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mercoledì 21 ottobre 2020

Pan co’ Santi di Giovanni Righi Parenti

Pan co’ Santi

“Passiamo così tanto tempo concentrandoci sul futuro e
su ciò che ci aspetta che ci dimentichiamo di essere qui nel presente.
La prossima volta che si va a cena o si mangia un pezzo di cioccolato,
trascorrere qualche minuto prestando attenzione al gusto, alla consistenza e agli aromi.
Questo esercizio vi aiuterà a connettervi al presente e
a godervi l'esperienza piuttosto che passarci sopra”
(Madeleine Langlais, Risveglio spirituale)
 
 
Dal diario di bordo dei De Win’s (per tacer dei gatti…)
Andiamo nel bosco dell’Amiata a raccogliere le castagne…
Il marito è molto perplesso di questa mia idea e mi dice: “Non sei nemmeno vestita adatta… e poi – aggiunge con aria schifata - che pensi di fare? Di raccogliere le castagne che stanno per terra???!!!”
Io: “Assolutamente no, salgo sull’albero e le prendo direttamente dal ramo!”
Lui: “E senza guanti come fai a non pungerti?”
Io #maiunagioia
 
Il Pan co’ Santi è un dolce classico della tradizione contadina senese che viene preparato in occasione della festa di Ognissanti. Una volta veniva rigorosamente preparato in casa, oggi invece lo si trova in tutti i forni e pasticcerie ma solo in questo periodo dell’anno che va dalla metà di Ottobre ai primi giorni di Novembre. Io lo adoro. Mi garba la verve del pepe nero, la croccantezza delle noci e quel gusto leggermente dolce senza però essere troppo invasivo (come sapete a differenza di marito e figlio io non amo molto i “dolci” troppo dolci). Farlo in casa è veramente semplice, replicare i gesti della tradizione contadina con pochi ingredienti di facile reperibilità lo rende buono, ma di quel buono che solo un pane che racconta storie passate sa essere. La ricetta che vi posto è quella "storica" di Giovanni Righi Parenti narrata con quella poesia che caratterizza tutti i suoi libri di cucina.
 
Forse non tutti sanno che… Il Pan co’ Santi raccontato da Giovanni Righi Parenti
Il pan co’ santi non è nato come dolce nel senso più stretto della parola, ma come una vera e propria pietanza, un companatico.
Il Pan co’ Santi è di una versione “arricchita” del Pane di Radicofani  (uva, miele farina, pepe e spezie del panforte) che a sua volta deriva dal più antico (ormai scomparso) Pan Mielato (farina miele, lievito e acqua).
Il Pan co’Santi è tipico delle campagne toscane per la festa di Tutti i Santi, ma secondo il Righi Parenti è nato come un “presidio” per assaggiare il vino. Difatti ai primi di novembre nel Chianti si svina. Vino novello naturalmente! E per assaggiare il vino cosa c’è di meglio del pane con le noci reso piccante con un po’ di pepe?! Ecco il perché di questa tradizione che fa coincidere questo pane con la festività di Ognissanti.
Pasta del pane, noci, uvetta (un tempo presa dai grappoli di uva in appassimento per il vinsanto), pepe, sale, strutto, olio di oliva e poco zucchero sono gli ingredienti base, molto comuni, di poco costo e di facile reperibilità. Nella stagione di lavorazione del suino c’è anche chi lo arricchisce con gli scriccioli.

 
Pan co’ Santi
Ricetta di Giovanni Righi Parenti 
tratta dal libro “Il buon mangiare. Ovvero la cucina di altri tempi”
 
Ingredienti
800 gr farina 00
1 tazza d’acqua
25 gr lievito di birra
Un pizzico di sale
100 gr noci
200 gr uva passolina
100 gr zucchero
Un pizzicone abbondante di pepe nero in polvere
Buccia di 1 limone grattugiata
Olio d’oliva
1 cucchiaino di strutto
 
Preparazione
Si impasta la farina con un pizzico di sale e l’acqua tiepida dove avrete sciolto il lievito di birra come per fare la pasta del pane. Metteremo poi la pasta da parte al caldo a lievitare.
Intanto si fanno soffriggere per 5 minuti 100 gr di noci tritate in poco olio tagliato con un cucchiaino di strutto di suino fresco. Insieme alle noci vi mescoleremo anche 200 grammi d’uva passolina che avremo fatto rinvenire in poca acqua tiepida.
Impasteremo il tutto nella pasta di pane ben lievitata aggiungendovi, sempre lavorando con energia lo zucchero, il pepe nero e la buccia di limone grattugiata.
L’impasto, formato a pagnotta (io ne ho fatte due di pari peso) verrà leggermente unto, con le mani bagnate d’olio all’esterno e rimesso a lievitare nello stesso luogo di prima (al caldo).
Dopo circa 3 ore è pronto per il forno.
Qualche massaia lo lascia rustico così, altre lo guarniscono con chicchi di uvetta e gherigli di noce.
Si mette a cuocere in un forno ben caldo.
Richiederà più di mezz’ora di cottura fra i 160° e i 170°.
Si serve con Vin Santo secco ma meglio sarebbe seguire la tradizione di servirlo con un vinello rosso giovanissimo come vuole l’antica usanza, ma se c’è molto pepe, anche con un vecchio Chianti classico, aggiunge Righi Parenti.
 
 
N.B. NON AUTORIZZO la pubblicazione delle foto, in alcuno spazio della rete senza preventiva richiesta perché sono protette dalla legge sul diritto d'autore n.633/1941 e successive modifiche. Copyright © Laura De Vincentis All Rights Reserved

17 commenti:

  1. Ne ho sempre sentito parlare ma non l'ho mai fatto, è anche molto semplice da fare. La foto invoglia all'assaggio 😋

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  2. Non l'ho mai assaggiato... ma ha un aspetto meraviglioso! Grazie della ricetta, complimenti e un abbraccio!!!

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  3. Mi ispira questa ricetta, mi piacerebbe provarla.. :-D Un abbraccio cara e grazie per la condivisione!

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  4. Mi ispira moltissimo. Mi ricorda un po' un pane genovese che assaggia tanti anni fa

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  5. Per quanto non voglia ancora entrare nell'ottica "stagione fredda" devo iniziare a farmene una ragione. E ormai siamo in pieno periodo di pan coi santi. L'anno scorso ho saltato ma quest'anno ho proprio voglia di rimettere le mani in pasta. Mi segno questa ricetta, sperimentarne di nuova fa sempre bene 😊 Un bacio, buona serata

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  6. Ottimo davvero, ho fatto qualcosa di simile....

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  7. Bello! Si presenta bene! Chissà che buono! Ottimo 🌹

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  8. Non l'ho mai assaggiato ma ne immagino la bontà! Prendo la ricetta, un bacione grande!

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  9. Neanche io ho mai assaggiato questo pane e credo di essermi persa qualcosa. Proverò a farlo seguendo la tua ricetta, ciao Laura un'abbraccio :)

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  10. Che buono questo pane! Complimenti ^_^

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  11. davvero ottimo questo pane, complimenti!

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  12. Mi ricorda un po' il nostro buccellato di Lucca...adesso sono proprio curiosa di assaggiare questo di Siena, magari convertendo la ricetta con il mio licoli :-)
    Buon we <3

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  13. Non lo conoscevo ma mi ispira tantissimo, quasi quasi ci provo anch'io!

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  14. sai che da me non usa? o almeno, io non conoscevo questo pane. eppure sono toscana pure io, della provincia di Pistoia! beh, ora che ho la ricetta devo provare a farlo, magari omettendo le uvette che non amo molto. invece sulle noci e il pepe mi conquisti subito!
    grazie per la ricetta :)

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  15. Bello condivide le ricette della tradizione. Fra l'altro a me piacciono molto i pani dolci per non parlare dell'aggiunta di noci e uvetta. Grazie Laura e chissà che non mi cimenti anche io prossimamente ;-)

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  16. Che meraviglia Laura, questo pane è davvero bellissimo e, dalla tua descrizione deduco che mi piacerebbe proprio tanto. Stupenda anche la foto. Un abbraccio!

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  17. Spettacolare il vostro duetto nel bosco! :D
    E meraviglioso questo profumatissimo pane.
    Baci!
    MG

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