sabato 19 maggio 2012

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Brioche alla Vaniglia Dukan


Come sapete è da circa un mese e mezzo che sto seguendo la dieta Dukan con veramente ottimi risultati. Il primo mese e mezzo, arrivando da una tisanoreica, mi accontentavo alla grande degli alimenti consentiti senza impegnarmi molto in cucina, poi ho iniziato a girare tra forum e blog di ricette Dukan e mi è venuta voglia di mettermi ai fornelli e sperimentare. Queste sono le brioche con cui ho fatto colazione questa mattina, credevo di fare una boiata pazzesca invece sono uscite dal forno delle morbidissime brioche profumate alla vaniglia e cannella. Rispetto alla ricetta originale che potete leggere qui, io ho apportato alcune piccole modifiche.
Brioche alla Vaniglia

Ingredienti
50g di Maizena
50 ml di latte scremato
1 cucchiaio di Quark magro
30 gocce di TIC
1 bustina di lievito per dolci
2 uova
1 bustina di vanillina
1 pizzico di cannella

Preparazione
Sbattere bene le uova con il TIC. Quando le uova sono diventate ben spumose, aggiungere tutti gli altri ingredienti e amalgamare bene.Dividere il composto in sei stampi di silicone per per muffin e mettere in forno ventilato a 180°per 25 minuti. 

Dukan Brioche 1

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mercoledì 16 maggio 2012

14

Torta al Cioccolato, Cocco e Nocciole


Ebbene sì è ufficiale! In questo periodo sono stufa di cucinare, non ne ho proprio voglia e sono a corto di idee. Però siccome qui si sono abituati bene, non posso certo mandarli avanti a pizze surgelate. Per esempio una torta in dispensa deve sempre esserci, per la colazione, per la merenda, per un fermino goloso. Così quando l’altro giorno ho trovato questa sul blog di Imma, ho pensato proprio che era la torta che faceva al caso mio. Anche perché io ho messo tutti gli ingredienti nel bimby e frullato 50 secondi vel.tra il 5/6, gli ultimi 10 secondi ho aggiunto il lievito e voilà la torta è pronta! Senza grandi sforzi, un dolce gradevole che trova degna fine ad essere inzuppato nel latte. Imma completa la torta con una crema al cioccolato e del cocco tritato, io l’ho lasciata “nature” proprio perché so che il cucciolo di casa la mattina ama fare le “zuppotte” nel cappuccino.

A proposito di cappuccino… nuova caccavella che sorge! Guardate qui cosa mi ha regalato la mia amica Terry. Lattemento, un bollitore per fare cappuccini che nulla hanno da invidiare a quelli del bar. E funziona! Eccome se funziona!!!! Felicissima di avere tantissimi cappuccini pieni zeppi di cremosissima schiuma!
milkfroth 
Torta al cioccolato, cocco e nocciole
dal blog Dolci a gogo
 
Ingredienti x una tortiera da 24cm 150 g di farina
120 g di farina di cocco (Life)
60ml di olio di girasole
150 g di zucchero
60 g di cacao
4 uova
60 di latte
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
50g di granella di nocciole (Life)

Preparazione
Dividete gli albumi dai tuorli, montate questi ultimi con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, quindi unite l’olio e poco alla volta, la farina, il cacao ed il lievito setacciati. Quando il composto avrà assunto un aspetto omogeneo unite la farina di cocco, il latte ed un pizzico di sale e la granella di nocciole. Montate gli albumi a neve ben ferma e incorporateli delicatamente all'impasto. Versate l'impasto in una tortiera imburrata e cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti.

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martedì 15 maggio 2012

14

Trenette al Pesto


Chi mi segue su FB, sa che sono reduce da una tre giorni ligure per un concerto di Marco in quel di Chiavari che ci ha anche dato modo di fare i turisti in quella splendida regione e, complice un sabato pomeriggio caldo e soleggiato, Junio ha fatto il primo lungo bagno della stagione. Sono stati 3 giorni “full” pieni di mare, sole, musica, caserme, sommergibili e carri armati (chi ha visto le foto su FB sa…), l'immancabile Acquario di Genova (che merita proprio tanto) e ovviamente da foodblogger ligia al proprio dovere anche l’enogastronomia non è mancata.

Se siete in zona Lavagna, permettetemi di consigliarvi l’Hotel Ancora Riviera. Come ben sapete noi viaggiamo spesso però raramente ci è capitato di trovare un Hotel così particolare. La struttura, di recente rinnovata completamente, si trova in una zona tranquilla del porto turistico proprio davanti al mare.  Le stanze sono curatissime, spaziose, ben arredate. Il bagno è grande e moderno. La pulizia perfetta, il personale gentilissimo e disponibile. La colazione viene servita in una sala molto raffinata, estremamente rilassante con un buffet di dolci fatti “in casa” da fare commuovere noi foodblogger per il loro profumo e la loro bontà. Il fatto di ascoltare musica classica mentre si fa colazione è una cosa non piacevole, di più! Abbiamo ritrovato una nostra abitudine di casa e questo ci ha fatto molto piacere. Completa la struttura un rilassante bar arredato in modo moderno ed elegante che ha la particolarità di avere una grande libreria bianca zeppa di libri da leggere, inutile dire che anche qui ci siamo sentiti come a casa nostra. Nella bella stagione è possibile usufruire del dehors che affaccia direttamente sul tranquillo vialetto pedonale davanti al porto turistico di Lavagna e a qualche passo dalle spiagge. A questo proposito posso dire che le stanze che hanno il balcone che affaccia sul meraviglioso Golfo del Tigullio sono pura magia!

acquario 1

Tra una visita all’Acquario, prove del concerto, passeggiate sulla spiaggia, siamo anche riusciti a farci deliziosamente male con focacce e preparazioni a base di pesto. Focacce… ne vogliamo parlare? Quella al formaggio di Recco e le sue variazioni tra cui quella allo stracchino e pesto buona da morire. Poi le classiche focacce alte, soffici, ben unte di olio buono, ai formaggi, alle cipolle, con il pomodoro, le acciughine e quelle olivelle nere piccine picciò dal caratteristico sapore ligure. E il pesto, buono come non mai, buono come solo in questa regione sanno farlo.
Da brava foodblogger sono anche riuscita ad avere un vasettino del preziosissimo pesto ligure fatto dalla nonna di un’amica incontrata durante questa "mini vacanza lavorativa". Posto che vai appassionate food che si incontrano con relativo scambio di omaggi enogastronomici. Ieri sera al rientro a casa trenette con il pesto arricchito da una saporita robiola, così, tanto per prolungare ancora di qualche ora la vacanza. Tutti bene o male sappiamo fare il pesto, soprattutto chi come la sottoscritta ha una parte della famiglia che vive a Genova, e ogni famiglia ligure che si rispetti ha la sua ricetta “di famiglia” gelosamente conservata e tramandata da generazioni. Però oggi vi voglio postare la ricetta “ufficiale” del pesto secondo il disciplinare di produzione stabilito dal Consorzio del Pesto Genovese.

Trenette al Pesto e Robiola
ricetta del pesto tratta dal sito Mangiare in Liguria
secondo il disciplinare del Consorzio del Pesto Genovese

Ingredienti x 4 persone
350 g Trenette (Linguine N.13) La Pasta di Franciacorta
100 g 150 g di Robiola Fattoria Osella

Per il Pesto
Basilico (Ocimum Basilicum) - 50 grammi di foglioline di basilico.
Il Basilico, possibilmente giovane e fresco, deve essere quello che presenta i requisiti qualitativi e varietali previsti dal Disciplinare che regola il corretto uso della denominazione "basilico genovese", sia utilizzato direttamente, sia in alternativa quale componente di un semilavorato composto da basilico genovese, fresco o conservato, olio extravergine di oliva di produzione ligure o ottenuto in regioni italiane contigue.
Olio extravergine di oliva - ½ bicchiere.
Deve essere di origine ligure o prodotto in regioni italiane contigue e deve corrispondere ai requisiti del regolamento 796/02/ CEE.
Formaggio grattugiato - 6 cucchiai da cucina di Parmigiano Reggiano e 2 di Pecorino.
Devono appartenere alle tipologie DOP "Parmigiano Reggiano" o "Grana Padano" e alla tipologia "Pecorino" (romano, toscano, sardo o siciliano).
Aglio - 2 spicchi.
Quello tradizionalmente utilizzato.
Pinoli - 1 cucchiaio da cucina.
Ottenuti da Pinus pinea devono essere prodotti nell'area mediterranea.
Noci (facoltative, in sostituzione ai pinoli).
Ottenute da "Juglans regia" devono essere di origine europea.
Sale grosso - qualche grano

Preparazione del Pesto   
Per fare il vero Pesto genovese occorrono un mortaio di marmo e un pestello in legno, tanta diligenza e pazienza.  La prima ricetta scritta del Pesto che ci è giunta risale alla metà dell'800 e da allora, salvo sbrigative profanazioni nella tecnica d'esecuzione, non è cambiata. Per prima cosa bisogna lavare in acqua fredda il basilico, naturalmente genovese, e poi metterlo ad asciugare su un canovaccio, nel frattempo nel mortaio si deve pestare uno spicchio d'aglio ogni trenta foglie di basilico, la ritualità sta anche nelle dosi. L'aglio deve essere dolce, non deve prevalere pur facendosi sentire nel sottofondo, insomma non può mancare! E non deve mancare neppure il sale grosso, aggiungetene qualche grano. A questo punto, ma non tutte insieme (sono merce preziosa non erbetta qualunque!), vanno aggiunte le foglioline di basilico e si inizia con un dolce movimento rotatorio e prolungato a pestarle nel mortaio. Ricordatevi che gli oli essenziali del basilico sono conservati nelle venuzze delle sue foglie e che per ottenere il miglior gusto, bisogna non pestare gravemente ma ruotare leggermente il pestello in modo da stracciare, non tranciare, le profumate foglioline. Il suono del pestello di legno contro i bordi del mortaio accompagnerà il nostro lavoro. Quando il basilico stilerà un liquido verde brillante sarà il momento di aggiungere i pinoli, una manciata. I pinoli che ammorbidiranno e amalgameranno la salsa, le regaleranno quel bouquet gentile che fa da contraltare all'aglio, sono un di più, il tocco d'artista. Quelli di qualità migliore sono nazionali e, naturalmente, sono più cari, ma in questa occasione vogliamo sfatare il mito della parsimonia dei genovesi e sceglieremo per il meglio, d'altronde i pinoli sono presenti in tutte le nostre ricette importanti. E' giunto il momento dei formaggi: parmigiano reggiano e pecorino sardo, entrambi DOP, adeguatamente stagionati. Ed infine l'olio extravergine d'oliva, versato a goccia, naturalmente italiano dal sapore non particolarmente aggressivo, non particolarmente intenso, ideale per sposare tutti gli ingredienti senza sopraffarli.

Una volta che il vostro pesto è pronto, cuocere le trenette per 9 minuti (devono comunque risultare bene al dente). Mescolare la robiola con il pesto e mantecare la pasta.

Un'ultima raccomandazione per la preparazione del pesto
La lavorazione deve avvenire a temperatura ambiente e deve terminare nel minor tempo possibile per evitare problemi di ossidazione. A questo punto il Pesto è pronto e può essere utilizzato per condire le trofie, le trofiette, le trenette avvantaggiae, i mandilli de saea e può essere aggiunto per dare gusto al minestrone di verdure.  Oggi, nell'era della fretta, per fare un buon Pesto Genovese si usa anche il frullatore, ma la migliore soluzione è sempre quella "all'antica" !!!

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giovedì 10 maggio 2012

12

Risotto alla Parmigiana


Un buon risotto è sempre un’ottima cena. Sarà che da brava milanese adoro i risotti ben conditi e all’onda. Ieri sera poi ho avuto modo di preparare un “signor” risotto celebrando un felice matrimonio tra un riso di qualità superlativa, il Carnaroli GliAironi e il “massiccio” tegame di BergHOFF, con cui ho iniziato una collaborazione qualche giorno fa.  Accattivanti nel design e di ottima qualità, gli utensili di BergHOFF rappresentano un validissimo aiuto in cucina per la riuscita dei vostri piatti.

A questo proposito vi voglio segnalare un evento di BergHOFF in collaborazione con Tonelli Group che si terrà domenica 13 Maggio alle ore 16.30 a Castel del Piano (Gr) presso il punto vendita di Tonelli Group. Venite a passare un divertente pomeriggio ai fornelli insieme allo Chef Shady! Non i soliti fornelli ma… fuochi di passione.
E non è finita qui! Dovete sapere, infatti,  che chi si presenterà, il giorno stesso dell’evento, con stampata una ricetta dell’Antro dell’Alchimista potrà avere il 20% di sconto sull’acquisto di un articolo BergHOFF.

invito tonelli

Risotto alla Parmigiana

Ingredienti x 4 persone
250 g riso Carnaroli GliAironi
50 g burro
1 scalogno
1 bicchiere di chardonnay
1 litro di brodo vegetale
Sale

Per mantecare
1 noce di burro
1 cucchiaio di vino Chardonnay
150 g parmigiano grattugiato

In cucina con l’Antro: Tegame BergHOFF

Preparazione
In un ampio tegame fate sciogliere il burro. Aggiungete lo scalogno tritato finemente e soffriggete per qualche minuto. Aggiungete il riso e fate tostare sino a che non diventa trasparente. Sfumate con lo chardonnay e fate evaporare completamente. Aggiungete il brodo e fate cuocere per circa 18 minuti. Levate dal fuoco, mantecate con una noce di burro, qualche goccia di chardonnay e il parmigiano. Regolate di sale. Servite caldo e molto all’onda.
 Risotto alla Parmigiana 4 
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martedì 8 maggio 2012

17

Ciambella al Cacao Bertolini

 Ceramiche MV% Ceramics Design

Questo è quanto è successo questa mattina durante la colazione: “Mamma, posso avere un’altra fetta di ciambella al cioccolato?” “No Junio, la devo fotografare! Ma ti prometto che a merenda la potrai mangiare tutta”. Questo è il rischio che corre il figlio di una mamma foodblogger: avere davanti un ciambellone al cacao e doversi accontentare di una misera fettina.  Sinceramente è da questa mattina alle 7 che mi sento una stronza per avere negato a Junio un’altra fetta ma, cazzarola! Io quella torta non l’avevo ancora fotografata!!!
Ricetta semplicissima che profuma di cose buone di una volta. Le nocciole danno a questo dolce un gusto particolare, vi consiglio di non ometterle. La ricetta l'ho rispolverata da un vecchio ricettario Bertolini, direttamente dalla cucina di Mariarosa. Ve la ricordate la canzoncina di Mariarosa e la galleria di Caroselli? Vi ho riportato indietro con gli anni eh??? E dopo il carosello, tutti a ninna! 

Ciambella al Cacao Bertolini

Ingredienti
200 g di zucchero
150 ml di olio di semi (1 bicchiere)
125 g di farina
125 g di fecola di patate
50 g di nocciole tostate e sgusciate e tostate Life
30 g di cacao amaro
5 uova
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito vanigliato

Preparazione Riducete le nocciole in granella. In una terrina sbattete le uova con zucchero e sale fino ad ottenere un composto spumoso. Unite un po’ alla volta la farina setacciata con la fecola, il cacao ed il lievito, alternandovi l’olio. Versate il tutto in uno stampo a ciambella del diametro di 24 cm imburrato ed infarinato e copritelo con la granella di nocciole. Cuocete nella parte bassa del forno già caldo (elettrico: 180°C, ventilato: 170°C, a gas: parte centrale, 190°C) per 40-45 minuti

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