martedì 16 aprile 2019

Pasta e Ceci alla Toscana

Pasta e Ceci alla Toscana

… qualche riga su cui riflettere …
"Una buona minestra ha la semplice gentilezza della condivisione, 
riempie armoniosamente il piatto 
come un gesto disegnato nell’aria con dolcezza"
(S.Agnello Hornby e M.R.Lazzati, La cucina del buon gusto)

Junio è tornato da scuola una maceria: "Mamma ci vorrebbe una torta latte e miele…"
Io: "Latte e miele?!"
Lui: "Sì una torta calda latte e miele che fa bene alla gola…"
…ecco …
#maiunagioia

Malgrado siamo ad Aprile inoltrato, qui da me il freddo è ancora pungente. Pertanto a cena una buona zuppa che scalda il corpo e l’anima ci sta tutta. Quella che vi propongo oggi è la pasta e ceci fatta però nella versione “toscana” con il nostro rigatino (ovvero la pancetta tesa) e il nostro olio bòno. La ricetta originale Toscana vorrebbe le tagliatelle spezzettate, io ho invece utilizzato della sfiziosa pasta mista che avevo acquistato qualche tempo fa per la pasta e patate.
Pasta e ceci, una ricetta antichissima, una ricetta “umile” contadina, quando c’era bisogno di piatti corroboranti preparati seguendo la stagionalità e quello che offriva la dispensa delle massaie, che talvolta con pochissimi ingredienti erano in grado di preparare zuppe da re!
E sembra che in Toscana, la zuppa di ceci, abbia fatto la sua comparsa nel 1077 in occasione del pranzo che la marchesa Matilde di Toscana aveva fatto preparare in onore della riappacificazione avvenuta tra papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV.

Forse non tutti sanno che… ceci
I ceci grazie al loro alto potere nutritivo sono stati fra i primi alimenti consumati dall'uomo, ed anche oggi rappresentano per importanza la terza leguminosa da granella, dopo soia e fagiolo.
Pianta originaria dell'Oriente, sembra conosciuta già ottomila anni fa, si diffuse prima in Egitto come cibo povero degli schiavi, e poi nel bacino del Mediterraneo. Orazio segnala che nel pensiero dei Romani una preparazione gastronomica molto apprezzata era quella dei ceci fritti nell’olio d’oliva.
Il nome scientifico “cicer arietinum” deriverebbe dalla parola "aries" (ariete) che sta ad indicare la forma del seme.
Presso i Romani il termine “cicer” era anche un soprannome (cognomen) dato a chi aveva sul volto un'escrescenza a forma di cece, e fu per questo che il celebre oratore Marco Tullio Cicerone venne così appellato. tratto da Taccuini gastrosofici

Pasta e Ceci alla Toscana

Ingredienti per 4/5 persone
300 gr ceci secchi
200 gr pasta (tagliatelle spezzate, pasta mista, pasta di piccolo taglio)
1 cipolla media
100 gr rigatino (pancetta tesa)
Alcune foglie di basilico
1 rametto di rosmarino
1 spicchio d’aglio
5 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
4 cucchiai di passata di pomodoro
Un po’ di farina di mais
Sale e pepe nero

Preparazione
Lava i ceci e mettili a bagno per 24 ore in abbondante acqua fredda con una piccola manciata di farina di granoturco che ne facilita l’intenerimento.
Trascorso questo tempo, getta l’acqua dell’ammollo e versa i ceci in una pentola di terracotta, aggiungendo 2 litri d’acqua e un pizzico di sale.
Porta a bollore, incoperchia e fai cuocere i ceci a fuoco basso per circa 3 ore (o sino a che diventeranno teneri).
A metà cottura, togline la metà, frullali e rimettili nella pentola.
Trita finemente il rigatino, la cipolla, lo spicchio d’aglio, il basilico, il rosmarino, il concentrato di pomodoro e fai rosolare il tutto, a fuoco moderato, in una casseruola di terracotta con i 4 cucchiai d’olio. Aggiungi la passata e continua la cottura, a fuoco basso per 10 minuti.
Versa questa salsa nella pentola con i ceci e regola di sale.
Porta a bollore, aggiungi la pasta e lasciala cuocere mescolandola spesso sino a che raggiungi la densità desiderata o più brodosa o, come la mia, più densa
A cottura ultimata, spegni il fornello e lascia intiepidire.
Servi con un giro di olio a crudo, rosmarino e pepe nero macinato al momento
Se avanza, il giorno dopo è ancora più buona!

-----------------------------------------------

Le raccolte dell’Antro
I classici della PASQUA nella cucina dell’Antro

I classici della Pasqua nella cucina dell’Antro


N.B. NON AUTORIZZO la pubblicazione delle foto, in alcuno spazio della rete, che siano FORUM o ALTRO, senza preventiva richiesta perché sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n.633/1941 e successive modifiche. Copyright © Laura De Vincentis All Rights Reserved

10 commenti:

  1. Adoro questo piatto... un bacione !!!

    RispondiElimina
  2. Zuppa favolosa :-P
    Un abbraccio e auguri di Buona Pasqua.

    RispondiElimina
  3. Brevettiamo la torta calda latte e miele :)
    Pasta e ceci che bontà... ne mangerei un piatto anche adesso per merenda :)
    Un bacione grande!!!!

    RispondiElimina
  4. lo so, non sono tanto normale ma mi è balenata in mente come un fulmine una possibile "rivisitazione" della torta al latte caldo :)))
    a me le zuppe piacciono tutto l'anno, anche in estate a temperatura ambiente e i ceci sono i miei legumi preferiti. il trucchetto della farina di mais nell'acqua di ammollo non lo conoscevo. grazie della dritta, un bacione :)

    RispondiElimina
  5. la sera qui fa ancora freschino e questa pasta e ceci sarebbe molto gradita ! Un bacione

    RispondiElimina
  6. Pasta e ceci buonaaaa, l'ho assaggiata alla lucana con le lagane come tipo di pasta. La prossima sarà questa. Buona Pasqua cara a te ed ai tuoi.

    RispondiElimina
  7. Quaranta gradi, dieci gradi, 6 gradi sottozero. Un piatto sublime ed irrinunciabile qualsiasi sia il clima!
    Baci!!!
    MG

    RispondiElimina
  8. Domenica anche qui era un freddo "becco" e questo piatto caldo ci sarebbe stato proprio bene!
    Cmq la torta calda latte e miele è da brevettare x il mal di gola :-P

    RispondiElimina
  9. Una buona zuppa non si rifiuta mai e tanto meno realizzata dalle tue amni fatate! Devo dire di amare molto preparazioni come questa e ti dico brava bis!!! Buona Pasqua a te ed alla tua simpatica famiglia :)

    RispondiElimina

Grazie per essere passati dal mio blog :)