venerdì 17 aprile 2015

Zabaione al Caffè

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Servizio da caffè MV% Ceramics Design

Categoria le facili ricette con il bimby anzi oltre che facili, anche veloci e deliziose. Oggi vi posto la ricetta dello zabaione, quel famoso dolce al cucchiaio a base di uova, zucchero e marsala, ma nella versione odierna è arricchito anche di caffè per dare una sferzata in più a questa splendida crema considerata già altamente energizzante.

Curiosità: ci sono tre leggende in merito alla nascita dello zabaione.
La prima lo fa risalire al 1500 quando il capitano di ventura Giovanni Baglione si accampò alle porte di Reggio Emilia e mandò i soldati a razziare i contadini della zona. I soldati tornarono con una quantità di uova, zucchero e vino, mescolarono tutto insieme e ne ottennero una bevanda molto gustosa. Il nome zabaione in questo caso deriverebbe dalla contrattura di Giovanni Baglione “Zvàn Bajòun”.
La seconda invece vuole lo zabaione come un dolce tipico del Piemonte e il suo nome (all’origine “sambajon”) deriva da San Giovanni di Baylon protettore dei pasticcieri.
Mentre la terza ci porta a Venezia e fa risalire il dolce a una bevanda Jugoslava chiamata “zabaja” che approdò sulle coste veneziane.
 
Zabaione al Caffè
 
Ingredienti
120 gr tuorli d’uovo freschissimo
120 gr zucchero
80 gr marsala
40 gr caffè
 
Inoltre
Qualche chicco di caffè per decorare
 
Preparazione
Mettere la farfalla, inserire nel boccale i tuorli e lo zucchero, lavorare 5 minuti, 37°, velocità 3
Aggiungere il Marsala e il caffè. Cuocere per 8 minuti a 70° velocità 4
Servire nelle coppette guarnendolo con qualche chicco di caffè pestato.
 
 
L'angolo del barman: Vov
Il Vov è un liquore a base di uova, una sorta di zabaione liquoroso con una gradazione alcolica intorno ai 18°.
Questo liquore è nato nel 1845 ad opera di un pasticciere di Padova, Gian Battista Pezziol, famoso per la produzione del torrone. Il torrone è fatto con gli albumi pertanto questo pasticciere si ritrovò con una cospicua quantità di tuorli da riciclare. Ecco che decise di unire a questi tuorli del marsala, dell’alcol e dello zucchero e iniziò la produzione dello zabaione liquoroso.
Una bevanda energizzante che ebbe da subito un grande successo anche per la sua funzione ricostituente e che valse a Pezziol una bella medaglia d’argento alla qualità.
Proprio per le sue qualità energizzanti nella seconda guerra mondiale il Vov viene inserito nella dotazione fornita ai soldati impegnati nel combattimento
Il nome Vov deriva dal termine veneto “vovi” che sta appunto ad indicare le uova.
Sino agli anni ’80 il Vov è stata una bevanda molto in voga. Seguirono poi anni di declino ed è stato riscoperto recentemente grazie al cocktail bombardino, molto di moda nei rifugi di montagna durante la stagione sciistica, dove il Vov è l’ingrediente principale.

Vov, Liquore all'Uovo
dal sito Cibo 360.it

Ingredienti per una bottiglia da 0,750 lt.
300 ml latte intero
100 tuorli d'uovo
100 ml marsala
100 ml alcol buongusto 95%
400 gr zucchero semolato
qualche seme di bacca di vaniglia

Preparazione
In una ciotola sbattere le uova con lo zucchero aiutandosi con le fruste, fino a che il composto non assuma una consistenza cremosa, poi aggiungere i semi di vaniglia. Sempre continuando a mescolare aggiungere anche l'alcol puro e il vino liquoroso e infine il latte. Cuocere il composto nella stessa ciotola a bagnomaria per almeno 10 minuti, senza alzare troppo la fiamma, l'acqua non deve bollire, deve solo "tremare", altrimenti si rischia di cuocere le uova. Aspettare che il liquore si raffreddi e imbottigliarlo in una bottiglia di vetro scuro da 0,750 lt.  Conservare in luogo fresco e asciutto, anche in frigorifero va bene, e agitarlo sempre prima di berlo.

Fonte Pinterest
 
 
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mercoledì 15 aprile 2015

Focaccia alle Zucchine e Grana

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Focaccia alle Zucchine e Grana

Qui a casa siamo golosissimi di focaccia e l’utilizzo di condimenti a base di ortaggi mi permette di far mangiare la verdura anche a Junio che altrimenti tenta sempre di lasciarmela a bordo piatto. La ricetta utilizzata è, come sempre, quella delle Simili con cui mi trovo decisamente bene.
Per impastare vi ho messo tutti e tre i procedimenti: focaccia con il bimby, con la macchina del pane, con olio di gomito (ma nemmeno poi tanto) per chi impasta a mano.

Curiosità: le zucchine sono un ortaggio che arriva dall’America Centro Settentrionale. In Europa si sono diffuse nel Sedicesimo secolo. Oggi le zucchine si trovano tutto l’anno, ma la loro stagione sarebbe quella estiva. Sono composte dal 95% di acqua e sono ricche di potassio e acido folico. Sul fisico svolgono un’azione diuretica e disintossicante.
Le zucchine che si consumano sono quelle acerbe, poiché una zucchina arrivata a piena maturazione è immangiabile essendo lunga oltre un metro e soprattutto piena di grossi semi.
Rimedio della nonna contro il mal di testa: adagiare delle fettine di zucchine sulle tempie, quando seccano cadono e si portano via il male.

Focaccia alle Zucchine e Grana

Ingredienti per l'impasto
450 farina 00
150/170 g d'acqua
50 g lievito madre attivo in polvere
10 g sale
2 cucchiai di olio di oliva
 
Inoltre
2 zucchine
Scagliette di Grana (per l’Antro Bella Lodi senza lattosio)
Basilico tritato
 
Per pennellare
6 cucchiai di olio
6 cucchiai d'acqua
Un pizzico di sale
 
Preparazione
Procedimento per chi usa il bimby: versare tutti gli ingredienti della focaccia nel boccale e impastare 4 min programma spiga. Mettere in una ciotola unta d’olio e fare lievitare sino al raddoppio.
Procedimento per chi usa la macchina del pane: mettere nel cestello prima gli ingredienti liquidi, poi quelli solidi e azionare il programma impasto + lievitazione.
Se impastate a mano: unire la farina con il lievito madre attivo in polvere, aggiungere l’olio, l’acqua, il Parmigiano e il sale impastando e battendo battendo l'impasto. Mettere sul tavolo e lavorare battendo per 7-8 minuti, rimettere nella ciotola unta d'olio e far raddoppiare di volume.

Rovesciare l’impasto sul tavolo e formare un filone, che verrà appoggiato su una teglia rettangolare ricoperta di carta forno. Fare riposare per altri 15 minuti poi spianare con un corto mattarello e con il palmo della mano sino a ricoprire quasi totalmente il fondo della teglia. Se si vuole è possibile anche spianare il filone subito messo nella teglia, ma occorrerà uno sforzo maggiore poiché nella pasta appena lavorata il glutine è più vivace e offre una maggior resistenza. Fare infine lievitare per 30 minuti.
Tagliare le zucchine a rondelle fini utilizzando una mandolina e disporle sulla focaccia. Coprire con 6 cucchiai d'olio battuti con 6 cucchiai d'acqua e un pizzico di sale, cospargere con il basilico tritato, aggiungere le scaglie di Grana. Fare raddoppiare abbondantemente (sarà necessaria un'ora e mezza). Preriscaldare molto bene il forno a  200° e infornare per 25 minuti o sino a doratura delle zucchine.
 

Abbinamento consigliato: la ricetta di oggi ha marcati sentori mediterranei e spicca per untuosità, aromaticità, tendenza dolce e sapidità. L’abbinamento consigliato è con un vino bianco laziale: il  Colli Lanuvini. Un vino dal bel colore giallo paglierino; al naso presenta profumi di media intensità fruttati e floreali; al palato risulta fresco, sapido, di media alcolicità, vellutato, armonico, di buona struttura e con finale ammandorlato.
 

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lunedì 13 aprile 2015

Lasagne alla Crema di Pesto e Ricotta con Scagliette di Mandorle Tostate

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Lasagne alla Crema di Pesto e Ricotta con Scagliette di Mandorle Tostate


Con l’arrivo dei primi caldi si desiderano ricette che profumano d’estate. Proprio come queste lasagne profumate al pesto che sono un’ottima alternativa alla classica lasagna emiliana.
Come preparare le lasagne al pesto? Il procedimento è semplicissimo rispetto alla lasagne tradizionali e, se usate le sfoglie pronte, diventa anche molto veloce e in meno di un’ora potete portare a tavola un piatto goloso e decisamente sostanzioso. Queste lasagne sono ottime servite tiepide pertanto le potete preparare anche per una scampagnata.

Curiosità: le lasagne sono un piatto dalla storia antichissima: vengono citate da Apicio (25 a.c.-37 d.c.) nel suo famoso De Re Coquinaria “lagane (strisce di pasta sottile simili alla nostra sfoglia) intervallate con strati di carne nobile”.
La Repubblica di Genova, nel 1100, le considerava un cibo da marinai e nella cambusa non mancavano mai, già pronte solamente da riscaldare. E si sa che le lasagne riscaldate sono sempre buonissime.
Ad oggi invece le lasagne sono un cibo “gourmet” che rientra nei pasti della domenica degli astronauti italiani mandati nello spazio.
 
Lasagne alla Crema di Pesto e Ricotta 
con Scagliette di Mandorle Tostate
 
Ingredienti per 4 persone
300 gr di lasagne all’uovo
 
Per la crema di pesto e ricotta
sbattere insieme sino ad ottenere una salsina omogenea e abbastanza liquida
250 g di ricotta
300 g di pesto
500 ml di besciamella
 
Inoltre 
150 gr scamorza affumicata
100 gr grana grattugiato (per l’Antro Bella Lodi grattugiato fresco senza lattosio)
3 cucchiai di scagliette di mandorle tostate
qualche fiocco di burro
 
Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. Ridurre la scamorza a dadini. Spalmare sul fondo di una teglia rettangolare un po’ di crema di pesto. Posizionare il primo strato di lasagne, ricoprirle con uno strato di crema al pesto, qualche dadino di provola, una spolverata di grana e qualche scaglietta di mandorla tostata. Coprire il tutto con il secondo strato di lasagne e con la farcia ripetete lo stesso procedimento. Continuare così sino all’esaurimento delle lasagne. Sull’ultimo strato mettete solo la crema di pesto, il grana e qualche fiocchetto di burro. Infornare in forno caldo già 180° per circa 30 minuti; per finire passare qualche minuto al grill per formare la crosticina.
 

Abbinamento consigliato
Il piatto odierno presenta una buona struttura e spicca per grassezza, tendenza dolce, aromaticità, sapidità e untuosità. In abbinamento propongo un Colli di Luni Vermentino, è proprio in questa terra ligure a stretto contatto con la Toscana che troviamo la miglior espressione del vermentino. Un vino che si presenta con un bel colore giallo paglierino, al naso ha profumi intensi, fruttati, floreali e mediterranei (si percepisce molto bene il basilico e il timo); al palato si presenta di buona struttura e morbidezza, secco, fresco e sapido di buona persistenza con finale leggermente ammandorlato.
 
 
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giovedì 9 aprile 2015

Pasta alla Checca

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Pasta alla Checca
  Pirofila Colì 

Iniziamo a parlare di ricette estive? Sarà che mi sono stufata del freddo e ho voglia di sole e di caldo. Oggi vi propongo una ricetta tipica romana: la Pasta alla Checca. Un piatto che ho assaggiato per la prima volta più di 20 anni fa in una trattoria alle porte della Capitale e che mi è garbato talmente tanto da riproporlo innumerevoli volte. Una ricetta semplicissima ma che profuma di cose buone!

Per questo piatto sono necessari pochi ingredienti ma di ottima qualità come la mozzarella di bufala, del profumato basilico e i pomodorini che devono essere dolci e ben saporiti, io prediligo i pachino. La pasta deve essere corta, io da sempre uso i ditalini rigati, quelli per la minestra per capirci. Potete servire questa pasta a temperatura ambiente o fredda. Ottima da portare come pranzo al sacco nelle vostre scampagnate estive.

Curiosità: Pachino (provincia di Siracusa) si trova nella punta meridionale della Sicilia orientale. In questa zona troviamo un mix di fattori favorevoli (terreno, luce, temperatura, acqua) che permettono di ottenere un pomodoro profumato, dal sapore caratteristico, sapido, croccante, consistente e carnoso, dalla buccia brillante, resistente e ricco di antiossidanti.
L’esposizione prolungata delle piante di pomodoro ai raggi del sole è alla base della sintesi del licopene (che è il principale responsabile del colore rosso del pomodoro), un antiossidante con importanti proprietà antitumorali. Delle recenti ricerche hanno dimostrato che il Pomodoro di Pachino è ricco di antiossidanti e vitamine in misura molto superiore ad altri pomodori di caratteristiche analoghe.
Il Pomodoro di Pachino presenta inoltre una lunga durata post raccolto che gli permette di resistere a lunghi percorsi raggiungendo così i mercati europei più distanti mantenendo inalterate le sue qualità.
Il legame stretto tra le caratteristiche di questo pomodoro e le peculiarità del territorio di provenienza hanno permesso di istituire il riconoscimento del marchio di qualità IGP (Indicazione Geografica Protetta). Ad oggi l’autentico pomodoro di Pachino è tutelato da un apposito marchio distintivo che un Consorzio di tutela si adopera di applicare sulla base di un preciso disciplinare di produzione.

Pasta alla Checca

Ingredienti per 4 persone
350 gr pasta formato ditalini rigati
300 gr pomodorini Pachino
250 gr mozzarella di bufala
2 cucchiai di Basilico tritato
1 spicchio d’aglio
Sale
Pepe nero macinato
Olio extravergine d’oliva

Preparazione
Bollire la pasta in acqua salata avendo cura di lasciarla molto al dente. Scolarla e farla intiepidire. Tagliare in piccoli cubetti i pomodori e la mozzarella. In un’insalatiera (meglio se di coccio) mettere il pomodoro, la mozzarella, la pasta. Condire con lo spicchio d’aglio tagliato a lamelle, l’ olio extravergine d’oliva, il sale, il pepe e il basilico fresco tritato. Mescolare per bene, lasciate riposare il tutto a temperatura ambiente, coperto da pellicola trasparente, per almeno 1 ora prima di servire.


Abbinamento consigliato: ci troviamo davanti ad un piatto dove spiccano la tendenza dolce, l’aromaticità e la sapidità, una certa grassezza e untuosità e una leggerissima tendenza acida e piccante. Rimanendo nel territorio romano, in abbinamento proponiamo un Frascati nella tipologia secco. Il Frascati è uno tra i più famosi vini bianchi italiani. Dal colore giallo paglierino, al naso si presenta con delicati sentori fruttati (di frutta a polpa bianca) e floreali (di fiori bianchi). Al palato risulta ben equilibrato, fresco, giovane, di discreta morbidezza, struttura e persistenza gusto olfattiva.

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giovedì 2 aprile 2015

Raccolta di Ricette Pasquali

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Raccolta di Ricette Pasquali


Avrei voluto postarvi ancora qualche ricetta prima della Pasqua, ma abbiamo avuto un lutto improvviso in famiglia. Mio suocero, molto serenamente nel sonno, è volato in cielo lunedì mattina. Certo per noi che siamo rimasti "su questa terra"  i giorni si stanno susseguendo in un alone surreale. Da circa 6 anni l'avevamo portato a vivere qui, in una deliziosa casa famiglia vicino a noi, era l'unico nonno di Junio a cui era legatissimo e l'unico parente che avevamo... oddio sulla carta, purtroppo, ne esistono anche altri sui quali, da anni e annorum ormai, abbiamo però steso un velo pietoso così come l'aveva steso anche Nonno Armando che chiedeva più solamente delle sue due nipoti figlie della sua amatissima sorella.

Junio con il Nonno Armando,  un Signore d'altri tempi...

Cmq Nonno Armando è sempre stata un'ottima forchetta, sino all'ultima colazione di lunedì mattina! Per lui il buon cibo era sacro e veniva subito dopo il suo adorato nipotino. A tavola era una di quelle persone che ti dava proprio la massima soddisfazione, assaggiava tutto, gustava tutto e mai alcuna briciola rimaneva nel piatto. "Il cibo non va sprecato!" diceva sempre lui che aveva vissuto la guerra e soprattutto la fame. E proprio una decina di giorni fa ci disse "Quando andrò in cielo non voglio che siate tristi, ma vi chiedo di organizzarmi una bella festa piena di allegria e con tante cose buone da mangiare"


Pertanto questa raccolta di ricette pasquali non posso che dedicarla a lui, che peraltro ha assaggiato e golosamente approvato ogni ricetta presente in questa raccolta e a voi, miei cari lettori, non mi resta che augurarvi di trascorrere una Pasqua Serena insieme ai vostri affetti più cari.


http://www.antroalchimista.com/search/label/Pasqua


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