppa di Fagioli alla Senese

 
Il 3 Marzo l’Antro ha compiuto 3 anni e io, ovviamente, me ne sono dimenticata! Recupero pertanto con qualche giorno di ritardo e, considerando che fuori il termometro segna la favolosa temperatura di 1°, vi offro un buon piatto di zuppa calda, calda! Una zuppa densa, nutriente, favolosa che quasi può essere paragonata quasi ad una torta salata dove le verdure si alternano a strati di pane toscano, quello bigio di una volta. 

Zuppa a colazione? Perché no? Nella società contadina, quando la mattina presto -  ma veramente presto! -  ci si alzava per andare a lavorare nei campi questa era la colazione: un buon piatto di zuppa calda avanzo dalla sera prima, riscaldata sul fuoco, un piatto prelibato con cui iniziare bene una lunga giornata invernale di duro lavoro. Non a caso è proprio da una zuppa riscaldata che nasce la famosa ribollita che diventa più buona ad ogn riscaldata.

Oggi vi faccio anche un prezioso regalo:  la ricetta della Zuppa di Fagioli alla senese ve la fo raccontare direttamente da Giovanni Righi Parenti, grande studioso della storia della cucina Toscana con un occhio particolarmente attento per la cucina senese.

Zuppa di Fagioli alla Senese 2
Zuppa di Fagioli alla Senese
dal libro La Cucina Toscana
di Giovanni Righi Parenti

Ingredienti e Preparazione
“Occorre anche qui il solito pane di una volta perché il piatto sia perfetto. Ma dato che di perfetto c’è solo Dio ci potremo accontentare del solito pane alla “casareccia” dei giorni d’oggi. Il pane deve essere raffermo e bene asciutto possibilmente. Si mette nella pentola con 150 grammi d’olio d’oliva un trito di cavolo nero e bianco (per bianco non intendo il fiore ma quello verza) trinciato non troppo fine, insieme ad un po’ di carote gialle, una dozzina circa, e a due grosse cipolle tagliate fine. Se di stagione, potremo aggiungere un paio di cipollotti, di quelli comunemente chiamati porri e che da noi si mangiano con pane e sale nelle prime giornate di primavera.
Occorrono inoltre sedano, prezzemolo, basilico ed alcuni pomodori ben maturi (anche qui potremo usare i soliti pelati con un buon risultato). E se c’è, qualche cotenna di prosciutto fatta a pezzi o rigatino tagliato grossolanamente… non ci sta male.
La pentola così preparata sarà messa sul fuoco e mentre le erbe metteranno fuori tutta la loro acqua si aggiungerà col sale una presa di nepitella e un pizzico generoso di pepe nero.
A parte avremo fatto cuocere nel loro pentolino di coccio un certo quantitativo, da 3 etti a mezzo chilo,  di fagioli bianchi, i “cannellini” dalla buccia più sottile e dalla pasta molto chiara.Oppure, se ne sono avanzati dal giorno avanti vanno benissimo ugualmente. I fagioli si scoleranno e nella loro acqua di cottura ne passeremo, con un passatutto, una buona metà. Sarà questo passato che andremo ad aggiungere alle verdure che già stanno facendo venire l’acquolina in bocca e come si dice noi “resuscitare un morto” .
La cottura deve essere lentissima. Non basta mai meno di un’ora. Se il contenuto della pentola tenderà ad asciugarsi eccessivamente aggiungete un po’ di brodo magari arricchito con qualche cucchiaio di sugo di carne, anche se, in questo caso cambieremo leggermente il tono della ricetta base che deve essere di sole verdure.
Il pane tagliato a fette si mette ora nella zuppiera e sopra, caldissima, lasceremo scolare la miscellanea delle verdure cotte; vanno creati dei piani in modo che il pane abbia ad inzupparsi completamente creando degli strati tra i vegetali cotti, quasi si trattasse di una specie di torta ripiena.
La zuppa di fagioli è a questo punto pronta, ma non servitela subito. Lasciatela almeno mezz’ora vicino al fuoco e coperta, perché il pane abbia a rigonfiare senza lasciare crositcci duri ed inoltre si raffreddi quel tanto sufficiente al subito impiego.
Va servita tiepida, ottima anche fredda e si condisce ancora con del buon olio di oliva crudo senza aggiungervi altro: tutt’al più (al posto di quel formaggio che sarebbe delitto mettervici) una tritata di cipolle o cipollotti che completeranno l’opera in modo mirabile.
Naturalmente quest’ultimo ritocco non conviene per coloro che temono di sfigurare a causa dell’alito un po’ pesante, in società. Questa è una dose per circa 12 persone, ma normalmente ne basta appena per 6.”

Zuppa di Fagioli alla Senese 1
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sabato 5 marzo 2011

17

Migliaccio versione Finger Food


No, non mi sono dimenticata dell’Antro è solo che come dico sempre mi servirebbe una giornata di almeno 48 ore! Tempo di carnevale… qui abbiamo già dato abbondantemente e goliardicamente, senza attapirarci pensando alla dieta, tanto poi si va in "quaresima detox" alias disintossicante,  con frittelle, berlingozzi, migliacci, cenci e chi più ne ha più ne metta! E proprio del migliaccio vi voglio raccontare. Dopo averlo scoperto, lo scorso anno, è una ricetta che ho “fatto mia” e che in questo carnevale siamo già alla quarta “ristampa” direttamente dal forno dell’Antro!

La ricetta, originale di Lydia, e la storia di questo delizioso dolce che profuma di festa la trovate qui. La ricetta proposta oggi, tanto per variare un po’, è quella che potete preparare con il vostro fido Bimby. Divagazione sul tema: una volta cotto e raffreddato, l’ho vestito a festa e trasformato in piccole tortine mono porzione. Ho ricavato dei cerchi, spennellati con un velo di gelatina di limone, guarniti con mezza ciliegina candita e spolverizzati con codette colorate. Bellini vero???? A me fanno impazzire!!!

Domanda pluta e tecnica: ma mi sapete dire perchè nella blogroll non appare più la mia foto in miniatura???

Migliaccio 3
Migliaccio
ricetta adattata per Bimby

Ingredienti
150 g di semolino
270 g di zucchero
250 g di ricotta fresca
5 uova
Mezzo cucchiaino di sugna (o burro, o strutto)
300 ml di latte fresco intero
Mezza fialetta di acqua di fiori d'arancio
Un pizzico di sale
Codette colorate (o zucchero a velo)
Ciliegine candite
Gelatina di limone o arancia

Preparazione con il Bimby
Inserire nel boccale la semola, il latte, lo strutto e il sale 5 min. 90° vel. 3 lasciare raffreddare completamente il tutto. Aggiungere le uova, la scorza di limone, lo zucchero, la ricotta e l’essenza di fiori d’arancio frullare 30 secondi velocità 6/7 per ottenere un composto senza grumi. Mettere in uno stampo imburrato e infarinato. Cuocere a 170° per circa 60 minuti (la superfice dovrà risultare di un bel colore ambrato scuro). Fare raffreddare, ricavare dei cerchi, spennellarli di gelatina di limone, guarnire con mezza ciliegina candita e codette colorate.

La preparazione normale la trovate invece qui.

Migliaccio 2
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