lunedì 28 novembre 2011

6

Quando un buon risotto risolleva le sorti

 scodelline Atmosfera Italiana, vassoietti  Ecobioshopping, tovaglia InThema

Un albero secco
fuori dalla mia finestra
solitario
leva nel cielo freddo
i suoi rami bruni.
Il vento rabbioso la neve e il gelo
non possono ferirlo.
Ogni giorno quell’albero
mi dà pensieri di gioia:
da quei rami secchi
indovino
il verde a venire
(Wang Ya-Ping)

Sono una statistica! Quarto giorno di febbre alta e, come dice Marco, non abbiamo ancora sciolto la prognosi. Con il termometro che oscilla tra 38 e 40 non è che ci sono molte velleità culinarie, pertanto oggi potrei parlarvi del menù d’ospedale a base di brodino e mezza mela cotta… ma anche no! E infatti vi parlo di un risotto fatto qualche giorno fa. Risotto al tonno, alici e semi di sesamo, un esperimento riuscitissimo per un piatto pieno di gusto!

Il Riso è un superfino carnaroli di Zangirolami, un azienda che produce riso farine e derivati. 88 ettari di terreni posti nel basso ferrarese  dei quali il 30% coltivati a riso in rotazione con altri cereali. Oltre alla produzione l’azienda si occupa anche della trasformazione e confezionamento offrendo un prodotto finito di alta qualità. L’azienda è produttrice del Riso Delta del Po Igp. L'Azienda Agricola Zangirolami effettua la vendita diretta, all'ingrosso ed al dettaglio, delle varie tipologie di riso coltivate, delle farine e dei prodotti senza glutine.
  Zangirolami

Risotto al Tonno, Alici e Semi di Sesamo

Ingredienti x 4 persone
350 g di riso superfino carnaroli Zangirolami
Olio extravergine d’oliva
Mezza cipolla bianca
250 g di tonno sott’olio sgocciolato Asdomar
2 filetti d’alici sott’olio Magnatum Club
Semi di sesamo Melandri Gaudenzio
1 lt brodo vegetale
Mezzo bicchiere di vino bianco

Preparazione
Mettere nel wok qualche cucchiaiata d’olio extravergine d’oliva, la cipolla tagliata a velo e il tonno sminuzzato. Fare rosolare per qualche minuto sino a che la cipolla diventerà trasparente. Aggiungere il riso e tostare. Sfumare con il vino bianco e fare evaporare completamente. Aggiungere il brodo e lasciare cuocere per 18/20 minuti. Aggiungere le alici sminuzzate. Servire guarnito di semi di sesamo.

Risotto al tonno 2 scodelline Atmosfera Italiana, vassoietti  Ecobioshopping, tovaglia InThema

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giovedì 24 novembre 2011

10

In notturna

 scodellina Atmosfera Italiana, ciotola e piattino  Ecobioshopping

Non so a voi ma a me i lampi di genio vengono la notte, e talvolta trovo le idee talmente tanto geniali che sveglio pure Marco per illustrargli una nuova ricetta, chiedergli di immaginarsi il sapore e di dirmi se sarà o meno una buona ricetta. Ecco, questi panini nascono così, nel lasso di tempo tra lo spegnimento della luce del comodino e l'attesa delle braccia di morfeo, insomma è una delle tante ricette del dormiveglia. Niente di nuovo bolle in pentola o cuoce nel forno, trattasi infatti dei pluriblasonati panini semidolci delle Simili ma, io li ho arricchiti con dei filetti di peperoni sott'olio. Ho utilizzato quelli di Campisi, che sono aromatizzati con menta, aglio e aceto di vino.  Un gusto deciso, marcato caratterizza questi panini, che sono buoni sia gustati così "nature", vista la presenza dei peperoni, ma sono sfiziosi anche farciti con una crema di formaggio, o anche con l'irriducibile fettina di salame e velo di maionese che vanno sempre di moda! 
Campisi è un'azienda che dalla seconda metà dell'ottocento si dedica artigianalmente alla lavorazione e conservazione del pesce fresco selezionato dei nostri mari, Jonio e Mediterraneo, e di una vasta selezione di ortaggi mediterranei. L'azienda offre prodotti genuini e di grande qualità, dovuti alla rigorosa selezione delle materie prime e al costante e capillare controllo di tutti i processi produttivi.


 Panini ai Peperoni
dal libro "Pane e Roba Dolce" delle Simili

Lievitino
Impastare in una ciotola 330 g di farina di forza, 150 g di acqua, 75 g di lievito di birra e lasciare lievitare sino al raddoppio.

Impasto
670 g farina di forza (io ho utilizzato la Manitoba Molini Rosignoli)
250 g acqua
150 g burro
50 g strutto
100 g zucchero
15 g sale
100 g di filetti di peperoni sott’olio Campisi

Preparazione
Tritare grossolanamente i peperoni. Fare la fontana, amalgamare tutti gli ingredienti, fare un impasto omogeneo, unire il lievitino e lavorare battendo energicamente per 10-12 minuti, fino ad amalgamare completamente i due impasti. Deve risultare un impasto tenero ma non appiccicoso, fare due palle, coprire a campana a fare lievitare per 50-60 minuti. Formare un rotolo che taglierete in 14 pezzi (io li ho fatti più piccini, circa 30 g l’uno) con i quali formerete delle palline ben tese e dense arrotolandole sul tagliere sotto il palmo della mano. Disporre le palline, così ottenute, un poco distanziate sulla teglia, pennellare con un uovo sbattuto e lievitare 50-60 minuti; devono arrivare ad un volume più che doppio rispetto a quello iniziale. Infornare a 210°-220° (io ho infornato a 195°) per 10-12 minuti circa. la parte superiore deve risultare ben dorata, mentre tutt’attorno debbono rimanere bianchi.

Panini ai Peperoni 3 scodellina Atmosfera Italiana, ciotola e piattino  Ecobioshopping

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mercoledì 23 novembre 2011

3

Con l’olio nòvo


La stroscia nasce nel 1500 nella Liguria di ponente e per l’esattezza nella provincia di Imperia per festeggiare San Gregorio il Patrono del borgo di Pietrabruna. Nel dialetto locale “strosciare” significa spezzare, rompere direttamente con le mani. Non a caso la stroscia è una torta che si spezza con le mani. La friabilità di questo dolce è dato dalla presenza dell’olio extravergine d’oliva utilizzato al posto del burro, che dà alla torta una maggiore leggerezza e friabilità e ne caratterizza il gusto che rimane genuino come i dolci di una volta. La ricetta è della rivista “Sale & Pepe” di questo mese a cui ho apportato qualche modifica: ho sostituito l’olio extravergine d’oliva ligure con un olio umbro di eccellente qualità, mentre al posto del Marsala, che non avevo, ho aggiunto del buon Vin Santo e… per completare, un cucchiaio di cacao amaro che con l’olio nòvo si sposa proprio bene, come questi biscotti mi hanno insegnato.

Questa stroscia è preparata coll'olio extravergine d’oliva di nuova spremitura dell’Azienda Agraria Hispellum, un’azienda che ha scelto di "coltivare il territorio" e attraverso il suo olio mantiene viva le tradizioni, i valori e la passione per la terra.
Un olio prezioso, quello di Hispellum, di sublime qualità che esprime la passione per questo prodotto e il massimo rispetto per l’ambiente e il territorio, che vuole raccontare “l’amore per le proprie origini attraverso un elemento naturale come l’olio extra vergine d’oliva e, grazie a questo, amare una terra originaria, storica e preziosa dalla quale proviene. Questa è la nostra etica”.
Un olio monocultivar moraiolo di colore giallo intenso con sfumature verdi. Dai sentori erbacei dove spicca il carciofo, al palato si presenta con una sua spiccata personalità che si traduce in sentori di fruttato verde e sentori amaro piccanti. Un gusto senza dubbio protagonista, forte e deciso che caratterizzerà i vostri piatti meglio se di buona struttura.

Terre Rosse

Stroscia
da  Sale& Pepe Novembre 2011

Ingredienti
500 g di farina (io ho utilizzato quella dolci e sfoglie di Molini Rosignoli)
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
250 ml di olio extravergine d’oliva Terre Rosse di Hispellum
100 ml di marsala (io vin santo)
1 limone non trattato
200 g zucchero
8 g lievito vanigliato
Un pizzico di sale
Mia aggiunta : 1 cucchiaio di cacao amaro

Preparazione
Setacciate la farina con il lievito vanigliato e fatela cadere direttamente in una ciotola. Unite 180 g di zucchero, il cacao, un pizzico di sale, il marsala, la scorza di limone grattugiata, l’olio extravergine d’oliva e impastate sino ad ottenere un composto sodo e omogeneo. Rivestite con carta forno una teglia di 24 cm di diametro, disponetevi l’impasto e mettete in forno preriscaldato a 200° per circa 30 minuti. E’ pronta quando inizia a dorare, fate comunque la prova stecchino, cospargetela con lo zucchero rimasto e fatela raffreddare prima di servirla.

Stroscia 5

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lunedì 21 novembre 2011

6

La Rossa e la Mora

 Ceramiche MV% Ceramics Design, Tovaglia Inthema

Oggi 21 Novembre è una data molto importante per Il Terzo Girone! Oggi nasce qualcosa di nuovo, oggi inizia ufficialmente la collaborazione tra Erminia e Laura, e la sezione ricette prenderà nuova linfa con “la Rossa e la Mora.” Scriveteci, sosteneteci, seguiteci!!!'
Terzo Girone
Si arriva al sabato pomeriggio con la voglia di fare qualcosa che profumi di casa e di cose buone. E allora si sfoglia il libro delle Simili alla ricerca di un dolce semplice e genuino. Sfogliando il libro mi rendo conto che tante sono le ricette che non ho ancora mai provato. Bene oggi toccherà alla Ciambella Casereccia ma, come le Simili insegnano, come per magia questo impasto si trasformerà in deliziosi biscotti speciali per la prima colazione e la merenda. Ottimi per essere “pucciati” nel caffè latte della mattina o per accompagnare il tè del pomeriggio. Rispetto alla ricetta presentata nel libro, ho fatto la mezza dose. Nota di merito al cioccolato fondente da copertura di Lidl  "Fin Carrè", provatelo e sappiatemi dire.

Cioccolini
dal libro “Pane e roba dolce” delle Simili

Dicono le  Simili “E’ la tipica ciambella di pasta dura da intingere nel vino, in una versione un po’ più ricca della tradizionale che ci permette di preparare, utilizzando il medesimo impasto, tre tipi di biscotti, ravioli, crostate, pinze. Praticamente è quasi una frolla soffice che non invecchia perché anche quando non è fresca, non indurisce, rimanendo friabile ed estremamente piacevole. Una sola cosa è veramente importante per una buona riuscita, trattatela come una frolla, non lavoratela mai, ma ammassatela soltanto e fatela rotolare sul tagliere, dondole dei colpi con la mano ma senza schiacciarla

Ingredienti
500 di farina (io ho utilizzato quella dolci e sfoglie di Molini Rosignoli)
180 g di burro a temperatura ambiente
7 g di strutto
200 g di zucchero
25 g di latte
mezzo cucchiaino di miele non amaro (evitando castagno, erica o cardo)
3 g sale
1 bustina di lievito per dolci
2 uova
50 g cioccolato fondente tritato

Preparazione
Fare la fontana, mettere al centro tutti gli ingredienti, ad eccezione del lievito, e battere il tutto fino ad ottenere una crema, coprirla con la farina dell’anello e spargervi sopra il lievito. Insinuare la spatola sotto l’impasto e sollevarlo scuotendolo, così da distribuire il lievito e contemporaneamente fare assorbire la farina. Non lavorare con le mani, ma solo con la spatola dal basso verso l’alto, cercando di non eccedere nei movimenti.  Formare una palla e mettere in frigorifero a riposare per almeno 1 ora.
Preriscaldare il forno a 180°. Tirare fuori l’impasto dal frigorifero, schiacciarlo sul tavolo e tagliatela in tre parti. Dividete in 3 parti anche il cioccolato. Spianare i tre pezzi di pasta, sopra il primo mettere una parte di cioccolato, coprire con il secondo pezzo di pasta e mettere anche su questo il cioccolato, poi ancora pasta e ancora cioccolato. Schiacciate dividete a metà e sovrapponete, schiacciate ancora, tagliate nuovamente e sovrapponete, ripetete nuovamente per alcune volte finché il cioccolato si sarà ben distribuito. Lavorate un poco e fornate dei rotolini, tagliateli a pezzetti come per fare degli gnocchi e formate delle palline che disporrete distanziate sulla teglia (ricoperta di carta forno) Prima di infornare schiacciatele leggermente con il palmo della mano e cuocete a 180° per 12-14 minuti.

Cioccolini Simili 2 Ceramiche MV% Ceramics Design, Tovaglia Inthema

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sabato 19 novembre 2011

10

Alla ricerca del seme di papavero caduto

Ciotolina Atmosfera Italiana, Vassoietto Ecobioshopping

A me i semi di papavero garbano proprio tanto, profumano di Alto Adige, di Tirolo, di valli incantate, di malghe e di verdi montagne. Mi garba anche pulirli dal pavimento considerando che li ho rovesciati per ben due volte, la prima in fase di preparazione, poi in fase di foto ed essendo piccini picciò si sono intrufolati dappertutto... ancora ne trovo, sin dentro la tastiera del Pc, sembra di giocare a nascondino.
Ho cercato in rete qualche info su questi semi oleosi e ho scoperto che venivano già usati dai Sumeri nel 4000 a.C. Gli Egizi li usavano come blando anestetico e  nell’antica Grecia gli atleti erano soliti prendere una bevanda “energizzante“ a base di miele e semi di papavero. 
I semi di papavero regalano ai piatti un caratteristico sapore dolce, aromatico e sono molto utilizzati nei prodotti da forno e in pasticceria. Si vocifera che l’abbinamento con gli agrumi sia perfetto, avete mai provato? La ricetta di oggi invece altro non è che quella dei grissini delle Simili, solo che l’impasto non viene stirato, ma lasciato a bastoncino.

Bastoncini ai Semi di Papavero
dal libro “Pane e Roba Dolce” delle Sorelle Simili

Ingredienti
250 g farina 00
130 ml acqua
8 g lievito di birra
5 g sale
25 g olio extravergine d'oliva
2 cucchiaini semi di papavero
Mezzo cucchiaino raso di malto d’orzo
Olio extravergine d'oliva per pennellare

Preparazione
Fare la fontana, amalgamare al centro tutti gli ingredienti e impastare battendo per 8-10 minuti. L’impasto deve essere non troppo morbido. Fare un filoncino e stenderlo in un rettangolo mantenendo la forma più regolare possibile, pennellare con olio d’oliva. Coprire a campana e lievitare 60 minuti. Con un coltello ben affilato tagliare dal lato corto dei bastoncini larghi circa un dito. Disporli su una teglia un poco distanziati e spolverarli ulteriormente di semi di papavero. Mettere subito in forno preriscaldato a 190° per 15 minuti.

Bastoncini ai semi di papavero 3 
Ciotolina Atmosfera Italiana, Vassoietto Ecobioshopping

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giovedì 17 novembre 2011

11

Gelo di schiacciata


Schiacciata sì ma… eretica, la versione originale la trovate qui. La versione eretica decisamente buona eccola qui: stiacciata con le amarene e con storiella al seguito. L’avevo portata in trasmissione surgelata (alcune preparazioni le preparo prima e le porto in studio surgelate perché così non si rovinano/colano/sudano sotto gli spot equatoriali). Avvisati, come al solito, gli ospiti del fatto che l’appetizer era surgelato con tanto di raccomandazione di NON mangiarlo. Ma… l’amarena ci ha messo il suo! E un ospite più goloso degli altri si è commosso alla vista dell’amarena bella lucida e della lacrima di sciroppo e avventandosi sul vassoietto si è ingurgitato due blocchetti ghiacciati di schiacciata alle amarene decantandone le lodi. Tutta la simpatica scenetta avveniva in diretta, pertanto noi eravamo impossibilitate a fiondarci sul vassoietto per levargli di mano il “mal ghiacciato”,  ma dopo un primo sguardo tra di noi sbalordito le risate non siamo riuscite a trattenerle e ridi, ridi, ridi anche ai telespettatori abbiamo dovuto “confidare” che l’appetizer era surgelato per motivi di scena ma il nostro ospite imperturbabile si gustava il suo “gelo di schiacciata” decantandone le lodi tra le nostre risate. Da qui un’idea: la schiacciata on ice potrebbe essere il prossimo esperimento dello Zoku.
L’amarena incriminata che tanto ha commosso e ingolosito il nostro ospite è l’amarena Toschi, frutta e sciroppo. Un prodotto adatto a guarnire gelati ma ottimo anche in pasticceria perché denocciolato. Toschi è un’azienda di Modena che  opera nel settore da oltre 60 anni, ad oggi presente sul mercato con 3 linee di prodotti caratterizzati da un’accurata scelta e una sapiente lavorazione delle materie prime per un prodotto finale di ottima qualità.
 Toschi

Schiacciata  di Amarene
Ingredienti
400 g di amarena Toschi frutto & sciroppo
300 g di farina 0
20 g di lievito di birra
150 g di zucchero semolato
50 ml Olio extravergine d’oliva
Sale

Inoltre
Olio extravergine d’oliva
Sciroppo delle amarene
Zucchero semolato

Preparazione
Sciogliere il lievito in una tazzina d’acqua tiepida, impastarlo con la farina, lo zucchero, l’olio e un pizzico di sale aggiungendo altra acqua tiepida sino ad ottenere un panetto morbido ed elastico che non si appiccica alle mani. Formare un panetto, coprire a campana e far lievitare in luogo caldo per un paio d’ore. Tagliare a metà le amarene avendo cura di mettere da parte lo sciroppo. Riprendere la pasta, lavorarla ancora per qualche minuto, dividerla in due panetti e stenderli a sfoglia spessa. Foderare una teglia rettangolare con carta forno spennellata di olio extravergine d’oliva e stendere una sfoglia di pasta. Distribuirvi sopra le amarene tagliate, tenendone una manciata da parte, cospargere con lo sciroppo, coprire con la seconda sfoglia avendo cura di pizzicare bene i bordi per sigillare i due impasti. Spennellare con dell’olio, guarnire con i rimanenti chicchi d’uva, cospargere con lo sciroppo e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 45 minuti. Servire cosparsa di zucchero semolato.
 Schiacciata con amarene 1

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mercoledì 16 novembre 2011

10

Cifra tonda

Ciotolina Atmosfera Italiana, Vassoietto Ecobioshopping

E la pagina Facebook dell’Antro ha raggiunto i 1000 “mi piace”! Figo no? Si può dire figo???!!! Oppure dovrei scrivere “Urca che bello”, piuttosto che “cribbiolina che bella notizia” o cose simili? Comunque una cosa è certa,  grazie a tutti voi!!!
Insomma io vi offro un buon grissino per festeggiare il numero a tre zeri! Ma non un grissino qualunque: la ricetta è quella blasonata delle Simili arricchita da semi di finocchio che conferiscono alla preparazione un gusto accattivante e un che di rinfrescante. Questi grissini essendo tirati a mano sono decisamente irregolari con parti sottili più croccanti e parti spesse più morbide ma, come insegnano le Simili questa è proprio la loro caratteristica.

Grissini ai semi di finocchio 2
Ciotolina Atmosfera Italiana, Vassoietto Ecobioshopping

Grissini Stirati con Semi di Finocchio
dal libro “Pane e Roba Dolce” delle Sorelle Simili

Ingredienti
250 g farina 00
130 ml acqua
8 g lievito di birra
5 g sale
25 g olio extravergine d'oliva
2 cucchiaini di semi di finocchio biologici Melandri Gaudenzio 
Mezzo cucchiaino raso di malto d’orzo
Olio extravergine d'oliva per pennellare

Preparazione
Fare la fontana, amalgamare al centro tutti gli ingredienti e impastare battendo per 8-10 minuti. L’impasto deve essere non troppo morbido. Fare un filoncino e stenderlo in un rettangolo mantenendo la forma più regolare possibile, pennellare con olio d’oliva. Coprire a campana e lievitare 60 minuti. Con un coltello ben affilato tagliare dal lato corto dei bastoncini larghi circa un dito, afferrarli e assottigliarli tirandoli delicatamente e spostando contemporaneamente le dita verso l’esterno mano a mano che la pasta si assottiglia. Disporli su una teglia un poco distanziati. Mettere subito in forno preriscaldato a 190° per 15 minuti.

Grissini ai semi di finocchio 1
Ciotolina Atmosfera Italiana, Vassoietto Ecobioshopping

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lunedì 14 novembre 2011

10

Profumo d’arance


Lasciateci essere felici…
A nessuno è successo niente,
accade solamente che siamo felici
in tutti i punti del cuore.
Siamo felici dell'erba dei prati,
dell'acqua dei ruscelli,
degli uccelli in alto.
È come se toccassimo
la pelle azzurra del cielo.
Siamo felici con l'erba e la sabbia,
felici con l'aria e la terra,
felici… 
                                                                                       (Pablo Neruda)

Casa Barone è la più grande azienda biologica del Parco del Vesuvio, un ottimo esempio di agricoltura eco-sostenibile, un grande esempio di qualità. “Fare agricoltura sul Vesuvio, rispettando e proteggendo la flora spontanea e la ricchezza varietale delle specie coltivate, significa anche rispettare e valorizzare il paesaggio agrario tipico di questa zona, significa quindi praticare una “agricoltura del paesaggio”. La principale produzione dell’azienda è rappresentata dal pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP, per il quale l’azienda è presidio Slow Food. Notevoli sono anche le confetture, come quella di Arance di Sorrento utilizzata per questa crostata. Profumatissima, in bocca dà la sensazione di assaporare un pezzo del territorio di origine, merito forse di quelle scorzette tritate che fanno la differenza?

Casa Barone

Crostata con Ricotta e Marmellata d’Arance

Ingredienti x la Pasta Frolla (ricetta Bimby)
Scorza di mezzo limone
80 g zucchero
180 g farina 00
1 uovo
100 g burro morbido a pezzetti
1 cucchiaino di lievito vanigliato (Facoltativo)

Ingredienti per la farcia
250 g ricotta
130 g zucchero
1 uovo
100 g di marmellata di Arance di Sorrento Casa Barone
Scaglie di cioccolato fondente

Preparazione
Mettere nel boccale la scorza di limone e lo zucchero, tritare: 10 sec.vel.8. Unire la farina, le uova, il burro morbido e il lievito, impastare 20 sec.vel.5. Avvolgere in pellicola trasparente e riporre in frigorifero per almeno 1 ora.
Mescolare la ricotta con lo zucchero, l’uovo, la marmellata di arance e le scagliette di cioccolato fondente.  Preriscaldare il forno a 170°. Stendere la frolla e foderare uno stampo da crostata di 22cm di diametro, precedentemente infarinato e imburrato, mettere la farcia, livellarla e completare con delle strisce di frolla. Infornare per circa 25 minuti. Servire fredda, cosparsa di zucchero a velo e guarnita con altra marmellata di arance.
 Crostata di Ricotta 2

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9

Cosa ghiaccia nello Zoku?


Nuovo astro che sorge e nuovo colpo di fulmine per l’Antro. Ma un colpo di fulmine proprio ben assestato! Qui da 2 giorni si sfornano (o sghiacciano) ghiaccioli e simil cremini per tutti i gusti e palati. Ma cos’è lo Zoku? Lo Zoku innanzitutto è una grandissima figata! Una ghiaccioliera che in circa 9/10 minuti (a seconda degli ingredienti) vi prepara quello che la vostra fantasia vi suggerisce, qui sotto trovate qualche esempio. La ghiaccioliera va tenuta sempre nel freezer così all’occorrenza potete prepararvi il vostro ghiacciolo preferito, decorandolo a piacere e utilizzando anche ingredienti come lo yogurt, il mascarpone, la ricotta, il cioccolato, insomma utilizzate la vostra fantasia e quella dei vostri bimbi e Zoku vi metterà a disposizione il kit Zoku per realizzare il vostro dolce in modo semplicissimo e velocemente. Perché in fondo chi l’ha detto che i ghiaccioli si mangino solo d’estate? Qui potete trovare tutte le ricette delle foodblogger!

Siccome me lo state chiedendo in molti, per acquistare lo Zoku, potete fare riferimento qui, unici distributori di Zoku in Italia e dunque gli unici ad offrire servizio di vendita on-line del prodotto. Su cookingshop è possibile acquistare agevolmente i prodotti che arriveranno a destinazione in 24/48 ore!

Zoku

Ghiacciolo all’Arancia 
con Cuore di Yogurt alla Banana
Nella ghiaccioliera tenuta preventivamente 24 ore nel freezer inserite lo stecco e mettete sino al livello indicato il succo di banana. Fate solidificare la parte esterna per circa 1 minuto e mezzo. Con la pompetta (accessori kit zoku) o con una cannuccia  aspirate il liquido in eccesso. Riempire la cavità con lo yogurt alla banana, attendere 5 minuti circa. Con l’apposito pomello liberare lo stecco dallo stampo.Zoku Arancio e  Cremoso di Banana 1

Ghiacciolo Menta e Lemonarancia
Nella ghiaccioliera tenuta preventivamente 24 ore nel freezer inserite lo stecco e riempire per 2/3 con lo sciroppo di menta diluito con l’acqua. Fate solidificare per circa 6 minuti. Riempire la parte restante con un mix di succo di arancia e limone. Attendere ulteriori 4 minuti poi con l’apposito pomello liberare lo stecco dallo stampo.
Zoku Menta e Arancia 2

Ghiacciolo Cremoso al Cioccolato 
e Yogurt alla Banana
Preparate un latte e cacao zuccherato. Nella ghiaccioliera tenuta preventivamente 24 ore nel freezer inserite lo stecco e riempire 1/3 con il latte e cacao. Fate solidificare per circa 4/5 minuti. Riempire per un altro 1/3 con lo yogurt alla banana e attendere ulteriore 4/5 minuti. Completare con altro latte e caca e attenere ulteriori 4/5 minuti poi con l’apposito pomello liberare lo stecco dallo stampo.
Zoku Cioccolato e Yogurt Banana 2

Ghiacciolo Cremoso al Cioccolato 
con Applicazioni alla Banana
Affettare una banana a fettine di circa 3 mm. Preparate un latte e cacao zuccherato. Con l’apposito attrezzo acquistabile nel kit Tools fate aderire le fette di banana sulla parete della ghiaccioliera tenuta preventivamente 24 ore nel freezer. Inserite poi lo stecco e aggiungete il latte e cacao. Attendere 7/8 minuti poi con l’apposito pomello liberare lo stecco dallo stampo.
Zoku Cioccolato e Banana 2

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venerdì 11 novembre 2011

8

Freddo gelato


Ma chi l’ha detto che il gelato si debba mangiare solo d’estate??? Il gelato di oggi lo offre Fabbri. E chi non si ricorda della Fabbri e del mitico vaso di Amarene che racconta di storie di famiglia e di periodi di festa? Ma voi lo sapete che dietro alla storia della nascita di questa azienda c’è una bellissima storia d’amore? “Gennaro Fabbri regalò il primo vaso bianco e blu della storia dell'azienda bolognese alla moglie Rachele, come segno d'amore per avere ideato una ricetta a base di amarene. Il fondatore dell'azienda bolognese non sapeva che con quel dolce gesto stava regalando a tutto il mondo la gioia di assaporare un gusto unico e inconfondibile per molte generazioni”. Ad oggi l' azienda è retta dalla 4° generazione della famiglia Fabbri, offre 17 linee di prodotti, qualità e innovazione e soprattutto affermazione del “made in Italy” dolciario nel mondo.

Oggi non vi parlo delle amarene, per le quali ci saranno delle ricette dedicate, ma del gelato gusto fior di latte che io ho trasformato in gusto latte macchiato e ho servito con un topping al cioccolato gluten free, sempre di Fabbri. Più semplice di così, eppure buono e ottimo finale per una cena tra amici. Un gelato che si prepara velocemente anche senza l’ausilio della gelatiera e in 4 ore è pronto per essere servito.

Fabbri

Gelato al Latte Macchiato 
con Topping al Cioccolato

Ingredienti
50 ml di caffè solubile zuccherato e freddo
350 ml di latte intero freddo di frigorifero

Preparazione
Seguite le indicazioni della confezione aggiungendo oltre al latte anche la tazzina di caffè. Mettere il gelato in un contenitore di plastica e riporre nel freezer per 4 ore. Al momento di servire decoratelo con il topping al cioccolato.

Gelato al cappuccino 1
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giovedì 10 novembre 2011

15

Quando c’è l’ingrediente strambo


Non so se capita anche a voi di realizzare ricette in fretta e furia per evitare che i vostri “cari” (che non sempre si rivelano tali specie quando vengono in cucina a impicciarsi di quello che fate) vedano quello che combinate. E’ proprio il caso di questa ricetta trovata sul numero di Sale & Pepe di questo mese. Ora io ho dovuto leggerla più volte per accertarmi che la cipolla in una torta dolce non era un refuso di stampa, poi ho cercato in internet e ne ho avuto conferma, infine ho aspettato che Marco uscisse per assemblare la cipolla stufata al resto dell’impasto della torta, altrimenti col cavolo che l’avrebbe assaggiata, d’altronde se voi vedeste qualcuno che aggiunge una cipolla bionda stufata in un impasto composto da farina, zucchero, limone e latte qualche perplessità l’avreste no? 

Sto parlando della Torta Bertolina tipica del cremasco. Io però ne conoscevo una versione con l’uva, quella con la cipolla è stata un fulmine a ciel sereno. In rete ho trovato un documento interessante tratto dal sito di Cremonaweb  "Torta Bertolina. Nel 1638 Giuseppe Bresciani manda alle stampe il Diario curioso di quello che s’osserva giornalmente nella città di Cremona tanto nelle cose spirituali che temporali, che raccoglie numerose abitudini alimentari della città. In particolare ciascun momento dell’anno viene in qualche modo collegato a elaborazioni gastronomiche che prendono in esame, tra gli altri, anche elementi di tipo religioso e sociale. Così, in periodo natalizio, accanto ad un grosso pane detto pane di Natale, che gli speziali condiscono con molte spezie, viene citata la fugaccia, ovvero una semplice focaccia. È forse la stessa che troviamo citata nel 1898 da Giovanni Lonati ne La Ciadin a teater, dove si racconta che in città a Cremona durante il periodo invernale è d’uso consumare la torta bertolina, una focaccia di cipolline, addolcita da zucchero a velo. Non vi è prova, ma la suggestione pare realistica, che il nome possa derivare dalla statua di Berta, portata in processione e vestita dalla corporazione dei fornai già dal Cinquecento il giorno 14 agosto. La vestizione, che prevedeva un basco e del panno bianco e rosso, insieme a Giovanni. Statua che ha una rappresentazione presso la Loggia dei Militi. Ne I cremonesi a tavola di Ambrogio Saronni viene descritto che durante il periodo natalizio, ai giovanissimi, è destinata una focaccia. Questo elaborato passa con il nome di torta bertolina, che altrove risulta definire un impasto dolce ed una vera e propria torta, mentre a Cremona, appunto una focaccia. Gli ingredienti per ottenere la Torta Bertolina di Cremona a Denominazione Comunale sono farina gialla di mais proveniente dalla provincia di Cremona o limitrofe; farina bianca 00 proveniente dalla provincia di Cremona o limitrofe o da province lombarde; zucchero;uova;scorza di limone italiano; latte di provenienza cremonese; cipolle borretane; strutto di provenienza cremonese o da province limitrofe o lombarde. La Torta Bertolina di Cremona a Denominazione Comunale viene preparata mantenendo il rapporto quantitativo tra gli ingredienti come segue. Piccole variazioni sulle quantità sono ammesse in virtù di personali e peculiari versioni, anche commerciali. Si uniscono 100 grammi di farina gialla a 200 grammi di farina bianca, 70 grammi di zucchero, un uovo, il profumo di scorza di limone e 200 grammi di latte che si amalgamano sino diventare una pastella, che viene lasciata riposare per mezz’ora. Nel frattempo si tagliano a rondelle finissime tre cipolle borretane che si soffriggono in 25 grammi di strutto; si uniscono alla pastella che verrà versata in un tegame dove si sono portati ad alta temperatura altri 25 grammi di strutto. Si crea in questo modo una crostina; si rivolta allora la tortina ottenuta. Quando anche l’altra faccia è pronta si serve, imbiancandola con lo zucchero a velo”

La ricetta che ho trovato su Sale & Pepe è leggermente diversa. Ovviamente essendo una prova ne ho fatto la mezza dose rispetto a quella pubblicata. Che dire, è un “dolce” particolare, la cipolla già di suo ha tendenza dolce ma è un dolce diverso dallo zucchero. Al primo assaggio rimarrete un po’ perplessi ma è questione di abituare il palato al nuovo sapore dopodiché la troverete deliziosa. A differenza della ricetta originale che prevede la cottura della torta in un tegame, io ho cotto in forno utilizzando una miscela di farina e lievito.

Torta Bertolina
da Sale & Pepe Novembre 2011

Ingredienti
200 g farina gialla
150 g zucchero
1 cipolla (io ho usato la bionda)
4 cucchiai di strutto o olio extravergine d’oliva
1 bicchiere di latte
la scorza grattugiata di 1 limone
2 cucchiai di zucchero a velo

Preparazione
Affettate finemente la cipolla e fatela stufare con lo strutto o l’olio in un tegame coperto per almeno una decina di minuti. Dovrà diventare morbida senza colorire (io ho aggiunto anche un po’ d’acqua). mettete le due farine con lo zucchero in una ciotola, unite la scorza di limone grattugiata, la cipolla stufata e latte a sufficiente a ottenere un impasto non troppo sodo. Amalgamate bene e, se necessario, aggiungete ancora un po’ di latte. Versate l’impasto in una padella antiaderente dal fondo spesso unta con poco olio. Appiattitelo bene quindi fate qualche foro con le dita sulla superficie. Coprite, mettete su fiamma molto bassa e cuocete per 10-15 minuti, quindi voltate la torta come se fosse una frittata aiutandovi con un coperchio e completate la cottura. Servite spolverata di zucchero a velo. Io ho cotto in forno a 170° per circa 30 minuti (fare la prova stecchino)

Torta Bertolina 1

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mercoledì 9 novembre 2011

10

La Zuppa della Luna

 
Tovaglia Inthema, Pirofila Colì

Oggi vi voglio parlare della Zuppa della Luna. Qualche giorno fa ho ricevuto una campionatura di prodotti di Melandri Gaudenzio. Un’azienda che dal 1947 si occupa di legumi secchi, cereali secchi e semi oleosi. Caratterizzata da sempre da una produzione di qualità, propone prodotti naturali e genuini legati ai valori della tradizione agricola, alla passione e all’amore per la terra e per i suoi frutti.
Zuppa della Luna… già il nome racconta di qualcosa di buono che scalda il cuore e l’anima nelle fredde giornate d’autunno. E’ un prodotto biologico composto da orzo perlato, fagioli borlotti, fagioli cannellini, fagioli azuki rossi, fagioli azuki verdi, lenticchie rosse decorticate, piselli verdi, lenticchie verdi. Buona in “purezza” oppure, come ho fatto io, è possibile arricchirla secondo la vostra fantasia.

Melandri Gaudenzio

Zuppa della Luna

Ingredienti x 4 persone
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 spicchio d’aglio
50 g di speck tagliato a dadini
2 cucchiaini di pesto

Preparazione
In una pentola di coccio fate soffriggere in qualche cucchiaiata d’olio lo spicchio d’aglio e lo speck. Lavare accuratamente la zuppa sotto l’acqua corrente, aggiungerla al soffritto e coprire d’acqua fredda. Fare cuocere per circa 60 minuti (allungando se necessario con altra acqua bollente, dipende se vi piace più o meno brodosa). A fine cottura levare l’aglio, aggiungere due cucchiaini di pesto, qualche pomodorino secco sott’olio. Servire con un giro d’olio extravergine d’oliva a crudo.

Zuppa della Luna 1
 Tovaglia Inthema, Pirofila Colì

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martedì 8 novembre 2011

5

Conchiglie senza gobba

Tovaglia Inthema, Piattini Atmosfera Italiana

Delle madeleine vi ho già parlato qui e qui. Da quando ho i famosi stampi a conchiglia chi mi ferma più? Certo ho accantonata l’idea di riuscire a farle con la famosa gobbetta anche se si sa la speranza è l’ultima a morire e magari quando meno me l’aspetto anche io sfornerò la mia prima teglia “gobbamunita”. Per il momento mi “accontento”  - che immane sacrificio!!! - di quelle che mi regala il mio forno... senza gobba  è vero, ma semplicemente deliziose!

Madeleine con Olive Verdi e Ciliegini

Ingredienti
130 g farina 00
80 g parmigiano grattugiato
100 g burro
20 g olio extravergine d’oliva
2 uova
Una presa di sale
Mezza bustina di lievito per torte salate
2 cucchiaini di bruschetta olive e ciliegino Agromonte 

Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. Setacciare insieme la farina e il lievito. Fondere il burro a bagnomaria, lasciarlo intiepidire. In una ciotola sbattere le uova con il parmigiano. Incorporare la farina setacciata con il lievito, il burro fuso intiepidito, l’olio e una presa di sale. Mescolare sino a ottenere un composto liscio e omogeneo, aggiungere infine la salsa di olive verdi e ciliegini. Distribuire un cucchiaino di impasto  nelle formine da madeleine.  Cuocere a 180° per circa 15/20 minuti, devono dorare leggermente ma non scurirsi troppo.

Madeleine carciofi e pomodorini 2 Tovaglia Inthema, Piattini Atmosfera Italiana

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lunedì 7 novembre 2011

9

Mohr im Hemd

 
Ceramiche MV% Ceramics Design, Tovaglia Inthema

Altra ricetta presa dalla rivista Sale & Pepe di questo mese, questo numero mi garba assai! E’ zeppo di belle ricettine da provare. Mohr in Hemd (ma cosa mai vorrà dire??? eheheh) è una ricetta della tradizione austriaca, un dolce sublime ancora ad oggi servito nelle caffetterie di Vienna. E provateci voi a pronunciarlo tutto d’un fiato senza impaperarvi “mohrimhemd”! Cmq l’Hemd non era disponibile nella cucina dell’Antro pertanto è solo Mohr, e considerando che ho pure sbagliato la misura dello stampo il Mohr anziché crescere in lunghezza è cresciuto in larghezza, un po’ quello che ho fatto io nel corso di questi ultimi anni. Però è buono, è un attentato a base di cioccolato e mandorle, tecnicamente più esplosivo del tritolo... In teoria sopra ci andava la panna fresca ma non l’avevo disponibile, così ci siamo accontentati di un topping al cioccolato.

Non sono deliziosi il vassoietto e il servizio da caffè realizzati in una delicatissima e raffinatissima ceramica MV% Ceramics Design? Oggetti speciali, pezzi unici, una ceramica impalpabile in delicatissime tinte pastello, oserei dire dei pezzi “onirici” realizzati dalla giovane artista milanese Mariavera Chiari. Il suo atelier si trova a Milano, affacciato sul Naviglio, lì potete ammirare le sue particolarissime opere e credetemi, ne vale la pena.

MV Ceramiche

Mohr im Hemd (Moro in Camicia)
da Sale & Pepe Novembre 2011

Ingredienti per 8 persone
70 g cioccolato fondente
60 g pangrattato
70 g mandorle in polvere  Life
100 g zucchero
90 g burro
4 uova
200 ml di panna fresca per dolci
Un pizzico di sale.

Preparazione
Tritate il cioccolato, scioglietelo a bagnomaria e lasciatelo intiepidire. lavorate a crema 70 g di burro, unite i tuorli separati dagli albumi e aggiungete il cioccolato sciolto. Unite le mandorle in polvere e il pangrattato e mescolate. Montate a neve gli albumi con un pizzico di sale e 70 g di zucchero e amalgamate all’impasto precedente. Imburrate 8 stampini da budino lisci della capacità di 1,5 dl. (io ho usato un unico stampo tondo)  cospargeteli con lo zucchero rimasto e riempiteli con l’impasto preparato. Cuocete i dolcetti in forno già caldo a 160° per circa 30 minuti. Sformateli e serviteli tiepidi con la panna fresca montata (io ho usato un topping al cioccolato).

Mohr im Hemd 1
 Ceramiche MV% Ceramics Design, Tovaglia Inthema

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domenica 6 novembre 2011

11

Pane? Sì ma alle castagne!

 Piatti Ecobioshopping, Tovaglia Inthema

Una ricetta, una folgorazione. Ultimo numero di Sale & Pepe, tante belle ricettine a cui sono molto sensibile. La rivista l’ho ricevuta venerdì pomeriggio - meglio tardi che mai! A chianciano la posta fa acqua come un colabrodo – e sabato già stavo con le mani in pasta. Pane di Castagne, da servire tiepido accompagnato da burro e prosciutto crudo affumicato, come suggerisce la rivista… gli occhi brillano, l’acquolina è tanta, no questa ricetta deve assolutamente essere provata subito, ma deve essere anche un pochino modificata. Non utilizzo farina di castagne come indicato sulla rivista, ma castagne secche tritate finemente che arricchiscono il pane con un profumo e un gusto di “una volta” quando le castagne venivano seccate e affumicate sul camino. Quindi utilizzo del buon miele di castagne al posto del miele millefiori, e diminuisco la dose di lievito di birra.

Pane di Castagne
da un’idea tratta da “Sale & Pepe” Novembre 2011

Ingredienti
200 g di Farina tipo 0 Manitoba Molino Chiavazza
250 g di castagne secche Life
1 cucchiaio di cacao amaro
15 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaio di burro morbido
1 cucchiaio di miele di castagno
7 gr sale
100/130 ml acqua tiepida

Preparazione
Tritare molto finemente le castagne (per chi ha il Bimby vel.10 per 11 secondi). Stemperare il lievito in 50 ml di acqua tiepida con il miele, coprire e lasciare riposare per 10 minuti.
Per chi utilizza la macchina del pane: inserire nel cestello tutti gli ingredienti (prima i liquidi, poi le farine, infine il sale) e avviare il programma solo impasto e lievitazione (h 1.30) lasciando poi lievitare un’altra ora sempre nel cestello della mdp.
Per chi impasta a mano: setacciare la farina con le castagne tritate e il cacao  formando una fontana in un’ampia ciotola, versare al centro il lievito e distribuire sulla farina 2 pizzichi di sale. Iniziare a impastare il lievito con le farine, incorporando 130/150 ml d’acqua tiepida poco alla volta, aggiungere il burro morbido e continuare a lavorare per 5 minuti. Formare una palla, coprire con un telo umido e farla riposare in un luogo caldo e riparato finché avrà raddoppiato di volume. Sgonfiare delicatamente l’impasto, con le mani formare tante palline a forma di castagna (circa 35 g a panino), tamponare la base nella farina 0 e allinearle su una teglia rivestita di carta forno. Coprire e fare lievitare per 50/60 minuti. Infornare a forno preriscaldato a 190° per circa 30 minuti.

Pane alle Castagne 3 Piatti Ecobioshopping, Tovaglia Inthema

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sabato 5 novembre 2011

8

Post blobboso

   Piatto Colì

Preparare un lievitato è qualcosa che dà sempre un’enorme soddisfazione, almeno quando riesce... si perchè sino alla fine si sta sempre con il fiato sospeso. Vedere la nostra opera crescere, crescere, crescere ci riempie d’orgoglio e ci regala il nostro momento di gloria panificatrice. Non so se il raptus prende solo a me, ma quando l’impasto raggiunge la sua massima lievitazione, così soffice e morbidoso, la voglia di ficcarci dentro un dito per fare “blob, blob” è proprio tanta.
Devo ammettere che c’è ancora qualche ricetta del libro delle Simili “Pane e Roba Dolce” che ancora non ho provato. Tocca rimediare! E così qualche giorno fa ho fatto i cornetti, ma quanto sono buoni questi cornetti? Avrei voluto portarli ad Appetizer ma mica ci sono arrivati perché, errore mio, ho fatto la mezza dose. Ho ridotto il lievito di birra, aumentato lo zucchero, il sale e impastato con la macchina del pane programma “impasto + lievitazione” che dura 1.30h, facendo poi ulteriormente lievitare per un’altra ora e mezza nel cestello senza mai aprire la mdp. Li ho serviti spalmati con riccioli di burro di malga e una composta pere e curry Madras de Le Tamerici.

Cornetti
dal libro “Pane e Roba Dolce” delle Simili

Ingredienti
500 g farina manitoba (Molini Rosignoli)
200 g acqua
37 g lievito di birra (io 25 g)
75 g burro per l’impasto
25 g strutto
7 g sale (io 10 g)
50 g zucchero (io 80g)
70 g burro x la sfogliatura dei cornetti

Brioschine 1

Preparazione
Fare la fontana, amalgamare al centro tutti gli ingredienti e impastare per 10-12 minuti battendo energicamente. Deve risultare un impasto tenero ma non appiccicoso, fare una palla, coprire a campana e fare lievitare per circa 60 minuti.
Avvolgere il burro in un canovaccio (io ho usato la carta forno), batterlo con il matterello e piegarlo per renderlo più duttile. Stendere la pasta in un disco di circa 2 cm di spessore, disporvi al centro il panetto di burro, ricoprirlo completamente di pasta e stendere in un rettangolo sempre alto circa due centimetri, piegarlo in tre, stendere nuovamente in un rettangolo e piegarlo ancora in tre ripetendo questo movimento ancora una volta, infine riporre in frigorifero per 20 minuti. Stendere la pasta in una striscia larga 12 cm e spessa 4 mm, ricavare dalla striscia del triangoli di pasta con una base di 10-12 cm. Arrotolare senza premere partendo dalla base, disporre sulla teglia con la punta della falda sotto, pennellare con uovo sbattuto e fare lievitare per 40 minuti. Cuocere in forno a 220° per 10-15 minuti.

Brioschine 2

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venerdì 4 novembre 2011

8

Cambio Cuoco

 

Il miglior modo per conoscersi è stare a tavola insieme! Assolutamente vero! A tavola si abbandonano le tensioni, un po’ come se si abbassassero le difese, si è più disponibili a entrare nella vita e nelle abitudini anche culinarie dei nostri commensali. Ed è proprio di un nuovo programma di cucina che vi vorrei parlare.
Ogni venerdì sera alle 21 su Lei canale 127 di Sky partirà il nuovo format “Cambio Cuoco”, disponibile anche sul canale You Tube della trasmissione e sulla pagina di Facebook dedicata a Lei.
In cosa consiste? La sostanza del programma è interessante: due famiglie tra loro molto diverse si scambieranno “il cuoco ufficiale” di casa per la preparazione del pranzo della domenica. Il pranzo della domenica è forse il pranzo più importante della settimana, quello che meglio descrive le abitudini di casa, quello che maggiormente profuma di famiglia.  Inutile dire che contrapponendo famiglie diverse il “cuoco” che arriverà a casa dell’altro stravolgerà menu, abitudini e ricette, con i risultati che ci si può aspettare ma anche con reazioni inaspettate. Il tutto si svolge in un week end dove il sabato è dedicato alla  conoscenza dei cuochi e delle rispettive famiglie, alla spesa e alla preparazione del dolce da portare, come tradizione vuole, a casa della famiglia ospitante. La domenica i cuochi si trasferiscono a spignattare nella cucina dell’altra famiglia, condividendo con essa il giorno di festa, le abitudini, e confrontandosi sia sul piano culinario che culturale trattandosi di due famiglie volutamente molto differenti.  Le ricette proposte sono quelle di casa, eseguite dai “cuochi di casa” secondo il loro gusto e la loro tradizione, ricetta alla portata di tutti, e sono ricette che talvolta raccontano una storia. Perché si sa che quando dobbiamo fare bella figura sfoderiamo i nostri cavalli di battaglia, piuttosto che le antiche ricette di famiglia che si tramandano da generazioni.

Le famiglie protagoniste sono diversissime tra loro come potete vedere dalla clip proposta qui sotto.  Questo è uno dei video che potete trovare sul canale You Tube, clip che mi ha colpito particolarmente proprio perchè mette in evidenza la diversità tra le due famiglie in gioco, una più "perfettina" e una decisamente più "verace". Chissà come andrà a finire la sfida del cambio cuoco. Chissà come verranno stravolte le abitudini domenicali di chi non è abituato a fare un "pranzo canonico ll'italiana" e di chi invece vive la tavola come un rito con tutte le sue portate al posto giusto. Sempre su YouTube troverete poi i video delle ricette proposte, ricette comunque di casa, alla portata di tutti, come una bella torta di mele, un risotto con fonduta di branzi, dei moscardini e peperoni, c'è solo l'imbarazzo della scelta.



Allora ci diamo appuntamento alla prossima puntata? Che sarà questa sera, Venerdì 4 Novembre alle ore 21.30 e in replica tutti i sabati alle ore 12,10, domenica alle ore 19,10 e lunedì alle 22. Non vi resta che scegliere l'orario che fa per voi!

E...se io partecipassi al programma cosa porterei di mio in una famiglia a me sconosciuta per festeggiare insieme il pranzo della domenica? Sicuramente qualche piatto antico della tradizione contadina, sicuramente il mio cavallo di battaglia, magari un bel piatto di pizzocheri fumanti che mi riportano alla mia infanzia o un bel piatto di “sagne” e fagioli eseguite a regola d’arte secondo la tradizione ciociara di mio marito. Oppure potrei creare un brunch domenicale fatto di tanti piccoli sfiziosi bocconcini dolci e salati, ci sarebbe di che sfiziarsi! E come dolce? Senza dubbio un nuovo cavallo di battaglia scoperto da poco ma che ha già conquistato il mio palato e quello dei miei ospiti: la Stiacciata con l’uva. Un dolce che profuma d’autunno, appartenente alla tradizione fiorentina, modesto ma genuino e di semplice fattura, che si faceva nelle case contadine nel periodo della vendemmia chiantigiana e veniva servito in occasione delle autunnali sagre di campagna. Come diceva Giovanni Righi Parenti “L'è collo zucchero, l'è coll'uva, l'è coll'olio...”

Stiacciata con l’Uva

Ingredienti
600 g di uva nera
(nel passato si usava la varietà canaiolo poiché era una varietà difficile da vinificare)
300 g di farina 0
20 g di lievito di birra
150 g di zucchero semolato
50 ml Olio extravergine d’oliva
Sale
Inoltre
Olio extravergine d’oliva
Zucchero semolato

Preparazione
Sciogliere il lievito in una tazzina d’acqua tiepida, impastarlo con la farina, lo zucchero, l’olio e un pizzico di sale aggiungendo altra acqua tiepida sino ad ottenere un panetto morbido ed elastico che non si appiccica alle mani. Formare un panetto, coprire a campana e far lievitare in luogo caldo per un paio d’ore. Lavare bene l’uva avendo cura di sgranare i chicchi. Riprendere la pasta, lavorarla ancora per qualche minuto, dividerla in due panetti e stenderli a sfoglia spessa. Foderare una teglia rettangolare con carta forno spennellata di olio extravergine d’oliva e stendere una sfoglia di pasta. Distribuirvi sopra l’uva, tenendone una manciata da parte, spolverare di zucchero, coprire con la seconda sfoglia avendo cura di pizzicare bene i bordi per sigillare i due impasti. Spennellare con dell’olio, guarnire con i rimanenti chicchi d’uva, spolverare di zucchero e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 45 minuti. Servire tiepida cosparsa di altro zucchero semolato.


Articolo sponsorizzato


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