domenica 28 novembre 2010

13

Berlingozzo


La ricetta della domenica, deve essere per forza un dolce, un dolce semplice che profuma di autunno, di casa, di giornata uggiosa che io amo alla follia. Pare vero, una domenica passata a casa, lavorando ma comunque sempre a casa, nel tepore domestico.
Parliamo di Berlingozzo???? E Berlingozzo sia! Un dolce antico del Carnevale fiorentino che  veniva fatto in occasione del Giovedì Grasso. E’ uno dei dolci più antichi della cucina fiorentina, la sua origine risale al ‘400, dalla classica forma a ciambella profumata di semi d'anice e spezie toscane. Berlingozzo deriva dal termine Berlingaccio che sta ad indicare il Giovedì Grasso. Non a caso il termine “berlingare” significa fare baldoria a tavola.

Berlingozzo 3

Berlingozzo
di Laura De Vincentis

Ingredienti
Ingredienti
400 g di farina
250 g di zucchero
Buccia grattugiata di un limone
Una presa di semi di anice
Spezie toscane ridotte in polvere (cannella, coriandolo, noce moscata, chiodo di garofano)
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito da dolci
4 uova
Mezzo bicchiere di latte tiepido
Mezzo bicchiere d’olio extravergine d’oliva

Preparazione
Montare le uova con lo zucchero sino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungere l’olio, la scorza di limone e le spezie tritate finissime. Setacciare la farina con il lievito ed il pizzico di sale. Unirla al composto alternandola al latte. Dovrà risultare un impasto liscio e cremoso. Imburrare ed infarinare uno stampo a ciambella e versarvi l’impasto avendo cura di livellarlo bene. Cuocere in forno preriscaldato a 170° per circa 45 minuti o sino a completa cottura. Servire spolverato di zucchero a velo.

Berlingozzo 2

N.B. NON AUTORIZZO la pubblicazione  delle foto, in alcuno spazio della rete, che siano FORUM o ALTRO, senza preventiva richiesta perché sono protette dalla legge sul diritto d'autore n.633/1941 e successive modifiche.
Copyright © Laura De Vincentis All Rights Reserved



Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!

Stampa il post

mercoledì 24 novembre 2010

7

Il Castagnaccio


“Il castagnaccio fa parte di quelle “preziose” ricette della tradizione povera contadina perché la castagna era un alimento molto diffuso che stava alla base della loro alimentazione, di poco costo e di grandissimo nutrimento.
All’origine il castagnaccio era un piatto estremamente povero ma assai nutriente fatto solamente con farina di castagne e acqua, veniva considerato uno “sfamicafamiglie” poiché era un alimento sì povero ma sostanzioso e, riempendo velocemente, in grado di levare la fame nei tempi di miseria.  Talvolta quando l'orto lo permetteva si usava anche il rosmarino e quando c'era la spremitura delle olive lo si condiva con un goccio d'olio "nòvo"; solo in seguito, con l'arrivo del "benessere", sono stati aggiunti tutti gli altri ingredienti.
Le origini del castagnaccio sono molto remote, la ricetta viene scritta per la prima volta da un tale Pilade da Lucca che la fa risalire ad un’usanza tipica della provincia senese.
Il nome può variare da migliaccio a pattona a toppone ad altri nomi più strettamente regionali, ma gli ingredienti di base rimangono sempre gli stessi: farina di castagne, olio extravergine d’oliva, acqua e rosmarino. Per quanto riguarda le varianti può essere arricchito, a seconda della zona, anche da uvetta, pinoli, zucchero, mandorle, semi di finocchio, cioccolato, scorzette d’arancia candite, fichi secchi, prugne, grappa, liquore e così via. Questo dipende anche dalla freschezza della farina di castagne: più è fresca meno ha bisogno di aggiunta di altri ingredienti per essere migliorata e addolcita.
L’altezza varia dal centimetro (una sorta di schiacciata) ai 2-3 cm, ma c’è anche chi lo preferisce più alto come una normale torta di castagne. Poi c’è chi preferisce gustarlo caldo, chi tiepido, chi freddo e chi lo gusta accompagnandolo con della ricotta vaccina freschissima, con il miele di castagno, con un generoso bicchiere di vin santo o con del vino novello, più recente è la moda di accompagnarlo con un ciuffo di panna montata.
Per quanto riguarda la presenza del rosmarino che caratterizza questa preparazione una leggenda racconta che le foglioline fresche utilizzate per profumare il castagnaccio costituivano una potentissima pozione d’amore e il giovane che avesse mangiato un pezzo di “gnaccia” offertogli da una ragazza si sarebbe completamente innamorato di lei e l’avrebbe sposata.
Il castagnaccio ha avuto un periodo di oblio dopo la seconda guerra mondiale dovuto al crescente benessere e all’abbandono della cucina “povera”. E’ stato poi riscoperto ultimamente grazie alle sue grandi proprietà nutritive e oggi è protagonista indiscusso di molte sagre autunnali.
Non c’è niente di meglio di una bella fetta di sano e profumato castagnaccio per sostituire le non sempre sane merendine preconfezionate dei nostri bimbi, e approfittare di questo momento di merenda magari per raccontare loro qualche storia “di una volta”, quelle storie che i bambini ascoltano sempre molto volentieri, con la bocca aperta di meraviglia” di Laura De Vincentis – Articolo tratto dal periodico Cara Montepulciano edito da Thesan & Turan,  Settembre 2010

La ricetta che trovate qui è quella più comune della tradizione senese  preparata con la splendida farina dell’Amiata. A differenza della ricetta originale, questa è una ricetta più ricca, “da signori” poiché prevede l’utilizzo di circa 130 g di zucchero e il Vin Santo, al posto dell’acqua tiepida, per fare rinvenire l’uvetta.

Castagnaccio 1

Castagnaccio
di Laura De Vincentis

Ingredienti
400 g di farina di castagne
Mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva
70 g di pinoli
70 g di uva passa fatta rinvenire in acqua tiepida
(o nel Vin Santo nella variante “da signori”)
Rosmarino
1 pizzico di sale
Acqua tiepida q.b.

Preparazione
Stemperate la farina con l’acqua, mescolando con una frusta, sino ad ottenere una crema densa senza grumi. Aggiungete l’olio, un pizzico di sale, i pinoli e l’uvetta (ben strizzata e asciugata) avendo cura di tenere qualche pinolo e un poco di uvetta da parte. Amalgamare per bene il composto. Ungere una teglia tonda con olio extravergine d’oliva lasciandone sul fondo un piccolo strato. Versare la pastella nella teglia, l’altezza dovrebbe non superare i 2 cm, condire con un filo d’olio, i pinoli e l’uvetta  messa da parte e abbondanti foglioline di rosmarino. Infornare a forno già caldo a 180° per circa 45 minuti. Il castagnaccio non deve seccare, deve risultare di un bel colore bruno ma dentro deve mantenersi morbido. Si serve preferibilmente tiepido accompagnato da ricotta fresca o da un ciuffo di panna montata.

Castagnaccio 2

N.B. NON AUTORIZZO la pubblicazione  delle foto, in alcuno spazio della rete, che siano FORUM o ALTRO, senza preventiva richiesta perché sono protette dalla legge sul diritto d'autore n.633/1941 e successive modifiche.
Copyright © Laura De Vincentis All Rights Reserved


Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!

Stampa il post

domenica 21 novembre 2010

7

Toscana Fusion


Qualche anno fa si parlava di Happy Hour, espressione tipica inglese, usanza nata proprio in Inghilterra,  in pratica una promozione per invogliare la clientela, con l’offerta di due bevande al prezzo di uno, a recarsi a bere nei pub, in quella fascia d’orario desueta che coincideva con l’uscita dal lavoro e dalle fabbriche. Qui da noi l’Happy Hour invece offre aperitivi con ricco buffet da cui spizzicare a prezzi “popolari”.
Subito a seguire, ecco apparire il brunch, usanza che io adoro particolarmente per la possibilità di gozzovigliare tra dolce e salato in una fascia oraria che ingloba la colazione e il pranzo, sino ad allungarsi nel primo pomeriggio. Il brunch, così informale, sfizioso, comodo è per eccellenza un’usanza dei giorni di festa, quando magari ci si alza tardi e non c’è tempo per fare la colazione ed il pranzo. I cibi vengono reinventati e sulla tavola si trovano a buffet proposte dolci e salate a coccolare qualsiasi palato. Il brunch ormai è una divertente abitudine che ha preso piede in tutto il mondo diversificando anche la proposta dei menu proposti. Si parla così di brunch americano quando la tavola è caratterizzata da un buffet a base di muffins, hamburger, cheesecake, egg & bacon; c’è poi il brunch etnico che spazia ovviamente su proposte etniche caratterizzate dal gusto fortemente speziato; curioso è il brunch cinese,  il “dim sum” che sta prendendo piede in tutti i vari ristoranti cinesi del mondo. Mi ricordo che già più di 10 anni fa frequentavo un locale simile a Roma. 
Le ultime tendenze di moda oggi sono: il  drunch quando trattasi di un ricco buffet che “ingloba” merenda, aperitivo, cena e il “Fusion” ovvero proposte "finger food”  che uniscono chicche orientali (in special modo giapponesi) a prodotti tipici del territorio.

E così nasce questo Toscana Fusion, un po’ per gioco, un  po’ per provare accostamenti di sapori inusuali fatti con prodotti toscani, spezie, erbe aromatiche. Carina la presentazione in piccole coppettine. Uno sfizio versatile per un Happy Hour, un brunch, un drunch o una più verace merenda campagnola fatta con l’arte del riciclo, per quando avete salumi e formaggi che attendono nel vostro frigorifero un seno del destino che eviti loro l’infausta visita nella pattumiera. 

Toscana Fusion 1

Toscana Fusion
L’Antro dell’Alchimista
Ingredienti
Avanzi di salame toscano
Avanzi di pecorino semistagionato
Polvere di pistacchi
Scagliette di mandorle pelate e tostate
Erbe aromatiche balsamiche: origano, rosmarino, salvia
Spezie: pepe nero, bacche di ginepro
Olio extravergine d’oliva
Biscottini salati

Preparazione
Tagliare a cubetti il salame e il pecorino. Metterli in un contenitore e condirli con abbondante olio extravergine d’oliva, le erbe aromatiche, le spezie e le mandorle. Fare insaporire il tutto per qualche ora mescolando di tanto in tanto. Servire in piccole coppette. Decorare con pistacchi tritati, qualche lamella di mandorla tostata e un biscottino salato.

Toscana Fusion 2

N.B. NON AUTORIZZO la pubblicazione  delle foto, in alcuno spazio della rete, che siano FORUM o ALTRO, senza preventiva richiesta perché sono protette dalla legge sul diritto d'autore n.633/1941 e successive modifiche.
Copyright © Laura De Vincentis All Rights Reserved



Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!

Stampa il post

martedì 16 novembre 2010

10

Freschi freschi di stampa!

P.s. riconoscete questa foto, vero?

Merende Rustiche già lo conoscete

I libri sono ordinabili direttamente presso la casa editrice Thesan & Turan, oppure con il codice isbn presso la vostra libreria di fiducia o presso le librerie on line.


N.B. NON AUTORIZZO la pubblicazione  delle foto, in alcuno spazio della rete, che siano FORUM o ALTRO, senza preventiva richiesta perché sono protette dalla legge sul diritto d'autore n.633/1941 e successive modifiche.
Copyright © Laura De Vincentis All Rights Reserved



Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!

Stampa il post

domenica 14 novembre 2010

7

Sher Berinj


Una ricetta fatta appositamente per l'evento "Aperitivo con Autore". Per chi non conoscesse l'iniziativa,  "Aperitivo con Autore" è una serie di appuntamenti mensili dove vengono presentati noti scrittori e i loro rispettivi romanzi, con reading e accompagnamento musicale, tutto meravigliosamente orchestrato dalla regia di Olivia La Pegna, direttore artistico dell’evento. Il tutto si svolge nello splendido scenario dell'antico Caffè Poliziano di Montepulciano.

logo-aperitivoconautore-500

All'interno di questo evento è cura dell'Antro preparare un piccolo presente, in genere un dolce, che abbia un filo conduttore con la trama del libro. Vi ricordate infatti gli amaretti sardi preparati in occasione dell'evento con Michela Murgia e il suo libro Accabadora?

Nell'incontro di Sabato 6 Novembre si presentava il libro di Fabio Geda "Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari". Non so quanti di voi abbiano già letto questo libro, ma un mio consiglio spassionato è quello di inserirlo nella vostra lista dei libri da leggere, E’ un libro che graffia l’anima  e lascerà un segno indelebile nel vostro cuore.
DPP_032 
Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l’incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un’odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l’ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua età. Questa è la sua storia.

Un lettore d'eccezione: Ettore Bassi
DPP_034 
Enaiatollah è un dolcissimo ragazzo di 21 anni che ho avuto il grande piacere di incontrare proprio in occasione di questo evento  (chi mi segue su Facebook ha potuto vedere le belle foto della serata) e proprio per lui ho preparato questi dolci tipici della tradizione afghana. Sher Berinj è un budino di riso aromatizzato all’acqua di rose che solitamente, nella tradizione afghana, chiude i banchetti.

Budino di riso 4

Sher Berinj 
Ingredienti
150 g di riso basmati
1 litro di latte fresco intero
90 g di zucchero
130 g di uvetta sultanina fatta rinvenire in acqua calda
Un pizzico di cannella
Acqua di rose (o in alternativa di vaniglia)
Pistacchi (non salati!) tritati

Preparazione
Lavare per bene il riso, farlo asciugare completamente e polverizzare grossolanamente i chicchi. Fare bollire per 15 minuti circa il latte. Aggiungere il riso e portare a cottura, sino a raggiungere una densità cremosa. Aggiungere lo zucchero, l’uvetta sultanina e un pizzico di cannella. Mescolare bene. Levare dal fuoco e aromatizzare con acqua di rose (o vaniglia). Cospargere di pistacchi tritati. Si può servire sia caldo che freddo.

Budino di riso 3


N.B. NON AUTORIZZO la pubblicazione  delle foto, in alcuno spazio della rete, che siano FORUM o ALTRO, senza preventiva richiesta perché sono protette dalla legge sul diritto d'autore n.633/1941 e successive modifiche.
Copyright © Laura De Vincentis All Rights Reserved



Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!

Stampa il post

venerdì 5 novembre 2010

16

Befanini

Riuscirò a ritagliarmi 15 minuti per pensare di scrivere qualcosa anche su questo blog ormai abbandonato al suo destino per mancanza di tempo??? Ho tante foto, articoli, ricette, ma tutto passa e va verso altre direzioni. Sinceramente ho anche pensato di chiudere l’Antro, ma ancora non mi sono decisa, considerando che tutto quello a cui sono arrivata oggi è iniziato proprio da questo blog che mattoncino dopo mattoncino è cresciuto, si è fatto conoscere e soprattutto mi ha fatto conoscere. Quando giocavo a fare la “casalinga” avevo tanto tempo da passare con voi, e anche allora mi sembrava sempre troppo poco… ora che “gioco” a fare la giornalista, divertendomi anche con la fotografia e con le apparizioni settimanali in Tv il tempo si è drasticamente ridotto… E’ vero che un occhio alla mia nutrita blogroll non manca mai, però chissà quante meravigliose ricette e storie di vita mi sto perdendo per non parlare dei “nuovi” blog che nascono. Allora mi perdonate????

Intanto vi inizio ad allungare una ricettina “natalizia” … sì perché  la chiusura dei periodici di Thesan & Turan che escono a metà dicembre è già stata fatta e pertanto le relative “cartucce” delle chicche natalizie sono già state “sparate”… anzi vi dirò di più, già si inizia a pensare a cosa pubblicare in primavera.

Acquisto felicissimo sono stati i libri di Giovanni Righi Parenti, tra cui “Dolcezze di Toscana”  dove in una sorta di “romanzo gastronomico” si ripercorrono i dolci tipici della tradizione Toscana, divisi per stagioni o meglio per festività, e proprio da questo testo arriva la ricetta di cui vi parlerò oggi. Anzi non sarò io a parlarvene ma lo farò fare direttamente a Giovanni Righi Parenti.

“… La Befana, cara Zia… tutte le feste le porta via…
“Così si lamentava lo scolaro giunto a questa data che un tempo segnava la fine delle vacanze di fine anno. E la zia consolava il nipote co’ Befanini. E’ una storia vecchia anche questa… ma anche i Befanini sono vecchi! per prima cosa vi debbo dire che sono un dolcino nato in quel di Viareggio e che per farli, ci vogliono gli stampi. Stelle, cuori, animali e poi le “befane” ed i “Befanotti”
Scambiarsi i "befanini” era un rito. L’operazione era affidata ai più piccini. I bambini per la metà li consegnavano ma i più se li mangiavano… Spesso avveniva l’incrocio ed uscivi di casa con un paio di cartocci per riportarne…tre. I Befanini rimangono i biscotti dei nostri nonni. Una fabbricazione rustica di mani e cuore he, per cominciare l’anno nuovo, risultava proprio ideale!”
testo tratto dal libro “Dolcezze di toscana” di Giovanni Righi Parenti

Befanini 1

Befanini
ricetta tratta dal libro “Dolcezze di toscana”
di Giovanni Righi Parenti

Ingredienti
1 kg di farina 00
600 g di zucchero semolato
200 g di burro
5 uova intere
una presa di vaniglina
un pizzicone d’anici
un bicchiere di latte (150 cc)
due bicchierini di Rhum (o Sambuca, o Anisetta, o vino dolce)
una busta e mezzo di lievito per dolci

Inoltre:
1 uovo per lucidare
Codette di cioccolato o confettini colorati di zucchero per guarnire

Preparazione
(io ho fatto la mezza dose e ne sono venute due biscottiere piene!)
Dopo aver sbattutole uova con lo zucchero in una zuppiera, vi si mescola la farina e il burro che avremo intiepidito per renderlo abbastanza fluido ed il resto degli altri ingredienti. Impasteremo bene ricordandoci di unire, alla pasta, per ultimo gli anici. lasceremo riposare l’impasto per poco tempo, quindi lo spianeremo sulla spianatoia, poco per volta, formando uno strato alto poco più di mezzo centimetro che taglieremo con le apposite “stampine” sagomate, taglienti, rimpastando continuamente i ritagli. I befanini stesi si una teglia unta con un altro poco di burro e leggermente infarinata (io ho usato la cartaforno), si lustrano, usando una penna, pennellandoli con un poco d’uovo sbattuto e quindi si decorano con codette di cioccolato o confettini multicolori di zucchero. Infornare in forno non troppo caldo dove rimangono per una ventina di minuti, più o meno, cioè il tempo necessario che gli permetta di raggiungere un bel colore dorato asciugandosi completamente (io ho cotto a 170° per circa 15 minuti).

Befanini 2

N.B. NON AUTORIZZO la pubblicazione  delle foto, in alcuno spazio della rete, che siano FORUM o ALTRO, senza preventiva richiesta perché sono protette dalla legge sul diritto d'autore n.633/1941 e successive modifiche.
Copyright © Laura De Vincentis All Rights Reserved



Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!

Stampa il post

lunedì 1 novembre 2010

15

Cecina al Rosmarino


Una merenda di una volta, molto diffusa tra le popolazioni dell'Appennino centrale. Una merenda "umilissima" ma gustosa e tornata di gran moda anche ai nostri giorni: la cecina. I ceci, insieme ai fagioli, alle lenticchie, alla farina di mais, alle castagne hanno rappresentato per molti anni il cibo povero contadino. Tutti questi alimenti venivano infatti chiamati "sfamafamiglie" perché si reperivano facilmente, erano alimenti di basso costo ma nel contempo erano cibi ricchi di proprietà nutritive con il potere di saziare subito.

La cecina è fatta con pochissimi ingredienti che però devono essere di buona qualità. La farina di ceci deve essere fresca, l'olio deve essere extravergine d'oliva e dal gusto deciso, il rosmarino meglio quello profumatissimo dell'orto. La cecina, o farinata, o torta di ceci può essere gustata così tagliata a tranci oppure è ottima per accompagnare i nostri favolosi salumi toscani.

Cecina al Rosmarino 1

Cecina
Ricetta povera della cucina Toscana
dal libro “Cucina Toscana sapori, antichi essenziali di nobili e contadini”

Ingredienti
250 di farina di ceci
1 litro d’acqua
mezzo bicchiere d’olio evo
Aghi di rosmarino
sale
pepe nero

Preparazione
Diluire la farina di ceci e l’acqua, lasciandola adagiare sul fondo e poi mescolandola con un cucchiaio di legno. Fare riposare per almeno mezza giornata. Aggiungere l’olio evo,  il rosmarino e un pizzico di sale. Versare il composto in una teglia dai bordi bassi unta d’olio evo. Lo spessore della cecina non deve superare il 1/2 cm. Preriscaldare il forno a 220 ed infornare per 40 minuti circa sino a che non si formerà una crosticina dorata. Servire tagliata a pezzi cosparsa di pepe nero macinato al momento.

Cecina al Rosmarino 3

N.B. NON AUTORIZZO la pubblicazione  delle foto, in alcuno spazio della rete, che siano FORUM o ALTRO, senza preventiva richiesta perché sono protette dalla legge sul diritto d'autore n.633/1941 e successive modifiche.
Copyright © Laura De Vincentis All Rights Reserved



Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog! Per maggiori informazioni sui feed, clicca qui!

Stampa il post
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...