lunedì 30 maggio 2011

9

Madeleine Salate allo Zafferano e Profumo d’Aneto


Come ho già spiegato qui le madeleine nascono come un piccolo dolce molto soffice e delicato estremamente burroso a forma di conchiglia, un dolce tipico della Francia. Oggi, come promesso, le abbiamo fatte in versione salata utilizzando stimmi di zafferano e aneto. Sullo zafferano uscirà a breve un mio articolo per la rivista di Thesan & Turan  “Val d’Orcia terra d’eccellenza”. Mentre sull’aneto vi voglio svelare una curiosità: l’aneto potrebbe essere definito un antenato del chewingum. Infatti in passato, negli Stati Uniti i semi di aneto venivano dati da masticare ai bambini per farli stare buoni in chiesa durante i lunghi e snervanti sermoni.

C’è la possibilità che per un po’ non mi leggerete, sono in partenza per Roma, e quest’anno la parata del 2 giugno mi vedrà in tribuna stampa, e dovrei  essere strafelice per ciò,  considerando che quest’anno sarà una parata molto particolare alla presenza di moltissimi capi di stato in occasione dei festeggiamenti del 150° anno dell’Unità d’Italia. Una cosa è certa: come giornalista è un bel sogno che si avvera perché sarà il mio primo servizio a livello “nazionale”. 

Madeleine salate allo Zafferano 1

Madeleine Salate allo Zafferano e Profumo d’Aneto

Ingredienti
130 g farina 00
80 g parmigiano grattugiato
130 g burro
40 g olio extravergine d’oliva
0,1 g di stimmi di zafferano stemperati per circa 30 minuti in 30ml di latte tiepido
1 cucchiaino d’aneto
2 uova
Una presa di sale
Un pizzico di pepe
Mezza bustina di lievito per torte salate

Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. Setacciare insieme la farina e il lievito. Fondere il burro a bagnomaria, lasciarlo intiepidire. In una ciotola sbattere le uova con il parmigiano. Incorporare la farina setacciata con il lievito, il burro fuso intiepidito, lo zafferano, l’olio, l’aneto, una presa di sale e un pizzico di pepe. Mescolare sino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Distribuire un cucchiaino di impasto  nelle formine da madeleine.  Cuocere a 180° per circa 15/20 minuti, devono dorare leggermente ma non scurirsi troppo.

Madeleine salate allo Zafferano 2

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domenica 29 maggio 2011

4

Quiche di Piselli


Ricetta che risale almeno a 9 anni fa, quando i blog non si sapeva nemmeno cosa fossero, e Marco mi insegnò a creare un mio sito di cucina (ormai alquanto statico) dove raccogliere tutte le ricette. Foto antelucana, paleolitica, bruttissima, fatta con la primissima digitale compatta acquistata per immortalare la nascita di Junio. Ma questa settimana tanti sono stati gli impegni giornalistici, nullo il tempo per cucinare, figuriamoci per fotografare!  E così se la ricetta proposta oggi per l’appuntamento enogastronomico domenicale “Belle in pentola” di Radio Punto Zero, è ancora una ricetta stagionale attualissima, la foto è archeologia storica delle prime macchine digitali.

Si diceva oggi una ricetta dove i piselli sono i protagonisti. Non a caso i mesi migliori per trovare questo legume fresco sui banchi del mercato vanno da marzo a giugno. I piselli sono ricchi di fibre, contengono proteine, fosforo, potassio, sodio, magnesio e ferro. Tra i legumi sono quelli meno calorici, 100 g di piselli hanno solamente 70 calorie.

Curiosità: I piselli, già conosciuti ai tempi dei Greci e dei Romani, nel settecento raggiunsero la loro massima fama nelle cucine di corte in Francia, tanto che il Re Sole ne era ghiottissimo. I piselli sono stati i primi ortaggi ad essere commercializzati in lattine, e pensate che di piselli se ne conoscono ben 250 varietà!

Quiche di Piselli

Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia
Una noce di burro
1 cipolla
500 g di piselli freschi
100 g di pancetta dolce
2 uova
200 g di panna da cucina salata
50 g parmigiano
Un pizzico di noce moscata
Sale e pepe bianco
Mezzo bicchiere scarso di vino bianco secco

Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. In un tegame fate sciogliere la noce di burro, aggiungere la pancetta e la cipolla tritata e lasciare dorare. Aggiungere i pisellini, sfumare con il vino bianco e lasciare cuocere scoperto per circa una decina di minuti minuti regolando di sale e pepe. In una terrina sbattere le uova con la panna, il parmigiano e un pizzico di noce moscata. Foderare una teglia rotonda con la pasta sfoglia. Sul fondo mettere i piselli, poi il composto liquido, spennellare i bordi della pasta sfoglia con del latte. Infornare a 180° per circa 25 minuti.

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giovedì 26 maggio 2011

8

Torta di Pane Ticinese


Arriva l’estate la dispensa si svuota delle ultime scorte invernali e il pane secco in casa non manca mai, pertanto quale occasione migliore per preparare questa torta? Una torta tipica del Ticino, forse il dolce più tradizionale di questo cantone, un dolce presente in numerose sagre un po’ come la torta di pane brianzola e proprio come questa torta il suo interno deve essere umido e profumare di pane e latte.

Torta di Pane Ticinese

Ingredienti
500 g pane ben raffermo
1 lt di latte
150 g zucchero
1 bicchierino di grappa
2 uova
Buccia di 1 limone
cedro candita
Un pizzico di sale
Burro

Preparazione
Lasciare ammollare il pane tagliato a cubetti nel latte bollente per almeno 4 ore, spappolarlo con un cucchiaio di legno e aggiungere gli altri ingredienti (tranne il burro) avendo cura di mescolare sino ad ottenere un composto omogeneo. Versare il composto in una teglia rotonda unta e infarinata, ad un’altezza di circa 4 centimetri, livellarlo e sulla superficie mettere dei ricciolini di burro. Infornare a 170° per circa 1 ora. Una volta fredda cospargere di zucchero a velo.

Torta di pane ticinese 2

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domenica 22 maggio 2011

10

Gelato al Caffè


Come promesso ecco la ricetta che da qualche giorno aspetta di essere postata. Giusto il tempo di preparare questo gelato, assaggiarlo, partire per Roma, rientrare, smaltire i due giorni di caos-traffico-smog-afa della capitale, sistemare le quasi 2000 foto fatte come servizio stampa - qualche foto qui per chi mi segue su facebook - per la Banda Musicale dell’AM in occasione dei 60° Anniversario del NATO Defense College nello splendido scenario dell’Auditorium Parco della Musica (che per quanto riguarda la zona artisti ricorda vagamente il labirinto di Arianna piuttosto che la casa degli specchi), scrivere qualche articolo correlato per le riviste di settore (perché come ormai avrete capito non mi occupo più solo di enogastronomia) e finalmente questa mattina ecco la tanto desiderata ricetta. Così intanto le giornate si sono ulteriormente scaldate, l’estate si sta avvicinando sempre di più e la voglia di gelato si fa sempre più intensa, e un buon gelato può essere un rinfrescante sostituto del pranzo! Il procedimento è lo stesso del gelato al cioccolato, anche qui il Bimby non mi ha deluso, anzi più si fanno gelati e più la tecnica migliora!

A proposito al mio rientro a casa ho trovato nella cassetta delle lettere una copia del Corriere del Veneto, speciale Tutto il Garda dove a pag. 31 c’è una mia foto in un articolo dedicato al Tortellino di Valeggio. Ora considerando che ultimamente le poste a Chianciano fanno cagare, visto che siamo soliti ricevere posta solamente una volta la settimana e trattasi di corrispondenza partita il mese prima, presumo che questo speciale sia ormai uscito in edicola all’incirca 4/5 settimane fa…

Gelato al Caffè 3

Gelato al Caffè
dal sito Cookaround

Ingredienti
2 uova
2 tuorli
200 g latte intero
200 g panna fresca
100 g di caffè ristretto
130 g zucchero
un pizzico di sale
20 g maizena

Preparazione
Inserire nel boccale latte, panna, sale: 7 min. 80° vel.1
Inserire ora dal foro del coperchio con lame in movimento a vel.4: uova (una alla volta), caffè ristretto, zucchero e maizena: 7 min. 70° vel.4.
Versare in un contenitore largo e basso e porlo in freezer per 12 ore (io ho smezzato in due contenitori medi in alluminio, più semplici da gestire così mantecate solo le porzioni che vi servono).
Trascorso il tempo necessario, tirare fuori dal freezer, fare ammorbidire leggermente e tagliare a cubetti.
Mantecare per 10 sec. vel.4 e altri 20 sec. vel. 6 spatolando (la foto è piccola perché il programma non mi consente di aprire quella giusta). Versare in un contenitore da mezzo chilo e riporre in freezer fino al momento della consumazione. 

Gelato al Caffè 2
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martedì 17 maggio 2011

16

Gelato al Cioccolato

 
Quando ho deciso di provare a fare il gelato con il Bimby ero più che sicura di preparare un’autentica boiata, invece mi sono dovuta ricredere al primo assaggio; una vera delizia che nulla ha da invidiare ai gelati di una buona gelateria. Inoltre l’ottima mantecatura ha permesso al gelato di passare la prova “cono” senza liquefarsi miseramente. Pertanto hip hip hurrà per i "gelati sbimbati" e l’esperimento è stato felicemente reiterato il giorno dopo con il gelato al caffè che vi posterò prossimamente. Per le foto del procedimento passo passo cliccate qui.

Mentre per quanto riguarda la mia di foto... beh fa proprio cagare! Il gelato è un soggetto assai rognoso da fotografare, poi mettiamoci  il fatto/rumor che in tavola lo reclamavano a gran voce "prima che si sciolga!!!".  E fu così che anche questa mia foto può andare a braccetto con certi aborti che fanno bella mostra di sé su alcuni blog.

Gelato al Cioccolato
ricetta di Pinco Pallo
dal sito Cookaround

Ingredienti
2 uova intere
2 tuorli
270 gr. latte intero
230 gr. panna fresca
100 gr. zucchero
180 gr. cioccolato fondente
30 gr. cacao amaro
1 bustina vanillina
20 gr. maizena
sale un pizzico

Preparazione
Inserire nel boccale il cioccolato a pezzi, portare lentamente da 0 a turbo e mettere da parte.
Inserire nel boccale latte, panna, sale, vanillina: 7 min. 80° vel.1
Inserire ora dal foro del coperchio con lame in movimento a vel.4 uova, tuorli, cioccolato tritato, zucchero e maizena: 7 min. 70° vel.4.
Versare in un contenitore largo e basso e porlo in freezer per 12 ore (io ho smezzato in due contenitori medi in alluminio, più semplici da gestire così mantecate solo le porzioni che vi servono).
Trascorso il tempo necessario, tirare fuori dal freezer, fare ammorbidire leggermente e tagliare a cubetti.
Mantecare per 10 sec. vel.4 e altri 20 sec. vel. 6 spatolando (la foto è piccola perché il programma non mi consente di aprire quella giusta). Versare in un contenitore da mezzo chilo e riporre in freezer fino al momento della consumazione.

Bimby Gelato al Cioccolato 1
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lunedì 16 maggio 2011

14

Cannoncini alla Nutella


E già il titolo la racconta lunga. Nati per caso ieri notte quando da un cassetto, cercando uno specifico pennello al silicone – che ovviamente non ho trovato – salta fuori una confezione mai aperta di 6 cannelli presi chissà dove e chissà quando. E da quella scoperta mi ronza in testa l’idea di provare a fare i cannoncini: quanto sarebbe bello almeno una volta nella vita sfornare quei sifulotti cicciosi, che poi si possono riempire di qualche deliziosa crema proprio come quelli che vendono nelle pasticcerie. E così  verso mezzanotte si parte con questa nuova avventura dei cannoncini insieme a tutti i "se" e i "ma" del caso. Non c’è niente di più puerile e banale che avvolgere un nastro di pasta sfoglia attorno al cannello, bene prima difficoltà! Con mosse pindariche riesco io stessa ad attorcigliami attorno al cannello e ogni volta che mi intreccio in questo genere di attività mi ritorna in mente la mia pagella di seconda elementare: tutti 10 tranne “attività manuali e pratiche” che era un misero 7... già ai tempi avevo una difficoltà tremenda a fare i lavoretti di Natale, Pasqua, festa della mamma, quella del papà, quella di fine anno!
Insomma alla fine la sfoglia avvolge i cannelli, il tutto entra in forno e meraviglia delle meraviglie dallo stesso ne escono tanti cannoncini perfetti. Io sinceramente, con la mia autostima kafkiana, ho creduto che la perfezione sarebbe terminata nel momento in cui ci sarebbe stato da sfilare il cannello, convintissima che sfilandolo il cannoncino si sarebbe vilmente srotolato o spappolato. E invece no! Mi sa che quei cannelli in cottura di “autoungono” e pertanto sfilarli è un gioco da poppanti. Riunione familiare per decidere la farcia, non c’è storia che tenga vince la nutella per 4 a 1 (anche i gatti hanno votato) e qui devo ammettere che la lotta con il mio nemico del cuore (il sac à poche) è stata davvero dura. L’ho vinta io ma a caro prezzo: avevo nutella ovunque! persino sui gommini e questo ha fatto in modo che la nutella fosse debitamente portata in giro per tutto parquet di casa!
Buoni??? No! Assolutamente di più!!! Paradisiaci con quell’aspetto a tutto tondo così rassicurante e poi goloso e poi solare e non ultimo grondante di voluttuoso cioccolato.

Cannoncini 1

Cannoncini alla Nutella

Ingredienti
1 confezione di pasta sfoglia rettangolare
1 uovo leggermente sbattuto
zucchero
Nutella per riempire
Cannelli per formare i cannoncini

Cannoncini 5

Preparazione
Preriscaldare il forno a 190°. Srotolare la pasta sfoglia che deve essere ben fredda e dal lato più corto tagliatela a strisce di 1,5 cm. Avvolgere intorno al cannello, avendo cura di formare la punta e arrivando all’incirca a poco più della metà (non ricoprite tutto lo stampo altrimenti avrete problemi a levare il cannoncino una volta cotto).  Passare nell’uovo sbattuto e nello zucchero. Infornare per circa 13/15 minuti o sino a doratura del cannoncino. Sfornare, levare il cannello, fare raffreddare i cannoncini e, con l’aiuto di un sac à poche,  riempirli con la Nutella leggermente sciolta a bagnomaria.

Cannoncini 2

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domenica 15 maggio 2011

10

Madeleine


E quando il corriere mi ha citofonato e finalmente in casa sono arrivati i tanto desiderati due stampi di madeleine,  acquistati qualche settimana prima su uno dei miei fidati outlet on line, da brava foodblogger mi sono messa subito (o quasi!) a pasticciare.
La madeleine è un piccolo dolce molto soffice e delicato estremamente burroso a forma di conchiglia tipico della Francia. Il nome di questo dolce deriva da Madeleine Paulmier che secondo alcune fonti era una pasticcera francese vissuta nel XIX secolo, mentre secondo altre voci era una cuoca del XVIII secolo.
Le Madeleine sono diventate famose anche al di fuori della Francia grazie allo scrittore Proust e al suo romanzo “Alla ricerca del tempo perduto”  dove infatti il gesto di inzuppare una madeleine nel tè riporta alla sua memoria i ricordi della sua infanzia.

Un dolce da tè elegante e raffinato con una particolarità: la gobbetta che si ottiene per shock termico facendo riposare l’impasto in frigorifero per qualche ora e infornare poi a forno caldissimo… ora per me 'sta gobbetta è croce e delizia perché non riesce a venirmi se non piccina piccina giusto un accenno timidissimo… forse l’impasto deve rimanere più tempo in frigorifero, forse tocca trovare il giusto compromesso con il forno. Ma ‘un ci si abbatte e si continua a riprovare e a mangiare madeleine perché sono di un buono… ma di un buono che non potete proprio immaginare, con o senza gobbetta.

Madeleine 1

Madeleine

Ingredienti per circa 18 piccole madeleine
150 g di farina per dolci
2 uova + 1 tuorlo
110 g di burro
150 g di zucchero
Mezza bustina di lievito vanigliato per dolci
Qualche goccia di aroma di mandorle
Qualche goccia di estratto di vaniglia
Un pizzico di sale

Burro e farina per gli stampi

Preparazione
Setacciare insieme la farina e il lievito. Fondere il burro a bagnomaria e lasciarlo intiepidire. In una ciotola montare le uova con lo zucchero, fino a ottenere un composto schiumoso. Incorporare la farina setacciata con il lievito, il burro fuso intiepidito, l’aroma di mandorle, l’essenza di vaniglia e un pizzico di sale. Mescolare sino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Coprire la ciotola con pellicola e lasciar riposare in frigo per almeno 2 ore. Trascorso il riposo, distribuire un cucchiaino di impasto  nelle formine da madeleine.  Riporre in frigorifero e accendere il forno a 220 gradi. Quando il forno avrà raggiunto la temperatura e sarà ben caldo infornare le madeleine a 200° per 5/6 minuti. Quando iniziano a gonfiarsi abbassare il forno a 180° per altri 5/6 minuti. Devono dorare leggermente ma non scurirsi troppo. Una volta fredde cospargerle, a piacere, di zucchero a velo.

Madeleine 2
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sabato 14 maggio 2011

3

Crescente al Rosmarino


Giorni di lutto questi per la maggior parte degli utenti di blogger che non riuscivano ad accedere al proprio blog. Ho notato con gioia quanto la cosa, insieme a molte altre situazioni attuali, mi sia scivolata addosso con estremo menefreghismo e senza attacchi di panico da “meltdown”.
La ricetta di oggi, in standby da quel dì, è la crescente. Qui troverete la spiegazione di cosa sia questo "scrunchoso", ma neanche tanto, lievitato. Solo un piccolo indizio: c'è lo zampino delle Simili...
 Crescente al Rosmarino 2

Crescente al Rosmarino
ricetta tratta dal libro “Pane e Roba Dolce”
di Valeria e Margherita Simili

Ingredienti
500 g di farina 00
250 g di acqua circa
25 g di lievito
50 g di strutto
70 g olio extravergine d’oliva
8 g di sale
Mezzo cucchiaino di zucchero
3 cucchiaini di rosmarino (o altra erba aromatica) fresco tritato

Crescente al Rosmarino 4


Preparazione
Fare la fontana amalgamare al centro tutti gli ingredienti, e impastare velocemente senza battere, formare una palla, coprire a cupola e lievitare per 50-60 minuti. Stendere la pasta con il matterello senza lavorarla e formare un rettangolo di circa 1 cm di spessore. Con una rotella dentata, tagliate delle striscioline larghe circa 1 cm, poi con incisioni trasversali, ritagliate dei bastoncini lunghi un dito, pennellateli con olio d’oliva e disponeteli un poco distanti sulla teglia. Lievitare per 15-20 minuti, cuocere in forno a 190° per 18 minuti.
 Crescente al Rosmarino 3

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lunedì 9 maggio 2011

18

Panini Semidolci delle Simili


Come sempre in questa stagione il mio motto è: in primavera ritornano… sì, perché è proprio in questo particolare periodo dell’anno che ricicciano fuori presunti ex (amanti, colleghi, mariti, mogli, fidanzati, amici, compagni, parentame vario, ecc ecc), gente con cui, felicemente e ringraziando dio, da decenni non hai più rapporti. Mai dire mai perché in primavera - come Alien - ritornano!!!! Puoi cambiare numero di telefono, città, nazione, carta d’identità, connotati… niente da fare: R I T O R  N A N O!

L’ultima qualche sera fa è successa a Marco, una sua ex, con cui non ha più rapporti da almeno 12 anni, peraltro adeguatamente messa in lista nera appena aperto il profilo di FB, riesce indirettamente a rintracciarlo sulla sua pagina di scrittore e lo prega di mettersi in contatto con lei perché ha bisogno di consigli sui “conigli”, il tutto terminava con un tenero invio di un bacio. Sì avete capito bene! Conigli!!!! Premesso che Marco di conigli ne sa quanto io ne so di piantagioni di papaveri, la cosa ci ha fatto sorridere è pensare a cosa la mente umana arriva ad inventarsi di patetico pur di riaffacciarsi nella vita dell’altro per sondare il terreno e vedere se magari c’è ancora un po’ di spazio condito da qualche tenue speranza che si porta sempre nel cuore la donna “nubile” (pare brutto dire zitella) alla soglia dei 40 anni, che ripensa con struggente malinconia ai suoi ex ormai andati. 

Pure il bipede (ve lo ricordate???) si riaffacciò nella mia vita una primavera di qualche anno fa, prima con telefonate anonime che così anonime non erano visto che sul cell appariva il suo numero, poi negando le telefonate, poi ammettendo che forse erano partite “per sbaglio” (della divina provvidenza), infine finalmente si decise a palesare una bizzarra verità: era lui che chiamava ma non sapeva il perché  e quando apprese che mi ero felicemente risposata  (io, lui no, lui sta ancora a pirlare a dx e sx) ebbe la mazzata finale e da quella lontana primavera del 2007 sparì definitivamente dal mio orizzonte, almeno lo spero! Ma si sa siamo nuovamente in primavera e in questa stagione: R I T O R  N A N O!

Panini Semidolci delle Simili 1

Panini Semidolci delle Simili
dal libro "Pane e Roba Dolce"
di Valeria e Margherita Simili

Lievitino
Impastare in una ciotola 330 g di farina di forza, 150 g di acqua, 75 g di lievito di birra e lasciare lievitare sino al raddoppio.

Impasto
670 g farina di forza
250 g acqua
150 g burro
50 g strutto
100 g zucchero
15 g sale

Preparazione
Fare la fontana, amalgamare tutti gli ingredienti, fare un impasto omogeneo,unire il lievitino e lavorare battendo energicamente per 10-12 minuti, fino ad amalgamare completamente i due impasti. Deve risultare un impasto tenero ma non appiccicoso, fare due palle, coprire a campana a fare lievitare per 50-60 minuti. Formare un rotolo che taglierete in 14 pezzi (io li ho fatti più piccini, circa 50 g l’uno) con i quali formerete delle palline ben tese e dense arrotolandole sul tagliere sotto il palmo della mano. Disporre le palline, così ottenute, un poco distanziate sulla teglia, pennellare con un uovo sbattuto e lievitare 50-60 minuti; devono arrivare ad un volume più che doppio rispetto a quello iniziale. Infornare a 210°-220° (io ho infornato a 195°) per 10-12 minuti circa. la parte superiore deve risultare ben dorata, mentre tutt’attorno debbono rimanere bianchi.

Panini Semidolci delle Simili 3

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domenica 8 maggio 2011

12

Piccole Pastiere


Solitamente un po’ di ripieno della classica pastiera avanza sempre, pertanto lo surgelo e lo utilizzo all’occorrenza. Questa volta però ho voluto provare a fare delle piccole pastierine “mignon” deliziose per l’ora del tè o per quei momenti in cui avete voglia di una coccola dolce.

Curiosità: ma voi la conoscete la leggenda della pastiera?
“Leggendaria e mitologica è la storia della sirena Partenope che  incantata dalla bellezza del golfo, disteso tra Posillipo ed il Vesuvio, aveva fissato lì la sua dimora. Ogni primavera la bella sirena emergeva dalle acque per salutare le genti felici che popolavano il golfo, allietandole con canti d'amore e di gioia. Una volta la sua voce fu così melodiosa e soave che tutti gli abitanti ne rimasero affascinati e rapiti: accorsero verso il mare commossi dalla dolcezza del canto e delle parole d'amore che la sirena aveva loro dedicato. Per ringraziarla di un così grande diletto, decisero di offrirle quanto di più prezioso avessero. Sette fra le più belle fanciulle dei villaggi furono incaricate di consegnare i doni alla bella Partenope: la farina, forza e ricchezza della campagna; la ricotta, omaggio di pastori e pecorelle; le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova; il grano tenero, bollito nel latte, a prova dei due regni della natura; l'acqua di fiori d'arancio, perché anche i profumi della terra solevano rendere omaggio; le spezie, in rappresentanza dei popoli più lontani del mondo; infine lo zucchero, per esprimere l'ineffabile dolcezza profusa dal canto di Partenope in cielo, in terra, ed in tutto l'universo. La sirena, felice per tanti doni, si inabissò per fare ritorno alla sua dimora cristallina e depose le offerte preziose ai piedi degli dei. Questi, inebriati anche essi dal soavissimo canto, riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti, trasformandoli nella prima Pastiera che superava in dolcezza il canto della stessa sirena” (dal sito Pastiera)

Pastierina 1

Piccole Pastiere 

La ricetta della Pasta Frolla potete trovarla qui

Ingredienti e preparazione del Ripieno
Versare in un tegame 250g di grano cotto, 150g di latte, un cucchiaio di zucchero, un pizzico di sale e 2 cucchiai di essenza di fiori d'arancio, aggiungere una scorza di limone, un pizzico di cannella. Amalgamare gli ingredienti e lasciar bollire a fuoco lento per circa 10 minuti. In una terrina stemperate 250g di ricotta con altri 125g di latte. A parte sbattere 3 uova intere con 200 g di zucchero e un paio di cucchiai di essenza d'arancio.
Al composto di uova e zucchero unire la ricotta stemperata con il latte, 70g di scorza d'arancia candita, 1 bustina di vanillina e il grano bollito intiepidito. Amalgamare bene gli ingredienti fino ad ottenere un composto che dovrà risultare piuttosto liquido.
Imburrare ed infarinare bene degli stampini per tarlette. Rivestire con la pasta frolla gli stampini foderando anche i bordi. Versare al centro un paio di cucchiaiate di composto. Infornare a forno già caldo 160° per circa 25 minuti o fino a quando la superficie non avrà assunto un bel colore dorato. Fare raffreddare a forno spento aperto. Una volta che le pastierine sono completamente fredde levarle dagli stampini e cospargerle di zucchero a velo.

Pastierina 2

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sabato 7 maggio 2011

5

Torta di Pane (di Ramerino)


Alzi la mano chi non ha ancora qualche rimasuglio di Pasqua che gira per casa! La torta di oggi fa parte della tradizione contadina brianzola ma, al posto del canonico pane secco, ho utilizzato del Pan di Ramerino ben seccato che ha dato alla torta quel retrogusto di rosmarino che ci sta proprio bene!
La Torta di Pane è come dicevo una ricetta contadina, una torta poverissima a base di pane raffermo ammollato nel latte e di altri ingredienti in base alla disponibilità della dispensa e alla fantasia della massaia. Una torta poco impegnativa anche per quanto riguardava la cottura, una cottura a bassa temperatura che pertanto non necessitava di forno ma di una semplicissima stufa a legna, piuttosto che il calore di un camino. Nel corso degli anni le dispense si arricchiscono e così pure questa torta che vede comparire tra gli ingredienti anche il cacao, lo zucchero, i biscotti, l’uvetta e i pinoli.

Curiosità: si racconta che questa torta venisse preparata, con i vecchi pezzi di pane della dispensa, dai pastori qualche giorno prima di lasciare gli alpeggi per scendere a valle per passare  l'inverno e pertanto veniva chiamata anche torta dell’alpeggio.

Torta di Pan Ramerino 2

Torta di Pane (di Ramerino)

Ingredienti
500 g di latte
300 circa gr di Pan di Ramerino (o altro pane) secco
2 uova intere,
200 gr di zucchero
150 di farina
100 gr di cacao amaro
Una manciata di pinoli
Una manciata di uvetta sultanina fatta rinvenire nel rum
10 amaretti pestati
un pizzico di cannella

Preparazione
Preriscaldare il forno a 150°. Mettere il pane nel latte e far macerare ben bene per qualche ora sino a che si riduca in poltiglia. Aggiungere le uova, lo zucchero, la farina, il cioccolato, i pinoli, l’uvetta con il suo rum, gli amaretti pestati e la cannella. Mescolare bene l’impasto fino a renderlo morbido e omogeneo. Se troppo duro aggiungere qualche goccia di latte. A questo punto versare l’impasto in una teglia tonda a cerniera ben imburrata. Mettere nel forno preriscaldato a 150° per la durata di circa un'ora. Fare raffreddare e servire cosparsa di zucchero a velo.

Torta di Pan Ramerino 3
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lunedì 2 maggio 2011

14

Tartufini di Colomba


E parliamo ancora di riciclo ma questa volta sfiziosissimo e decisamente ruffiano. Poi bellino a vedersi nei vassoietti di Atmosfera Italiana che ben si prestano all’occasione. Questa volta ricicliamo la colomba, quella colomba fatta in casa, che dato l'alto numero di golosità riesce ad avanzare! Ricetta qui, qui e qui da salvare per il prossimo anno e da scegliere in base alla difficoltà in cui vi vorrete cimentare. Una ricetta non ricetta di splendido impatto visivo che vi farà fare la vostra porca figura. E al palato? Ma ovvio, buona da morire! Occhio che questi tartufini creano dipendenza e amano depositarsi allegramente sui vostri fianchi per un morbidissimo effetto marshmellow!

Tartufi di Colomba 3
Tartufini di Colomba
L’Antro dell’Alchimista

Ingredienti e preparazione
Tagliate a pezzetti la colomba, tritate le mandorle della superficie, bagnatela con del vino bianco dolce alternato a qualche cucchiaiata di latte e impastatela con le mani (assolutamente no dovete frullarla) sino ad ottenere un composto sodo e omogeneo. Unire un paio di cucchiaiate di ricotta,  un paio di cucchiai di cacao fondente, un pizzico di cannella (se vi garba) e un cucchiaio di zucchero a velo. Impastare per bene il tutto sino ad avere un impasto abbastanza sodo. Mettere in frigorifero per circa 1 ora affinché si rapprenda ulteriormente. Fare delle palline grandi come una noce e passarle in un mix di cacao amaro e zucchero a velo. Decorare con un pezzo di fragola, infilzare con uno stecchino colorato e mettere in frigorifero per qualche ora. Questi tartufi più sono freddi, più sono buoni!

Tartufi di Colomba 1

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domenica 1 maggio 2011

12

Pinzertorte


E dopo la linzer... la pinzer, ovvero la torta degli avanzi di Pasqua, leggasi avanzi: pinze e focacce dolci che vagano sul ripiano della cucina e necessitano della nobile arte del riciclo, come la ricetta che vi propongo oggi. Torta deliziosa che vagamente ricorda la torta di pane brianzola. Provate e sappiatemi dire!

Deh! Vi ricordate che domani inizia la mia collaborazione con Radio Punto Zero???? Alle 11.40 Terry & Laura vi aspettano su RADIO PUNTO ZERO, all'interno di Buongiorno Campania Weekend, con l'appuntamento enogastronomico. Oltre ad ascoltarci sulle frequenze della radio potete ascoltarci in live streaming da tutto il mondo. Tutte le info sul sito di Radio Punto Zero



Pinzertorte
L’Antro dell’Alchimista

Ingredienti
700 g di pinze o focacce dolci pasquali. (Io ho usato l’osterpinze)
500 g latte
2 uova
250 g ricotta
canditi o gocce di cioccolato
Essenza di fiori d’arancio

Preparazione
Preriscaldare il forno a 170° Fare rinvenire  la focaccia pasquale tagliata a pezzi nel latte. Frullarla insieme alle uova, alla ricotta e all’essenza di fiori d’arancio. Aggiungere i canditi o le gocce di cioccolato. Versare in una tortiera tonda ricoperta di carta forno. Infornare a 160° per circa un’ora. Servire fredda cosparsa di zucchero a velo.

Per chi ha il Bimby
Nel boccale mettere la focaccia pasquale e il latte e frullare 15 secondi velocità 7. 
Aggiungere le uova, la ricotta e l’essenza e frullare 40 secondi velocità 5/6. 
Unire i canditi (o le gocce di cioccolato) mescolare 40 secondi, velocità 2, antiorario. Procedere poi come sopra.

Torta di Pasqua 3
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