sabato 25 giugno 2011

12

Il Bico

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venerdì 24 giugno 2011

7

Pollo alla Vernaccia e Zafferano


Alzi la mano chi di voi sa cos’è il bico! Bene io questa sera sarò a fare un servizio proprio alla sagra del bico e se voi siete interessati a sapere qualcosa in più circa questa deliziosa particolarità del nostro territorio può erudirsi qui e magari - perchè no? - pensare di venirsi a fare una scampagnata alla Sagra.

La scorsa settimana invece ero a fare un servizio fotografico ad un corso di cucina toscana in un agriturismo sulle dolcissime colline della Val d’Orcia, un vero angolo di paradiso dove Lorenza, splendida padrona di casa, insegnava ad un gruppo di americani le squisite ricette del nostro territorio. Beh! qualche cosa ho imparato anche io e proprio ieri sera ho preparato la ricetta del pollo alla vernaccia e zafferano, autentica delizia semplice da preparare, da gustare ad occhi chiusi mugolando di golosità e magari sognando i dolci paesaggi della Val d’Orcia. Il contorno proposto da Lorenza è stato un buon purè di patate che ben si presta a raccogliere il favoloso puccino del pollo.
Dice Lorenza: la ricetta originale prevede il coniglio pertanto a vostro gusto potete sostituire il pollo con il coniglio.

Pollo allo Zafferano 2

Pollo alla Vernaccia e Zafferano

Ingredienti
1 noce di burro
1 pollo a pezzi (o coniglio)
1 cipolla tritata finissima
1 bicchiere scarso di Vernaccia di San Gimignano
0,1 gr di stimmi di zafferano (l'equivalente di una bustina di zafferano purissimo) sciolti in un bicchiere d’acqua tiepida (ci vorranno circa 30/40 minuti)
Qualche cucchiaiata di latte
Una manciata di olive nere al forno
Sale q.b.

Preparazione
In un largo tegame sciogliere la noce di burro. Aggiungere il pollo e fare rosolare per bene una decina di minuti girandolo spesso. Aggiungere la cipolla e farla dorare avendo cura di rimestare con un cucchiaio di legno. Quando il tutto sarà ben rosolato sfumare con la vernaccia e fare evaporare. Regolare di sale. Unire poi lo zafferano sciolto nell’acqua, qualche cucchiaiata di latte, coprire e lasciare cuocere per circa 15 minuti, a 5 minuti dalla fine aggiungere le olive nere. 

Pollo allo Zafferano 3
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domenica 19 giugno 2011

15

Ciambella al Cioccolato e Philadelphia


Questa ricetta nasce da un acquisto compulsivo di Philadelphia Light tirato praticamente dietro ad un prezzo infimo al supermercato. Pertanto con la sindrome da dispensa vuota e al grido di “è in super offerta!!!” ne ho comprato circa 10 pezzi conscia del fatto che lì sarebbero rimasti sino a che la nobile arte del riciclo sarebbe venuta in mio soccorso.
In questo caso in mio soccorso è arrivato il blog di Fior di Farina. Molto soddisfatta di questa ciambella, ma non poteva essere altrimenti considerando che questa è per Fior di Farina una ricetta che nasce dall’Amore e si sa che l’Amore in cucina avvolge di magia e di buono ogni ingrediente!

Ciambella al Cioccolato e Philadelphia

Ingredienti
200 gr di Philadelphia light
200 gr di cioccolato fondente
100 gr di burro morbido
100 gr di zucchero
3 uova
150 gr di farina
2 cucchiaini abbondanti di lievito in polvere
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
un pizzico di sale

Preparazione
Accendere il forno a 160° C. Fate fondere il cioccolato fondente, precedentemente tritato, in un pentolino posto su un bagno maria, a fuoco dolce. Con le fruste elettriche, lavorare il burro morbido con lo zucchero, fino ad ottenere una crema omogenea. Aggiungere la Philadelphia, l'estratto di vaniglia e le uova, una alla volta, continuando a lavorare il composto con le fruste. Quando il composto sarà ben amalgamato e liscio, unire il cioccolato fuso, senza spegnere le fruste. A questo punto mettete da parte le fruste e unite la farina setacciata con il lievito e il sale. Mescolate per amalgamare il tutto e versate l'impasto in una tortiera imburrata ed infarinata, con diametro 24 cm. (io ho utilizzato uno stampo a ciambella con diametro 20 cm ma abbastanza alto, per non permettere all'impasto di fuoriuscire in cottura). Infornate per 55/60 minuti, in forno statico.

Ciambella cioccolato e philadelphia 1

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giovedì 16 giugno 2011

7

Sbimbiamo: la Nutella di Alda


O meglio la Nutella dell’amica di Alda, ma per me è semplicemente la favolosa Nutella dell’altrettanto favolosa amica Alda che non si decide proprio ad aprire un blog di cucina tutto suo! Ed è un vero peccato perché, splendida cuoca, ne avrebbe di ricette con cui deliziarci!!!!
Allora secondo la stagionalità degli elettrodomestici, non so voi, ma l’estate (estate: parola grossa considerando che qui sta per piovere!) è quel periodo dell’anno dove il Bimby “sbimba” per la maggiore. Sarà che lavorando lui sto in pigrizia io, sarà che con i freschi se la cava proprio bene, sarà che quando deve cuocere mettendolo vicino alla finestra aperta non mi crea l’effetto sauna in cucina.
La Nutella era un tormentone Bimby che mancava in questo blog, bene abbiamo risolto il problema e da oggi è sull’Antro. Mi dicono le amiche “sbimbatrici” che esistono diverse ricette, io sono partita con la ricetta di Alda e sono decisamente soddisfatta di quanto ottenuto, Talmente soddisfatta che il primo vasetto è stato fatto fuori a cucchiaiate, ma non il semplice e aggraziato cucchiaino da te! No, il cucchiaio modello badile del minestrone!

Nutella di Alda
già dell’amica di Alda
Ingredienti
90   g    nocciole tostate
100  g   cioccolato fondente
100  g   cioccolato bianco
90   g   olio di semi
150  g   zucchero
200  g latte intero

Preparazione
Nel boccale nocciole e zucchero 35-40" vel. 7-8, unire il cioccolato in pezzi 35-40" vel. 6-7, unire latte e olio 6' 50° vel. 4-5. Omogeneizzare 1' vel. 7-8.

Bimby Nutella di Alda 2

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lunedì 13 giugno 2011

13

Cake con Cipolla e Pancetta Affumicata


Ma quanto mi garbano i cake salati? Così sfiziosi, così profumati, così buoni. Veloci da fare, stuzzicano la vostra fantasia e sono adatti a svuotare il frigorifero dagli avanzi secondo la nobile arte del riciclo. Io solitamente me li preparo in anticipo, li surgelo e all’occorrenza se ho tempo li lascio scongelare a temperatura ambiente oppure se vo di fretta qualche minuto al microonde e voilà il gioco è fatto! Ottimi in estate per accompagnare un piatto di salumi o di formaggi o più semplicemente una bella “cofana” di insalata fresca, mista e colorata. Oggi un cake classico dove il dolce della cipolla si sposa magnificamente all’affumicato della pancetta e quelle nocciole tostate regalano quel gusto particolare in più che fa la differenza.

Cake con Cipolla e Pancetta Affumicata

Ingredienti
150 g di farina 00
50 g pecorino grattugiato
Mezza bustina lievito istantaneo per torte salate
2 uova medie
100 ml di latte intero
130 ml di olio extravergine d’oliva
100 g di pancetta affumicata a dadini
1 cipolla bianca media
Una manciata di nocciole tritate grossolanamente
Un pizzico di pepe nero
Sale

Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. In un tegame antiaderente fate tostare le nocciole. Tagliare a velo la cipolla. In una terrina mescolate gli ingredienti liquidi (uova, latte, olio extravergine d’oliva). In un’altra terrina mescolate gli ingredienti solidi (farina, lievito, pecorino, pepe). Unite gli ingredienti liquidi a quelli solidi, regolare di sale e aggiungendo le nocciole, il bacon e la cipolla (tenetene un po’ da parte). Imburrare e infarinare uno stampo da plum-cake, versarvi il composto, sulla superficie mettere le fettine di cipolla tenute da parte. Infornare a 180° per circa 20/25 minuti (fate la prova stecchino).

Cake Cipolla e Bacon 1

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venerdì 10 giugno 2011

11

Ciambella al Cacao di Ornella

Alzi la mano chi dopo un buon pranzo o una buona cena non si concede il dolce di rito. Per molti addirittura se manca il dolce è come se pranzo/cena fossero rimasti inconclusi, così sospesi così nel vuoto in attesa quanto meno di un misero cucchiaino di zucchero a sugellare la fine del pasto.

Questa ricetta l’ho fatta almeno un mese fa, se non anche di più, ma non ho mai avuto il tempo di postarla ma oggi… oggi… è il suo compleanno e io voglio festeggiare questa splendida donna facendole gli Auguri anche qui sull’Antro, e quale occasione migliore per festeggiarla, proponendo ai miei lettori  la sua deliziosa Ciambella al Cacao ? Io vi metto la ricetta paro paro come l’ha proposta Ornella, ma vi invito ad andare a leggere il suo post per soddisfare tutte le vostre curiosità, varie ed eventuali in merito a questo dolce così leggero, così cioccolatoso.

Torta al Cacao di Ornella 2 

Ciambella al Cacao di Ornella
dal blog Ammodomio

Ingredienti (per uno stampo da cm 24 di diametro):
4 uova (medie)
5 cucchiai di cacao amaro
14 cucchiai di zucchero semolato
18 cucchiai di farina 00 (setacciata)
155 ml di panna fresca
1 cucchiaio di olio extravergine
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
olio  per ungere lo stampo q.b.
cacao da spolverare nello stampo q.b.

Preparazione
Ho montato le uova con lo zucchero fino a rendere il composto chiaro e spumoso; ho aggiunto poco per volta la farina, il cacao, setacciati insieme al lievito ed al sale, infine la panna e l'olio, continuando a montare con le fruste elettriche per qualche minuto.  Ho spennellato lo stampo con l'olio extravergine, l'ho spolverizzato bene con il cacao amaro e vi ho messo l'impasto, sbattendo il tegame sul piano di lavoro per far livellare il composto. Ho infornato a 190° (forno caldo) per circa 35 minuti (fare la prova stecchino).
 Torta al Cacao di Ornella 1
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giovedì 9 giugno 2011

42

Straccetti di Pasta con Cipolla e Zafferano


Prendete carta e penna perchè oggi vi ripropongo un delizioso primo piatto, veloce da preparare (il che non guasta mai!) e decisamente sfizioso! Una ricetta che, pensate, risale a un vecchio numero del 2007 di Cucina Italiana ma, che a casa continuiamo a preparare essendo entrata a tutti gli effetti nel ricettario della cucina dell'Antro.

Due Comunicazioni di servizio:
Per chi mi chiede di Appetizer: la stagione è terminata, ci rivediamo a Settembre. Qui, comunque, potete trovare tutte le ricette presentate nella stagione 2010/2011 per sfiziarvi nei vostri buffet estivi.  Mentre qui  potete accedere alla nostra pagina di Facebook per rivedere le puntate o sbirciare le foto di scena.

Invece, l'appuntamento con lo spazio Belle in Pentola di Radio Punto Zero, proseguirà sino alla fine di luglio. Potete, pertanto, seguirmi in live streaming tutte le domeniche alle ore 11.40 all'interno di Buongiorno Campania Weekend condotto dalla splendida e vulcanica Terry.

Straccetti di Pasta con Cipolla e Zafferano
dalla rivista di Cucina Italiana - Marzo 2007

Ingredienti per 4 persone
350 g pasta fresca all’uovo tipo stracci o maltagliati
1 cipolla bionda media
200 g latte
80 g panna per cucina
30 g burro
1 bustina di zafferano purissimo
timo
sale
Parmigiano

Preparazione
Tritare finemente la cipolla e fatela appassire con il burro. Unitevi il latte e cuocere a fiamma bassa per 5 minuti Mescolate quindi la panna, lo zafferano ed un pizzico di sale completando la cottura del sugo per altri 5 minuti. Intanto mettere a bollire l'acqua della pasta. Al bollore salatela e cuocetevi la pasta fresca fatta. Scolatela, saltatela nel sugo, completate con qualche fogliolina di timo e servire subito cosparsa di Parmigiano
 
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martedì 7 giugno 2011

17

Ciambella al Pesto


Ma la volete una ricetta buona, buona, buona? Di quelle che fatte la prima volta entreranno poi a tutti gli effetti tra le ricette di casa??? Una ciambella salata che profuma d’estate, di basilico, di pesto. Il pesto è diventato ormai il simbolo della cucina ligure nel mondo, per me anche della calda estate (sì insomma estate è una parola grossa considerando che oggi diluvia!). 

Curiosità: gli oli essenziali del basilico, quelli che danno profumo e aroma, sono contenuti nelle venuzze delle sue foglie. Ecco perché le foglie non vanno mai tranciate o stracciate ma vanno come spremute ruotando delicatamente il pestello (se state facendo il pesto) per fare uscire gli oli profumati. 

Ciambella al Pesto

Ingredienti
180 g di farina 00
Mezza bustina di lievito per torte salate
100 g olio extravergine d’oliva
3 uova
200 g di buon pesto
50 g di pecorino grattugiato
Una manciata di pinoli

Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. In un tegamino antiaderente fate tostare i pinoli. In una terrina sbattere le uova con l’olio e il pesto. In un'altra terrina mescolare la farina con il lievito e il pecorino. Unire gli ingredienti liquidi a quelli solidi. Per ultimo unire i pinoli tostati. Imburrare e infarinare uno stampo a ciambella, versarvi l’impasto. Decorare la superficie con qualche pinolo non tostato e infornare a 180°per circa 30/35 minuti (fare la prova stecchino).

Ciambella al Pesto 1

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domenica 5 giugno 2011

5

Panzanella

 
La panzanella è un piatto estivo contadino di umilissime origini ma dal gusto ottimo e rinfrescante. Pochi e semplici ingredienti per una preparazione molto semplice e di poco costo. La panzanella è a base di pane raffermo, il pane toscano “sciocco” ovvero senza sale, e di quello che la massaia ha in casa o nell’orto; non prevede alcuna cottura ecco perché è un piatto tipicamente estivo della zona del senese e dell’aretino. In passato era la pietanza rinfrescante che in estate veniva portata nei campi da chi per lavoro restava fuori casa tutto il giorno. 

Meravigliosa è la descrizione che Giovanni Righi Parenti fa della Panzanella “…il pane duro non piace a nessuno specie ai vecchierelli, con le gengive doloranti, o ai bambini teneri ancora da prendere forza: in questo caso si prendeva il pane e si inzuppava nell’acqua del pozzo. Una volta ben intriso, si asciugava in un panno e si sbriciolava; si condiva con poco olio, sale e pepe. Si completava con pomodoro, cipolla tritata, basilico; si spruzzava con aceto ed eccovi una pietanza gustosa di tutto appetito. Il pane bagnato si tornava a bagnarlo con il vino rosso o con il vino fresco dell’estate che si preferiva a quello di ieri, perché quando il vino dell’anno era finito si faceva "la chioccia" cioè un vinello preparato ex tempore pigiando alla svelta l’uva più matura, vino rapidamente fermentato e rapidamente bevuto. Vino saporitissimo da non confondere con certi novelli di oggi preparati con metodi che l’industria ci ha imposto. Questa era la panzanella del senese.” Brano tratto da: Chiacchiere condite "il buon mangiare" ovvero la cucina genuina d’altri tempi. Autore: Giovanni Righi Parenti

Panzanella
ricetta tratta da Merende Rustiche
di Laura De Vincentis

Ingredienti
Pane toscano casareccio raffermo
Pomodori freschi
Basilico
Cipolle rosse
Cetriolo
Sedano
Olio extravergine d'oliva
aceto di vino rosso
sale
pepe

Preparazione
Tagliate a grosse fette il pane raffermo e mettetele in una terrina. Copritele d’acqua e far riposare per circa 20 minuti. Lavate le verdure e tagliatele a pezzetti, sminuzzate il basilico e mettete il tutto in un’insalatiera di coccio (terracotta). Strizzare il pane e sbriciolarlo nell’insalatiera insieme alle verdure. Condire con olio, qualche goccia d’aceto, sale e pepe. Far riposare qualche ora prima di servire per far amalgamare i sapori.

Panzanella 2

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mercoledì 1 giugno 2011

8

Meringhe alla Francese


Oggi ultima puntata di Appetizer prima della pausa estiva, cifra a tutto tondo perchè è stata la 130° puntata di questa stagione. Io, veramente, ho terminato venerdì scorso perché non avendo ancora il dono dell'ubiquità in questo momento mi trovo a Roma e non a Chianciano. L'ultima puntata ho voluto concluderla con delle sensualissime meringhe. Una meringa non si rifiuta mai con quel colore bianco candido e quella forma così accattivante.Oggi la meringa ve la racconto con le parole di Hans Brunner, il cui testo integrale, che vi invito caldamente a leggere, lo trovate qui.

"Nessun altro dolce è più sensuale della meringa. E ciò potrebbe anche spiegare perché la dolce fonte di calorie è riuscita a sopravvivere a tutte le invettive contro lo zucchero e ad affermarsi nel mondo intero. Oltre alla sua bellezza non bisogna scordare la bontà: non appena la meringa si rivela al palato non c’è più più scampo. «Oh, that’s like a kiss!», pare abbia esclamato la burbera regina d’Inghilterra, Elisabetta I, assaporando per la prima volta tale squisitezza. Come le bolle di sapone, anche le meringhe sono in gran parte fatte d’aria. La loro composizione è molto semplice: albumi freschi montati a neve ben ferma con la stessa quantità di zucchero – ecco svelato l’incantesimo. La cottura è altrettanto importante. Le meringhe devono asciugare nel forno caldo ma non sopportano il calore troppo elevato Praticamente si deve solamente asciugare l’acqua presente nell’albume. Gli estimatori apprezzano il guscio friabile e la consistenza spumosa. Il calore del palato fa sciogliere i gusci delle meringhe come neve al sole. Ciò che resta è la dolcezza euforizzante e quasi solleticante dello zucchero. Se poi alla dolcezza della meringa si unisce la cremosità della panna montata, il cervello va in tilt e la ragione lascia il posto al piacere dei sensi. La meringa, fu inventata nel 1700 da un pasticcere svizzero originario di Meiringen, luogo dal quale la meringa successivamente prese il nome. Molto importante per la riuscita della meringa, è che non vi siano tracce di grasso e di tuorlo sugli attrezzi che userete per preparare le meringhe, che dovranno essere ben puliti, asciutti e strofinati con succo di limone. Di meringhe ne esistono di 7 tipi diversi tra cui la francese, la svizzera, l’italiana, la giapponese, la sarda e esistono tanti dolci a base di meringa"

Da sempre utilizzo la ricetta di Marco trovata su uno dei miei siti preferiti, uno tra i primi scoperti quando circa 11 anni fa muovevo i primi passi in Internet alla ricerca di ricette con cui allietare il palato del mio nuovo compagno, quel compagno che appunto oggi sta con me da ben 11 anni, diventato nel frattempo mio marito.


Meringhe alla Francese  
di Marco dal sito di Gennarino

Ingredienti e Attrezzatura
La preparazione non richiede molto:
albumi d'uovo,
zucchero,
una tasca da pasticcere (ma in effetti bastano anche due cucchiai per formare le meringhe),
una frusta,
una scodella.
Calcolare circa 80g di zucchero per ogni chiara d'uovo.
Va bene sia a velo, sia semolato.
Le uova devono essere a temperatura ambiente, e soprattutto fresche

Preparazione
Incominciare a girare le chiare, con un frustino, imprimendo un movimento ad 8. Questa operazione dura in genere pochi secondi. Quando si sarà formata un po' di schiuma, possiamo cominciare a montare a neve. Frustare con un movimento dal basso all'alto, cercando di inglobare più aria possibile. dopo qualche minuto la neve dovrebbe essere fermissima. La prova e' semplice: se sollevando la frusta rimane un bioccolo di spuma all'interno dei fili, allora la consistenza e' quella giusta. Se invece cola attraverso il frustino, ricominciare a sbattere. A questo punto aggiungere lo zucchero, un cucchiaio, e continuare a mescolare dal basso verso l'alto. Aggiungere lo zucchero a cucchiai, poco alla volta, finché non si vede che il meringaggio comincia a "filare". A quel punto aumentare pure la quantità di zucchero. La consistenza giusta del meringaggio è quella a nastro: sollevando la massa con la frusta la crema bianca deve formare un nastro che ricade nel biancore sottostante arricciandosi e contorcendosi e rimanendo quasi solidificata in un viluppo candido. Ora si mette il meringaggio in un sac a poche e si formano dei bioccoli di 2-7 cm di diametro, oppure delle spirali (per il fondo delle torte), oppure tutte le forme che ci passano per la testa. Mi raccomando, usare come base la carta forno o le ostie, perché sull'alluminio il calore non riesce ad uscire e le meringhe si forano nella parte sottostante, rimanendo molli all'interno. Si infornino a 60-70, massimo 80 gradi, per 2-3 ore (dipende dalla giornata: se è secco sono pronte molto più in fretta che nei giorni umidi). Se si alza troppo la temperatura, le meringhe bruniscono, e diventano prima di un colore rosato, poi giallo ocra. Per questo motivi, se non si dispone di un forno elettrico con temperature accettabili, è buona norma tenere leggermente aperto lo sportello del forno. In effetti, le meringhe non devono cuocere, ma solo perdere l'acqua contenuta nell'albume: quindi se si ha tempo, a 50 gradi per 4 ore vengono ancora meglio. Alcuni puristi sostengono che il massimo si ottiene infornandole con la luce del forno accesa: il solo calore della lampadina permette l'essiccazione in una notte.

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