venerdì 2 maggio 2008

Savarin al Limonino

Savarin al Limonino

"La scoperta d'un nuovo manicaretto giova all'umanità più che la scoperta d'una nuova stella". Così scrive il magistrato Anthelme Brillat-Savarin, una delle poche eccezioni alla regola che negava ogni facoltà intellettuale agli uomini dalla statura quasi gigantesca. A prima vista appariva banale: intrepido cacciatore, discreto musicista, eccellente ospite e gradevole conversatore; ma niente di tutto ciò poteva farlo passare alla posterità. Vissuto ai tempi della rivoluzione francese, scrisse saggi di diritto, ma il suo nome è rimasto legato alla “Fisiologia del gusto” (1825), non un libro di cucina in senso tecnico, ma una serie di gustose meditazioni sulla civiltà e i piaceri della tavola. Gli stessi suoi contemporanei lo avrebbero ignorato senza questa pubblicazione che, verso la fine dei suoi giorni, gli diede un’incontestabile popolarità.

Eccovi una meditazione di Brillat-Savarin sul “gusto”: “… il gusto cosi come la natura ce l’ha concesso, è ancora quello fra i nostri sensi, che, tutto ben considerato, ci procura il maggior numero di godimenti: 1)perché il piacere di mangiare è il solo che, preso modestamente, non è seguito da stanchezza; 2)perché è d’ogni tempo, d’ogni età e d’ogni condizione; 3)perché torna di necessità almeno una volta al giorno e in un giorno può essere ripetuto, senza danno, due o tre volte; 4)perché può mescolarsi a tutti gli altri piaceri e anche consolarci della loro mancanza; 5)perché le impressioni ch’esso riceve sono a un tempo e più durevoli e più dipendenti dalla nostra volontà...". (tratto dal sito Taccuini Storici)

Savarin al Limonino
Ingredienti per il Savarin:
farina bianca g 250
burro g 125
latte g 60
zucchero semolato g 25
lievito di birra g 12
sale g 5
3 tuorli
burro e farina per lo stampo.

Per la bagna:
zucchero semolato g 200
alcol a 95° g 125
2 limoni.

Per completare:
panna fresca g 400
marmellata di limoni
zucchero a velo

Preparazione
Preparate la bagna (con alcuni giorni di anticipo): bollite per mezzo minuto un quarto di litro d’acqua con lo zucchero e le bucce dei limoni (solo la parte gialla accuratamente lavata) ottenendo uno sciroppo che farete raffreddare, quindi aggiungetevi l’alcol e lasciate in infusione. Per il savarin, stemperate nel latte tiepido il lievito, lo zucchero e il sale. Mettete nella ciotola dell’impastatrice la farina, i tuorli, il burro morbido e il latte tiepido. Avviate l’apparecchio con la frusta a gancio e lavorate l’impasto finché diventerà omogeneo ed elastico; lasciatelo lievitare per circa un’ora in luogo tiepido, poi trasferitelo sulla spianatoia, sgonfiatelo lavorandolo brevemente, infine mettetelo nell’apposito stampo per savarin (con foro centrale), imburrato e infarinato. Lasciate lievitare di nuovo finché la pasta avrà riempito quasi completamente lo stampo, poi passate in forno a 190° per 40' circa. Sfornate il dolce su una gratella da pasticcere, lasciatelo riposare una decina di minuti poi, ancora abbastanza caldo, immergetelo per alcuni secondi nella bagna già filtrata, per farlo inzuppare. Toglietelo, lasciatelo brevemente sgocciolare, pennellatelo e guarnitelo con marmellata di limoni possibilmente fatta in casa con fette di agrumi, infine trasferite il savarin nel piatto da portata e riempite il centro con la panna montata addolcita con una cucchiaiata di zucchero a velo setacciato.



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4 commenti:

  1. L'hai fatta con quello stampo che hai postato?
    Ti è venuta benissimo direi

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  2. Ciao Michela, sì certo l'ho fatto con il nuovo stampo. Sì sono soddisfatta la prossima volta vorrei provare con il babà

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  3. allora l'hai trovata la ricetta per inaugurare la caccavella nuova!!! ma ho visto che hai sfornato tante altre bontà! quelle lasagne alla ricotta mi attirano parecchio....

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  4. Ciao Viviana, la prossima volta voglio cimentarmi con il babà :-) Baci

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