giovedì 26 febbraio 2015

Tonnarelli Aglio, Olio, Peperoncino e Tonno

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Tonnarelli Aglio, Olio, Peperoncino e Tonno

La ricetta di oggi è tanto semplice quanto sempre gradita e richiesta. Parliamo di “spaghetti aglio, olio e peperoncino” con però due variazioni sull’originale: l’aggiunta del tonno, e l’utilizzo dei tonnarelli al posto degli spaghetti. Ho preferito usare un tonno al naturale per non coprire il buonissimo sapore dell’olio toscano. Essendo l’olio uno dei protagonisti di questa ricetta deve essere per forza di eccellente qualità.

Curiosità: gli spaghetti aglio, olio e peperoncino sono una preparazione della cucina napoletana ormai conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. La ricetta nasce come rivisitazione “povera” delle linguine alle vongole e/o dei vermicelli alla borbonica. Infatti la pasta utilizzata all’origine era o del tipo linguine o del tipo vermicelli. Solo in seguito verranno utilizzati gli spaghetti, anche l’aggiunta del peperoncino verrà fatta più tardi.
Alla fine del XIX secolo gli spaghetti, aglio e olio (così come quelli al pomodoro), erano così diffusi a Napoli che su richiesta di Ferdinando II di Borbone il ciambellano di corte Gennaro Spadaccini introdusse la forchetta a quattro rebbi di dimensioni ridotte, per avvolgerli e mangiarli con una posata più consona senza più dovere utilizzare le mani, come era in uso comune, dato che le forchette dell’epoca erano a tre rebbi appuntiti e mal si prestavano all’uso.
A Napoli si chiamano "vermicielle aglio e uoglio" o"maccarune aglio e uoglio” e la loro principale caratteristica è quella di essere “sciuliarielli (ovvero scivolosi). L’olio infatti oltre che essere buono deve essere anche abbondante e la pasta non va completamente scolata, ma deve avere un po’ di acqua di cottura quando viene versata nel tegame con l’olio, l’aglio e il peperoncino.
La ricetta degli spaghetti aglio, olio e peperoncino è semplicissima e velocissima da preparare (non a caso è diventata a tutti gli effetti la “ricetta dei single”, dell’allegra “spaghettata di mezzanotte” ed è una tra le prime ricette che si imparano a realizzare) però, conditio sine qua non per la sua riuscita è l’utilizzo di ingredienti di ottima qualità.
Oltre ai formati di pasta già citati: spaghetti, vermicelli, linguine, si utilizzano anche altri formati come i tonarelli e in alcune regioni d’Italia anche pasta corta come le pennette.
 
Tonnarelli Aglio, Olio, Peperoncino e Tonno

Ingredienti x 4 persone
350 gr tonnarelli
2 spicchi d’aglio
2 piccoli peperoncini piccanti
3 scatolette di tonno al naturale (per l’Antro Mareblu)
100 ml Olio extravergine d’oliva
Prezzemolo tritato (facoltativo)

Preparazione
Cuocere la pasta in acqua salata e scolarla (ma non troppo, deve rimanere un po’ bagnata!) molto al dente. Tritare a coltello il peperoncino e l’aglio. In un tegame mettere l’olio extravergine d’oliva, scaldarlo e soffriggere per un paio di minuti l’aglio, il peperoncino e il tonno sminuzzato. Scolare la pasta e saltarla (insieme a qualche cucchiaiata di acqua di cottura) nel tegame con il condimento. Aggiungere il prezzemolo tritato e servire.

 
Abbinamento consigliato: la preparazione di oggi presenta una struttura delicata dove spiccano l’untuosità, l’aromaticità dell’aglio e del prezzemolo, la sapidità del tonno e la nota piccante del peperoncino. In abbinamento consiglio un Penisola Sorrentina Bianco di Sorrento, dal bel colore giallo paglierino, al naso presenta delicati sentori fruttati e floreali (fiori bianchi e frutta fresca), vinosi e di macchia mediterranea, al palato risulta armonico, fresco, equilibrato, rotondo.
 

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mercoledì 25 febbraio 2015

Chips di Polenta NON Fritte

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Chips di Polenta NON Fritte

Con questa ricetta mi sono superata! Non solo trattasi di ricetta dei riciclo, ma prevede un ingrediente solo! La ricetta del post precedente aveva solo 2 ingredienti, la ricetta odierna ne ha uno solo, mi sa che se continuo così il prossimo post sarà con una ricetta fantasma.
Queste chips di polenta sono un ottima, sana e originale alternativa alle solite patatine in busta, l’importante è la cottura, devono essere molto croccanti altrimenti dopo qualche ora diventano gommose. Perché ricetta del riciclo? Perché ovviamente si usa la polenta avanzata, ma se volete prendere un’ulteriore scorciatoia potete utilizzare un panetto di polenta pronta che trovate in tutti i supermercati.

Curiosità: io ho cotto queste chips in un forno alogeno ventilato, ecco perchè si sono anche gonfiate. Questo forno l’ho visto in funzione a casa di un’amica, mi è piaciuto proprio tanto e il giorno dopo l’avevo già ordinato. Ancora poco conosciuto qui da noi, il forno alogeno funziona sfruttando un particolare elemento riscaldante nel coperchio del forno stesso che raggiunge elevate temperature molto più velocemente rispetto ad un forno tradizionale. Inoltre è provvisto di una ventola che permette la circolazione dell’aria calda permettendo così una cottura uniforme. E’ un forno ottimo per arrostire, grigliare (con l’apposita griglia), friggere (soprattutto i prodotti surgelati), scongelare. I tempi di cottura sono ridotti rispetto al forno tradizionale, inoltre, cosa da non sottovalutare, il consumo energetico è molto basso rispetto agli altri forni. Altre informazione sul forno alogeno le potete trovare qui.

forno alogeno
 
Chips di Polenta NON Fritte
Ingredienti
Polenta (avanzata o acquistata già pronta in panetto)
 
Preparazione
Mettere la polenta avanzata in un contenitore rettangolare e compattarla bene per formare un panetto. Farla solidificare. Affettarla a fettine spesse circa 4 mm e ricavarne dei triangolini (o quadratini, o bastoncini). Disporli sulla griglia del forno alogeno e far dorare 20 minuti a 200°. Se utilizzate un normale forno, disporre i triangolini su una teglia foderata di carta forno e girateli dopo 10/15 minuti di cottura. Devono essere gonfi (se utilizzate il forno alogeno), ben dorati e molto croccanti. Potete servire queste chips spolverate di paprika, di zeste di lime o di sale nero di Cipro, oppure accompagnarle da salsa barbecue, salsa guacamole, salsa ranchera, salsa messicana al formaggio.

 
Pillole di enologia: Whisky
Il Whisky, nato in Irlanda o in Scozia, è il più nobile dei distillati di cereali. I distillati maggiormente impiegati sono orzo, mais, segale, avena e frumento, ma nelle differenze tra le numerose tipologie entrano in gioco anche fattori diversi come l’acqua, il territorio, le tecniche di fermentazione e distillazione, il legno delle botti, i tempi e i luoghi di invecchiamento.
Whisky di malto (malto ricavato dall’orso), di cereali (in prevalenza mais, ma anche avena, segale e frumento) e blended (ovvero una miscela di distillati) sono le tipologie più significative, dalle quali si ottengono poi ulteriori varianti.
Il Whisky si gusta liscio, anche se alcuni preferiscono aggiungere qualche goccia di acqua pura.


 
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lunedì 23 febbraio 2015

Biancorì

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Biancorì

Dissapore mette il Biancorì tra le 23 cose che non possiamo più mangiare perchè praticamente sparite dal commercio, lo vogliamo sfatare questo mito? Se il Ciocorì era buono, il Biancorì era di gran lunga il mio preferito e quando lo trovavo (perché almeno da me non si trovava facilmente) era sempre una grande festa! Categoria dessert veloci, 2 ingredienti e una manciata di minuti per fare una tra le merende più golose del mondo: riso soffiato e cioccolato bianco, praticamente una ricetta-non-ricetta da leccarsi i baffi.

Curiosità: il Ciocorì nasce nel 1957 ed è considerato il papà di tutti gli snack. Quello che caratterizza questa merenda è la croccantezza del delicato riso soffiato avvolto nel cioccolato al latte. Il Biancorì, con cioccolata bianca, nasce invece nel 1973. Successivamente troviamo anche Ciocorì fondente, ai cereali, sport e senza zucchero (tutti prodotti usciti di produzione). Curiosa è la pubblicità del Ciocorì e del Biancorì dove troviamo due simpaticissimi castorini, testimonial da sempre di questi snacks, alle prese con le loro dolcissime avventure “scrocchiose”


 
Biancorì
Ingredienti
15/20 gr riso soffiato (a seconda che vi piaccia con più o meno riso)
300 gr cioccolato bianco a pezzetti
 
Preparazione
Fondere il cioccolato bianco a bagnomaria o nel microonde (attenzione a non farlo bruciare!). In una ciotola mettere il cioccolato sciolto e il riso soffiato e amalgamare per bene. Foderare una teglia rettangolare con della carta forno e versarvi l’impasto, allo spessore di circa 5mm (o anche 1 cm se, come a me, vi garba più alto) e livellarlo bene con il dorso di un cucchiaio. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente poi passarlo in frigorifero per circa 1 ora. Infine con un coltello affilato tagliare delle barrette. Le barrette si conservano in una scatola di latta avvolte in carta forno e riposte in frigorifero.

 
Pillole di enologia: Sake
Il sake (si scrive senza accento!) non è un liquore, bensì un vino giapponese che nasce dalla fermentazione del riso (ci sono diverse tipologie di riso che vengono impiegate per la produzione di questo vino) e che, proprio come il vino, può accompagnare tutto il pasto. Ha una gradazione alcolica che varia tra i 14° e i 16° e si consuma alla temperatura di circa 9° proprio come un vino bianco giovane e fruttato. Solo una particolare tipologia di sake (che possiamo paragonare ai nostri vini da meditazione) può essere servita alla temperatura di circa 38° secondo un rito ben preciso che nulla ha a che vedere con i “pintoni” anonimi di "simil sake" bollente che servono in molti ristoranti cinesi.
Il Italia, a differenza di molte altre nazioni, il sake è una bevanda ancora sconosciuta, relegata al ruolo - sbagliato - di liquore digestivo caldo a fine pasto. Al contrario, invece, il sake si abbina magnificamente al cibo seppur con caratteristiche organolettiche diverse rispetto a un vino prodotto dall’uva.
Il sake ha come tendenza organolettica di base l’umami (il quinto gusto giapponese); presenta sensazioni dolci e sapide e non presenta caratteristiche di spiccata acidità come i vini fatti con l’uva. A differenza dei nostri vini, l’abbinamento con i cibi deve sempre avvenire per concordanza.
Inoltre, proprio come per il vino, ci sono diverse tipologie di sake (da meno strutturati a più strutturati, da giovani a invecchiati, da pasto, da dessert e da meditazione) a seconda delle pietanze proposte.

 
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giovedì 19 febbraio 2015

Cuori di Pasta Sfoglia con Nutella

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Cuori di Pasta Sfoglia con Nutella

Categoria ricette-non-ricette veloci e golosissime. C’è la pasta sfoglia, c’è la nutella, ci sono degli stampini a forma di cuore. Cosa volete di più? E per raccontarvela tutta, vi dico che questa è stata la nostra coccola della colazione di San Valentino, così per iniziare la giornata in modo molto dolce.
 
Curiosità: ricordando Michele Ferrero, il “papà” della Nutella, attraverso l’omaggio che il Telegraph ha voluto dedicargli:
"Come tutte le cose migliori, la Nutella è nata grazie all’ingegno acuito dalla scarsità. Nell’Italia del dopoguerra il cioccolato era molto poco diffuso. Pietro Ferrero ebbe un’idea: aggiungere nocciole al cacao. Il risultato era una versione cremosa della gianduia. Ma non era molto spalmabile, in realtà.
La Pasta Gianduja di Pietro Ferrero era venduta come un blocco di cioccolato, un mattone che andava da affettare. Le fette di cioccolato si mangiavano con il pane. L’idea geniale di marketing (all’epoca non erano ancora sviluppatissime) era di permettere ai clienti dei negozi di assaggiarne dei pezzetti. Peggio di un pusher: la dipendenza cominciava lì.
Ferrero decise di rinominare la sua crema, nel 1964, anno in cui decise di lanciarla anche nel mercato inglese. Per celebrare questo evento, cioè la nascita del nome “Nutella”, che tanto bene regalò all’azienda e al pianeta, l’Italia festeggiò con l’emissione di un francobollo con raffigurata proprio la Nutella.
Se il prodotto era stato inventato dal padre, fu però Michele che riuscì a far diffondere la Nutella in tutto il mondo: come? Aggiunse olio vegetale alla ricetta del padre, e la rese davvero spalmabile. Ebbe anche l’idea del vasetto di vetro, ora un’icona."

Da giorni, tutti i siti Ferrero nel mondo sono coperti da una pagina bianca con una foto di Michele Ferrero e la scritta “We are proud of you. Thank you Michele”.

Cuori di Pasta Sfoglia con Nutella

Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia
Nutella
1 uovo sbattuto
Zucchero di canna (per l’Antro BRONSugar)
Topping di cioccolato fondente
 
Inoltre
Stampini a forma di cuore
 
Preparazione
Preriscaldare il forno a 190°. Srotolare la pasta sfoglia e, con l’aiuto degli stampini, ricavarne dei cuori in numero pari. Mettere al centro del cuore un cucchiaino di Nutella e chiuderlo con un altro cuore. Con l’aiuto di una forchetta sigillare bene i bordi per evitare che in cottura la Nutella fuoriesca. Con gli avanzi della pasta sfoglia ricavare dei cuoricini più piccoli e decorare i cuori. Spennellare con l’uovo sbattuto, spolverare con zucchero di canna e infornare per circa 20 minuti (o sino a doratura). Farli intiepidire e decorarli con dei ghirigori di cioccolato fondente e servire.
 
 
L’Angolo del barman: con la Nutella non si preparano solo dolci, è possibile creare anche dei golosissimi cocktail, cremosi e freschi, per stupire ancora una volta i vostri amici. Mi raccomando non omettete la vodka perché con la Nutella è un abbinamento perfetto. 1 shot equivale a circa 40/45 ml.

Cocktail alla Nutella

Ingredienti per 1 bicchiere
1 cubetto di ghiaccio.
Mezzo bicchiere di latte fresco intero
2 cucchiaini di Nutella
1 shot (ovvero 45 ml) di Baileys or crema di whisky
1 shot (ovvero 45 ml) di vodka alla vaniglia (o normale)
 
Preparazione
In uno shaker (o in un frullatore) mettere tutti gli ingredienti e agitare sino a farli diventare cremosi. Servire il cocktail in un bicchiere da martini il cui bordo è stato cosparso con un velo di Nutella.
 


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lunedì 16 febbraio 2015

Flan Parisien

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Flan Parisien

Oggi andiamo in Francia con un dolce dal gusto molto delicato e avvolgente, forse uno tra i miei dolci preferiti: il Flan Parisien. Una torta che si prepara velocemente, una torta semplice con crema pasticciera profumata di vaniglia e limone, arricchita di panna e racchiusa in un friabilissimo guscio di pasta sfoglia. Sicuramente un dolce elegante che vi farà fare una splendida figura con i vostri ospiti.

Curiosità: il flan parisien è una delicata torta che fa bella mostra di sé nelle vetrine delle boulangerie parigine e di molte regioni francesi. Lo si trova anche con il nome di "flan pâtissier" e assomiglia vagamente ai "pateis de nata" portoghesi. Il flan parisien può essere preparato anche con una base di pasta brisée o di pasta frolla e la crema al suo interno può essere anche una pasticcera al cioccolato o al cocco.

Flan Parisien

Ingredienti
800 ml latte intero
250 di zucchero
5 uova intere
100 maizena
50 gr di farina
500 gr di panna fresca
1 bacca di vaniglia
Scorza grattugiata di mezzo limone
1 rotolo di pasta sfoglia rotonda
Topping al cioccolato fondente

Preparazione
Accendere il forno a 170°C. Imburrare ed infarinare uno stampo tondo a cerniera di circa 26 cm di diametro. Rivestire con la pasta sfoglia e mettere di nuovo in frigo. Far bollire 700 ml di latte con 125g di zucchero, la scorza di limone grattugiata e la vaniglia. Montare non eccessivamente le uova con 125 gr di zucchero. Aggiungere la maizena setacciata insieme alla farina e poi i 100g di latte freddo. Quindi, ultimare con il latte precedentemente bollito aggiunto lentamente e far cuocere a fuoco bassissimo, mescolando continuamente con una frusta, sino a che raggiungerà la densità di una crema pasticcera (circa 15 minuti). Far leggermente freddare e aggiungere la panna liquida fresca.
Fare intiepidire la crema, eliminare la bacca di vaniglia. Versare nello stampo all'interno dell'involucro di sfoglia e infornare per a 170° per circa un’ora (la superficie deve dorare).
Fare raffreddare completamente per circa un’ora e mezza per fare in modo che il flan si sgonfi e all’interno si compatti bene. Guarnire con un topping al cioccolato fondente.


Abbinamento consigliato: questo dolce spicca per il suo gusto delicato, leggermente profumato di limone e vaniglia, ma anche per la sua grassezza. Per l’abbinamento andiamo in Sardegna con un Moscato di Sorso-Sennori. Un vino dal colore giallo dorato intenso, al naso presenta note di frutta a polpa gialla, mandorle e frutta secca. In bocca si presenza fine, elegante, morbido, rotondo, dolce ma non stucchevole poiché è retto da una buona sapidità.


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