venerdì 29 luglio 2011

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Frollini al Cappuccino con Mayò Calvé



Ma voi lo sapete quanto sono buoni i frollini fatti con la maionese???? Noooo???? Nemmeno io lo sapevo, sino a che non ho deciso di lasciarmi ispirare da Calvé e di cimentarmi con qualche preparazione a base di maionese. Ma non le solite preparazioni, sono o non sono una foodblogger? E allora spremiamo le meningi insieme ad un tubetto di maionese Calvé per sfruttare tutte le potenzialità che la maionese può avere in cucina e cercarne nuovi usi. Facciamo un “upgrade” della maionese dalla decorazione del piatto a protagonista della ricetta stessa, a ingrediente che ben si sposa con tutti gli altri ingredienti anche dolci! Rivoluzioniamo e innoviamo l’utilizzo della maionese in cucina! Oggi osiamo un dolce, sì! Un dolce a base di Mayò Calvé, dei friabilissimi biscottini da colazione per iniziare in modo “Calvé” la giornata. Come si dice, provare per credere? Provate quindi, e sappiatemi dire!
Tante altre ricette originalissime dove la maionese diventa protagonista  indiscussa e dei vostri piatti sia dolci che salati potete trovarle direttamente sul sito Visto che Buono. Un sito a 360° sul mondo della maionese Calvé dove potrete trovare sfiziosissime ricette di merende, appetizers, primi, secondi, contorni e dolci con cui coccolare il vostro palato e stupire i vostri ospiti!
Sì è vero la maionese si può anche fare in casa, ma quando non si ha tempo/voglia/ingredienti che si fa? Si rinuncia??? Naaaaaaa. Io un paio di barattoli li tengo sempre ma una predilezione particolare ce l’ho per Mayo Calvè, quella che ti permette di godere appieno, a tutto gusto, a tutto tondo della maionese senza badare troppo ai sensi di colpa di chi deve stare tristemente a dieta.

Frollini al Cappuccino con Mayò Calvé

Ingredienti
120 g di Mayò Calvé
300 g di farina per dolci circa
130 g di burro salato
120 g di zucchero semolato
2 cucchiai di gocce di cioccolato
2 cucchiaini di caffè solubile sciolto in una tazzina di latte.
altro zucchero semolato per la copertura

Preparazione
Montare il burro con lo zucchero sino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungere Mayò Calvé. Unire poi la farina alternata al latte. Impastare a mano, l’impasto deve avere la consistenza della pasta frolla. Infine aggiungere le gocce di cioccolato. Avvolgere nella pellicola e fare riposare in frigorifero per un’ora. Preriscaldare il forno a 180°. Stendere l’impasto su una spianatoia infarinata, creare dei biscotti dandogli la forma che più desiderate. Disporli su una teglia ricoperta di carta forno e spolverarli di zucchero a velo. Infornare per circa 13 minuti. Aspettare che si raffreddino completamente prima di rimuoverli dalla teglia. Si conservano per molti giorni in una scatola di latta.




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Il migliore amico delle donne


Giallo limone, giallo limoncello, giallo sole, giallo estate e anche bianco candido di mandorle tritate, di impalpabile zucchero a velo, di burro morbido, di cioccolata bianca. Questa è la Caprese di oggi: limoni, limoncello, mandorle, zucchero, burro e la cioccolata bianca… tanta, buona, morbida, voluttuosa, femminile con tutta quella sua dolcezza esasperata come solo una donna sa talvolta essere. E non a caso credo proprio che sia il cioccolato il migliore amico delle donne, sì proprio lui: il cioccolato! Prima ancora dei diamanti, dei viaggi, delle cene a lume di candela in ristoranti stellati, degli hotel di lusso.

La Caprese e la sua leggenda, racconta infatti la scrittrice sorrentina Cecilia Coppola nel suo libro: “Zeppole struffoli e chiffon rosso” che il dolce sia nato negli anni 20 per un errore del cuoco Carmine Di Fiore che pare avesse dimenticato di mettere la farina in una torta di mandorle commissionata da tre malavitosi americani giunti a capri per acquistare una partita di ghette per Al Capone. Questa torta, malgrado la dimenticanza, fu così buona che ebbe subito grande successo e divenne subito richiestissima e battezzata con il nome di Caprese.

Caprese al Limoncello e Cioccolata Bianca

Ingredienti
250 gr cioccolata bianca
200 gr burro
200 gr mandorle
150 gr zucchero
5 uova
buccia grattugiata di 2 limoni
Succo di 1 limone
Mezzo bicchiere di limoncello

Procedimento
Fondere a bagnomaria il cioccolato con il burro. Montare le uova con metà dello zucchero sino ad ottenere un composto molto gonfio e spumoso. Ridurre in polvere finissima le mandorle con l’altra metà dello zucchero. In una terrina unire le mandorle e lo zucchero con la scorza dei limoni grattugiata, il succo di un limone, il limoncello, il cioccolato fuso con il burro e amalgamare tutti gli ingredienti. In ultimo aggiungete molto delicatamente il composto di uova e zucchero facendo attenzione a non fare smontare il tutto. Versare il composto in una tortiera (meglio se a cerchio apribile) di 22 centimetri di diametro precedentemente imburrata e infarinata. Infornare a 170° per circa 45 minuti. Se dopo mezz’ora notate che la superficie della torta si sta colorando troppo copritela con un foglio di alluminio. Lasciare raffreddare il dolce, sformatelo e servitelo cosparso di zucchero a velo.

Caprese al Limoncello 1

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sabato 23 luglio 2011

15

Quando un budino si nega all’obiettivo


Credo che non ci sia niente di più ostile che fotografare un budino di ricotta, buono è buono, ma decisamente odioso all’obiettivo! Preparato tutto il set fotografico secondo il manuale della scrupolosa foodblogger il primo incidente è stato una bella manata dentro il budino mentre cercavo una posizione comoda tra le tante proposte dal kamasutra della food-photograph. Il secondo e più tragico è stato l'irrompere con l’obiettivo dentro il budino stesso mentre stavo facendo una macro! Fortuna che montavo l’obiettivo più scrauso, quello non da lavoro, altrimenti Chianciano si sarebbe riempita di santi e madonne in processione, invece ne è bastata solamente una piccola rappresentanza. Ora per quanto debitamente leccato dal budino mi ritrovo pur sempre un obiettivo che va a scatti perché la colla di pesce unita allo zucchero ha svolto egregiamente la funzione di addensante creando effetto attack sulla ghiera! Incidenti da foodblogger…

Questo budino nasce da un’idea “svuota pozzetto”, a casa mi hanno commissionato un dolce fresco, al cucchiaio, chiudi cena che in mancanza di dolce rimane come quelle operazioni tra parentesi a cui si è dimenticato di mettere la parentesi conclusiva, rende l’idea? Allora in casa non ho quasi più nulla perché, parenti serpenti permettendo – sì perché in questi giorni a casa De Vincentis, si stanno svolgendo le serpentiadi 2011 - in giornata/nottata finalmente si parte, non restava pertanto che inventarsi qualcosa grattando appunto il fondo del pozzetto, che gratta-gratta mi ha regalato della buona ricotta e una tortina al cacao. La ricetta invece è presa da loro,  è una ricetta decisamente blasonata e se vi garbano i dolci con la ricotta altrettanto golosa. Al posto delle gocce di cioccolato ho usato una rimanenza di tortina al cacao sbriciolata nell’impasto e essendo in partenza ho fatto la mezza dose per evitare rimanenze. Ho guarnito, se così si può chiamare, con del cacao in polvere.

Budino di Ricotta

Ingredienti
500 gr di ricotta freschissima e di ottima qualità
150 ml di latte
100 gr di gocce di cioccolato o in alternativa canditi
(io ho usato una tortina di cioccolato sbriciolata)
1 foglio di colla di pesce
120 gr di zucchero

Preparazione
Mettere in ammollo in acqua fredda la gelatina. Montare la ricotta con lo zucchero, scaldare il latte e sciogliervi la gelatina ben strizzata. Incorporare il latte alla ricotta, unire le gocce di cioccolato e mettere negli stampini. Porre in frigo a riposare per qualche ora.

Budino di Ricotta 3
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mercoledì 20 luglio 2011

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L’Antro consiglia: Garnì Il Riccio e la sua Torta al Cacao


Mi ricollego al post precedente, viaggiare è divertente anche quando si tratta di lavoro se poi si viaggia con la propria metà il tutto diventa ancora più bello! Soprattutto se si ha la fortuna di trovare un posticino romantico, dall'atmosfera incantata decisamente sprecato per viaggi da "single". Già viaggiare da soli mette tristezza, figuriamoci quando si trovano posti dove l'essere in due è conditio sine qua non per godere della bellezza del posto a 360° gradi e trasformare un banale appuntamento di lavoro in una mini vacanza "solo per due".

2Clicca qui per vedere il resto delle foto del Garnì Il Riccio

Siamo a Roccaraso, in Abruzzo, luoghi che ancora non conoscevo e che ho amato da subito perché mi ricordano tanto la mia splendida Austria.  In questi paesaggi mozzafiato abbiamo avuto la fortuna di capitare in un delizioso Garnì: Il Riccio. Quando siamo arrivati davanti al piccolo hotel abbiamo fatto un "ohhhh" di meraviglia... costruzioni di quel genere le avevamo trovate, sinora, solo in Alto Adige o in Austria. Legno, fiori, il prato verde, la cura massima del particolare, l'eleganza, i giochi di luce, di profumi, ogni stanza diversa dall'altra, luminosa, comoda, spaziosa, pulita e profumata, la sala del camino una piccola bomboniera calda e accogliente, il piccolo angolo bar che ricorda le baite d'alta montagna e la sala colazioni dove la mattina Monia vi vizierà con le sue torte che profumano di cose buone fatte in casa. Tutto questo è Il Riccio, un posto unico nella splendida cornice di Roccaraso. La sera diventa qualcosa di estremamente romantico: la terrazza è illuminata da piccole candele profumate cui fanno  da contorno le calde luci dell'interno che attraverso le vetrate guardano sulla veranda.

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Clicca qui per vedere il resto delle foto del Garnì Il Riccio

Monia e Nicola, i proprietari, sono persone deliziose, a noi è sembrato di conoscerli da sempre, e vi sapranno coccolare per rendere ancora più magico il vostro soggiorno.  Hanno fatto un grande investimento, questi due giovani e intraprendenti ragazzi, hanno creato un piccolo garnì dove la qualità viene prima di tutto, dove l'attenzione ai particolari si vede in ogni piccola cosa dai davanzali fioriti, al particolare kit cortesia del bagno, al soprammobile, al fiore che troverete sulla vostra tavola la mattina a colazione. Due ragazzi che meritano di essere conosciuti per il gioiello che hanno saputo creare che si stacca di gran lunga - lo devo proprio dire -  dalla media degli altri hotel della zona.

E la torta di oggi è un regalo di Monia, l'ho assaggiata a colazione ed è stato amore al primo morso! Morbida, cioccolatosa e speziata, profuma di casa e di cose buone, buone. Avevo giusto dei piccoli stampini in silicone per mini muffins da provare per questi piccoli pasticcini da gustare ad occhi chiusi in un solo boccone.

Torta al Cioccolato del Riccio versione mini 2

Torta al Cacao del Riccio

Ingredienti
350 g di farina 00
160 g di burro
200 g di zucchero di canna
80 g di cacao amaro
1 cucchiaio e mezzo di bicarbonato
3 dl di latte
1 bustina di vanillina
2 uova
4 gocce di succo di limone
2 cucchiai di zucchero a velo
Cannella in polvere
Chiodi di garofano in polvere

Preparazione
Lavorare in una terrina il burro, a pezzetti, con lo zucchero di canna fino ad ottenere un composto spumoso e gonfio. Unire il bicarbonato, la cannella, i chiodi di garofano, la vanillina e le uova una alla volta. Aggiungere 330 g di farina setacciata con il cacao, alternandola al latte inacidito con il succo di limone. Versate il composto in una tortiera del diametro di 24 cm, imburrata e infarinata, mettetela nel forno già caldo a 180 gradi e fate cuocere per circa 40 min. Infine cospargetela di zucchero a velo quando è già fredda.

Torta al Cioccolato del Riccio versione mini 4

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lunedì 18 luglio 2011

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L’Antro consiglia: Tangerine Spa & Hotel Ambasciatori Fiuggi

 Clicca qui per vedere il resto delle foto della Tangerine Spa

Chianciano-Roma, Roma-Fiuggi, Fiuggi-Roma, Roma-Fiuggi, Fiuggi-Roccaraso, Roccaraso-Roma, Roma-Chianciano… questo è stato quello che abbiamo fatto in questi ultimi quindici giorni, seguirà prossimamente Chianciano-Austria, Austria-Germania, Germania-Austria, Austria-Germania, Germania-Austria, Austria-Germania, Germania-Austria, Austria-Chianciano Chianciano-Loreto Loreto-Chianciano e qui ci si ferma perché sarà settembre Junio inizia la scuola! Vacanze? beh non proprio, diciamo lavoro, lavoro divertente ma pur sempre lavoro. Quasi quasi rimpiango quando scaldavo una triste scrivania e passavo il tempo a fare la trottola con la sedie con le rotelle. Però nel mio viaggiare qualcosa di carino l’ho scoperto! Così iniziamo una nuova rubrica del blog: “L’Antro consiglia”. E iniziamo in modo “blasonato” con una spa scoperta proprio a Fiuggi, dove ci siamo rifugiati appena Junio è partito per la colonia.

IMG_0961 Clicca qui per vedere il resto delle foto della Tangerine Spa

La Tangerine Spa dell’Hotel Ambasciatori è la punta di diamante di questo albergo a 4 stelle. All’interno del centro benessere, che occupa un’ala che si snoda su 3 piani dell’hotel, l’ospite viene coccolato in uno scenario onirico, fatto di luci soffuse, di giochi di colori sfumati, di aromi, e di ambienti soft che portano la mente in uno stato di benessere e  relax estremo attraverso diversi percorsi d’acqua, tra cui la splendida piscina con i suoi idromassaggi e un percorso idroterapico, per continuare poi attraverso percorsi di fuoco,  di ghiaccio e di aria. E poi ancora il mondo dei massaggi utilizzando elementi della terra quali argilla, aloe, propoli , miele per spingersi sino all’aceto balsamico, al cioccolato e alle castagne. Particolarissima la suite spa solo per due, un regalo da concedersi almeno una volta nella vita.

IMG_1133 Clicca qui per vedere il resto delle foto dell’Hotel Ambasciatori

L’ Hotel Ambasciatori colpisce per l’eleganza e la cura dei particolari, l’eccellente professionalità, la cortesia e la disponibilità del personale, particolarmente attento alle esigenze degli ospiti: è un vero punto di forza dell’hotel e lo dico io,che come ben saprete viaggio moltissimo per il lavoro di Marco, sicché di hotels me ne intendo! A completare l’offerta c’è il posteggio privato, la connessione Wi-Fi in qualsiasi punto dell’hotel, un capiente centro congressi, e nei mesi estivi o durante le festività c’è possibilità di usufruire del baby parking.  Le stanze sono ampie, così come tutti i curatissimi spazi dell’hotel, rinnovate di recente, silenziose per regalarvi un piacevole soggiorno. Non ho provato il ristorante ma vi posso assicurare che la colazione è un vero tripudio per gli occhi e per il palato e spazia da molteplici e ottimi dolci preparati dallo chef pasticciere ai prodotti salati legati al territorio ciociaro. Diversi sono i pacchetti offerti per venire incontro ad ogni esigenza di ogni ospite.

IMG_1204 
Clicca qui per vedere il resto delle foto dell’Hotel Ambasciatori

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giovedì 14 luglio 2011

11

Volete un contest sulla Tinsemal?


Ho il cervello che con questo caldo si sta sciogliendo come un calippo al sole! In fondo devo ringraziare l’Aeronautica per la bella villettina che ci ha concesso dentro il parco dell’Appia Antica, da dove vi sto scrivendo,  permettendoci quantomeno la notte di dormire freschi “usufruendo” del venticello del parco  e dei suoi famosi pini tanto cari anche a Respighi. Ma per quanto questa sia una sistemazione idilliaca, amena, bucolica, immersa nella natura, e chi più ne ha più ne metta, siamo anche oltre la metà di luglio e pertanto il pensiero è già partito per il nostro amato Tirolo dove a breve “traslocheremo”. Mi ricordo dei tristissimi e vincolanti piani ferie aziendali che andavano presentati con un semestre d’anticipo e solitamente prevedevano non più di 15 giorni o al massimo tre settimane e crepi l’avarizia! Ovviamente in quei 15/20 giorni riuscivano anche a romperti i coglioni con l’emergenza di turno un giorno sì e l'altro pure! E ditemi che non è così! Grazie a dio sono riuscita a troncare il mio rapporto di fedeltà assoluta alla stessa scrivania che andava avanti da troppi, "troppissimi" lunghi anni. Rapporto che  stava diventando assai morboso, almeno per la sottoscritta che non è mai riuscita ad essere fedele nemmeno alla propria marca preferita di sofficini.

A proposito di sofficini, per rimanere in tema cibo a me questo caldo, che mi sta sciogliendo come un marshmallow sul fuoco del camino, fa venire voglia di fresca insalata in cui troneggia nel centro una gelatinosa e tremula torretta di  simmenthal! Ora io è da tempo che non mi nutro più di carne in scatola ma ricordo che ogni volta dovevo scomodare santi e madonne per fare uscire quel malloppo di carne dalla sua tana e quando finalmente riuscivo a cavarla fuori assumeva l’aspetto di un pezzo di carne rubato dal gatto e fatto a brandelli, per non dire di peggio! Mai e poi mai avveniva la magia di ritrovarsi nel centro esatto del piatto il cilindro compatto di carne rosa "stabilo boss" e di gelatina ambrata contornato da una fresca, croccante e variopinta insalatina di campo da riuscire, addirittura, a fare venire l’acquolina in bocca. Comunque a casa mia la simmenthal era bandita, da me si usava con grande disinvoltura la “manzotinapriegusta” forse perché costava di meno. Una volta sposata, per quieto vivere famigliare, ho dovuto accantonare la simmenthal perché il mio povero ex marito aveva uno strettissimo rapporto d’amore con la tulip o con la montana, argomento discusso anche davanti al giudice in fase di separazione. Incompatibilità di carattere: lui preferisce la tulip, io la simmenthal! Impossibilità di giungere ad un accordo... separazione raggiunta con la benedizione del giudice!
La nota romantica del post è: vi ricordate quella chiavettina con cui si aprivano la scatolette di carne?! Non c’era bimbo che non ambisse a girare quella magica chiavettina per vedere compiuto, con un "ohhhh" di  meraviglia il miracolo dell'apparizione della ciccia compressa.

E ora immagino che vi starete aspettando che io bandisca un ampolloso contest a premi  dal titolo "bedda magra!", seguito dal solito pdf di raccolta ricettine light, piuttosto che trovare qui sotto suggerimenti gastronomici del tipo medaglioni di carne in scatola in tempura oppure insalatina fresca di valeriana e violetta con spuma croccante di simmenthal, oppure crema di manzotin con zenzero, cannella e alucce di pollo glassate con lacrime di salsa bbq, sino ad arrivare al trionfo dolce di bavarese di tinsemal agli agrumi esotici e caffè nero. Niente di più errato!  In fondo anche io ho la mia piccola dignità da foodblogger che mi impedisce di utilizzare certi cibi (e se lo fo ‘un ve lo dico… eheheheh) pena il rimorso di coscienza notturno che in una foodblogger genera pippe mentali di inaudita portata!

Oggi ricetta del riciclo con della pasta per pizza avanzata, troppo poca per prepararci una pizza degna di questo nome, troppo tanta (si dice??? no! ma va bene uguale!) per essere data in pasto alla pattumiera. E allora nascono queste chioccioline sfiziose per un pranzo veloce e per svuotare il frigorifero prima di partire per le vacanze. Ovviamente l'Antro non si formalizza e potete usare anche il blasfemo rotolino di pasta  per pizza che si trova al super!

Chiocciole di Pasta di Pane 1

Chiocciole Sfiziose

Ingredienti
Pasta per pizza
Prosciutto cotto
Provola affumicata
Parmigiano grattugiato

Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. Stendere in un rettangolo la pasta per pizza e farcirla con fette di prosciutto cotto, provola e parmigiano (ma potete usare qualsiasi ripieno vi suggerisca la vostra fantasia!). Arrotolare la pasta dal lato più lungo e tagliare delle fette di circa 2 cm di spessore. Disporre su una teglia rivestita con carta forno e infornare per circa 25 minuti. 

Chiocciole di Pasta di Pane 3

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lunedì 11 luglio 2011

13

Rolliamo?

Hot Dog 1

Il buon Oscar Wilde afferma: “A tavola perdonerei chiunque. Anche i miei parenti”.  Mahhhh... mumble, mumble... arimahhhh... gulp... Quanto siete d’accordo?

No, no, no, con il ditino che fa no! In questo periodo di calura estiva dei parenti ne ho proprio pieni i coglioni!
Io credo di essere l’eccezione che forse, forse conferma la regola: mai un parente si è seduto alla mia tavola, cucinare è un gesto d’amore. Come potrei mai fare un simile gesto per persone che detesto? Giuro che ho visto parenti litigare per un cetriolo ammuffito nel frigorifero! Lite che ha diviso le famiglie sino ad arrivare alla separazione dei due poveri coniugi proprietari del cetriolo.
Peraltro ho sempre rifiutato pranzi, cene e ricorrenze dove seduti attorno al tavolo, possibilmente a base di pesce puzzolente e mal cucinato si trova una massa di ipocriti che dietro finti sorrisi si guarda in cagnesco pronta al lancio dei coltelli, dei bicchieri e di quant’altro appena il brindisi è terminato, ecco forse spiegato il motivo per cui a questi pranzi si usano quasi sempre stoviglie in plastica...
Nella nostra famiglia ne abbiamo di elementi bizzarri e psicopatici. Sarà il caldo torrido, ma in questo periodo stanno dando il meglio di sé in fatto di cazzate e di fregnacce senza senso. Certa gente dovrebbe nscere senza corde vocali! O quantomeno dovrebbero strappargliele nel momento in cui diventa "parente farneticante". C’è chi si vuole vendere i mobili di proprietà altrui, con l’altrui ancora vivo e vegeto, per sfamarci gli animali randagi dell’intera provincia! Giuro che non è una barzelletta!!!! C’è chi alla soglia dei 50 anni non ha voglia di lavorare e sta lì appollaiato come un corvo ad ambire a eredità che non gli spettano perché completamente out dalla famigerata linea di successione, un’ottusità che tanto mi ricorda il mio ex marito che in fase di separazione sosteneva che la comunione dei beni si estendeva anche a quello che avevano i miei.
In ogni famiglia che si rispetti c’è poi la zitella di turno che superato gli anta ha più probabilità di essere colpita da un fulmine che non di trovare un marito e pertanto sprizza veleno da tutti i pori soprattutto quando apprende di matrimoni in famiglia, figuriamoci se poi il/la malcapitato/a di turno festeggia il secondo matrimonio, come dire chi troppo e  chi niente! Strali, fulmini, pianti, strappamento di baffi  (peccato perché dicono che la donna baffuta ha sempre avuto il suo fascino!) e di corsa dalla cartomante o dalla fattucchiera di turno per fare saltare il matrimonio o quanto meno per avere la pozione per l'ennesimo sfigato principe azzurro.
Se poi tocchiamo l’argomento suocere devo dire che io e Marco siamo stati altamente sfortunati! Una psicolabile e una nevrotica con scambio stagionale dei ruoli. Le scenette più belle sono quando si bisticciano tra di loro come due bimbe della scuola materna che si tirano i codini, vogliono la bambola dell’altra, gridano con le loro vocine stridule e strepitano battendo i pugni sul tavolo. Dio che ridicole che sono!
Mi sfruguglia l’idea di aprire un blog dedicato al parentame, un punto di incontro dove poterci raccontare le disavventure con questi fenomeni metropolitani e farci delle terapeutiche grosse, grasse risate. Lo fo? Non lo fo? Ma sì, quasi quasi lo fo! Ovviamente come ho scritto in un mio libro “ogni riferimento a persone, fatti, cose e animali è puramente casuale. Ma divertente!”
In attesa del blog se volete approfondire un argomento caro alla maggior parte di voi vi suggerisco di leggere anche la pagina del mio adorato marito.

Ma oggi noi rolliamo e non pensiamo a loro (a cui pensa già il nostro avvocato che in famiglia è prezioso quanto il Bimby o il Ken). Rolliamo perché il sabato a casa nostra è la giornata del junk food con hot dog e patatine! Questa volta, magia del blog, il cagnolino caldo l’ho preparato io, me medesima con una ricetta che arriva direttamente da qui dove potete trovare anche i fotogrammi passo passo e la versione per i fortunati possessori di un Bimby. Ho trovato divertente l’idea di “rollare” il wurstel formato “maxi” – perché qui le cose si fanno sempre e solo per eccesso! - direttamente dentro l’impasto e cuocere tutto insieme. Buono? Beh certo che sì – qui non si postano ciofeche solo per fare vedere che si posta! - morbidissimo, sfiziosissimo, pura golosità a tutto tondo, io ho fatto la mezza dose da spazzolarsi subito, ma fare anche la dose intera  per surgelare gli hot dog avanzati non sarebbe certo un’idea malvagia.

Hot Dog

Ingredienti x circa 20 hot dog
200 gr di latte,
50 gr di acqua,
50 gr di olio,
500 gr farina “0”,
1 panetto di lievito di birra,
1 pizzico di zucchero,
sale q.b.
ketchup
wurstel

Preparazione
Impastare tutto gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido. Fare lievitare per un paio d’ore, sino a fare raddoppiare il volume. Preparare gli hot dog stendendo la pasta (avendo wurstel grandi ho fatto panini di circa 80 g l’uno) e formando dei panini al cui interno inserire i wurstel spennellati con la salsa ketchup. Far lievitare nuovamente per un’oretta. Spennellare i panini con latte. Infornare a 180°C per circa 20-25 minuti.

Hot Dog 1
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mercoledì 6 luglio 2011

14

Letture estive con ricetta al seguito


Quando leggo un libro mi piace annotare le frasi più garbine. In questo periodo sono in fase di libri “estivi” che raccontano le vicende tragicomiche di donne sfigatissime che ormai hanno superato gli enta/anta e sono singles convinte (ovviamente per scelta… degli altri). Un tempo si diceva zitelle o più gentilmente “signorine”. Libri in cui si parla di donne  alla spasmodica ricerca di un torsolo di broccolo che se le accatti, se le sposi immediatamente possibilmente a scatola chiusa prima di scoprire nevrosi varie e in capo a un paio d’anni faccia loro spagnottare 2 o 3 pargoli urlanti. E come nella vita reale, puntualmente quando il principe azzurro si palesa o è un bamboccione  che vive ancora con mammà (e questo spiega come mai stava ancora sul mercato) oppure è già sposato con tutti gli annessi e connessi della situazione: moglie brutta, sciatta, moglie a cui puzzano i piedi, moglie che cucina solo cibi macrobiotici, moglie depressa, moglie con madre sempre tra i coglioni, moglie che è solita fare ammuffire i cetrioli nel frigorifero, moglie che dopo l’ultima gravidanza ha smesso di trombare! Già di per sé la parola moglie evoca negatività, catastrofi e scene isteriche con bigodini in testa e pattine ai piedi. All’inizio il principe azzurro si presenta come  Mary Poppins:  praticamente perfetto sotto ogni punto di vista anche se c’è quella piccola macchiolina rappresentata dall’elemento moglie che però tanto non conta perché “lui ama me, solo me, per sempre me, tromba solo con me, vive solo per me, respira solo per me”. Poi ci sono le amiche, spalle preziose da inondare di un oceano di lacrime quando la "macchiolina" moglie non solo non se ne va, ma anzi diventa sempre più prossima ad un buco nero in grado di fagocitare il principe azzurro che da Mary Poppins si trasforma via via in un Fantozzi sfigato che si ritrova a gestire due mogli imbufalite, sì perché quando l’amante si impegna diventa come una moglie della peggiore specie, pronta ad esplodere come una bomba ad orologeria! E se esplode sono cazzi! Cazzi per tutti! Questo è garantito!

Nell’ultimo libro che sto leggendo, ovvero il primo della quasi vacanza estiva mi ritrovo a scoprire l’esistenza dell’Esprit de l’Escalier, e mi garba… lo regalo anche a voi!
L’esprit de l’escalier colpisce quando ti rendi conto di essere arrivato in fondo alle scale e di non avere detto tutto quello che avresti dovuto dire. Sono i momenti in cui ti vengono le battute migliori, le risposte più argute e… non sei più in tempo per pronunciarle.

Girelle alla Ricotta
Ricetta svuota frigorifero grazie ad un’idea geniale di: A Tavola con Mammazan
Ma quanto mi garba come cucina dolcissima questa donna????

Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia
250 g di ricotta
100 g di parmigiano
1 uovo
100 g prosciutto crudo
Noce moscata

Preparazione
Preriscaldate il forno a 180°. In una terrina mescolare la ricotta con il parmigiano, l’uovo e un pizzico di noce moscata. Srotolare la pasta sfoglia e spalmate il composto, coprire con le fette di prosciutto crudo. Arrotolare la sfoglia e tagliare delle fette di circa 2 cm di spessore. Mettere su una teglia ricoperta di carta forno e infornare per circa 20 minuti. Servire tiepide.

Chiocciole al Formaggio 2
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